Il Vangelo di Matteo: struttura, discorsi e prospettive teologiche

Documento universitario sul Vangelo di Matteo, che ne esamina la struttura e i cinque discorsi principali. Il Pdf, di Religione, discute le prospettive cristologiche ed ecclesiologiche, il rifiuto di Gesù e l'incredulità, e il ruolo della comunità cristiana e di Pietro.

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2. Il Vangelo di Matteo
2.1 LA STRUTTURA DEL VANGELO DI MATTEO
All’interno della Bibbia il primo vangelo che troviamo è quello di Matteo, che tuttavia, dagli
studi più recenti, non risulta essere il primo ad essere stato composto.
Molto utilizzato all’interno della liturgia, Matteo è un vangelo che è stato molto studiato negli
ultimi cinquant’anni, anche se non sempre si è definita in modo chiara la sua struttura, dato
che la prospettiva teologica del testo sembra oscillare fra Cristologia ed Ecclesiologia.
Proprio queste due prospettive hanno portato molti studiosi a ipotizzare strutture del testo
che da una parte mettono in luce la dimensione messianica di Gesù (prospettiva
Cristologica), e dall’altra la componente della comunità dei discepoli (prospettiva
ecclesiologica). In alcuni casi si è poi ipotizzata una struttura che fosse legata al piano
geografico, vale a dire ai diversi spostamenti compiuti da Gesù, che si concentrano dapprima
in Galilea (3-13) e successivamente verso Gerusalemme e all’interno della città santa (14-
28).
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Nella tradizione esegetica di studio del Vangelo matteano si è soliti considerare il testo
costruito a partire da cinque grandi discorsi, preceduti e seguiti rispettivamente dal prologo
(Mt 1-2) e dall’epilogo (28,16-20), tra loro collegati per mezzo di vere e proprie inclusioni.
Analizzando il testo del prologo e quello dell’epilogo troviamo le seguenti corrispondenze:
1,23: Emmanuele… Dio con noi 28.20: io sono con voi
1,20: l’angelo del Signore 28,2.5: L’angelo del Signore
2,10: Visto si prostrarono 28,17: Visto…si prostrarono
2,1: Ed ecco 28,20: Ed ecco
Tra prologo ed epilogo, poi, vi è un’altra corrispondenza significativa. Nella genealogia (1,1-
17) il compimento è dato da Gesù, che è presente nella storia del suo popolo. Proprio il Cristo,
secondo l’epilogo (28,20) è destinato a rimanere sempre in mezzo alla sua comunità, con i
suoi, all’interno della Chiesa, garantendo coì la riuscita della missione di annuncio.
Il riferimento alla presenza di Cristo in mezzo a noi è presente anche nella parte centrale del
Vangelo (18,20), dove Gesù garantisce di essere con coloro che sono riuniti nel suo nome.
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Per una trattazione dettagliata di queste posizioni si consulti SEGALLA G., Evangelo e vangeli, EDB, Bologna,
1992, pp. 41-45.
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La presenza di Gesù attesta la nuova alleanza che Dio sceglie di stipulare con il suo popolo e
qui certamente Matteo è debitore della tradizione veterotestamentaria di 2 Cr 36,23: Così
dice Ciro, re di Persia: «Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra.
Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di
voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!
L’alleanza stipulata dal Signore con il suo popolo viene ratificata attraverso una nuova
interpretazione della legge, che darà origine ad una nuova etica, quella del Regno.
Per questo motivo è possibile individuare all’interno del Vangelo Matteano i cinque discorsi
che diventano una sorta di struttura portante, che sostiene questa nuova alleanza, da cui
scaturisce una nuova etica, quella del Regno, appunto.
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I cinque discorsi sono:
Discorso della Montagna 5,1 7,27
Discorso Apostolico- Missionario 10,1-42
Discorso in Parabole 13,1-52
Discorso alla Comunità 18,1-35
Discorso Escatologico 23,1 25,46
Al termine di ognuno di questi discorsi c’è una formula che introduce quello successivo:
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento
(7,28)
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di
per insegnare e predicare nelle loro città. (11,1)
Terminate queste parabole, Gesù partì di là. (13,53)
Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là
del Giordano. (19,1)
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Significative a questo proposito sono le parole di Gesù in 13,52 Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba,
divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e
cose antiche.”. Egli fa capire chiaramente che chi diventa discepolo del Regno è chiamato ad inaugurare una
nuova vita, in cui la dimensione etica si rinnova, senza tuttavia dimenticare quella legata all’antica alleanza
stipulata dal Signore con il popolo di Israele.

