Epidemiologia e prevenzione delle malattie infettive, Ministero della Salute

Slide dal Ministero della Salute su Epidemiologia e prevenzione delle malattie infettive. Il Pdf esplora metodologie e obiettivi della prevenzione, i calendari vaccinali per operatori sanitari e il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale, con un focus sul morbillo e i programmi di eliminazione.

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35 pagine

Dott.ssa Alessandra Sinopoli – MD, PhD
Specialista in Igiene e Medicina Preventiva
Dottore di Ricerca in in Microbiologia, Immunologia, Malattie infettive
Email 1:alessandra.sinopoli@aslroma1.it
Email 2: alessandra.sinopoli@uniroma1.it
Corso di laurea in Scienze dell’educazione a.a 2023/2024
Insegnamento: Fondamenti di Igiene
Epidemiologia e prevenzione delle malattie infettive
Metodologia ed obiettivi della prevenzione delle malattie infettive (I)
DEFINIZIONE: attività attuabili con metodologie differenti con l’intento di ridurre le cause ed i fattori di
rischio infettivo ed in particolare di:
Individuare e rendere inattivi sorgenti/serbatoi di infezione;
Contenere e controllare le vie di trasmissione
Conferire resistenza alle infezioni nel soggetto recettivo.
Metodologia ed obiettivi della prevenzione delle malattie infettive (II)
METODI
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Obiettivi della prevenzione
Controllo: significativa riduzione dei nuovi casi di infezione/malattia nella popolazione in conseguenza
di uno o più specifici interventi preventivi.
Eliminazione: scomparsa della malattia o anche dell’infezione dalla popolazione cpn azzeramento
dell’incidenza in una regione geografica più o meno estesa
Eradicazione: scomparsa dell’agente causale che non potrà più essere responsabile di alcun caso di
malattia nella comunità. L’unico esempio di eradicazione in ambito umano è rappresentato dal vaiolo,
scomparso a livello mondiale grazie al programma globale di eradicazione condotto dall’OMS dal 1967
al 1979.

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Anteprima

Corso di laurea in Scienze dell'educazione a.a 2023/2024

Insegnamento: Fondamenti di Igiene Epidemiologia e prevenzione delle malattie infettive Dott.ssa Alessandra Sinopoli - MD, PhD Specialista in Igiene e Medicina Preventiva Dottore di Ricerca in in Microbiologia, Immunologia, Malattie infettive Email 1:alessandra.sinopoli@aslroma1.it Email 2: alessandra.sinopoli@uniroma1.it

Metodologia e obiettivi della prevenzione delle malattie infettive (I)

DEFINIZIONE: attività attuabili con metodologie differenti con l'intento di ridurre le cause ed i fattori di rischio infettivo ed in particolare di:

  • Individuare e rendere inattivi sorgenti/serbatoi di infezione;
  • Contenere e controllare le vie di trasmissione
  • Conferire resistenza alle infezioni nel soggetto recettivo.

Metodologia e obiettivi della prevenzione delle malattie infettive (II)

  • Attività intese a contenere la diffusione degli agenti patogeni (notifica, sorveglianza ecc.)

Metodi diretti

  • Misure specifiche di bonifica dell'ambiente (sterilizzazione, disinfezione ecc.)
  • Strategie finalizzate ad aumentare le difese del soggetto recettivo (Vaccinazioni)

Metodi indiretti

Implementare le condizioni di salute individuali e collettive e sono volti al risanamento e al miglioramento degli ambienti di vita e di lavoro, ai controlli di sicurezza ecc.

Obiettivi della prevenzione

  • Controllo: significativa riduzione dei nuovi casi di infezione/malattia nella popolazione in conseguenza di uno o più specifici interventi preventivi.
  • Eliminazione: scomparsa della malattia o anche dell'infezione dalla popolazione cpn azzeramento dell'incidenza in una regione geografica più o meno estesa
  • Eradicazione: scomparsa dell'agente causale che non potrà più essere responsabile di alcun caso di malattia nella comunità. L'unico esempio di eradicazione in ambito umano è rappresentato dal vaiolo, scomparso a livello mondiale grazie al programma globale di eradicazione condotto dall'OMS dal 1967 al 1979.

