E-portfolio delle Competenze Professionali Maturate per aspiranti docenti

Documento dall'Università degli Studi di Bergamo su E-portfolio delle Competenze Professionali Maturate. Il Pdf è una guida per la compilazione di un E-Portfolio destinato ad aspiranti docenti, che illustra la sua natura, le modalità di utilizzo e i contenuti da inserire, come riflessioni personali e materiali didattici.

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E-PORTFOLIO DELLE COMPETENZE
PROFESSIONALI MATURATE
1. NATURA DEL PORTFOLIO E GUIDA ALLA SUA
IMPLEMENTAZIONE
1.1. Che cosa è l’E-portfolio?
L’E-Portfolio è un dispositivo di accompagnamento all’itinerario formativo
dell’aspirante docente.
Il suo scopo è sostenere l’analisi critico-riflessiva del/la corsista sulle attività di
insegnamento e apprendimento in cui è coinvolto/a, con un’attenzione particolare per
la progressione delle consapevolezze culturali, metodologico-didattiche e teoriche
riguardanti le specifiche aree disciplinari sviluppate nel corso; così come per la
maturazione delle competenze professionali che compongono il profilo del docente
abilitato, così come tratteggiato dall’Allegato A del DPCM del 4 agosto 2023.
La valenza formativa dello strumento si colloca al livello sia orientativo sia auto-
valutativo e valutativo.
1.2. Le modalità di utilizzo
L’E-Portfolio del/la corsista prevede la raccolta ragionata e selezionata di quanto è
ritenuto maggiormente significativo ai fini documentali in chiave auto-valutativa,
valutativa e orientativa.
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Questo strumento è aggiornato regolarmente su dispositivo digitale con modalità
ipertestuale: alcune parti sono compilate direttamente su foglio testuale, altre possono
rimandare a link per filmati, presentazioni, audio, immagini ecc.
È personalizzato: ciascuno/a decide liberamente che cosa inserire spiegandone, se non
evidenti, le ragioni.
1.3. La documentazione da inserire
1.3.1. Riflessioni in chiave orientativa, auto-valutativa e valutativa
Nell’E-Portfolio vanno inserite anzitutto le riflessioni personali dello/la corsista a
proposito del proprio percorso di apprendimento, anche in chiave orientativa. Si
riportano, a titolo esemplificativo, alcuni possibili contenuti:
- Osservazioni su quanto si è appreso/compreso (sapere) negli insegnamenti e su
quanto non si è appreso/compreso più o meno a pieno, e perché;
- Osservazioni sulle abilità (saper fare) apprese/esercitate/verificate negli
insegnamenti e su quanto non si è appreso/compreso più o meno a pieno, e perché;
- Osservazioni sia descrittive sia critico-problematiche relative all’esperienza sul campo
(durante il tirocinio diretto o il lavoro come supplente nelle scuole);
- Rilevazioni delle difficoltà incontrate, con personali spiegazioni esplicative;
- Compiti in situazione o contesti problematici nei quali si sono potute dimostrare
competenze personali e professionali; - Osservazioni sul proprio stile di apprendimento,
sulla propria competenza nel lavoro in gruppo, nelle rielaborazioni, nelle riflessioni
critiche;
- Identificazione dei dispositivi trovati più utili agli scopi dichiarati.

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Anteprima

Natura del Portfolio e Guida alla sua Implementazione

1. NATURA DEL PORTFOLIO E GUIDA ALLA SUA
IMPLEMENTAZIONE

Che cosa è l'E-portfolio?

1.1. Che cosa è l'E-portfolio?
L'E-Portfolio
è un dispositivo di accompagnamento all'itinerario formativo
dell'aspirante docente.
Il suo scopo è sostenere l'analisi critico-riflessiva del/la corsista sulle attività di
insegnamento e apprendimento in cui è coinvolto/a, con un'attenzione particolare per
la progressione delle consapevolezze culturali, metodologico-didattiche e teoriche
riguardanti le specifiche aree disciplinari sviluppate nel corso; così come per la
maturazione delle competenze professionali che compongono il profilo del docente
abilitato, così come tratteggiato dall'Allegato A del DPCM del 4 agosto 2023.
La valenza formativa dello strumento si colloca al livello sia orientativo sia auto-
valutativo e valutativo.

