Manuale di storia: formazione alla cittadinanza e storia della Svizzera

Documento di Scuola superiore sulla storia della Svizzera, dalle sue origini al Novecento. Il Pdf esplora l'evoluzione della Confederazione elvetica e dello Stato federale, con un focus sulle peculiarità del Paese come il plurilinguismo e la neutralità, utile per la materia Storia.

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36 pagine

v 02.2024
Manuale di storia
Corso di formazione alla cittadinanza
Edizione: Settembre 2024
2 di 36
Sommario
1 Prefazione 4
2 I territori elvetici durante l’Antichità e l’Alto Medioevo 5
2.1 Le grandi migrazioni del Tardo Antico e la differenziazione linguistica 5
3 Le origini della Confederazione elvetica 7
3.1 Il Sacro Romano Impero Germanico e la nascita dei comuni 7
3.2 I comuni elvetici 8
3.3 Il conflitto con gli Asburgo e i patti di alleanza 9
3.4 Il Patto del Grütli (1291) 10
3.5 La battaglia del Morgarten e il Patto di Brunnen (1315) 10
3.6 Il mito di Guglielmo Tell 11
4 Lo sviluppo della Confederazione elvetica 12
4.1 L’allargamento dell’alleanza 12
4.2 I soldati svizzeri e il servizio mercenario 13
4.3 Il falso mito dell’unità confederale 13
4.4 L’espansione territoriale 14
4.5 Le Guerre d’Italia e la conquista del Ticino 14
4.6 La Dieta federale 16
5 La riforma religiosa 17
5.1 La riforma di Ulrich Zwingli (1525) e le guerre di religione 17
5.2 La riforma a Ginevra 19
5.3 La Guerra dei Trent’anni e la pace di Vestfalia 19
6 Il periodo della Rivoluzione francese 20
6.1 La dominazione straniera (1798-1814) 20
6.2 L'Atto di Mediazione (1803) 21
6.3 Il Congresso di Vienna (1815) 21
6.4 Il Canton Ticino a inizio Ottocento 22
7 Lo Stato federale 24
7.1 La modernizzazione del Paese 24
7.2 La Guerra del Sonderbund (1847) 24
7.3 La nascita dello Stato federale 25
7.4 Identità nazionale 26
7.5 Lo sviluppo economico 26
8 La Svizzera nel Novecento 28
9 Il Canton Ticino nel Novecento 31
9.1 L’industrializzazione 31
9.2 Il turismo 31
9.3 Il commercio 32
9.4 La finanza 32
10 Approfondimenti 33
10.1 La bandiera del Canton Ticino 33
10.2 Neutralità della Svizzera durante la Seconda guerra mondiale 33
10.3 Inno nazionale svizzero (Salmo svizzero) 34

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Anteprima

Manuale di storia

Corso di formazione alla cittadinanza
Edizione: Settembre 2024
v 02.2024Sommario

  1. Prefazione
  2. I territori elvetici durante l'Antichità e l'Alto Medioevo

Le grandi migrazioni del Tardo Antico e la differenziazione linguistica

  1. Le origini della Confederazione elvetica

Il Sacro Romano Impero Germanico e la nascita dei comuni

I comuni elvetici

Il conflitto con gli Asburgo e i patti di alleanza

Il Patto del Grütli (1291)

La battaglia del Morgarten e il Patto di Brunnen (1315)

Il mito di Guglielmo Tell

  1. Lo sviluppo della Confederazione elvetica

L'allargamento dell'alleanza

I soldati svizzeri e il servizio mercenario

Il falso mito dell'unità confederale

L'espansione territoriale

Le Guerre d'Italia e la conquista del Ticino

La Dieta federale

  1. La riforma religiosa

La riforma di Ulrich Zwingli (1525) e le guerre di religione

La riforma a Ginevra

La Guerra dei Trent'anni e la pace di Vestfalia

  1. Il periodo della Rivoluzione francese

La dominazione straniera (1798-1814)

