Dispensa su etica, bioetica e deontologia professionale per universitari

Documento su etica, bioetica e deontologia professionale. Il Pdf, di Diritto per l'Università, esplora principi fondamentali, casi clinici e la tutela delle vittime di violenza, con riferimenti normativi italiani ed europei, per facilitare lo studio autonomo.

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31 pagine

DISPENSA
ASPETTI DI ETICA, BIOETICA E DEONTOLOGIA
PROFESSIONALE
20 ORE
DOCENTE
Dott. Ssa Ilaria Giubbilo
Infermiere e bioeticista
1. Concetti e principi fondamentali di etica e bioetica: autonomia/autodeterminazione, beneficialità, non
maleficenza, giustizia
Modulo 1
Concetti e principi fondamentali di etica e bioetica: autonomia/autodeterminazione, beneficialità, non
maleficenza, giustizia
L'etica è quel campo di indagine della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono
di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o cattivi ed inappropriati.
L’etica riguarda i principi del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto. Si occupa di stabilire norme morali
universali, come la dignità, la giustizia e il rispetto della persona.
Con morale si indica invece l’insieme di convenzioni e valori di una società, o semplicemente di un
individuo.
Bioetica
La bioetica è una disciplina che si occupa del comportamento dell'uomo nell'ambito delle scienze della
salute e della vita.
In particolare, la bioetica clinica è una disciplina che fornisce agli operatori sanitari la base di una
competenza decisionale per la soluzione di casi concreti della pratica clinica o sperimentale, ne orienta la
metodologia clinica.
In bioetica, vari sono i modelli di riferimento, tra cui PRINCIPIALISTICO e CASUISTICO.
Un modo per rappresentare la bioetica è una bilancia, con al centro il noto filamento ad elica del DNA.
Simboleggia la medicina, la filosofia, la legge, la tecnologia applicate alle scienze della vita.
Il «giusto» od il «buono» su un piatto ed il «male» o l’»ingiusto» nell’altro sono una delle esemplificazioni
possibili, per quanto parziali. Non è compito della bioetica sostituirsi al diritto od al tribunale della
coscienza, quanto piuttosto aiutare ad elaborare le scelte, per quanto dolorose, che vanno fatte: anche
«decidere di non decidere» comporta delle conseguenze.
A cosa serve la bioetica?
Lo sforzo della riflessione bioetica è, con atteggiamento imparziale, non giudicante e razionale, supportare
il dialogo, affiancando operatori sanitari, pazienti e familiari e adiuvando le scelte e le decisioni cliniche.
Scopo della Bioetica clinica è migliorare la qualità della cura attraverso identificazione ed analisi (metodo) e
risoluzione (presa di decisioni) dei problemi che insorgono nel contesto della relazione operatori sanitari-
paziente.
Il Principialismo
Ha origini storiche più che filosofiche. In particolare fa riferimento alla Commissione Belmont (commissione
USA per la protezione dei soggetti umani nella ricerca biomedica e comportamentale, 1979), il cui obiettivo
era identificare i principi che rendessero etica una sperimentazione.
Successivamente vennero impiegati nella soluzione di dilemmi morali in ambito bioetico. I principi sono:
Beneficienza/Non maleficenza
Autonomia
Giustizia
Il Principialismo
Per quanto non sia l’unico modello bioetico teorizzato, il Principialismo, elaborato dai due filosofi nord-
americani Childress e Beauchamp nel 1979, è senz’altro uno dei maggiormente impiegati per risolvere
questioni di etica clinica.
Ciò che ha costituito il “successo” di questo modello è che sia un modello pratico da calare in realtà anche
differenti. Dato un quesito etico nella pratica clinica, si valuta il caso in base a questi principi, decidendo in
base a quale tra questi abbia più «forza».
Nella sua agilità di utilizzo, emerge una fondamentale criticità: il fatto che non ci sia gerarchia tra principi, fa
rischiare di non riuscire a prendere comunque una decisione, soprattutto di fronte a questioni complesse.
BENEFICENZA e NON MALEFICENZA
Rispondono alla domanda: come il paziente può beneficiare degli interventi sanitari e come possono essere
evitati danni collaterali?

