Tecniche di Kinesiterapia Tradizionale: passiva e attiva

Slide di Università su Tecniche di Kinesiterapia Tradizionale. Il Pdf illustra le tecniche di kinesiterapia tradizionale, distinguendo tra kinesiterapia passiva e attiva, con un focus sugli obiettivi della mobilizzazione articolare e l'uso di sistemi meccanici.

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TECNICHE DI KINESITERAPIA
TRADIZIONALE
kinesiterapia Passiva
Kinesiterapia Attiva
TECNICHE DI KINESITERAPIA
TRADIZIONALE

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Kinesiterapia Tradizionale

TECNICHE DI KINESITERAPIA
TRADIZIONALETECNICHE DI KINESITERAPIA
TRADIZIONALE


  • kinesiterapia Passiva
  • Kinesiterapia Attiva

La chinesiterapia tradizionale rivolge la sua attenzione
agli organi periferici del movimento (muscolo, ossa,
articolazioni) e alle leggi meccaniche che ne regolano la
loro funzione, anche se mai viene esclusa la
partecipazione del S.N, sistema principale nel dare l'avvio
al movimento e nel controllare, mediante le informazioni
sensoriali afferite, l'esatta esecuzione della prassia da
parte degli organi di moto

Kinesiterapia: Utilizzo del Movimento Terapeutico

KINESITERAPIA
si intende l'utilizzo del movimento come metodo terapeutico

Chinesiterapia Passiva

CHINESITERAPIA
PASSIVA

  • Allineamento posturale
    passivo
  • Mobilizzazione passiva
    in rilasciamento
  • Mobilizzazione passiva
    forzata
  • Stretching
  • Manipolazione

Chinesiterapia Attiva

CHINESITERAPIA
ATTIVA

  • Esercizi attivi generali
  • Esercizi
    attivi
    segmentari
  • Tecniche
    di
    facilitazione
    neuromuscolare
  • Rieducazione
    funzionale

Kinesiterapia Passiva: Tecniche e Applicazioni

KINESITERAPIA PASSIVA
La Kinesiterapia passiva comprende tutte quelle tecniche
che
utilizzano esclusivamente FORZE ESTERNE
Di essa fanno parte
ALLINEAMENTO POSTURALE PASSIVO
MOBILIZZAZIONE PASSIVA

Definizione di Kinesiterapia Passiva

KINESITERAPIA PASSIVA
Per kinesiterapia passiva si intende la terapia che
determina il
movimento delle articolazioni di un paziente senza che
questo
partecipi al movimento stesso con la contrazione volontaria
Essa comprende:
ALLINEAMENTO POSTURALE PASSIVO
MOBILIZZAZIONE PASSIVA IN RILASCIAMENTO
MOBILIZZAZIONE PASSIVA FORZATA

Allineamento Posturale Passivo

ALLINEAMENTO POSTURALE PASSIVO
E' il complesso di provvedimenti terapeutici atti a prevenire deformità
articolari, retrazioni muscolo-tendinee e capsulo-legamentose in
pazienti costretti a letto per lunghi periodi di tempo.
Ha la funzione di evitare che al momento della ripresa motoria il
paziente presenti alterazioni dell'apparato locomotore tali da limitare
o rendere addirittura impossibile la prestazione funzionale.
Fondamentale è in questi pazienti il cambio frequente di posizione a
letto, che ha lo scopo di prevenire non solo le deformità da postura
forzata, ma anche di evitare la formazione dei decubiti cutanei.
E' utile a questo scopo associare al cambio di posizione massaggi e
frizioni cutanee oltre all'impiego di materassi antidecubito, archetti
metallici, docce di posizione

Indicazioni per l'Allineamento Posturale Passivo

ALLINEAMENTO POSTURALE PASSIVO
INDICAZIONI
L'allineamento posturale passivo trova particolare indicazioni in tutte
quelle patologie che provocano stati di immobilità prolungata

Prevenzione con Allineamento Posturale Passivo

ALLINEAMENTO POSTURALE PASSIVO
PREVENZIONE
L'allineamento posturale passivo si può avvalere di strumenti
efficaci per la prevenzione di deformità scheletriche:

  • DOCCE
  • TUTORI IN METALLO, CUOIO, PLASTICA

Allineamento Posturale Passivo nel Paziente Tetraplegico

PAZIENTE TETRAPLEGICO
ALLINEAMENTO
POSTURALE PASSIVO
Soggetti a decubito
obbligato
CONTROLLO POSTURE A
LETTO
Posizione prona