L'Atto di Mediazione (1803)

Il Congresso di Vienna (1815)

Il Canton Ticino a inizio Ottocento

  1. Lo Stato federale

La modernizzazione del Paese

La Guerra del Sonderbund (1847)

La nascita dello Stato federale

Identità nazionale

Lo sviluppo economico

  1. La Svizzera nel Novecento
  2. Il Canton Ticino nel Novecento

L'industrializzazione

Il turismo

Il commercio

La finanza

  1. Approfondimenti

La bandiera del Canton Ticino

Neutralità della Svizzera durante la Seconda guerra mondiale

Inno nazionale svizzero (Salmo svizzero)

2 di 36

  1. Bibliografia
  2. Sitografia
  3. Indice delle figure

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Prefazione

Plurilinguismo, federalismo, neutralità e sviluppo economico: il nostro Paese ha diverse
peculiarità e per comprenderle è necessario volgere lo sguardo al passato e alle vicende
storiche che hanno condotto alla nascita e all'evoluzione della Confederazione elvetica e
dello Stato federale.

In queste pagine seguiremo l'ordine cronologico degli eventi, ma l'obiettivo di questo breve
manuale non è certo quello di fornire un resoconto completo e dettagliato della storia
svizzera o di dibattere sulle questioni storiografiche che interessano gli accademici. Più
modestamente, questo documento ci aiuterà far comprendere l'origine di quelle
caratteristiche che rendono la Svizzera ciò che è: un Paese unico (come tutti gli altri, del
resto) nel quale diverse culture convivono in pace.

La bibliografia presentata alla fine del testo ha due scopi: indicare le opere dalle quali sono
state tratte le informazioni presenti nel testo e fornire lo spunto per eventuali
approfondimenti.

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I territori elvetici durante l'Antichità e l'Alto Medioevo

Le grandi migrazioni del Tardo Antico e la differenziazione linguistica

Oggi la Svizzera riconosce ben quattro lingue nazionali, tre delle quali sono ufficiali e
vengono utilizzate per redigere i documenti pubblici. L'origine di questo plurilinguismo va
però ricercata in un'epoca lontana, molto precedente alla formazione della Confederazione
elvetica.

Il processo ha infatti avuto inizio durante l'epoca del Tardo Antico, un periodo storico
compreso tra il III e il V secolo dopo Cristo. In quegli anni l'Europa subì stravolgimenti così
grandi da indurre gli storici a ritenere che un'epoca storica stesse finendo (quella antica) e
una nuova stesse per avere inizio, il cosiddetto Medioevo.

Fu in quel periodo di transizione che si sono definite le diverse aree linguistiche che
caratterizzano la Svizzera attuale: a occidente un'estesa area francofona; a sud (in Ticino
e in poche valli grigionesi) un'area italofona; in altre valli grigionesi una piccola area nella
quale si parla il romancio e, infine, a nord e a est un'area germanofona che oggi è molto
più vasta. Eccetto il tedesco, tutte le lingue sono neolatine, ovvero derivate dal latino.
Anche nelle epoche precedenti al Tardo Antico il territorio che oggi costituisce la Svizzera
aveva ospitato delle popolazioni con proprie lingue e tradizioni, ma queste non sono state
determinanti per la definizione delle aree linguistiche del nostro Paese. Questi popoli ci
hanno comunque lasciato molto, come testimoniano numerosi (e interessanti) reperti
archeologici o alcune evidenti tracce nei nomi di luogo che usiamo ancora oggi.

L'aggettivo "elvetico", per esempio, viene oggi utilizzato come sinonimo di "svizzero" e
deriva proprio da una delle popolazioni celtiche che nell'Antichità migrarono nel nostro
territorio: gli Elvezi. Inoltre, Elvezia è la personificazione della Svizzera ed è così
profondamente radicata nella nostra storia da essere raffigurata in molti simboli nazionali
(la troviamo per esempio su tutte le monete, esclusa quella da 5 franchi).

