Scienze Infermieristiche di Base: ruolo infermiere e teorie del nursing

Documento sulle Scienze Infermieristiche di Base, esplorando il ruolo dell'infermiere, i regolamenti professionali e le buone pratiche. Il Pdf presenta le teorie del nursing, con un focus su Florence Nightingale e Virginia Henderson, e include il modello di Roper-Logan-Tierney, utile per lo studio universitario.

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33 pagine

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Anteprima

SCIENZE INFERMIERISTICHE DI BASE

Essere Infermiere è qualcosa di più che la mera esecuzione di prestazioni volte al soddisfacimento dei bisogni dell'assistito ... essere Infermiere implica la capacità di vedere l'Umanità dell'altro con Amore.

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DOTT.SSA MILA MAZZOTTI ANNO 2023/2024

AGOSTINI C., DEL GRECO G.SCIENZE INFERMIERISTICHE DI BASE

Il 12 maggio è la giornata internazionale dell'infermiere

D.M. 739 del 1994 e il ruolo dell'Infermiere

  • Individua la figura e il profilo dell'Infermiere .;

L'Inf. diventa un professionista autonomo;

  • Abolisce il mansionario (L. 42/99);
  • Per esercitare la professione deve essere in possesso della laurea e dell'iscrizione all'albo professionale. Gli albi sono organizzati per provincia e in ordine alfabetico sono elencati i nominativi di chi ne fa parte, serve per tutelare la propria professione e il cittadino, dichiara che chi svolge una determinata procedura è un professionista e non abusa della professione.
  • È responsabile dell'assistenza infermieristica o Nursing: preventiva, curativa, palliativa, riabilitativa è di natura tecnica, relazionale ed educativa;
  • Le principali funzioni sono: la prevenzione delle malattie, l'assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l'educazione sanitaria;
  • Partecipa all'identificazione dei bisogni della persona e di tutta la collettività prendendosene carico, formula degli obiettivi, pianifica, gestisce e valuta l'intervento assistenziale;
  • Garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche;

V Agisce sia individualmente che in collaborazione con altri operatori sanitari e sociali;

  • Si avvale dell'opera del personale di supporto e può svolgere la sua attività professionale in strutture pubbliche o private, a domicilio in regime di dipendenza o di libero professionista.
  • Contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente all'aggiornamento relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca.
  • Deve poter disporre di operatori che collaborano (ad esempio l'Oss) e si occupa insieme ad essi di attività funzionali all'assistenza infermieristica.

Regolamenti e buone pratiche

  • 1999 pubblicazione del rapporto "To err is human" (errare è umano); dall'Institute of Medicine che pose l'attenzione sulla sicurezza dei pazienti.
  • 2009 la "raccomandazione sulla sicurezza dei pazienti" del consiglio dell'unione europea: condivisione delle conoscenze, delle esperienze e delle pratiche a livello europeo riguardo l'efficacia degli interventi e delle soluzioni delle strutture sanitarie e la valutazione della trasferibilità.
  • 2008-2013 e 2013-2020 "programmi d'azione comunitaria" in materia di salute: il ruolo è attribuito allo scambio di buone pratiche come strumento di miglioramento della sicurezza dei pazienti.
  • La regione Toscana ha avviato un piano di interventi selezionati in base alla loro efficacia e alla riduzione dei costi per realizzare in tutte le aziende un programma di attività condiviso, sostenibile e continuativo i cui risultati siano misurabili tramite indicatori uniformi.
  • 2004 la regione Toscana ha istituito il Centro Gestione Rischio Clinico e sicurezza del paziente (CGRC), la prima struttura in Italia dedicata allo sviluppo e alla gestione di tali attività.
  • L. 24 del 2017: disposizioni in materia di sicurezza delle cure, della persona assistita e di responsabilità professionale. I professionisti sanitari nell'esecuzione delle prestazioni con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative e riabilitative si attengono, tranne le specificità del caso concreto, alle buone pratiche clinico-assistenziali e alle raccomandazioni previste dalle linee guida.

Buona pratica: insiemi di processi e attività che in concordanza con principi, valori e credenze sono tali da poter raggiungere il miglior risultato possibile in una determinata situazione.Appropriatezza terapia antibiotica Rischio nutrizionale CVC Prevenzione infezioni CVC Prevenzione delle cadute ID Corretta identificazione paziente Audit clinico DOLORE Gestione del dolore CTA Gestione farmaci antiblastici Igiene mani IR Incident reporting ES Segnalazione evento sentinella PUSH Prevenzione ulcere da pressione STU Scheda Teraputica Unica M&M Rassegna mortalità e morbilità TAO Gestione Terapia Anticoagulante Orale MEWS Adozione indice deterioramento cardiaco TVP Prevenzione Trombosi Venosa Profonda Emorragia post-partum Prevenzione distocia di spalla Sorveglianza delle antibiotico resistenze

La misura e la gestione del dolore (DGR 1005 del 2008)

Il dolore può essere un segnale d'allarme utile per la comprensione della malattia, una volta individuata la causa che lo provoca, il dolore che ne consegue è inutile e dovrebbe essere eliminato. L'unica persona che può riferire l'intensità del dolore provato è il paziente e la valutazione del dolore costituisce la base di un adeguato trattamento. Per gli operatori individuare il tipo e l'entità del dolore rappresenta il presupposto indispensabile per combatterlo attuando un opportuno approccio terapeutico. La buona pratica stabilisce i requisiti minimi per la valutazione del dolore dei pz ricoverati:

  • Il dolore inutile non deve essere sopportato,
  • Informare subito il personale dell'insorgenza di un dolore o dell'aumento di un dolore già presente,
  • Non attendere che il dolore raggiunga livelli d'intensità elevati,
  • Maggiore sarà la tempestività con la quale il personale sanitario sarà informato e maggiori le possibilità di controllare il dolore,
  • Misurazione all'ingresso (con l'utilizzo sempre della solita scala),
  • Determinazione del valore soglia: >3 VAS e VNS, >2 VRS (se si superano questi valori è necessario un intervento terapeutico),
  • Il dolore va rilevato quando si modifica la situazione clinica, su richiesta del pz, sempre dopo l'intervento che potrebbe essere doloroso per il paziente, alla dimissione per garantire la continuità assistenziale ospedale-territorio.
  • Registrazione del dolore nella cartella informatizzata dopo la rilevazione (3 volte al giorno),
  • In caso di rilevazione del dolore superiore alla soglia, l'infermiere somministra la terapia sulla base della prescrizione dei protocolli o altre terapie già indicate nella STU del pz. Dopo la somministrazione rivalutare il dolore e registrare il punteggio.

CODICE DEONTOLOGICO

  • È il vademecum della professione, è il nostro "saper essere" infermieri;
  • È una legge auto-normata scritta dai professionisti stessi;
  • Approvato nel 2019 dalla federazione e dal consiglio degli ordini delle professioni infermieristiche (ultima versione);
  • È diviso in 8 capi: principi e valori professionali, responsabilità assistenziale, rapporti professionali, rapporti con le persone assistite, comunicazione, organizzazione, libera professione, disposizioni finali;
  • Comprende 53 articoli;
  • È lo strumento che stabilisce e definisce le concrete regole di condotta che devono necessariamente essere rispettate. Fissa le norme dell'agire professionale e definisce i principi guida che strutturano il sistema etico in cui si svolge la relazione infermieristica;
  • Individua l'infermiere (persona, professionista), il cittadino (curato, persona) e la società (dove si vive e dove si abilità la professione);
  • Riconosce il lavoro in equipe;
  • È l'unico documento che rappresenta l'identità della categoria professionale;
  • È una guida per l'esercizio quotidiano della professione in merito ad autonomia e responsabilità;
  • È un riferimento per affrontare la complessità delle varie situazioni cliniche;
  • È uno strumento di crescita, confronto ed evoluzione dei professionisti.

Capo I - Principi e valori professionali

Art. 1 - Valori

L'Infermiere è il professionista sanitario, iscritto all'Ordine delle Professioni Infermieristiche, che agisce in modo consapevole, autonomo e responsabile. È sostenuto da un insieme di valori e di saperi scientifici. Si pone come agente attivo nel contesto sociale a cui appartiene e in cui esercita, promuovendo la cultura del prendersi cura e della sicurezza.

Art. 2 - Azione

L'Infermiere orienta il suo agire al bene della persona, della famiglia e della collettività. Le sue azioni si realizzano e si sviluppano nell'ambito della pratica clinica, dell'organizzazione, dell'educazione e della ricerca.

Art. 3 - Rispetto e non discriminazione

L'Infermiere cura e si prende cura della persona assistita, nel rispetto della dignità, della libertà, dell'eguaglianza, delle sue scelte di vita e concezione di salute e benessere, senza alcuna distinzione sociale, di genere, di orientamento della sessualità, etnica, religiosa e culturale. Si astiene da ogni forma di discriminazione e colpevolizzazione nei confronti di tutti coloro che incontra nel suo operare.

Art. 4 - Relazione di cura

Nell'agire professionale l'Infermiere stabilisce una relazione di cura, utilizzando anche l'ascolto e il dialogo. Si fa garante che la persona assistita non sia mai lasciata in abbandono coinvolgendo, con il consenso dell'interessato, le sue figure di riferimento, nonché le altre figure professionali e istituzionali. Il tempo di relazione è tempo di cura

Art. 5 - Questioni etiche

L'Infermiere si attiva per l'analisi dei dilemmi etici e contribuisce al loro approfondimento e alla loro discussione. Promuove il ricorso alla consulenza etica e al confronto, anche coinvolgendo l'Ordine Professionale.

Art. 6 - Libertà di coscienza

L'Infermiere si impegna a sostenere la relazione assistenziale anche qualora la persona assistita manifesti concezioni etiche diverse dalle proprie. Laddove quest'ultima esprima con persistenza una richiesta di attività in contrasto con i valori personali, i principi etici e professionali dell'infermiere, egli garantisce la continuità delle cure, assumendosi la responsabilità della propria astensione. L'infermiere si può avvalere della clausola di coscienza, ricercando costantemente il dialogo con la persona assistita, le altre figure professionali e le istituzioni.

Capo II - Responsabilità assistenziale

Art. 7 - Cultura della salute

L'Infermiere promuove la cultura della salute favorendo stili di vita sani e la tutela ambientale nell'ottica dei determinanti della salute, della riduzione delle disuguaglianze e progettando specifici interventi educativi e informativi a singoli, gruppi e collettività.

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