Gestione annuale del vigneto: pratiche e obiettivi del viticoltore

Documento sulla Gestione Annuale del Vigneto. Il Pdf descrive le principali pratiche agronomiche per la viticoltura, come la cimatura, la sfogliatura e la legatura dei germogli, per la formazione professionale.

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GESTIONE ANNUALE
DEL VIGNETO
OBIETTIVI DEL VITICOLTORE
Gli obiettivi cui il viticoltore deve tendere sono:
- garantire un giusto raccolto minimizzando l’impatto sull’ambiente circostante;
- ottenere un vigneto equilibrato nel quale la qualità dell’uva sia sul massimo livello
ottenibile nel contesto ambientale;
- creare le condizioni per ridurre al minimo la pressione delle malattie e gli
interventi di difesa

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Obiettivi del viticoltore

Gli obiettivi cui il viticoltore deve tendere sono:

  • garantire un giusto raccolto minimizzando l'impatto sull'ambiente circostante;
  • ottenere un vigneto equilibrato nel quale la qualità dell'uva sia sul massimo livello ottenibile nel contesto ambientale;
  • creare le condizioni per ridurre al minimo la pressione delle malattie e gli interventi di difesa

Pratiche di gestione del vigneto

Attraverso quale pratica e perchè?

Fatta salva una corretta potatura invernale, la gestione della parete vegetativa si configura come il principale mezzo che il viticoltore ha a disposizione per ottimizzare il risultato del suo vigneto.

Perchè?

Gli zuccheri contenuti nell'uva derivano solo ed esclusivamente dall'attività fotosintetica delle foglie, ed è noto peraltro che la fotosintesi è possibile solo quando le foglie sono ben illuminate e raggiunte dai raggi del sole. Una parete vegetativa efficiente, deve allora essere composta di sole foglie perfettamente o almeno ben illuminate, e da una minima quota di foglie in ombra. Per ottenere questo risultato, la parete fogliare deve avere uno spessore contenuto (massimo 60-70 cm) ed essere il più verticale possibile.

La cimatura

La cimatura si configura come importante strumento per ottenere una massa elaborante (foglie) funzionante soprattutto dall'invaiatura in poi, ovvero dal momento in cui inizia l'accumulo degli zuccheri nel grappolo. La cimatura prevede l'asportazione di una parte più o meno consistente del germoglio; questi reagisce all'intervento con l'emissione di germogli laterali (femminelle). Sono proprio le femminelle che dovranno essere fotosinteticamente attive al momento dell'invaiatura ed indirizzare i loro elaborati al grappolo. Si consiglia di eseguire questa operazione piuttosto precocemente, vale a dire in fase di allegagione, che per i nostri ambienti corrispondente alla metà di giugno. Per quanto riguarda l'intensità del taglio si ritiene corretto conservare da 8 a 10 foglie dopo l'ultimo grappolo.

La sfogliatura

L'operazione consiste nel togliere alcune foglie intorno ai grappoli migliorando così la loro illuminazione ed il loro microclima complessivo. Va subito precisato che è un intervento delicato, da eseguire con cura ed attenzione. Non è consigliato operare sulle varietà a bacca bianca, in quanto una eccessiva esposizione dei grappoli ai raggi solari e una conseguente temperatura troppo elevata delle bacche può portare a fenomeni di scottatura, ad una drastica riduzione dei contenuti acidi (vedi acido malico) e delle potenzialità aromatiche dell'uva. Per i vitigni rossi, al contrario, una buona esposizione al sole migliora la colorazione delle bacche quale conseguenza di una sintesi antocianica portata su più alti livelli.

Legatura dei germogli

Tipica dei sistemi a spalliera, questa pratica tende a disporre ordinatamente i germogli su un piano verticale, evitandone l'affastellamento. Questa pratica, fatta in genere dopo l'allegagione, migliora l'agostamento dei tralci, la maturazione dei grappoli, favorisce l'arieggiamento all'interno della chioma e migliora la movimentazione delle macchine. Attualmente questa operazione è pressoché svolta integralmente da macchine legatrici, che stendono una coppia di fili sulla struttura principale, nella quale inseriscono e legano i tralci convogliati verso l'alto.

