Modello Unitario e Strategia di Rete: reti sociali e ruolo assistente sociale

Documento sul Modello Unitario e Strategia di Rete, che esplora le reti sociali come risposte e risorse umane e istituzionali. Il Pdf, utile per l'Università, definisce le reti sociali, il ruolo dell'assistente sociale e le tipologie di reti primarie e secondarie, evidenziando la loro natura dinamica.

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28 pagine

MODELLO
UNITARIO
E
STRATEGIA DI
RETE
Per RETI SOCIALI si intendono quell’insieme di risposte e/o risorse umane ed
istituzionali che si legano con rapporti/relazioni stabili in funzione di percorsi di
aiuto.
L’Assistente Sociale cerca di promuovere soluzioni ai problemi sia a livello
individuale che di gruppo, FA SEMPRE RICORSO, OVE POSSIBILE, ALLE
RISORSE PERSONALI ISTITUZIONALI ED AMBIENTALI.

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Modello Unitario e Strategia di Rete

MODELLO UNITARIO E STRATEGIA DI RETEPer RETI SOCIALI si intendono quell'insieme di risposte e/o risorse umane ed istituzionali che si legano con rapporti/relazioni stabili in funzione di percorsi di aiuto. L'Assistente Sociale cerca di promuovere soluzioni ai problemi sia a livello individuale che di gruppo, FA SEMPRE RICORSO, OVE POSSIBILE, ALLE RISORSE PERSONALI ISTITUZIONALI ED AMBIENTALI.Con il termine RISORSE si intende tutto ciò che può concorrere o collaborare alla soluzione dei problemi stessi: l'utenza con la sua specificità umana e psicologica, il nucleo familiare, le persone del contesto socio-ambientale (amici, parenti, volontariato) i servizi socio-sanitari ed educativo culturali. Nell'azione professionale sia a livello di singolo che di comunità, l'Assistente Sociale organizza queste risorse e le utilizza nel progetto di aiuto che può configurarsi come un sistema coerente e congruente con quelli che sono i bisogni espressi e non espressi.Le risorse diventano RETI quando tra le stesse si va ad istaurare un legame , una relazione. LE RISORSE SONO I NODI DELLA RETE E CHE LA RETE E' L'INSEME SISTEMATICO E DINAMICO DEI NODI E DELLE RELAZIONI CHE LEGANO I NODI STESSI.DAL SITEMA RETE SI DEFINISCE IL MODELLO DI RETE

Il Modello di Rete

IL MODELLO DI RETE STORIA: i contributi provengono dalla psicologia che elabora la terapia dei sistemi per cui il sistema è un insieme di elementi in interazione quindi al cambiamento di un sistema cambia tutto il sistema. Si sviluppa il concetto per cui il tutto è qualcosa in più della somma delle parti (es. sistema famiglia). Per le scienze sociali, il contributo alla formulazione del concetto di rete è stato dato dal modello unitario, dal filone ecologico e dal modello centrato sul compito.Il servizio sociale vuole aiutare l'utenza singola e/o collettiva, a gestire i processi di apprendimento sociale e di cambiamento che si sviluppano all'interno di un contesto o come conseguenza di una relazione umana finalizzata, che comprende e coinvolge l'assistente sociale, gli individui, in relazione agli obiettivi di ricucitura delle spaccature che possono intervenire nella propria esistenza. L'uomo è visto come colui le cui azioni sono condizionate da forze interne ed esterne, come sistema che interagisce con il sistema cambiamento rappresentato dall'assistente sociale in un processo di apprendimento di comportamenti e di conoscenze funzionali al superamento dei problemi esistenziali.