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Anteprima

Concetti e principi fondamentali di etica e bioetica

Autonomia, beneficialità, non maleficenza, giustizia

DISPENSA ASPETTI DI ETICA, BIOETICA E DEONTOLOGIA PROFESSIONALE 20 ORE DOCENTE Dott. Ssa Ilaria Giubbilo Infermiere e bioeticista

  1. Concetti e principi fondamentali di etica e bioetica: autonomia/autodeterminazione, beneficialità, non maleficenza, giustizia

Modulo 1 Concetti e principi fondamentali di etica e bioetica: autonomia/autodeterminazione, beneficialità, non maleficenza, giustizia

L'etica è quel campo di indagine della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o cattivi ed inappropriati. L'etica riguarda i principi del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto. Si occupa di stabilire norme morali universali, come la dignità, la giustizia e il rispetto della persona. Con morale si indica invece l'insieme di convenzioni e valori di una società, o semplicemente di un individuo.

Bioetica e comportamento umano

La bioetica è una disciplina che si occupa del comportamento dell'uomo nell'ambito delle scienze della salute e della vita. In particolare, la bioetica clinica è una disciplina che fornisce agli operatori sanitari la base di una competenza decisionale per la soluzione di casi concreti della pratica clinica o sperimentale, ne orienta la metodologia clinica. In bioetica, vari sono i modelli di riferimento, tra cui PRINCIPIALISTICO e CASUISTICO.Un modo per rappresentare la bioetica è una bilancia, con al centro il noto filamento ad elica del DNA. Simboleggia la medicina, la filosofia, la legge, la tecnologia applicate alle scienze della vita. Il «giusto» od il «buono» su un piatto ed il «male» o l'»ingiusto» nell'altro sono una delle esemplificazioni possibili, per quanto parziali. Non è compito della bioetica sostituirsi al diritto od al tribunale della coscienza, quanto piuttosto aiutare ad elaborare le scelte, per quanto dolorose, che vanno fatte: anche «decidere di non decidere» comporta delle conseguenze.

Scopo della bioetica clinica

A cosa serve la bioetica? Lo sforzo della riflessione bioetica è, con atteggiamento imparziale, non giudicante e razionale, supportare il dialogo, affiancando operatori sanitari, pazienti e familiari e adiuvando le scelte e le decisioni cliniche. Scopo della Bioetica clinica è migliorare la qualità della cura attraverso identificazione ed analisi (metodo) e risoluzione (presa di decisioni) dei problemi che insorgono nel contesto della relazione operatori sanitari- paziente.

Il Principialismo: origini e principi

Il Principialismo Ha origini storiche più che filosofiche. In particolare fa riferimento alla Commissione Belmont (commissione USA per la protezione dei soggetti umani nella ricerca biomedica e comportamentale, 1979), il cui obiettivo era identificare i principi che rendessero etica una sperimentazione. Successivamente vennero impiegati nella soluzione di dilemmi morali in ambito bioetico. I principi sono: Beneficienza/Non maleficenza Autonomia Giustizia

Applicazione del Principialismo nella pratica clinica

Il Principialismo Per quanto non sia l'unico modello bioetico teorizzato, il Principialismo, elaborato dai due filosofi nord- americani Childress e Beauchamp nel 1979, è senz'altro uno dei maggiormente impiegati per risolvere questioni di etica clinica. Ciò che ha costituito il "successo" di questo modello è che sia un modello pratico da calare in realtà anche differenti. Dato un quesito etico nella pratica clinica, si valuta il caso in base a questi principi, decidendo in base a quale tra questi abbia più «forza». Nella sua agilità di utilizzo, emerge una fondamentale criticità: il fatto che non ci sia gerarchia tra principi, fa rischiare di non riuscire a prendere comunque una decisione, soprattutto di fronte a questioni complesse.

Beneficenza e Non Maleficenza

BENEFICENZA e NON MALEFICENZA Rispondono alla domanda: come il paziente può beneficiare degli interventi sanitari e come possono essere evitati danni collaterali?Tali principi impongono una valutazione, da parte del professionista sanitario, dei potenziali benefici di qualsiasi intervento proposto in relazione ai rischi che comporta, fornendo al paziente tutte le raccomandazioni del caso e valutandone le preferenze riguardo al sottoporsi o meno al trattamento proposto. Fermo restando che l'indicazione clinica di trattamento spetta al professionista sanitario, rischi e benefici dello stesso non sono valori assoluti, ma il loro "saldo positivo" di beneficità va sempre conformato al singolo paziente, con la sua biografia, la sua autonomia e le sue preferenze, nella singola situazione.

