Slide sul Barocco, esplorando il contesto storico del XVII secolo e il ruolo dell'arte come strumento della Controriforma. Il Pdf, destinato alla scuola superiore e alla materia di Arte, approfondisce le opere e le rivalità tra architetti come Bernini e Borromini, con esempi delle loro creazioni a Roma.
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All'inizio del XVII sec. l'Italia non è indipenden- te e vive una grave crisi economica con care- stie e pestilenze, pur restando un importante centro culturale e artistico. È il secolo della Controriforma e l'arte ne di- viene lo strumento educativo: il suo scopo è di istruire e impressionare i fedeli suscitando stupore e meraviglia. Per le sue finalità didattiche l'arte deve esse- re comprensibile a tutti ed ogni illusione appa- rire "vera". È l'epoca del Barocco, un periodo che va dall'inizio del '600 alla metà del '700 che alla misura, al classicismo, all'ordine e all'equilibrio propri del Rinascimento sostituisce il senso del fantastico, il dinamismo, l'effetto scenogra- fico e l'illusionismo.
Stogodina El Paesi asburgici spagnoli Mare del Nord Regno di Francia Possedimenti svedesi Brandeburgo - Prussia Paesi asburgici austriaci Londre Regno d'inghilterra Ella Regno di-Danimarca e Sthad di Norvegia Parq Praga Impero Romano Germanico, Vienna E Confini dell'impero Romano Germanico Buda Danubio Po Repubblica Ebro 1 Venezia Impero Ottomano Barcellona 5 State della Chiese Mar Mediterraneo L'Europa dopo la Pace di Westfalia (1648) evento che concluse la guerra dei Trent'anni. Loira Renoconfronti
pittura RINASCIMENTO PROSPETTIVA CENTRALE il punto di fuga è al centro e la composizione risulta equilibrata ed armonica LUCE DIFFUSA l'illuminazione è onnidirezio- nale e lo sfondo ha la stessa luminosità del primo piano BAROCCO PROSPETTIVA ACCIDENTALE sono presenti due punti di fuga e l'ambiente appare dinamico e scenografico LUCE DRAMMATICA l'illuminazione laterale è concentrata sui personaggi e lascia lo sfondo al buio
scultura POSTURA STATICA ESPRESSIONE SERENA la figura ha una postura sta- bile di impronta classica che esprime serenità e sicurezza il volto esprime una serena consapevolezza della virtus e mostra i lineamenti idealizzati COMPOSIZIONE DINAMICA le figure ruotano nello spazio come nell'arte ellenistica espri- mendo tensione e movimento PATHOS il volto è molto espressivo e manifesta ogni emozione in modo realistico e violento
architettura CERCHIO LINEA RETTA le cupole sono circolari in quanto il cerchio esprime stabilità e perfezione la scansione geometrica dei prospetti conferisce all'archi- tettura ordine e regolarità ELLISSE LINEA CURVA la curvatura delle facciate rende le architetture dinami- che e scenografiche le cupole sono spesso ellitti- che per creare dinamismo e complessità spaziale
GIAN LORENZO BERNINI FRANCESCO BORROMINI BALDASSARE LONGHENA GUARINO GUARINI ANNIBALE CARRACCI GUIDO RENI CARAVAGGIO ARTEMISIA GENTILESCHI GUERCINO PIETRO DA CORTONA ANDREA POZZO
1600 1700 Riforma protestante Scisma anglicano pestilenza nel sud italia inizio rivoluzione industriale Sacco di Roma Concilio di Trento rogo di Giordano Bruno Guerra dei Trent'anni Luigi XIV si sposta a Versailles guerra di successione spagnola guerra di successione austriaca rivoluzione francese 1500
GIAN LORENZO BERNINI (Napoli, 1598 - Roma, 1680) Architetto, scultore, pittore e scenografo Bernini è stato uno dei più grandi artisti dell'età barocca. Massimo interprete della Controriforma, godet- te dell'apprezzamento di tutti i pontefici che si sono succeduti durante la sua lunga carriera artistica. Grande virtuoso dello scalpello, cominciò prestissi- mo la carriera artistica grazie al Cardinale Scipione Borghese che gli commissionò tra il 1616 e il 1624 quattro sculture a tema biblico e mitologico: Enea e Anchise, Il ratto di Proserpina, David e Apollo e Daf- ne. Queste opere, tutte conservate presso la Galleria Borghese di Roma, mostrano già una grande pa- dronanza della materia e una concezione dei cor- pi nello spazio assolutamente innovativa. Le ultime due, in particolare, esprimono pienamente la ricer- ca di dinamismo ed espressività che caratterizza tutta l'opera scultorea di Bernini.
Galleria Borghese, Rata PIANTA PIANO TERRA 6 4 3 SALA DEL GLADIATORE SALA DEGLI IMPERATORI SALA DI APOLLO E DAFNE Apollo e Dafre 7 2 SALA EGIZIA S SALA DEL SOLE 8 1 SALA DEL SILENO P SALA DELLA PAOLINA Exca e Auchise IT ranto di Proserpins SALA DELLO Un ERMAFRODITO
CNel David il giovane eroe è raffigurato nel momento di massima torsione del corpo necessaria a prendere la rincorsa prima di rilasciare la fionda. È un momento carico di tensione come di- mostrano anche i particolari della fronte corrugata e delle labbra serrate tra i denti. Nulla di più lontano dalla staticità e dalla consapevolezza della propria forza morale tipica delle rappresentazioni rinascimentali. Questo non è più esempio di "virtus", ma simbolo di una visio- ne drammatica del mondo, intrisa di incertezza verso il futuro. Il David di Bernini è colto un attimo prima del lancio, in un moto a spirale bloccato dallo scatto repentino dello sguardo in direzione opposta (il "contrapposto"), verso il nemico. Questa rotazione nello spazio, che ricorda le posture di alcuni titanici personaggi di Miche- langelo (artista verso il quale Bernini provava grande ammirazione), può essere percepita solo osservando la scultura a 360°.Tuttavia lo scultore aveva previsto un punto di vista privilegiato da cui è possibile cogliere con- temporaneamente il dinamismo della postura e il coinvolgimento psicologico del personaggio.