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Anteprima

Il Vangelo di Matteo

La Struttura del Vangelo di Matteo

All'interno della Bibbia il primo vangelo che troviamo è quello di Matteo, che tuttavia, dagli studi più recenti, non risulta essere il primo ad essere stato composto. Molto utilizzato all'interno della liturgia, Matteo è un vangelo che è stato molto studiato negli ultimi cinquant'anni, anche se non sempre si è definita in modo chiara la sua struttura, dato che la prospettiva teologica del testo sembra oscillare fra Cristologia ed Ecclesiologia. Proprio queste due prospettive hanno portato molti studiosi a ipotizzare strutture del testo che da una parte mettono in luce la dimensione messianica di Gesù (prospettiva Cristologica), e dall'altra la componente della comunità dei discepoli (prospettiva ecclesiologica). In alcuni casi si è poi ipotizzata una struttura che fosse legata al piano geografico, vale a dire ai diversi spostamenti compiuti da Gesù, che si concentrano dapprima in Galilea (3-13) e successivamente verso Gerusalemme e all'interno della città santa (14- 28).1

Nella tradizione esegetica di studio del Vangelo matteano si è soliti considerare il testo costruito a partire da cinque grandi discorsi, preceduti e seguiti rispettivamente dal prologo (Mt 1-2) e dall'epilogo (28,16-20), tra loro collegati per mezzo di vere e proprie inclusioni. Analizzando il testo del prologo e quello dell'epilogo troviamo le seguenti corrispondenze:

  • 1,23: Emmanuele ... Dio con noi
  • 1,20: l'angelo del Signore
  • 2,10: Visto si prostrarono
  • 2,1: Ed ecco
  • 28.20: io sono con voi
  • 28,2.5: L'angelo del Signore
  • 28,17: Visto ... si prostrarono
  • 28,20: Ed ecco

Tra prologo ed epilogo, poi, vi è un'altra corrispondenza significativa. Nella genealogia (1,1- 17) il compimento è dato da Gesù, che è presente nella storia del suo popolo. Proprio il Cristo, secondo l'epilogo (28,20) è destinato a rimanere sempre in mezzo alla sua comunità, con i suoi, all'interno della Chiesa, garantendo coì la riuscita della missione di annuncio. Il riferimento alla presenza di Cristo in mezzo a noi è presente anche nella parte centrale del Vangelo (18,20), dove Gesù garantisce di essere con coloro che sono riuniti nel suo nome. 1 Per una trattazione dettagliata di queste posizioni si consulti SEGALLA G., Evangelo e vangeli, EDB, Bologna, 1992, pp. 41-45.2 La presenza di Gesù attesta la nuova alleanza che Dio sceglie di stipulare con il suo popolo e qui certamente Matteo è debitore della tradizione veterotestamentaria di 2 Cr 36,23: "Così dice Ciro, re di Persia: «Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!" L'alleanza stipulata dal Signore con il suo popolo viene ratificata attraverso una nuova interpretazione della legge, che darà origine ad una nuova etica, quella del Regno. Per questo motivo è possibile individuare all'interno del Vangelo Matteano i cinque discorsi che diventano una sorta di struttura portante, che sostiene questa nuova alleanza, da cui scaturisce una nuova etica, quella del Regno, appunto.2

I Cinque Discorsi

I cinque discorsi sono:

  • Discorso della Montagna 5,1 - 7,27
  • Discorso Apostolico- Missionario 10,1-42
  • Discorso in Parabole 13,1-52
  • Discorso alla Comunità 18,1-35
  • Discorso Escatologico 23,1 - 25,46

Al termine di ognuno di questi discorsi c'è una formula che introduce quello successivo:

  • Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento ... (7,28)
  • Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città. (11,1)
  • Terminate queste parabole, Gesù partì di là. (13,53)
  • Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano. (19,1)

2 Significative a questo proposito sono le parole di Gesù in 13,52 "Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.". Egli fa capire chiaramente che chi diventa discepolo del Regno è chiamato ad inaugurare una nuova vita, in cui la dimensione etica si rinnova, senza tuttavia dimenticare quella legata all'antica alleanza stipulata dal Signore con il popolo di Israele.3 Terminati tutti questi discorsi, Gesù disse ai suoi discepoli ... (26,1) Tali formule richiamano il testo di Deuteronomio (1,1; 4,44; 28,69; 33,1: LXX), con la differenza che in quel libro le formule precedono l'inizio del discorso, sono cioè soprascritte. I cinque discorsi del Vangelo matteano sono disposti in modo concentrico. Se il discorso parabolico sta al centro, quello delle beatitudini e quello escatologico si richiamano vicendevolmente a motivo del tema escatologico in essi presente, mentre il discorso apostolico-missionario e quello alla comunità (ecclesiologico) esprimono lo stesso interesse dell'evangelista per la comunità, considerata centro propulsore dell'annuncio evangelico. Ciò che sviluppano i cinque discorsi altro non è che il Vangelo del Regno, come annota lo stesso evangelista in 4,23-25: "Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guariva. E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano."

Materiale Narrativo e Struttura del Vangelo

Se all'interno del Vangelo è possibile individuare la presenza dei cinque discorsi, è altrettanto vero che esiste del materiale narrativo che l'autore inserisce all'interno dell'opera. Questo materiale può essere analizzato strutturando il vangelo secondo il seguente schema:

  • 1-2 Prologo
  • 3,1 - 4,22 Inizio del ministero pubblico di Gesù
  • 4,23 - 9,35 I Sezione Gesù predica il Regno
  • 9,36 - 12,50 II Sezione I dodici discepoli, la nuova famiglia di Gesù
  • 13,1 - 17,23 III Sezione Il mistero del Regno e della sua persona
  • 17,24 - 20,34 IV Sezione La comunità Cristiana e i suoi capi: istruzioni e insegnamenti
  • 21,1 - 25,46 V Sezione Lo scontro decisivo con le autorità
  • 26,1 - 28,15 Passione, Morte e Risurrezione.4

Il Prologo (1-2)

Il prologo del Vangelo occupa i primi due capitoli e presenta Gesù, il Messia, l'unto, che porta a compimento la storia della salvezza e infatti il titolo dell'opera matteana è "Libro della storia di Gesù Cristo, figlio di David, figlio di Abramo". L'iniziale genealogia è composta da tre serie di 14 generazioni, sullo stile di quelle contenute nel libro delle cronache (1-9) ed intende situare Gesù, il Cristo, all'interno della storia della salvezza del popolo Ebraico, rappresentata inizialmente dal padre nella fede Abramo. Collegata alla genealogia, vi è poi la nascita di Gesù, che l'evangelista narra inserendo contenuti che lo differenziano da Luca. Anzitutto la vicenda di Giuseppe che vive l'indecisione di fronte alla notizia dell'attesa di un figlio da parte di Maria, impasse che viene superata attraverso l'intervento divino dell'angelo in sogno (1,20-21). La nascita di Gesù per Matteo è il compimento della profezia di Is 7, che preannunciava l'arrivo di un bambino il cui nome esprimeva la vicinanza di Dio al suo popolo, Emmanuele, appunto, che significa Dio con noi. Matteo poi conferisce una portata universale alla nascita di Gesù nel momento in cui inserisce il racconto dei Magi, uomini di scienza, che venivano dall'oriente e che rappresentano il mondo intero, teso alla ricerca del senso e della verità. La fuga in Egitto e il successivo ritorno in patria, così come la strage degli innocenti, sono testi che richiamano l'Antico Testamento, rispettivamente Os 11,1 e Ger 31,15 ed indicano come Matteo si rivolga ad una comunità che ben conosceva le scritture di Israele.