Implicazioni per l'OSS: Beneficenza

Implicazioni per l'OSS Beneficienza Questo principio richiede di agire in modo da massimizzare i benefici per il paziente, anche attraverso interventi di supporto e assistenza che migliorino la qualità della vita, rispettando i valori e le necessità della persona. Gli operatori sociosanitari devono lavorare per migliorare la salute e il benessere complessivo dell'assistito.

Implicazioni per l'OSS: Non Maleficenza

Non maleficenza Questo principio è fondamentale per prevenire qualsiasi azione o omissione che potrebbe danneggiare fisicamente o psicologicamente l'assistito. Gli OSS devono prestare attenzione alla sicurezza delle pratiche assistenziali, evitando azioni che possano causare disagio, sofferenza o lesioni.

Autonomia e autodeterminazione del paziente

AUTONOMIA Risponde alla domanda: è rispettato al massimo, dal punto di vista etico e legale, il diritto del paziente a scegliere e ad autodeterminarsi? I soggetti vanno trattati come autonomi nelle decisioni che intraprendono, cioè devono essere riconosciuti e rispettati nel diritto di sostenere opinioni, fare scelte e compiere azioni sulla base di valori e convinzioni personali. Il professionista sanitario deve fornire informazioni, accertarne la comprensione e verificare la volontarietà, per favorire una adeguata e libera formazione delle decisioni. Il consenso informato, ampiamente usato nella pratica clinica quotidiana, ha come base fondante proprio il principio di autonomia.

Implicazioni per l'OSS: Autonomia

Implicazioni per l'OSS Gli operatori sociosanitari devono rispettare le scelte del paziente, fornendo le informazioni necessarie affinché possa decidere consapevolmente. Questo implica ascolto, rispetto delle preferenze individuali e sostegno nell'esercizio della propria autodeterminazione, specialmente nelle scelte di fine vita o nei trattamenti sanitari.

Giustizia e distribuzione delle risorse

GIUSTIZIA Risponde alla domanda: quali problemi e fattori influenzano le decisioni di trattamento (economici, finanziari, allocazione delle risorse, familiari, convinzioni di medici ed infermieri, conflitti di interesse ... )? Il principio riguarda la giusta ed equa distribuzione degli oneri e dei benefici tra coloro che fanno parte di istituzioni sociali.Tale principio fonda l'obbligo di una giusta distribuzione dei benefici, dei rischi e dei costi. Un'esempio classico di giustizia distributiva è quello applicato nelle liste di attesa trapianti, considerando la sproporzione tra coloro che attendono un organo (molti) e gli organi disponibili (pochi).

Implicazioni per l'OSS: Giustizia

Implicazioni per l'OSS Gli operatori devono trattare ogni assistito in modo equo, rispettando i diritti e le esigenze di tutti, indipendentemente da etnia, genere, condizione economica o sociale. La giustizia richiede anche che il personale sociosanitario operi in modo equo nella gestione del tempo, delle risorse e dell'attenzione dedicata a ciascun paziente.

Conflitti tra principi etici

I conflitti tra principi Il principio di autonomia può entrare in conflitto con il principio di beneficenza ad esempio quando la persona assistita non è d'accordo con le raccomandazioni che il personale sanitario le ha fornito nel suo interesse. L'assistito può legittimamente fare richiesta di una «seconda opinione», o può rifiutare un trattamento proposto (o una parte di esso) per questioni religiose o culturali, o perché non valutato consono alle proprie aspettative ea alla propria concezione di vita salute e malattia. L'assistito non può però mai richiedere, in forza della propria autonomia, che il medico, l'infermiere od un operatore sanitario pratichino prestazioni in contrasto con la propria coscienza o con i propri convincimenti tecnico-scientifici e con la legge.