Profilassi diretta delle malattie trasmissibili

Notifica

In Italia la principale fonte informativa riguardo l'incidenza dei casi di malattia infettiva è la notifica regolamentata fin dal 1934 dal regio Decreto 1265 e revisionata l'ultima volta nel 1990. Stabilisce la notifica obbligatoria per 47 malattie infettive suddivise in 4 classi in base a rilevanza epidemiologica e di sanità pubblica. Il Sistema informativo delle malattie infettive (Simi) si basa sulle segnalazioni dei medici che è tenuto a segnalare al servizio di Igiene competente per la sua aerea qualunque caso (anche sospetto di malattia infettiva). È responsabilità esclusiva del servizio di Igiene pubblica convertire la "segnalazione" in "notifica", dopo aver effettuato le indagini epidemiologiche previste per legge e controllata l'adeguatezza della segnalazione in base ai criteri di caso previsti Il Servizio di Igiene, poi, invia copia della notifica all'ufficio regionale competente che, a sua volta, trasmette i dati al ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali e all'Istituto nazionale di statistica.

Flusso informativo delle notifiche di malattie infettive

Servizio Igiene ASL Regione ISS ISTAT Ministero Salute

Il Sistema di sorveglianza delle malattie Infettive

La sorveglianza delle malattie infettive è affidata al Sistema informativo delle malattie infettive (Simi), basato sulle segnalazioni dei medici. Oltre al Simi, le altre componenti del sistema di sorveglianza delle malattie infettive sono:

  • i sistemi di sorveglianza speciale per le meningiti, la legionellosi, l'influenza, la malattia di Creutzfleld-Jacob, salmonellosi E.Coli
  • Campylobacter (Enternet)
  • il morbillo (circolare del 20 aprile 2007)
  • la Rosolia congenita e in gravidanza
  • le epatiti virali acute (Seieva)
  • le malattie sessualmente trasmesse
  • l'antibiotico resistenza (Ar-Iss)
  • la sorveglianza delle malattie infettive prevenibili da vaccino (Spes)

Misure specifiche di bonifica dell'ambiente (I)

Disinfezione: pratica finalizzata all'eliminazione dei microrganismi patogeni e alla riduzione della maggior parte dei microrganismi in forma vegetativa presenti sulle superfici o nell'aria di ambienti confinati, con esclusione delle forme di resistenza come le spore. La scelta dell'agente disinfettante, così come del livello di disinfezione adeguato, è funzione delle caratteristiche del materiale/strumentario e del processo per il quale è preposto (materiale non critico, semicritico e critico).

  • Materiali non critici: oggetti di uso comune che vengono a contatto con la cute intatta ma non con le mucose ( fonendoscopi, termometri ecc).
  • Materiale semicritico: Strumenti/attrezzature che entrano in contatto con le mucose o le ferite (endoscopi, dispositivi respiratori ecc).
  • Materiale critico: si raccomanda l'utilizzo in confezioni monouso.

Misure specifiche di bonifica dell'ambiente (II)

Principali composti disinfettanti

Acidi deboli Prevalentemente utilizzati nell'industria alimentare (acido acetico, acido salicilico ecc .. ). Acidi forti Scarsamente utilizzati data l'elevata tossicità (acido nitrico, acido cloridrico ecc .. ). Acido paracetico L'elevate proprietà biocide ne hanno diffuso l'utilizzo in vari settori dal sanitario all'alimentare. Alcoli I più noti sono l'alcol etilico, metilico, propilico ed isopropilico vengono utilizzati per la disinfezione di materiali non critici quali i termometri. Alogeni Sono disinfettanti ad ampio spettro utilizzati prevalentemente per la disinfezione di superfici e nei processi di potabilizzazione/disinfezione delle acque. Perossido di idrogeno 3% Il suo utilizzo è per esclusivo uso esterno.

Misure specifiche di bonifica dell'ambiente (III)

Sterilizzazione: pratica finalizzata alla distruzione di ogni microrganismo, patogeno e non in fase vegetativa e/o sporigena.

Metodi fisici di sterilizzazione

  • Filtrazione : utilizzata in laboratorio
  • Calore secco: procedura indicata per materiali non termosensibili quali strumenti chirurgici
  • Calore umido: utilizzata in ambito ospedaliero

Metodi chimici di sterilizzazione

  • Ossido di etilene: gas incolore utilizzato in ambito ospedaliero per attrezzature che non tollerano alte temperature
  • Gas plasma-perossido di idrogeno: si utilizza per sterilizzare materiali termosensibili
  • Gluteraldeide: dotata di azione sporicida è utilizzata solo in ambito ospedaliero.

