Documento sulla Gestione Annuale del Vigneto. Il Pdf descrive le principali pratiche agronomiche per la viticoltura, come la cimatura, la sfogliatura e la legatura dei germogli, per la formazione professionale.
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Gli obiettivi cui il viticoltore deve tendere sono:
Fatta salva una corretta potatura invernale, la gestione della parete vegetativa si configura come il principale mezzo che il viticoltore ha a disposizione per ottimizzare il risultato del suo vigneto.
Gli zuccheri contenuti nell'uva derivano solo ed esclusivamente dall'attività fotosintetica delle foglie, ed è noto peraltro che la fotosintesi è possibile solo quando le foglie sono ben illuminate e raggiunte dai raggi del sole. Una parete vegetativa efficiente, deve allora essere composta di sole foglie perfettamente o almeno ben illuminate, e da una minima quota di foglie in ombra. Per ottenere questo risultato, la parete fogliare deve avere uno spessore contenuto (massimo 60-70 cm) ed essere il più verticale possibile.
La cimatura si configura come importante strumento per ottenere una massa elaborante (foglie) funzionante soprattutto dall'invaiatura in poi, ovvero dal momento in cui inizia l'accumulo degli zuccheri nel grappolo. La cimatura prevede l'asportazione di una parte più o meno consistente del germoglio; questi reagisce all'intervento con l'emissione di germogli laterali (femminelle). Sono proprio le femminelle che dovranno essere fotosinteticamente attive al momento dell'invaiatura ed indirizzare i loro elaborati al grappolo. Si consiglia di eseguire questa operazione piuttosto precocemente, vale a dire in fase di allegagione, che per i nostri ambienti corrispondente alla metà di giugno. Per quanto riguarda l'intensità del taglio si ritiene corretto conservare da 8 a 10 foglie dopo l'ultimo grappolo.
L'operazione consiste nel togliere alcune foglie intorno ai grappoli migliorando così la loro illuminazione ed il loro microclima complessivo. Va subito precisato che è un intervento delicato, da eseguire con cura ed attenzione. Non è consigliato operare sulle varietà a bacca bianca, in quanto una eccessiva esposizione dei grappoli ai raggi solari e una conseguente temperatura troppo elevata delle bacche può portare a fenomeni di scottatura, ad una drastica riduzione dei contenuti acidi (vedi acido malico) e delle potenzialità aromatiche dell'uva. Per i vitigni rossi, al contrario, una buona esposizione al sole migliora la colorazione delle bacche quale conseguenza di una sintesi antocianica portata su più alti livelli.
Tipica dei sistemi a spalliera, questa pratica tende a disporre ordinatamente i germogli su un piano verticale, evitandone l'affastellamento. Questa pratica, fatta in genere dopo l'allegagione, migliora l'agostamento dei tralci, la maturazione dei grappoli, favorisce l'arieggiamento all'interno della chioma e migliora la movimentazione delle macchine. Attualmente questa operazione è pressoché svolta integralmente da macchine legatrici, che stendono una coppia di fili sulla struttura principale, nella quale inseriscono e legano i tralci convogliati verso l'alto.
La sfemminellatura o ricimatura ha lo scopo di consentire la migliore illuminazione ed aerazione dei grappoli, soprattutto in funzione anti-Botrytis. Questa operazione consiste nell'eliminazione tardiva di intere femminelle (sfemminellatura vera), mentre la ricimatura si opera con il taglio della parte distale delle femminelle.
Il principio su cui si basa tutta la tecnica di potatura della vite è che la produttività di una pianta o di un appezzamento è in rapporto al numero di gemme per ceppo o per ettaro (carica di gemme a pianta o ad ettaro). Fertilità potenziale: numero medio di grappoli portati da ogni germoglio presente sulla pianta. Fertilità reale: numero medio di grappoli che si sono formati da ogni singola gemma lasciata in potatura2 Capo a frutto composto da: gemme: 9 gemme cieche : 2 germogli: 8 grappoli: 11 Fertilità potenziale = grappoli 11 = 1,37 germogli 8 1 2 3 1 5 5 5 6 02 6 6 7 78 8 8 95 7 10 11 8 1 3 3 2 9 grappoli 11 Fertilità reale gemme 9 = 1,22 Per operare il controllo della vigoria si varia il numero di gemme lasciate su uno stesso tralcio; in questo modo la vigoria del tralcio risulterà suddivisa tra i diversi germogli, e in qualche modo sarà inversamente proporzionale al numero delle gemme lasciate.
In base al numero di gemme lasciato sul singolo tralcio, la potatura può essere suddivisa in: I corta, quando sul capo a frutto si lasciano 1-3 gemme; I lunga, quando sul capo a frutto si lasciano oltre 4 gemme (talora fino a 30) Quando in una forma specifica sono presenti i due tipi di tralcio, si parla di potatura mista (Guyot). In base al numero di gemme lasciate a pianta, la potatura si definisce: povera, quando si lascia un basso numero di gemme/ceppo (massimo 10); ricca, quando il numero di gemme/pianta viene portato a valori superiori, anche fino a 200 (sistema a raggi).
Per l'esecuzione della stima di previsione del volume di raccolta, sono indispensabili questi termini di calcolo:
| Varietà | Media | Min | Max |
| Bianchetta trevigiana | 160 | 79 | 227 |
| Cabernet franc | 179 | 115 | 287 |
| Cabernet Sauvignon | 143 | 64 | 185 |
| Carmenère | 170 | 90 | 210 |
| Chardonnay | 154 | 60 | 280 |
| Corvina | 200 | 145 | 258 |
| Garganega | 294 | 147 | 472 |
| Manzoni bianco | 142 | 66 | 206 |
| Marzemina bianca | 281 | 165 | 374 |
| Marzemino | 277 | 119 | 587 |
| Merlot | 205 | 146 | 371 |
| Molinara | 176 | 111 | 215 |
| Moscato bianco | 185 | 173 | 199 |
| Pinot bianco | 171 | 83 | 317 |
| Pinot grigio | 148 | 106 | 227 |
| Pinot nero | 137 | 50 | 241 |
| Prosecco | 295 | 180 | 526 |
| Raboso piave | 156 | 100 | 270 |
| Raboso veronese | 172 | 120 | 220 |
| Riesling renano | 152 | 84 | 218 |
| Riesling italico | 158 | 57 | 340 |
| Rondinella | 194 | 150 | 283 |
| Sauvignon | 130 | 60 | 315 |
| Tocai friulano | 248 | 213 | 330 |
| Tocai rosso | 224 | 90 | 373 |
| Verdiso | 215 | 154 | 476 |
Nº medio di grappoli per vite = Nº totale di grappoli contati nelle 30 viti 30 (viti) Produzione media vite = Nº medio grappoli per vite x peso medio grappolo Produzione media appezzamento = Produzione media vite x Nº di viti nell'appezzamento Oppure: Nº totale di grappoli contati nelle 30 viti Nº medio di grappoli per m2 = 30 x (distanza tra i filari x distanza tra le viti) Produzione media per m2 = Nº medio di grappoli per m2 x peso medio grappolo Produzione media appezzamento = Produzione media per m2 x superficie dell'appezzamento