L'assistente sociale: manuale di servizio professionale, Università del Salento

Documento dall'Università del Salento su L'assistente sociale, manuale di servizio sociale professionale, Passera. Il Pdf è un manuale di servizio sociale professionale che esplora l'evoluzione storica e i fondamenti costituzionali in Italia, analizzando principi e atteggiamenti professionali dell'assistente sociale nel Diritto.

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L'assistente sociale, manuale di servizio sociale
professionale, Passera
Metodi e tecniche del servizio sociale (Università del Salento)
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MANUALE DELLASS. SOCIALE
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MANUALE DELL'ASS. SOCIALE

CAPITOLO 1

PERIODIZZAZIONE SCHEMATICA

  • MEDIOEVO: Durante questo periodo l'assistenza ai poveri è svolta dalla Chiesa, e da associazioni di vicinato, infatti nasce una vasta rete di fondazioni ospedaliere come cura dei malati. Ideologia: i poveri ed i malati sono visti come rappresentanti di Cristo quindi non vengono rifiutati ma accolti.
  • L'ETA MODERNA: con lo sviluppo capitalistico si hanno profondi cambiamenti, partendo ad esempio con l'abolizione del pascolo che prima consentiva la sopravvivenza anche ai contadini più poveri e dalla progressiva eliminazione del regime agrario comunitario. Si passa quindi da un'economia agraria ad una industriale e l'urgenza di creare un unico apparato di governo fece in modo che le Monarchie assolute avviassero interventi in campo assistenziale, la Chiesa si fece da parte mentre l'organizzazione pubblica dell'assistenza controllava i poveri e garantiva ordine e tranquillità pubblici, imponendo anche l'obbligo lavorativo e delle case di lavoro dove i poveri vivevano ed avevano assistenza. Ideologia: in questo periodo i poveri cambiano da rappresentati di Cristo a pericolo sociale poiché costituiscono fonte di disordine sociale.
  • SECOLO XVIII: Considerato un secolo di svolta grazie al diffondersi dell'Illuminismo che favorisce il rinnovamento della vita civile e politica grazie ai loro valori incentrati sulla ricerca e sulla ragione, per Kant infatti la forza della ragione e della scienza costituisce un'emancipazione dell'uomo e della società. Le idee di Rousseau costituiscono la base dell'intervento dello Stato per l'eliminazione della disuguaglianza sociale. Alla fine di questo secolo la legislazione assistenziale prevede:
    1. Il controllo statale degli enti per l'assistenza
    2. La pubblicizzazione di questi enti
    3. Il trasferimento degli oneri a carico dello stato
    4. Creazione di istituti specializzati in assistenza
  • SECOLO XIX: è caratterizzato da un'etica che ha come elementi centrali la dedizione al lavoro ed il risparmio e al peggioramento delle condizioni di vita dei ceti popolari a causa dell'aumento dei costi di vita imposti dall'industrializzazione, i nuovi poveri sono in questo periodo i lavoratori salariati che rivendicano i propri diritti. Ideologia: è caratterizzato dal liberalismo e dal socialismo, si basano sull'importanza della libertà di ogni singolo individuo e dei suoi diritti fondamentali, in questo modo i problemi sociali iniziano a mettersi al centro dell'attenzione facendo nascere nuovi movimenti politici e sociali.
  • SECOLO XX: in questo secolo socialismo e liberalismo trovano il loro sviluppo, infatti c'è l'esigenza di un nuovo contratto sociale che unisca le esigenze del mercato con i diritti dei cittadini.

I FONDAMENTI COSTITUZIONALI DELLA POLITICA SOCIALE IN ITALIA.

I fondamenti della nostra politica sociale sono contenuti nella nostra Carta costituzionale che delinea un modello di stato sociale fondato sul lavoro e sulla sovranità popolare. Nella Carta assumono valore il principio solidaristico, la tutela della personalità umana ed il riconoscimento della dimensione sociale e relazionale della persona stessa per la crescita della persona e della società.

  • ART.2: la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali.
  • ART.3: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali di fronte alla legge. Con questo articolo quindi lo Stato si impegna a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale per favorire il pieno sviluppo della persona umana, qui inoltre, viene ricercata la legittimazione dell'intervento pubblico nel campo dei servizi sociali.
  • ART.5: la Repubblica è una e indivisibile e riconosce le autonomie locali.
  • ARTICOLI DEDICATI AI RAPPORTI ETICO-SOCIALI:
    1. ART.29 La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale e stabilisce il diritto e dovere dei genitori di mantenere i propri figli.
    2. ART. 31 Sono previsti aiuti per la formazione della famiglia e per la protezione della maternità, infanzia e gioventù.
    3. ART. 32 Tutela della salute per tutti coloro che si trovano in uno stato di precarietà
    4. ART. 33 La Repubblica istituisce scuole per tutti gli ordini per lo sviluppo sociale e culturale.
    5. ART.34 La scuola è aperta a tutti.

LA POVERTÀ E GLI ORIENTAMENTI DI POLITICA SOCIALE IN ITALIA.