Misure specifiche di bonifica dell'ambiente (IV)

Disinfestazione: procedura finalizzata alla distruzione di artropodi e altri piccoli animali vettori o serbatoi di organismi potenzialmente patogeni o comunque nocivi per l'uomo o l'ambiente

Disinfestazione integrale

Agisce indiscriminatamente su tutti i parassiti

Disinfestazione selettiva

Rivolta a specifiche classi di parassiti Viene condotta tramite l'utilizzo di pesticidi.

Strategie finalizzate ad aumentare le difese del soggetto recettivo (I)

VACCINI: sono medicinali biologici che hanno lo scopo di prevenire una o più malattie infettive attraverso la stimolazione del sistema immunitario (produzione di anticorpi, attivazione di specifiche cellule) e la conseguente acquisizione della cosiddetta "immunità attiva".1 L'immunità acquisita una volta indotta ha la caratteristica di durare nel tempo e di essere altamente efficace. Quando con il passare del tempo si ha il declino del tasso di anticorpi circolanti, si può ottenere il richiamo dell'immunità con un ulteriore inoculo (dose booster).

  1. https://www.aifa.gov.it

Strategie finalizzate ad aumentare le difese del soggetto recettivo (II)

Cosa contiene un vaccino?

M

  • Acqua o soluzione fisiologica a base salina
  • Un conservante (per prevenire la contaminazione)
  • Sostanze stabilizzanti (per garantire il mantenimento delle proprietà durante lo stoccaggio)
  • Un carrier deputato al trasporto dell'antigene dal sito di somministrazione al sito di contatto con il sistema immunitario
  • Un adiuvante deputato al potenziamento della reattività dell'antigene

Strategie finalizzate ad aumentare le difese del soggetto recettivo (III)

Tipologia di vaccini

  • vaccini vivi attenuati prodotti a partire da microrganismi resi non patogeni (ad esempio, quelli contenenti i virus di morbillo, rosolia, parotite, varicella, febbre gialla e il micobatterio della tubercolosi)
  • vaccini inattivati prodotti a partire da microrganismi uccisi tramite esposizione al calore oppure con specifiche sostanze (ad esempio, quelli contenenti i virus di epatite A, poliomielite e influenza)
  • vaccini ad antigeni purificati prodotti attraverso tecniche di purificazione di quelle componenti del batterio o del virus che interagiscono con l'organismo (ad esempio, quelli contenenti gli antigeni dei batteri che causano la pertosse)
  • vaccini ad anatossine/tossoidi prodotti da quelle proteine rilasciate dal microrganismo (tossine) che sono in grado di determinare la malattia (ad esempio, quelli contenenti le esotossine dei batteri tetano e difterite)
  • vaccini a DNA ricombinante o mRNA (biotecnologici), prodotti a partire dalle porzioni del DNA dei microrganismi che codificano per un determinato antigene attraverso un procedimento biotecnologico (ad esempio, quelli per l'epatite B e per il meningococco B)

Strategie finalizzate ad aumentare le difese del soggetto recettivo (IV)

Sedi di somministrazione

I vaccini posso essere somministrati mediante:

  • Iniezione sottocutanea nella zona antero-laterale della coscia o nel braccio
  • Iniezione intramuscolare
  • Iniezione intradermica
  • Via oro-nasale

Come funzionano i vaccini

16 ANTICORPI DOPO IL VACCINO? #IOVACCINO Una volta somministrati, i vaccini simulano il primo contatto con l'agente infettivo evocando una risposta immunologica (immunità umorale e cellulare) simile a quella causata dall'infezione naturale, senza però causare la malattia e le sue complicanze. Il principio alla base di questo meccanismo è la memoria immunologica: la capacità del sistema immunitario di ricordare quali microrganismi estranei hanno attaccato il nostro organismo in passato e di rispondere velocemente. Senza le vaccinazioni, il nostro corpo può impiegare anche due settimane di tempo per produrre una quantità di anticorpi sufficiente a contrastare l'invasore. Un intervallo di tempo durante il quale il microrganismo può causare danni al nostro organismo. Per alcuni vaccini è necessario fare dei richiami, ovvero delle somministrazioni ripetute più volte a distanza di tempo.

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