Donatello Il ragazzo, nudo, ha appena ucciso Golia, la cui testa giace per terra, e tiene in mano la lunga spada 1440 Verrocchio David, vestito, è molto snello ed elegante. La testa del gigante è a terra ai suoi piedi 1472 Michelangelo L'eroe sta rifletten- do prima di lan- ciare la pietra. C'è equilibrio classico e posizione statica 1501 Bernini 1623 L'eroe è rappre- sentato mentre sta per tirare la pietra. L'effetto è molto dinamico 1400 1500 1600
Il medesimo senso del movimento in atto e della torsione del corpo contraddistingue anche il gruppo di Apollo e Dafne(1622-1625). La scena rappresenta le due figure mitologiche del racconto narrato da Ovidio nel- le Metamorfosi (8 d.C.) e in particolare l'attimo in cui Dafne si trasforma in un albero di alloro. Per fuggire, infatti, all'approccio pressante di Apollo, Dafne chiede al padre Peneo di salvarla; questi la tramuta in una pianta proprio mentre lo spasimante la raggiunge. E sotto le mani di Apollo la ninfa subisce la metamorfosi che Bernini ha cristalliz- zato nel marmo: dalle dita delle mani e dai capelli germogliano rami e foglie, dai piedi le radici, mentre le gambe si stanno già rivestendo di ruvida corteccia. Alla trasformazione della ragazza corri- sponde il dinamismo della figura ma- schile colta in una posa instabile, su un piede solo, mentre drappo e capelli sono mossi dal vento. La sua figura, nonostante l'influenza dell'ellenistico Apollo del Bel- vedere, è pienamente barocca per il ricco chiaroscuro e per la teatralità dell'azione.
La diversità di trattamento delle superfi- ci fa assumere al marmo qualità tattili e visive molto differenti. Sembra quasi che anche il materiale possa subire delle me- tamorfosi trasformandosi in un tessuto leggero, in capelli setosi, in carni morbide e pulsanti o in un tronco squamoso. Questa capacità virtuosistica di Gian Lorenzo sarà sempre la cifra stilistica più evidente di tutta la sua produzione sculto- rea. Alcune opere presentano dettagli talmen- te illusionistici da poter essere considerati la quintessenza del barocco: dal mate- rasso imbottito su cui giace l'androgino alle dita di Ade che pressano la coscia di Proserpina, al pesante incresparsi del tessuto rosso dell'estasi della beata Lu- dovica Albertoni, tutto diventa una conti- nua e suggestiva messa in scena.
Bernini diventò presto autore di innumerevoli ritratti scolpiti. Si dice che l'artista chiedesse ai suoi modelli di muoversi liberamente nell'ambiente invece di stare in posa, in modo che egli ne potesse cogliere le espressioni più naturali e spontanee per renderne al meglio la psicologia. Card. Scipione borghese Costanza Buonarelli. Luigi XIV re di Francia
VNDO REF OS ET OVFS Dinamismo e spettacolarità contraddistin- guono anche il Baldacchino di San Pietro, opera colossale commissionata a Bernini nel 1624 da papa Urbano VIII Barberini. Lo scultore ha solo 26 anni ma ha già dato pro- va di altissime doti artistiche. La struttura che realizza, collocata sopra l'altare maggiore del- la Basilica di San Pietro a segnalare il fulcro della costruzione e la tomba dell'apostolo, è un colossale ciborio alto 28,5 m (quanto un palazzo di 9 piani!) dalle forme mosse ed esu- beranti. Dell'antica tipologia di origine paleocristiana conserva solo la pianta quadrata e la coper- tura superiore. Ma Bernini la trasforma in un oggetto scultoreo di grande dinamismo.
Le colonne tortili, poggiate su dadi marmorei e divise in tre porzioni, ap- paiono elastiche come molle grazie al fusto spiraliforme. La copertura, costi- tuita solo da quattro volute angolari unite al centro, presenta un andamento alternativamente convesso e concavo. I drappi che pendono dagli architravi suggeriscono l'immagine delle deco- razioni tessili che ornano i fercoli pro- cessionali. Nonostante le imponenti dimensioni ne- cessarie per apparire ben proporzionato rispetto alla sovrastante cupola miche- langiolesca, il baldacchino è alleggerito dalla particolare scelta cromatica ope- rata da Bernini. Il bronzo brunito, in- fatti, tende a "snellire" la struttura nel momento in cui si staglia su uno sfon- do più chiaro. Se la struttura fosse stata chiara su fondo scuro sarebbe apparsa senz'altro più pesante. NGAYNA HID INDO RETVLG
Ma l'opera più pienamente teatrale è quella che Bernini realizza negli anni della sua ma- turità artistica, un progetto nel quale fonde mi- rabilmente architettura, scultura e pittura utiliz- zando la luce in modo quasi cinematografico. È l'Estasi di Santa Teresa (1647-52), grup- po scultoreo inserito nella Cappela Cornaro presso la chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma. La scena rappresentata al centro del- la struttura è il momento della transverbera- zione della Santa, il culmine dell'estasi mistica che lei così descrive nella sua autobiografia: "Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misu- ra [ ... ] Vidi nella sua mano un lungo dardo la cui punta sembrava essere di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. Il dolo- re era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appa- gamento. Quando l'angelo estrasse il suo dardo, rimasi con un grande amore per Dio".