Modalità di utilizzo dell'E-Portfolio

1.2. Le modalità di utilizzo
L'E-Portfolio del/la corsista prevede la raccolta ragionata e selezionata di quanto è
ritenuto maggiormente significativo ai fini documentali in chiave auto-valutativa,
valutativa e orientativa.
1STUDIORUM
UNIVERSITAS
BERGOMENSIS .
UNIVERSITÀ
DEGLI STUDI
DI BERGAMO
NIVER
UNIVERSITÀ
DEGLI STUDI
DI BRESCIA
CE.F.I.
Centro interateneo per la Formazione
iniziale degli Insegnanti
Questo strumento è aggiornato regolarmente su dispositivo digitale con modalità
ipertestuale: alcune parti sono compilate direttamente su foglio testuale, altre possono
rimandare a link per filmati, presentazioni, audio, immagini ecc.
È personalizzato: ciascuno/a decide liberamente che cosa inserire spiegandone, se non
evidenti, le ragioni.

Documentazione da inserire nel Portfolio

1.3. La documentazione da inserire

Riflessioni orientative, auto-valutative e valutative

1.3.1. Riflessioni in chiave orientativa, auto-valutativa e valutativa
Nell'E-Portfolio vanno inserite anzitutto le riflessioni personali dello/la corsista a
proposito del proprio percorso di apprendimento, anche in chiave orientativa. Si
riportano, a titolo esemplificativo, alcuni possibili contenuti:

  • Osservazioni su quanto si è appreso/compreso (sapere) negli insegnamenti e su
    quanto non si è appreso/compreso più o meno a pieno, e perché;
  • Osservazioni sulle abilità (saper fare) apprese/esercitate/verificate negli
    insegnamenti e su quanto non si è appreso/compreso più o meno a pieno, e perché;
  • Osservazioni sia descrittive sia critico-problematiche relative all'esperienza sul campo
    (durante il tirocinio diretto o il lavoro come supplente nelle scuole);
  • Rilevazioni delle difficoltà incontrate, con personali spiegazioni esplicative;
  • Compiti in situazione o contesti problematici nei quali si sono potute dimostrare
    competenze personali e professionali; - Osservazioni sul proprio stile di apprendimento,
    sulla propria competenza nel lavoro in gruppo, nelle rielaborazioni, nelle riflessioni
    critiche;
  • Identificazione dei dispositivi trovati più utili agli scopi dichiarati.
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    Centro interateneo per la Formazione
    iniziale degli Insegnanti

Elaborati e materiali didattici

1.3.2. Elaborati
L'E-Portfolio può inoltre raccogliere materiali che documentino attività svolte durante
il corso abilitante, specialmente se significative ai fini di una crescita personale e
professionale. A titolo esemplificativo, si elencano alcune tipologie di materiale
caricabile:

  • Materiale relativo a proposte didattiche rivolte agli alunni;
  • Materiale relativo a proposte progettuali per l'organizzazione scolastica; Materiale
    documentale (scritto, audio, video, immagini ecc.) raccolto nelle classi e nelle scuole
    (nel rispetto della normativa di tutela della privacy e della proprietà intellettuale);
    Materiale documentale raccolto nel corso degli studi.

Sezione a Cura del Corsista

2. SEZIONE A CURA DEL CORSISTA

Dati anagrafici del corsista

2.1. Anagrafica
NOME: Marco
COGNOME: Assolari
N. MATRICOLA: 1103942
A.A. 2024/2025
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BERGOMENSIS .
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DEGLI STUDI
DI BERGAMO
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Centro interateneo per la Formazione
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Conoscenze e abilità acquisite