Modelli Precedenti al Modello di Rete

PRIMA DI ARRIVARE AL MODELLO DI RETE SI SONO SUSSEGUITI ALTRI MODELLI:

  • MODELLO CLINICO (trova i suoi fondamenti nella psicologia analitica; il processo di aiuto viene concettualizzato attraverso le fasi di STUDIO- DIAGNOSI- TRATTAMENTO dell'individuo, tralasciando il sistema ambiente.
  • MODELLO PROBLEM SOLVING: elaborato da Perlman, si sviluppa tra gli anni '40-'60 e trova il suo fondamento nel cognitivismo. L'uomo è definito come un soggetto che continuamente deve affrontare un processo di soluzione dei problemi.
  • MODELLO PSICO-SOCIALE esposto da Hollis, in questo modello non si scinde la realtà psichica da quella sociale, infatti l'AS interviene sull'individuo, inizia un lavoro sia con la persona che con l'ambiente più vicino alla persona sia con le risorse e i servizi esterni ad essa.
  • MODELLO CENTRATO SUL COMPITO: il paradigma è il compito/contratto che l'utente stipula con l'assistente sociale. Lo scopo è quello di permettere alla persona di responsabilizzarsi nell'affrontare i problemi che lo riguardano, aiutandolo a svolgere, mediante processi di apprendimento sociale, dei precisi compiti guidati.
  • MODELLO ESISTENZIALE: riprende il concetto di adattamento tra PERSONA ed AMBIENTE. Si parla della capacità della persona di modificare le condizioni ambientali per adeguarle ai loro bisogni e nel contempo adeguare se stesse all'ambiente, evolvendosi.
  • MODELLO COGNITIVO: prende spunto al cognitivismo, secondo il quale ad ogni stimolo ne consegue una risposta e tra lo stimolo e la risposta si va ad introdurre il cognitivismo. La funzione dell'AS si concentra sull'interruzione e sul sintomo del meccanismo perverso che non permette alla persona di svolgere nuove azioni che siano utili al suo benessere personale.
  • MODELLO UNITARIO: negli anni '70 in tutte le scienze umane inizia a svilupparsi il modello olistico, unitario e complessivo; questo modello ha lo scopo di garantire l'unitarietà del servizio sociale nei suoi metodi e tecniche, come intreccio di interventi diretti alla persona e al suo ambiente, secondo una dimensione istituzionale, organizzativa e territoriale.
  • MODELLO SISTEMICO RELAZIONALE: autore Von Bertalanffy, si parla di sistema aperto per riferirsi all'individuo e al suo ambiente di vita. L'intervento si focalizza sull'interdipendenza tra persona-territorio-organizzazione di risposte.
  • MODELO INTEGRATO: l'obiettivo è di creare legami e interazioni tra persona e ambiente sociale per realizzare le funzioni esistenziali e perseguire le proprie aspirazioni. L'operatore infatti diventa agente di cambiamento, cerca di stabilire un contatto con il gruppo o la comunità, si mettono in moto risorse utilizzate nel processo di cambiamento.

Ruolo dell'Assistente Sociale

L'Assistente Sociale agisce sia con l'utente che con l'ambiente. CON L'UTENTE in quanto favorisce l'apprendimento di nuove conoscenze e schemi di comportamento, per favorire la conoscenza sostanziale (fatti, situazioni) la conoscenza psicologica di sé (motivazioni, necessità) e la conoscenza sociale (sé in rapporto agli altri e propri comportamenti). NELL'AMBIENTE per promuovere risorse istituzionali, familiari, comunitarie per favorire apprendimento e cambiamento.

Le Reti Sociali

Le RETI possono essere anche intese come sottosistemi o parti del sistema sociale in senso lato, che superano o integrando il sottosistema familiare specifica rilevanza sul piano dell'interazione comunicativa, incidendo sul benessere e sul senso di appartenenza e di auto-riconoscibilità dei singoli individui. Possono inoltre designare quelle realtà intra ed extra familiari che svolgono una funzione di supporto e sostegno affettivo dell'individuo. Nella rete può anche essere inserito il terzo settore o sistema non profit.