Gli Elvezi e altre popolazioni celtiche furono sottomesse dai Romani durante la loro
espansione iniziata nel V secolo avanti Cristo e culminata nel 180 dopo Cristo; un
predominio che impose in tutta l'Europa mediterranea il latino come lingua del potere e
della cultura. Sull'odierno territorio svizzero, i Romani instaurarono la provincia dell'Elvezia
e scelsero come capitale Aventicum Helvetiorum, l'attuale Avenches nel canton Vaud.

A partire dal III secolo d.C. i Romani furono colpiti da profonde crisi di natura economica,
sociale, politica e militare; queste difficoltà si intrecciarono tra loro e causarono il
progressivo declino dell'Impero Romano d'Occidente, fino al suo crollo (476 d.C.). Nel
Tardo Antico, dunque, le popolazioni esterne ai confini imperiali cercarono
immediatamente di approfittare di queste fragilità per accaparrarsi una parte delle
straordinarie ricchezze accumulate dall'Impero.

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Le popolazioni dell'Asia centrale e del nord Europa, per lo più nomadi o semi-nomadi,
erano periodicamente coinvolte in grandi movimenti migratori. Questi spostamenti erano
motivati dalla ricerca di terre fertili, dalla crescita della popolazione, dall'esigenza di fuggire
da gravi fenomeni climatici o da guerre tribali. Se però in epoche precedenti i Romani
erano sempre riusciti a respingere le incursioni di questi gruppi di migranti, nel periodo di
crisi del Tardo Antico non furono più in grado di farlo.

Gli storici si interrogano ancora oggi sull'origine e l'identità delle popolazioni che migrarono
all'interno dei confini romani. Rimangono infatti diversi dubbi, al punto che diverse teorie
storiografiche in vigore da diversi anni sono state messe fortemente in discussione e i
manuali di storia stanno subendo profonde revisioni. Sta di fatto che diversi gruppi di
guerrieri (talvolta accompagnati da tribù) penetrarono nell'Impero e si stanziarono al suo
interno. Fu allora che avvenne una vera e propria fusione culturale, un reciproco scambio
tra popoli molto diversi fra loro che si trovavano a convivere negli stessi spazi.

Le popolazioni da tempo "latinizzate" che risiedevano sul territorio elvetico videro giungere
i Burgundi, una popolazione germanica che si stanziò nel sud-est dell'attuale Francia,
dopo varie vicissitudini dovute al periodo convulso. Un altro gruppo di germani detto degli
Alamanni (o Alemanni) sfondo invece un tratto di confine particolarmente debole
dell'Impero e penetrò negli Agri decumates, tra i fiumi Reno e Danubio; si spinse poi
sempre più in profondità, fino a raggiungere il lago di Costanza.

Dal punto di vista linguistico, però, i due gruppi di invasori vissero qualcosa di ben diverso.
I Burgundi si insediarono in un territorio densamente popolato dai latini e furono
culturalmente influenzati da loro. Pur costituendo un regno, infatti, erano in numero ridotto
e persero progressivamente i loro costumi e le loro tradizioni; la lingua burgunda, per
esempio, scomparve del tutto. In quell'area e in tutta la Gallia si affermò così una lingua
neolatina che è oggi riconosciuta come antica progenitrice del francese.

Gli Alamanni invece occuparono un territorio che era stato progressivamente abbandonato
dai Romani perché considerato insicuro, e questo a causa delle incursioni dei cosiddetti
"barbari". Furono dunque gli Alamanni a imporre la propria cultura sulla scarsa
popolazione autoctona e si diffuse così l'uso di una lingua di ceppo germanico.

È trascorso tanto tempo da allora e il confine linguistico si è spostato a causa delle
complesse dinamiche sociali e delle vicissitudini storiche che hanno riguardato l'Europa.
Nei primi secoli del Medioevo (VI-VIII secolo d.C.) le genti di lingua germanica penetrarono
più a sud e lungo l'Altopiano fino ad arrivare a Berna, riducendo progressivamente l'area
francofona.