Sez. A - Conoscenze e abilità acquisite

Autobiografia formativa: Dalla timidezza all'aula

A.0 - Autobiografia formativa
Dalla timidezza all'aula
"L'educazione non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco." - William Butler Yeats
Fin da piccolo sono sempre stato affascinato dalla matematica e ho sempre provato
piacere nell'aiutare i compagni in difficoltà. Crescendo, soprattutto durante il periodo
dell'università, mi è capitato spesso di aiutare ragazzi delle superiori nello studio. Ogni
volta che lo facevo, sentivo di fare qualcosa che mi piacesse veramente. Le prime
esperienze più strutturate di insegnamento sono state una rivelazione: ho scoperto
aspetti di me che non sospettavo nemmeno. Sono sempre stato una persona timida,
ma con mia grande sorpresa ho capito che stare in una classe, in mezzo ai ragazzi, mi
faceva sentire a mio agio. Anzi, mi dava energia, mi faceva sentire vivo.
Da bambino non sognavo di fare questo lavoro. La scienza mi è sempre piaciuta e
pensavo che avrei lavorato in quel campo. Certo, sono figlio di un'insegnante della
scuola primaria, e quindi la scuola è sempre stata parte integrante della mia vita, anche
nei momenti a casa. Ho iniziato a lavorare quasi per caso in una scuola media il mese
dopo essermi laureato in matematica; nel frattempo facevo colloqui con varie aziende,
soprattutto nel settore informatico, che mi ha sempre interessato. Al termine di questa
esperienza, mi sono rimaste impresse le parole di una collega con molta esperienza sulle
spalle che mi disse: "Marco, continua a fare questo lavoro!"
Nonostante qualche corso universitario di didattica, quando ho messo piede a scuola
per la prima volta non ero molto tranquillo. Sentivo che i pochi concetti teorici non
potevano bastare. Sono da sempre un appassionato lettore e, durante gli scorsi anni,
ho iniziato a leggere libri di colleghi con più esperienza di me. In particolare, la lettura
dei libri di Enrico Galiano ha contribuito moltissimo alla mia crescita, sia umana che
professionale. La sua visione della scuola come luogo di incontro autentico tra persone,
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il suo modo di raccontare la quotidianità dell'insegnare con sincerità e passione, mi
hanno profondamente cambiato.
Uno dei passaggi che più mi ha colpito, e che sento mio, è quello in cui Galiano racconta
di aver imparato molto dai suoi studenti, forse anche più di quanto lui abbia insegnato
a loro. Per me, quella frase è stata una conferma: è questo che voglio fare nella vita.
Non solo insegnare, ma costruire legami significativi, crescere insieme ai miei studenti, imparare da loro mentre li accompagno nel loro percorso.
Il mio desiderio è diventare un docente che sa ascoltare, che sa appassionare, che non
ha paura di mettersi in gioco. Uno di quelli che, oltre a spiegare, riesce a ispirare e
incidere.

Riflessione sugli insegnamenti seguiti

A.1 - Riflessione sugli insegnamenti seguiti
Cosa resta quando il corso finisce
"I libri di testo sono per i genitori." -Fabio Luterotti
Sarò molto sincero: non sono del tutto soddisfatto del percorso seguito. Non credo che
questa sia la sede più adatta per esprimere tutte le criticità di un percorso davvero
troppo condensato, pensato per formare i futuri docenti, che a loro volta avranno il
compito di plasmare le persone del nostro Paese. Preferisco invece concentrarmi su
alcuni aspetti che ho trovato utili e significativi.
Partirei dal corso di Didattica della matematica che, pur nel tempo estremamente
limitato, ha offerto numerosi spunti e materiali utili su cui lavorare nei prossimi anni.
Sebbene alcuni concetti li avessi già incontrati durante il mio percorso universitario, il
ripasso e l'approfondimento si sono rivelati preziosi.
Restando nell'ambito disciplinare, avendo seguito soltanto il corso di Analisi, sono
comunque soddisfatto perché anche in questo caso sono emersi diversi spunti
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interessanti da poter portare in classe. Ho apprezzato in particolare l'approccio storico
adottato dal docente, un aspetto spesso trascurato nella didattica scolastica ma che
mi piacerebbe valorizzare maggiormente nelle mie lezioni. Dopotutto, la matematica è
stata costruita da uomini e donne (purtroppo ancora troppo poche), realmente esistiti.
E credo che questo elemento umano sia spesso sottovalutato dagli studenti, che
tendono a percepire la disciplina come qualcosa di freddo e astratto.
Un altro punto di forza, a mio avviso, è stato il tirocinio indiretto. Nonostante l'impegno
richiesto in termini di ore e presenza, mi ha offerto spunti interessanti, sia dal punto di
vista metodologico sia sul piano della mia autovalutazione come docente. In particolare, ho riflettuto su un tema che mi sta molto a cuore: l'idea che "non sempre tutti i passaggi
giusti equivalgano a un 10". È un messaggio che cerco di trasmettere in classe, ma mi
rendo conto che dovrei sostenerlo con più coerenza e consapevolezza.
Ammetto che mi è dispiaciuto non aver potuto svolgere il tirocinio diretto, come
invece hanno fatto altri corsisti. In questi anni di insegnamento il confronto con altri
colleghi è stato piuttosto limitato, e credo che un'esperienza strutturata di
osservazione e confronto sul campo sarebbe stata molto arricchente.
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iniziale degli Insegnanti