Caratteristiche delle Reti Sociali

Le reti sociali, per essere considerate tali, devono possedere alcune caratteristiche comuni, che sono:

  • Il configurarsi di una realtà costituita d legami strutturalmente rilevabili, identificabili e misurabili (esistenza, visibilità, dei legami/relazioni)
  • Il funzionare in base a rapporti di scambio di natura diversa (scambi beni e servizi e/o scambi simbolici)
  • Il produrre sostegno e supporto ai singoli soggetti sia all'interno della rete stessa che nel rapporto con l'esterno o con gli altri sistemi, con effetti sia sul piano affettivo-psicologico che materiale e sociale (sostegno interno ed esterno)
  • L'operare sul piano della reciprocità sia rispetto agli scambi che rispetto alle azioni di supporto e sostegno (reciprocità degli scambi)

Definizione di Rete

LA RETE VIENE IDENTIFICATA COME L'INSIEME DI PUNTI DEFINITI NODI CHE RAPPRESENTANO LE PERSONE COLLEGATE DA LINEE CHE RAPPRESENTANO LE RELAZIONI TRA LE PERSONE STESSE.Da qui nasce la concezione per cui l'uomo è soggetto in relazione con gli altri in grado di influenzarsi a vicenda. La rete può essere definita:

  • Positiva (e quindi favorisce la realizzazione del soggetto)
  • Negativa (un vincolo che danneggia la crescita del soggetto)

Tipologie di Rete

Nel lavoro di rete e nelle sue varie definizioni si fa riferimento a diverse tipologie di rete con riferimento alla persona, ai servizi ed al territorio, quali:

  • Le reti sociali primarie: cioè quelle unità di vita sociale che raggruppano le persone legate da relazioni faccia a faccia, sia di natura affettiva (parenti, amici, vicini di casa, colleghi di lavoro)
  • In cui la persona di cui si analizza la rete conosce direttamente tutti i componenti della stessa Alle reti primarie vanno aggiunte le reti secondarie, ossia quelle in cui la persona di cui si analizza la rete conosce le persone costituenti la rete, ma non direttamente. Sia le reti primarie che le secondarie sono reti molto dinamiche, che possono rappresentare un alto grado di variabilità, in quanto la loro esistenza è strettamente connessa alla funzione per cui si costituiscono. Rappresentano la struttura di interconnessione tra le realtà ed istituzioni micro-sociali e quelle macro-sociali, gli ambiti di formazione dell'identità personale e culturale, di supporto integrativo e di socializzazione dei singoli e dei gruppi, di contenimento e vitalità, di self-help.

Reti Formali e Informali

Si dividono anche in:

  • RETI FORMALI cioè costituite dalle istituzioni sociali, formalizzate ufficialmente in base a specifiche norme e mandati. Sono strutturate da un punto di vista organizzativo e gestionale amministrativo, svolgono funzioni predefinite, forniscono servizi particolari e concorrono con la propria specificità al sistema di welfare (rientrano anche la realtà del terzo settore come associazioni, cooperative sociali, gruppi di volontariato ecc.)
  • RETI INFORMALI: danno vita ad alcuni soggetti che trovano adeguate soluzioni a problemi comuni o per rispondere a bisogni specifici di rilevanza comunitaria, senza assumere una veste istituzionale definita.

Importanza delle Reti per l'Assistente Sociale

Le reti sociali nella loro diversità costituiscono sempre elemento di particolare attenzione per l'assistente sociale sia per quanto concerne gli interventi connessi agli specifici processi di aiuto sia per l'impostazione e la realizzazione di progetti sociali di rilevanza comunitaria o territoriale, soprattutto in funzione promozionale e preventiva. Le reti primarie, secondarie e quelle informali costituiscono un supporto sociale essenziale per molte persone e per gli utenti dei servizi sociali. L'attuale tendenza delle politiche sociali verso l'inclusione sociale ed il reinserimento nella comunità di origine di persone o utenti altrimenti istituzionalizzabili (ad esempio malati terminali, non autosufficienti, minori in stato di abbandono ecc.) o emarginati, richiede all'assistente sociale una particolare capacità di interazione e progettazione con l'ampia gamma di risorse/supporti formali ed informali che la comunità può esprimere per passare da interventi di tamponamento caso per caso o di emergenza, alla messa in atto di azioni, interventi e progetti integrati, efficaci sul piano individuale, economico o sociale.

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