Tuttavia, in quel periodo si è radicata una linea di confine che corre approssimativamente
lungo tutto il confine naturale creato dal Reno e taglia in due l'Europa centrale lungo un
asse verticale: i territori francofoni da una parte e quelli germanofoni dall'altra.

Nelle epoche successive, questa divisione linguistica si è consolidata anche grazie al
radicamento di una separazione culturale. Dopo tutto, il famoso Röstigraben sta a indicare
una frontiera che non è solo linguistica ma riguarda anche la mentalità delle persone: le
differenze si riflettono così nei costumi, nel modo di agire e (non da ultimo) nelle opinioni
politiche chiaramente espresse in occasione delle votazioni.

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Se spostiamo lo sguardo verso sud troviamo le Alpi, che costituiscono un altro imponente
confine naturale. Sul territorio che si trova oltre queste montagne giunsero i Longobardi,
un popolo che rappresentava comunque una minoranza rispetto alle persone vicine alla
cultura Romana che già abitavano quelle terre. L'influenza della cultura latina rimase
quindi forte e da queste parti (l'odierno Ticino) si mantenne la lingua, che col tempo è
diventato l'italiano di oggi.

Infine, alcune valli orientali rimasero isolate dato che erano impervie e lontane dalle
principali vie di comunicazione. Non furono quindi toccate da questi grandi movimenti
migratori (in particolare degli Alamanni) e le piccole comunità che vivevano lì riuscirono a
conservare e a tramandare la loro lingua di origine latina, che divenne poi il romancio.

Le origini della Confederazione elvetica

La Svizzera moderna (ovvero lo Stato federale svizzero) nacque nel 1848 sulle
fondamenta costituite dalla Confederazione elvetica. Ecco i principali fatti storici che
portarono a quel risultato.

Il Sacro Romano Impero Germanico e la nascita dei comuni

Le popolazioni di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente (Alemanni, Burgundi e
Longobardi) diedero origine a tre regni romano germanici che diventeranno parte del Sacro
Romano Impero Germanico (962), il quale comprendeva il Regno d'Italia e i territori elvetici.

Dopo l'anno Mille, in Europa ebbe inizio un'epoca di grande prosperità economica che
consentì lo sviluppo di un fiorente commercio a lunga distanza: materie prime e beni di lusso
provenienti dall'Oriente (sia Estremo, sia Vicino) raggiungevano con facilità il continente
europeo e le vie di commercio collegavano sempre meglio il nord Europa al Mediterraneo.
L'aumento demografico spingeva inoltre la popolazione a produrre di più e anche le tecniche
di lavorazione migliorarono, soprattutto nel settore tessile. Questi fenomeni portarono così
alla rinascita delle città e dell'artigianato.

A partire dall'XI secolo, soprattutto in Italia ma anche in altre regioni d'Europa, si affermò il
"comune". Questa istituzione nasceva sia in città, sia nelle aree rurali e permetteva ai propri
abitanti di godere di una maggiore autonomia politica rispetto ai poteri superiori
rappresentati da famiglie aristocratiche, istituzioni ecclesiastiche (che detenevano i diritti
signorili), sovrani e l'imperatore.

Il comune era un'associazione politica tra individui che si riconoscevano come appartenenti
a una comunità e iniziavano a regolare i rapporti tra di loro con norme e leggi. Ogni comune
aveva quindi le proprie regole che lo distinguevano da altre entità politico-territoriali presenti
nei paraggi. Queste comunità si organizzavano e autoregolavano per questioni economiche,
amministrative, giuridiche e giudiziarie. Rappresentavano quindi il desiderio di autonomia di
un ceto emergente composto solitamente dalle famiglie più autorevoli, ricche e potenti di un
luogo.

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