Altri interessi culturali

A.2 - Altri interessi culturali
ENRICO
GALIANO
SCUOLA
DI FELICITÀ
PER ETERNI .
RIPETENTI
"Ho sempre pensato
che la scuola fosse
fatta prima di tutto
dagli insegnanti. In
fondo, chi mi ha
salvato dalla scuola
se non tre o quattro
insegnanti?"
Daniel Pennac
Curvarti
Mi chiamo Enrico, e sono un insegnante.
Il primo giorno in cui ho messo piede in una classe non avevo idea di cosa stessi facendo. Ancora oggi ogni
tanto mi capita: ma solo nelle giornate migliori.
Sono le giornate in cui mi rendo conto che insegnare è solo una piccola, piccolissima parte di un gesto molto
più grande, molto più lungo, molto più difficile: quello di imparare.
Sono le giornate in cui arrivo lì con un'idea molto precisa in testa, oggi farò questo e quello, poi spiegherò
così e colà, e poi - bastano una domanda, uno sguardo, una parola diversa spuntata fuori all'improvviso
- la lezione diventa tutta un'altra cosa, io divento un 'altra cosa, e non sono più seduto su una cattedra, ma
mi ritrovo catapultato in mezzo ai banchi a prendere appunti, a stravolgere quello che avevo sempre dato
per scontato, a riempire di parole un quaderno vuoto. Credevo di sapere e invece ero tabula sono sempre
stato tabula rasa.
E questo che ti fanno, loro.
Ti presenti lì con le tue certezze, le hai messe in piedi da una vita, cos'è l'amore, cos'è il dolore, cosa sono la
paura, la felicità, l'amicizia, ci hai messo anni a mettere insieme tutti i pezzi, e che fatica, e quante cadute,
ma alla fine ti sei messo lì, ad ammirare da fuori tutta quella sicurezza, un sorriso soddisfatto sul viso e via,
col vestito migliore, dalla parte di quelli che sanno.
E poi basta un attimo - una domanda, uno sguardo, una parola diversa che spunta fuori all'improvviso - e
viene giù tutto, tutte le tue sicurezze, tutte quelle costruzioni che ti eri fatto, capisci che non stavano in piedi,
che erano solo un modo per difenderti, per rispondere a tutta la paura che hai. Perché è questo che fa,
essenzialmente, vivere. Paura.
Ed ecco che allora accade qualcosa.
Quelle semplici verità che parlano la lingua dei bambini, quelle che si possono dire in tre parole, vedono ciò
che in realtà è sempre stato davanti a te, ti spostano la prospettiva, ti mostrano il mondo con occhi nuovi, vergini verrebbe a dire.
Ed è così che scopri che sono gli stessi occhi che hai sempre avuto e che, a un certo punto, non si sa perché,
hai chiuso.
E allora non è neanche più il sapere di non sapere. Non è Socrate, non è la filosofia del vuoto.
7
L'ONDA
UN FILM DI DENNIS GANSEL

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