ARTE GRECA
Ha inizio con la vittoria di Atene
sui Persani a Salamina, nel 480
a.C. e si conclude con la morte di
Alessandro Magno nel 323 a.C.
PERIODO CLASSICO
V-IV secolo a. C.
Misura, equilibrio, armonia, perfezione
Prof.ssa Paola MARRAPERIODO CLASSICO
Corrisponde al periodo d'oro, in cui si assiste:all'ascesa politico-militare della polis di Atene
- Pericle fu uno dei più grandi uomini politici del tempo, artefice dello sviluppo: politico, economico e culturale della città.
- Durante l'età di Pericle Atene viene dotata si grandi complessi edilizi, avviene una v era e propria FIORITURA DELLE ARTI E
DELL'ARCHITETTURA, basti pensare alla realizzazione dell'Acropoli di Atene, la cui costruzione fu guidata da FIDIA
- Si ha lo sviluppo di altre importanti forme di espressione artistica come il TEATRO, basti pensare a: Eschilo, Sofocle e
Euripide. Il teatro per i greci non è solo un momento di svago, ma assume una valenza educativa, mettendo in scena i
problemi dell'uomo e della società.
- Si sviluppa anche il PENSIERO FILOSOFICO BASATO SULLA RETORICA, ovvero l'arte di saper argomentare le proprie tesi,
praticata dai sofisti, cui si contrappone SOCRATELa scultura Classica supera la
rigidità arcaica, andando verso
un maggiore naturalismo
DIVERSE FASI DELL'ETA' CLASSICA
La produzione artistica classica attraversa tre diverse fasi stilistiche:
- STILE SEVERO
dal 480 al 450 a.C. circa,
che segna il passaggio dal periodo
Arcaico a quello Classico, così
definito per la scomparsa del
"sorriso arcaico" nella produzione
scultorea.
Doriforo
Zeus (o
Poseidone)
di Capo
Artemisio
- ETA' CLASSICA PIENA
461-429 a.C.,
corrisponde esattamente all'età di
Pericle, durante la quale si ha lo
straordinario cantiere
dell'Acropoli, diretto da Fidia.
- ETA' DEL TARDO CLASSICISMO
che va dallo scoppio della guerra del
Peloponneso (431 a.C.) alla battaglia di
Cheronea (338 a. C.), durante il quale la
produzione artistica tende ad umanizzare
il concetto di bellezza ideale.
Afrodite di Cnidia
ARTE MEDIATA
L'arte classica giunta fino a noi puo' essere considerata ARTE MEDIATA, perché gran parte dei capolavori di questo
periodo storico sono da noi conosciuti attraverso copie degli originali, oppure tramite fonti letterarie.
Per quanto riguarda la statuaria, possediamo pochissime opere originali: le statue erano realizzate prevalentemente
in bronzo, quindi sono andate perdute a causa del riutilizzo del metallo, rifuso nei periodi storici successivi.
Le opere scultoree originali di cui disponiamo sono state rinvenute sul fondo del mare, ad esempio
i BRONZI DI RIACE, oppure sotto un'antica frana, come l'AURIGA DI DELFI.
Le copie in marmo di cui disponiamo sono soprattutto di epoca romana
Il DORIFORO, è una
copia marmorea,
l'originale realizzato da
Policleto era in bronzo
Il DISCOBOLO è una copia
marmorea, l'originale
realizzato da Mirone era in
bronzo
STILE SEVERO
480 al 450 a.C. circa
Superamento dell'arte arcaica
Tra la fine del VI secolo a.C. e la conclusione delle guerre persiane
(cioè tra lo stile Arcaico e lo stile Classico)
Nella statuaria greca si assiste ad un vero e proprio mutamento di stile:
- Pose rilassate, non più statiche
- raffigurazioni realistiche, non più rigide
- migliore raffigurazione anatomica del corpo: testa piccola, volto
tondeggiante (non più squadrato), bocca piccola e labbra carnose, armoniosa
distribuzione delle masse corporee
- cappelli con ciocche morbide, non più treccioline
- proporzioni slanciate
Zeus (o Poseidone) di Capo
Artemisio
- utilizzo del bronzo (non del marmo) perchè era maggiormente modellabile e
permetteva di sperimentare varie pose.
Si parla di stile severo perché fondamentalmente scompare il "sorriso" tipico
della scultura arcaica (serenità interiore)
Che cos'è la COLMATA PERSIANA?
Con l'espressione colmata persiana si intende la massa dei detriti,
provenienti dai monumenti dell'Acropoli di Atene, distrutti dai
Persiani nel 480 a. C. durante l'occupazione della città.
Conclusa la guerra, gli ateniesi utilizzarono i resti di statue e di edifici ,
irrecuperabili perché profanati dai nemici, per riempire i
terrazzamenti che avrebbero allargato il pianoro dell'Acropoli.
Per gli archeologi il ritrovamento di questi reperti fu una scoperta
straordinaria perché:
- queste opere sono una testimonianza Storico-artistica della
distruzione persiana;
- molti reperti presentavano ancora tracce del colore originario
Tra i numerosi rinvenimenti:
- 72 Korai dedicati ad Atena, tra questi anche il
Moschophoros (portatore di vitello)
Partenone
Tempio primitivo di Atena
(ricostruzione)
Eretteo
x
Sito
dell'altare
M
C
"Colmata persiana"
ZEUS o POSEIDONE DI CAPO ARTEMISIO
460 a. C., bronzo, Atene, Museo Archeologico Nazionale
Non esprime dinamismo, ma una armoniosa
ponderazione (equilibrio delle masse corporee)
- STILE SEVERO
- rinvenuto nelle acque al largo di Capo Artemisio, a nord
dell'Eubea (isola della Grecia);
- scultura bronzea, provenienza attica
- l'opera è di difficile attribuzione, ma si ritiene che sia stata
realizzata da un artista che faceva parte della cerchia dello
scultore Calamide;
- volontà di rendere il movimento, la divinità è colta nell'atto
di scagliare un oggetto, oggi perduto, che ne avrebbe
consentito l'identificazione. Se fosse Poseidone si
tratterebbe del tridente, nel caso di Zeus un fulmine.