Allineamento Posturale Passivo nel Paziente Emiplegico

PAZIENTE EMIPLEGICO
ALLINEAMENTO
POSTURALE PASSIVO
Soggetti a decubito
obbligato
CONTROLLO POSTURE A
LETTO
POSTURE A LETTO
· Sul lato plegico
Il posizionamento a letto
Pazienza amiplegics xonisva. Postura in decubito laterala, serre-rustato auf fianco plegico.
Copyright 2005 The VeGruw-HANCompanies 5.5L

Mobilizzazione Passiva

MOBILIZZAZIONE PASSIVA
Viene eseguita da forze esterne escludendo la contrazione muscolare
volontaria del paziente.
Comprende:

  • TECNICHE DI MOBILIZZAZIONE PASSIVA IN RILASCIAMENTO
  • TECNICHE DI MOBILIZZAZIONE PASSIVA FORZATA

Mobilizzazione Passiva in Rilasciamento

MOBILIZZAZIONE PASSIVA IN RILASCIAMENTO
Per mobilizzazione passiva in rilasciamento si intende l'esecuzione di
un movimento passivo nel range di movimento che l'articolazione
consente
E' costituita da una serie di manovre finalizzate al mantenimento di uno
stato anatomico e funzionale fisiologico dell'articolazione trattata onde
evitare rigidità e deformità articolari, retrazioni capsulari e muscolari ed
alla conservazione dello schema motorio.
Può essere eseguita dal fisioterapista o mediante apposite
apparecchiature.
E' indispensabile che ogni manovra mobilizzi selettivamente le singole
articolazioni, che il paziente sia completamente rilasciato, che il
movimento non risvegli dolore (scatenando la contrattura) e che la
mobilizzazione venga eseguita con costanza e a volte per lunghi
periodi

Mobilizzazione Passiva Continua (MPC)

MOBILIZZAZIONE PASSIVA IN RILASCIAMENTO
la MOBILIZZAZIONE PASSICA CONTINUA (MPC) si può effettuare
con l'utilizzo di apparecchi motorizzati che determinano un aumemto
progressivo dell'escursione articolare permettendo pertanto un
progressivo recupero dell'escursione articolare senza scatenare
indesiderate contratture muscolari

Obiettivi della Mobilizzazione Passiva in Rilasciamento

OBIETTIVI

  • Conservare libero il movimento articolare per l'ampiezza fisiologica
    nei diversi piani dello spazio
  • Miglioramento del ritorno venoso
  • Conservazione della memoria motoria o ricostruire l'immagine del
    movimento segmentario

Esecuzione della Mobilizzazione Passiva in Rilasciamento

MOBILIZZAZIONE PASSIVA IN RILASCIAMENTO
esecuzione

  • Sistemazione del paziente in una posizione comoda
  • Partecipazione attentiva del paziente (spiegare cosa si intende fare
    e le finalità)
    La mobilizzazione deve essere strettamente analitica:
    Ogni singola articolazione sarà mobilizzata in una singola
    direzione per volta
    E' necessario che il fisioterapista abbia una perfetta conoscenza delle
    caratteristiche anatomiche e fisiologiche delle articolazioni per
    eseguire il movimento nella direzione e nel range fisiologico.
    Fondamentali sono le "prese" del fisioterapista che devono bloccare
    l'articolazione prossimale a quella da trattare in modo da evitare
    compensi e sorreggere validamente il segmento da mobilizzare che
    va mosso con ritmo piuttosto lento e uniforme

Mobilizzazione Analitica e Globale

"Quando l'obiettivo è quello di inscrivere
l'articolazione interessata in un disegno
cinetico che si avvicina, nelle sollecitazioni
meccaniche, alla gestualità funzionale (es.
mobilizzare l'arto inferiore in triplice
flessione), si può abbinare alla
mobilizzazione analitica una mobilizzazione
globale che coinvolga più articolazioni"

Automobilizzazione

Per il rispetto di tutti gli accorgimenti sopra
enunciati è utile che la mobilizzazione passiva
sia eseguita dal fisioterapista
In alcuni casi però, quando è necessario che
alcune articolazioni siano mobilizzate più volte
nella giornata, si può insegnare al paziente la
tecnica di automobilizzazione.
Condizione indispensabile è che il paziente
impari bene con il fisioterapista lo schema
di movimento che deve compiere per eviatre
soprattutto compensi errati

Sistemi Meccanici per Mobilizzazione Passiva

Per la mobilizzazione passiva si possono
usare anche diversi SISTEMI MECCANICI

  • azione dai segmenti validi del paziente
  • dotati di meccanismi di movimento
    autonomi