L'Inizio del Ministero Pubblico di Gesù (3,1 - 4,22)

In questa parte Matteo presenta la figura di Giovanni Battista che costituisce un punto di riferimento per l'intero ministero pubblico di Gesù. Anche in questo caso l'evangelista utilizza l'AT, citando in due circostanze Isaia 40,3 e 9,1, rispettivamente in Mt 3,3 e 4,15-16. L'arrivo in scena del Battista da inizio al ministero pubblico di Gesù, che viene immerso nelle acque del Giordano e riconosciuto come Figlio amato dal Padre. Associato al Battesimo vi è poi l'episodio delle tentazioni, che, a differenza di Marco, e come in Luca, è più esteso e riporta diverse citazioni scritturistiche veterotestamentarie. L'introduzione del Vangelo di Matteo si conclude con la chiamata dei discepoli (4,18-22), che accompagneranno Gesù nel suo ministero, diventando fin da subito destinatari del suo insegnamento e collaboratori preziosi della sua missione.5

Prima Sezione: Gesù Predica il Regno di Dio e Guarisce Ogni Malattia (4,23 - 9,35)

Questa prima sezione ha una cornice data da 4,23-25 e da 9,35. In queste pericopi si afferma che Gesù insegna, predica il vangelo del Regno e guarisce ogni sorta di malattia, evidenziando così le caratteristiche proprie del suo ministero. Da 5,1 fino a 7,27 troviamo il discorso ai discepoli, definito della Montagna, perché l'evangelista annota che Gesù "salì sul monte" (5,1)3. Il discorso è introdotto dalle beatitudini e dai detti sui discepoli, sale della terra e luce del mondo, che vengono considerati il prologo del discorso della montagna, seguiti da una sorta di vera e propria introduzione al discorso costituita dai versetti 5,17-20, che ci fanno capire come Gesù sia venuto per dare compimento, non per abolire. È interessante notare che i capitoli 8 e 9 riportano 10 miracoli che attestano l'attività taumaturgica compiuta da Gesù durante il suo ministero. L'insegnamento di Gesù e la sua opera taumaturgica vengono evidenziate in modo particolare dall'evangelista attraverso due espressioni che sono rispettivamente 7,29, pericope in cui afferma che Gesù "insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi", e 8,17, testo in cui dichiara che "Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie". I due versetti ricordano al lettore come Gesù sia maestro dotato di un'autorità del tutto particolare, che lo differenzia enormemente dagli uomini religiosi della sua epoca, e nello stesso tempo quei versetti rammentano ai destinatari del Vangelo come la sua autorità sia in realtà un potere capace di guarire la malattia, simbolo per eccellenza del male e della morte. Proprio il Vangelo del Regno, dunque, diventa per Matteo l'antidoto contro il male e la morte, parola in grado di trasformare, trasfigurandola, la vita umana. Di seguito riportiamo uno schema conclusivo della struttura di questa prima sezione.

  • Sommario introduttorio (4,23-25): Gesù insegna e guarisce.
  • Gesù insegna: discorso della montagna (5,1-7,29) in cornice escatologica (beatitudini iniziali e serie di detti escatologici in 7,13 27), incluso nell'insegnamento etico di Gesù che porta a compimento legge e profeti (5,17) e si riassume nell'amore, che pure sintetizza legge e profeti (7,12).

3 A pochi metri dalla località di Tabga, sorgono i resti di un'antica chiesa Bizantina, citata dalla pellegrina Egeria, che visitò i luoghi santi alla fine del IV secolo, che dovrebbe essere la Chiesa delle Beatitudini. Oggi il santuario moderno sorge un po' più in alto, su una piccola altura che si affaccia sul lago di Tiberiade.

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