- Aspetto adulto, sottolineato dalla barba;
- braccia spalancate;
- gambe divaricate in posizione di bilanciamento per il
lancio, piede sinistro appoggiato, piede destro in punta.
- Non è presente tensione né nel volto né nella muscolatura,
nonostante la scena colga un momento di azione.
- Il corpo sembra immobileS
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L'opera è perfettamente
compresa all'interno di un
quadrato
Forse gli occhi erano decorati in avoro, le
sopracciglia in argento, le labbra e i
capezzoli in rame
Volto impassibile, privo di tensione
- Le orbite degli occhi, oggi vuote, erano
probabilmente di un altro materiale, come
nei Bronzi di Riace.
- I capelli sono corti, ricci,
-barba lunga e folta
AURIGA DI DELFI
475 a. C., bronzo, Delfi, Museo Archeologico
- STILE SEVERO
- E' considerata la più antica statua in bronzo giunta fino a noi.
- La statua si è conservata perché sepolta da una frana, nei pressi del
Santuario di Apollo a Delfi.
- Non si trattava di una statua isolata, ma di un gruppo scultoreo che
comprendeva: un carro da corsa trainato da cavalli e altri personaggi (un
principe, uno schiavo, un carro e cavalli)
SOGGETTO DELL'OPERA:
Il gruppo raffigura probabilmente la sfilata di un auriga (colui che guidava
il carro da guerra e partecipava alle corse dei carri) vincitore ai giochi Pitici che
si svolgevano a Delfi ogni 4 anni (dedicati ad Apollo).
Raffigura quindi un atleta
- Realizzato da SOTADE DI TESPIE (nome presente alla base della statua).
- La scultura mostra un fanciullo rappresentato è in posizione stante,
appoggiato su entrambi i piedi;
- vi è un leggero movimento del capo verso destra e del busto
Scultura in bronzo a cera persa
I piedi dell'Auriga di Delfi sono realizzati
con grande attenzione per i particolari,
aspetto tipico dello stile Severo. La loro
posizione obliqua rispetto alla testa
mostra una ricerca di movimento che
implica già un parziale superamento
dell'arcaismo.
L'AURIGA:
- è raffigurato in piedi a grandezza naturale
- è privo del braccio sinistro
- con il braccio destro tiene le redini
- mostra una leggera inclinazione della testa
- indossa un chitone finemente pieghettato, ha i piedi nudi
Postura solenne, è
colto durante una
marcia trionfale
- i capelli con ciocche cesellate (finemente scolpiti) fissate da
una benda (in argento e rame)
- il volto è realistico, l'espressione è seria
- le labbra sono in rame, così come le ciglia e le sopracciglia;
- le cavità oculari sono caratterizzate dalla presenza di pasta
di vetro smaltata
BRONZI DI RIACE
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ITALIA
MUSEO NAZIONALE REGGIO CALABRIA
460-430 a. C., bronzo, Reggio Calabria, Museo
Nazionale della Magna Grecia
- STILE SEVERO,
- Rinvenuti nel 1972 nelle acque del Mar Ionio, a circa 230 metri dalla costa
di Riace Marina (Reggio Calabria), ma provengono da Argo (nel Peloponneso)
- probabilmente facevano parte del carico di una nave naufragata durante un
viaggio dalla Grecia verso Roma.
- Due figure maschili nude, di dimensioni leggermente superiori
rispetto al vero (alte quasi 2metri).
- Secondo un'ipotesi sarebbero due eroi-guerrieri greci, forse Tideo e
Anfiarao, protagonisti della lotta per la conquista del potere
della città di Tebe.
- Equilibrio nella resa anatomica, perfezione nelle
proporzioni corporee.
- Volto inclinato, cesellatura dei riccioli sia della barba che dei capelli,
- Sguardo sicuro
PERFEZIONE DELLE FORME = ESPRESSIONE DI QUALITA' MORALI
E VIRTU' EROICHE
I due bronzi presentano delle differenze tra di loro, dovute
alla diversa mano di chi le ha scolpite.
POSIZIONE DI CHIASMO
Tuttavia hanno la stessa posa: gamba sinistra che avanza, mentre
sulla destra è scaricato tutto il peso del corpo. Il braccio sinistro è
piegato per sostenere lo scudo (oggi assente), mentre il braccio
destro, disteso lungo il fianco probabilmente reggeva una lancia o
una spada, anche questa perduta.
Il volto, leggermente ruotato alla propria destra, presenta
l'utilizzo di vari materiali:
- Argento per denti (solo bronzo A) e ciglia
- avorio per gli occhio
- rame per le labbra e per i capezzoli
- Probabilmente le due statue erano colorate
- Facevano forse parte di un monumento eseguito per
l'Agorà di Argo
BRONZO A
- 460 a. C.
- forse opera di AGELADA IL GIOVANE, di Argo (maestro di
Fidia, Mirone e Policeto)
- raffigura forse TIDEO, violento guerriero
- capigliatura riccioluta che scende sul collo
- muscolatura molto accentuata
- senso di rigidità e tensione
- spalle larghe e busto eretto tirato indietro
- è l'unico dell'antichità a conservare i denti, in argento.
- in testa è evidente una fascia in lana che serviva a
proteggere la testa del guerriero dal contatto con l'elmo
metallico (elmo corinzio)
Probabilmente
indossava un elmo
come questo