Kinetek per Mobilizzazione Passiva

KINETEK
Utilizzato per la mobilizzazione passiva
meccanica delle articolazioni:

  • Coxofemorale
  • Ginocchio
  • Tibio-peroneo-astragalica

Fisiotek-L per Mobilizzazione Passiva della Spalla

FISIOTEK-L
Utilizzato per la mobilizzazione passiva in
diverse condizioni patologiche della
spalla come:
SHOULDER FROZEN
RECUPERO POST-INTERVENTO DI:
acromionplastica
IMPINGEMENT
LUSSAZIONI RECIDIVANTI
PROTESI TOTALI
FRATTURE PROSSIMALI OMERO
FRATTURA DI SCAPOLA
USTIONI

Recupero del Movimento Articolare con Apparecchiature

Queste apparecchiature, impostate secondo il grado di ROM
consentito al paziente per la sua lesione, permettono il recupero
graduale del movimento articolare sia per patologie trattate
chirurgicamente o in modo incruento.
Per quanto riguarda il numero delle ripetizioni dei singoli
movimenti nel corso di una seduta, è dimostrato che 3-5
spostamenti a piena ampiezza per un paio di volte al giorno, sono
sufficienti a prevenire la limitazione del movimento;naturalmente
sono necessarie molte più ripetizioni per migliorare il circolo
ematico e la memoria motoria.
L'inconveniente di questi apparecchi è che in situazioni di
limitazioni del movimento su alcuni piani o di dolore, sviluppano
facilmente compensi indesiderati

Mobilizzazione Passiva Forzata

Generalità sulla Mobilizzazione Passiva Forzata

MOBILIZZAZIONE PASSIVA FORZATA
-GENERALITA'-
Per Mobilizzazione Passiva Forzata si intende l'insieme
delle tecniche
che mediante l'applicazioni di forze
esterne ha lo scopo di recuperare il ROM
dell'articolazione vincendo le resistenze offerte da
contratture muscolari, retrazioni tendinee e/o capsulo-
legamentose, aderenze cicatriziali già instauratesi

Tecniche di Mobilizzazione Passiva Forzata

MOBILIZZAZIONE PASSIVA FORZATA
-TECNICHE-

  • MOBILIZZAZIONE FORZATA DISCONTINUA
  • TRAZIONE CONTINUA
  • MANIPOLAZIONI
  • STRETCHING

Mobilizzazione Forzata Discontinua

MOBILIZZAZIONE FORZATA DISCONTINUA
Effettuata generalmente dal fisioterapista e consiste
nell'esecuzione del movimento passivo nella direzione
della limitazioni per l'ampiezza possibile.
A questo punto viene esercitata una pressione più o meno
energica, ma sempre progressiva e mai brusca , sotto
forma di pressioni ritmiche (molleggio), che facilitano il
rilasciamento della muscolatura antagonista

Precauzioni nella Mobilizzazione Forzata Discontinua

MOBILIZZAZIONE FORZATA DISCONTINUA
-PRECAUZIONI-
Durante queste manovre è importante valutare la soglia
del dolore perché se è evocato è consigliato associare
TERAPIA FISICA ANTALGICA
per evitare lo spasmo riflesso che il dolore provoca è bene
chiedere al paziente di contrarre i muscoli che lavorano
nella direzione della trazione in modo da ottenere il
rilasciamento riflesso degli antagonisti

Caratteristiche della Mobilizzazione Forzata Discontinua

MOBILIZZAZIONE FORZATA DISCONTINUA
-CARATTERISTICHE-
Nella esecuzione della mobilizzazione passiva forzata il
terapista curerà in modo particolare le "prese"
La presa del segmento da mobilizzare sarà quanto
più possibile lontana dal fulcro articolare, ma
comunque sempre sul segmento immediatamente
distale all'articolazione da trattare per evitare che la
forza impiegata agisca sulle articolazioni intermedie;
la ontroprea sul segmento prossimale deve essere
tanto più energica, quanto maggiore è l'entità della
forza utilizzata, anche per questo è utile cercare di
sfruttare al massimo il braccio di leva offerto dal
segmento da fissare tenendosi il più possibile
lontano dal fulcro

Trazione Continua

TRAZIONE CONTINUA
E' lo stiramento energico e prolungato delle strutture
capsulo-ligamentose la cui retrazione è responsabile
delle limitazioni del movimento articolare. Viene ottenuta
mediante l'utilizzo di sistemi di trazione secondo la
direzione voluta come:
V Gravità
Sacchetti di sabbia
Y Molle
V Apparecchi con sistemi di carrucole
V Elastici
ERRERO
A

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