Sfemminellatura

La sfemminellatura o ricimatura ha lo scopo di consentire la migliore illuminazione ed aerazione dei grappoli, soprattutto in funzione anti-Botrytis. Questa operazione consiste nell'eliminazione tardiva di intere femminelle (sfemminellatura vera), mentre la ricimatura si opera con il taglio della parte distale delle femminelle.

Potatura secca

Il principio su cui si basa tutta la tecnica di potatura della vite è che la produttività di una pianta o di un appezzamento è in rapporto al numero di gemme per ceppo o per ettaro (carica di gemme a pianta o ad ettaro). Fertilità potenziale: numero medio di grappoli portati da ogni germoglio presente sulla pianta. Fertilità reale: numero medio di grappoli che si sono formati da ogni singola gemma lasciata in potatura2 Capo a frutto composto da: gemme: 9 gemme cieche : 2 germogli: 8 grappoli: 11 Fertilità potenziale = grappoli 11 = 1,37 germogli 8 1 2 3 1 5 5 5 6 02 6 6 7 78 8 8 95 7 10 11 8 1 3 3 2 9 grappoli 11 Fertilità reale gemme 9 = 1,22 Per operare il controllo della vigoria si varia il numero di gemme lasciate su uno stesso tralcio; in questo modo la vigoria del tralcio risulterà suddivisa tra i diversi germogli, e in qualche modo sarà inversamente proporzionale al numero delle gemme lasciate.

In base al numero di gemme lasciato sul singolo tralcio, la potatura può essere suddivisa in: I corta, quando sul capo a frutto si lasciano 1-3 gemme; I lunga, quando sul capo a frutto si lasciano oltre 4 gemme (talora fino a 30) Quando in una forma specifica sono presenti i due tipi di tralcio, si parla di potatura mista (Guyot). In base al numero di gemme lasciate a pianta, la potatura si definisce: povera, quando si lascia un basso numero di gemme/ceppo (massimo 10); ricca, quando il numero di gemme/pianta viene portato a valori superiori, anche fino a 200 (sistema a raggi).

Stima della produzione

Per l'esecuzione della stima di previsione del volume di raccolta, sono indispensabili questi termini di calcolo:

  • numero medio di grappoli per vite o per metro quadrato di superficie contati tutti i grappoli presenti in 30 ceppi
  • peso medio del grappolo

Peso medio grappolo (g)

VarietàMediaMinMax
Bianchetta trevigiana16079227
Cabernet franc179115287
Cabernet Sauvignon14364185
Carmenère17090210
Chardonnay15460280
Corvina200145258
Garganega294147472
Manzoni bianco14266206
Marzemina bianca281165374
Marzemino277119587
Merlot205146371
Molinara176111215
Moscato bianco185173199
Pinot bianco17183317
Pinot grigio148106227
Pinot nero13750241
Prosecco295180526
Raboso piave156100270
Raboso veronese172120220
Riesling renano15284218
Riesling italico15857340
Rondinella194150283
Sauvignon13060315
Tocai friulano248213330
Tocai rosso22490373
Verdiso215154476

Nº medio di grappoli per vite = Nº totale di grappoli contati nelle 30 viti 30 (viti) Produzione media vite = Nº medio grappoli per vite x peso medio grappolo Produzione media appezzamento = Produzione media vite x Nº di viti nell'appezzamento Oppure: Nº totale di grappoli contati nelle 30 viti Nº medio di grappoli per m2 = 30 x (distanza tra i filari x distanza tra le viti) Produzione media per m2 = Nº medio di grappoli per m2 x peso medio grappolo Produzione media appezzamento = Produzione media per m2 x superficie dell'appezzamento

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