Caso Clinico OSS: Il Dilemma di Assistenza per il Signor Luigi

Caso Clinico OSS - Il Dilemma di Assistenza per il Signor Luigi Scenario: Luigi è un uomo di 78 anni ricoverato in una struttura per anziani. Soffre di gravi problemi respiratori, che lo rendono molto vulnerabile alle infezioni, ed è anche parzialmente immobilizzato. Luigi ha sempre dichiarato di voler mantenere la propria autonomia e dignità, preferendo svolgere da solo alcune attività quotidiane, come il lavarsi e vestirsi, anche se con difficoltà. Non desidera l'assistenza diretta per queste attività, insistendo nel voler fare da sé, anche se questo comporta tempi lunghi e un rischio di affaticamento. Maria, l'OSS assegnata al caso di Luigi, sa che lasciarlo agire da solo è rischioso, perché potrebbe peggiorare le sue condizioni respiratorie o affaticarsi al punto di necessitare di cure urgenti. Inoltre, la struttura è piuttosto affollata, e Maria ha anche altri assistiti da seguire. Dedicarle troppo tempo a Luigi rischia di togliere attenzione ad altri pazienti con esigenze urgenti.

Situazione del Conflitto Etico nel caso Luigi

Situazione del Conflitto Etico: Maria si trova in difficoltà poiché deve gestire i principi di autonomia, beneficialità, non maleficenza e giustizia, che in questo caso sono in conflitto tra loro. Autonomia: Luigi ha espresso chiaramente la volontà di mantenere la propria indipendenza e svolgere le attività quotidiane in autonomia. Questo principio implica rispettare il desiderio di Luigi, anche quando questo lo espone a qualche rischio.Beneficialità: Maria è consapevole che, intervenendo in assistenza diretta, potrebbe aiutare Luigi a prevenire situazioni di affaticamento e difficoltà respiratorie. L'assistenza potrebbe rendere la sua routine quotidiana più sicura e meno stressante per lui, garantendo un livello di comfort maggiore. Non Maleficenza: Lasciare Luigi agire da solo comporta il rischio di causargli affaticamento o aggravare la sua condizione respiratoria. D'altra parte, intervenire contro la sua volontà potrebbe generare un forte disagio psicologico, facendolo sentire non rispettato e limitato nella sua autonomia, elemento per lui fondamentale. Giustizia: Maria deve considerare anche le necessità degli altri assistiti nella struttura, che richiedono il suo supporto e assistenza. Dedicarle molto tempo solo a Luigi potrebbe causare una distribuzione non equa delle risorse di assistenza all'interno della struttura.

Dilemma di Maria e strategie di supporto

Dilemma di Maria: Maria è quindi in una posizione difficile: se rispetta la volontà di Luigi di fare da sé, potrebbe mettere in pericolo la sua salute e il suo benessere. Se, invece, decide di intervenire per aiutarlo, potrebbe violare il suo diritto all'autonomia e generare disagio psicologico. Inoltre, Maria deve riuscire a gestire il suo tempo per rispondere ai bisogni di tutti i pazienti in modo equo. Come può Maria rispettare l'autonomia di Luigi senza compromettere la sua sicurezza? In che modo Maria può trovare un equilibrio tra le esigenze di Luigi e quelle degli altri pazienti? Quali strategie può adottare Maria per garantire a Luigi un livello di supporto compatibile con la sua richiesta di indipendenza?

Deontologia come guida per la pratica quotidiana

Modulo 2 Deontologia come guida per l'esercizio della pratica quotidiana "La medicina non è una scienza, ma un'arte che si basa su scienze e si pratica in un mondo di valori." (G. Cosmacini, medico e storico della medicina)

La deontologia professionale: codice etico e regole

La deontologia professionale La deontologia, in ambito professionale, è l'insieme di regole di comportamento che rappresentano il codice etico di una determinata professione, non solo sanitaria. Le regole deontologiche da seguire sono scritte ed approvate dai membri componenti la professione e vengono racchiuse nei codici deontologici previsti per le varie categorie professionali (medici, infermieri, avvocati, notai, giornalisti, architetti ... ). I codici prevedono anche le eventuali sanzioni per chi le viola e che verrà giudicato sul piano esclusivamente deontologico. Si può dire che la deontologia sia una garanzia pubblica di condotta professionale, fatta dai professionisti per garantirne il comportamento agli occhi della società ed in ascolto delle sue istanze.

Deontologia: etica o diritto?

La deontologia è etica o diritto? Pur richiamando all'etica ed al diritto, la deontologia non va confusa con nessuna di queste due discipline, ma piuttosto va vista come un ideale ponte che le collega e che,in ambito sanitario, ha come chiave di volta la relazione di cura tra il professionista e l'assistito.

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