Negli anni '60 si è sviluppato un ampio dibattito che ha evidenziato le distorsioni prodotte dalla separazione fra politica ECONOMICA e politica SOCIALE. In questo periodo a causa della crescita economica i bisogni sociali si sono modificati creando una povertà di rapporti ed emarginazione di nuove fasce di popolazione e di età. Si possono schematizzare tre tipi di povertà:

  • POVERTÀ DI BENI CULTURALI: cioè l'insoddisfazione dei bisogni legati alla sussistenza, di questa povertà si può distinguere la:
    1. POVERTÀ ASSOLUTA cioè la mancanza del minimo vitale per la sopravvivenza
    2. POVERTÀ RELATIVA sulla base della spesa mensile necessaria per acquistare un determinato bene
  • POVERTÀ ISTITUZIONALE: determinata dalla mancanza di istituzioni funzionali a dare risposte alle modificate condizioni dei nuovi stili di vita.
  • POVERTÀ RELAZIONALE: causata dalla rottura dei rapporti umano-affettivi e della diminuzione dei valori solidaristici.

Possiamo notare quindi che in questi anni ('70-'80) i nuovi bisogni sono legati alle relazioni tra le persone più che alle risorse materiali, per questo motivo le iniziative legislative erano incentrate su:

  • Unità della persona e del recupero della sua identità
  • Superamento del modello gerarchico rigido dei ruoli professionali
  • Si privilegiano gli aspetti umano-relazionali e non quelli tecnico-strutturali
  • Partecipazione dell'utenza alla formulazione dei programmi di intervento A proposito dell'ultimo punto, la Costituzione afferma il diritto/dovere di partecipazione del cittadino quale soggetto della politica sociale e della sua organizzazione, facendo così ci si accorse come il modello di Welfare State era sbagliato a causa della crescita dei nuovi bisogni e problemi della complessità sociale cercando di trovare risposte più efficaci ai problemi posti dalle nuove povertà

CAPITOLO 2

LE ORIGINI E LA NASCITA DEL SERVIZIO SOCIALE IN ITALIA

Il S.S. in Italia nasce nelle sedi formative di servizio sociale, peculiarità del servizio italiano poiché non è nato per un'esigenza del cambiamento del quadro socio-economico e giuridico. Le origini del servizio sociale in Italia possono essere divise in tre fasi:

  1. PRIMA FASE: 1920 si caratterizza per alcune iniziative ed interventi assistenziali ed educativi in ambito aziendale per dare importanza ai fattori e problemi della persona umana e per tutelare i lavoratori. In questo periodo nasce a Milano l'ISTITUTO ITALIANO DI ASSISTENZA SOCIALE dove si preparano professionalmente coloro che vogliono occuparsi del miglioramento dello stato di vita e di lavoro degli operai. Nel 1928 viene istituita la prima scuola per a.s. di fabbrica, cioè per quelle donne che assistevano i lavoratori
  2. SECONDA FASE: è il periodo successivo alla guerra si caratterizza per il rinnovamento delle strutture politiche e sociali anche sulla base del programma di aiuto UNRRA fondando scuole per la preparazione dell'assistenza sociale; in particolare nel 1946 a Tremezzo ci fu un convegno in cui vennero delineati i fondamenti etici e metodologici della professione e dei futuri operatori, che avrebbero poi avuto una formazione tecnica specifica e con ampi interessi politico-sociali. In Italia quindi la nascita ufficiale del S.S. coincide con l'apertura delle prime scuole di S.S. nel secondo dopoguerra.
  3. TERZA FASE: Negli anni che seguono ci fu un clima molto disomogeneo a causa della diffusione di scuole private, enti locali ecc ... pertanto con il D.P.R. n. 14/87 si decise che la formazione al servizio sociale professionale può avvenire solo con scuole UNIVERSITARIE dirette, si avvia così la definizione normativo-istituzionale della professione.

Si può quindi dire che il ritardo della nascita del S.S italiano è dovuto al pensiero neo-idealistico e alla figura dominante della Chiesa.

APPUNTI PROFESSORESSA RIZZO NASCITA DEL SERVIZIO SOCIALE

L'ornitorinco è un animale che riconosciamo subito ma lo definiamo difficilmente, proprio come il servizio sociale, lo possiamo definire dalla sua nascita con alcune caratteristiche Il servizio sociale per moltissimi secoli ha avuto la funzione di controllo sociale: controllando le categorie povere che non dovevano trovarsi per strada. Nasce come controllo sociale nel 1300, quando la regina Elisabetta rinchiudeva i poco abbienti in manicomi ed istituti proprio per la "pulizia sociale", e i poveri rinchiusi in questi istituti dovevano lavorare gratis per la corona. Questo fenomeno poi si espande in tutta Europa, in Italia nasce come opera di controllo fatta dalle donne ricche, per dimostrare di essere particolarmente facoltose facendo nascere la figura delle dame di carità. Ed è per questo che in Italia il social worker ha una presenza particolarmente femminile, ad esempio negli Stati Uniti nasce come professione maschile in quanto si occupa dei giovani devianti, quindi si orienta sul recupero delle bande giovanili di immigrati. In Europa nasce come professione femminile proprio come in Italia. Il servizio sociale quindi nasce come controllo e come assistenza alle persone più povere. La professione dell'assistente e il servizio sociale si basa su delle organizzazioni che sono di volontariato o sono di pura assistenza da parte dello stato. Questa è la modalità attraverso la quale gli stati risolvono i problemi

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