L'osservazione nei contesti educativi: tecniche e strumenti per educatori

Documento di Psicologia sull'osservazione nei contesti educativi, tecniche e strumenti. Il Pdf esplora l'osservazione come strumento fondamentale per la valutazione delle caratteristiche di contesto e la programmazione didattica, utile per studenti universitari.

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36 pagine

L’OSSERVAZIONE NEI CONTESTI EDUCATIVI - Tecniche e strumenti
Cassiba e Salerni
Teorie e tecniche di osservazione del comportamento infantile
9 cfu - Bastianello Tamara
PARTE SECONDA
L’osservazione come strumento di lavoro nei contesti educativi
6. OSSERVARE PER EDUCARE
Educatori, insegnanti e professionisti che operano nei contesti educativi sono chiamati
continuamente ad acquisire conoscenze su fenomeni di natura diversa. L’osservazione nei
contesti educativi offre la possibilità di raccogliere informazioni su una molteplicità di variabili
differenti relative alle caratteristiche del contesto educativo e/o al processo educativo stesso.
6.1 L’osservazione delle caratteristiche di contesto
Gli elementi di contesto che influenzano il processo educativo sono diversi; alcuni sono
direttamente osservabili, mentre altri possono essere analizzati in maniera più indiretta,
attraverso l’utilizzo di interviste, questionari o autodescrizioni. All’interno del contesto entro il
quale si svolge il processo educativo, sono osservabili almeno 3 “soggetti” principali:
1. il bambino
2. l’insegnante o educatore
3. il contesto della classe, scuola o comunità
L’osservazione rivolta agli elementi di contestosi propone di analizzare le caratteristiche
principali di quelle variabili che, interagendo fra loro, contribuiscono all’andamento e agli esiti
del processo educativo. A seconda delle finalità conoscitive che l’educatore si pone, può
diventare necessario raccogliere informazioni sulla personalità del bambino, sulle sue
competenze, sui suoi atteggiamenti e aspettative.
Si presentano, di seguito, due situazioni esemplificative dell’utilizzo dell’osservazione come
strumento di conoscenza delle capacità dei bambini.
1.Supponiamo di essere interessati a conoscere il livello di sviluppo linguistico dei bambini
che frequentano il primo anno della scuola dell’infanzia. Tale informazione potrebbe essere
utile:
sia nel caso in cui si fosse interessati a proporre agli alunni attività che richiedono
livelli specifici di competenza linguistica (ad esempio, qualora si intenda proporre ai
piccoli di rappresentare una storia raccontata dall’insegnante, sarà opportuno
verificare che i bambini presentino livelli adeguati di comprensione del linguaggio),
sia per adattare la proposta educativa alle caratteristiche e ai livelli di sviluppo
effettivi dei bambini della classe.
-Per ottenere queste informazioni, l’insegnante potrà proporre ai bambini stessi di raccontare
un evento piacevole loro accaduto e utilizzare, successivamente, le audioregistrazioni dei
racconti spontanei che ha raccolto per valutare la ricchezza del vocabolario usato, la
complessità della struttura delle frasi, la correttezza fonologica della produzione, e cosi via.
2. Un ulteriore esempio è costituito dall’osservazione che l’educatrice e/o l’insegnante
possono condurre il primo giorno di inserimento del bambino al nido o alla scuola
dell’infanzia. Tali informazioni sono di estrema rilevanza poiché consentono di conoscere le
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modalità tipiche di interazione e di comunicazione che il bambino ha col proprio genitore, le
sue reazioni alle situazioni di disagio, quali possono essere il fatto di trovarsi in un contesto
sconosciuto o di essere separato dalla madre, e le strategie che il piccolo solitamente adotta
per autoconsolarsi.
-Può accadere, anche, che l’educatore diventi il focus dell’osservazione nelle situazioni in
cui l’interesse sia rivolto ai comportamenti considerati espressione della sua professionalità:
Per approfondire il proprio livello di sensibilità ai segnali inviati dai bambini o la sua
tendenza ad essere più sollecito a rispondere ad alcune richieste (ad esempio, di
condivisione delle scoperte) piuttosto che ad altre (ad esempio, richieste di conforto o
di sostegno emotivo);
essere interessati a verificare la propria capacità di rispettare il piano di lavoro
programmato
se le modalità comunicative utilizzate nella relazione con gli allievi siano adeguate al
livello di sviluppo raggiunto dai bambini.
possono essere valutate attraverso l’osservazione diretta, predisponendo
opportunamente il contesto osservativo.
Altre caratteristiche dell'educatore o dell’insegnante, possono essere rilevate solo attraverso
osservazione indiretta come:
la sua formazione specifica, la competenza maturata nel lavoro coi bambini, le
aspettative o le teorie implicite sull’infanzia e sullo sviluppo
in questi casi si farà ricorso a strumenti osservativi idonei a rilevare tali caratteristiche
quali, ad esempio, interviste, autodescrizioni e questionari.
Qualora l'interesse sia rivolto agli aspetti del contesto della classe, l'osservazione sarà
indirizzata ad analizzare elementi relativi:
all'organizzazione degli spazi,
degli orari
e degli arredi,
alla ricchezza dei materiali e dei sussidi didattici disponibili,
tutti elementi che concorrono a facilitare o a ostacolare il processo di insegnamento-
apprendimento.
Nel progettare l'osservazione non va dimenticato come l'organizzazione, la funzionalità e la
qualità del contesto della classe siano in parte influenzate dalle scelte effettuate a livello più
generale dalla scuola e dalla collettività. L'organizzazione della scuola e la numerosità degli
alunni che la frequentano, i fondi disponibili per il miglioramento della didattica, la
composizione del tessuto sociale nel quale la scuola è inserita sono tutti elementi che
possono incidere sull'organizzazione del contesto della classe e sulle risorse disponibili.
Sono reperibili in letteratura diversi strumenti appositamente ideati per valutare la qualità del
contesto educativo, tra questi:
SOVASI= per l'osservazione e la valutazione della scuola dell'infanzia. E’ stata
tradotta in italiano e adattata da Monica Ferrari e Antonio Gariboldi (1994) e presenta
una struttura molto simile a quella della SVANI.
SVANI = per la valutazione del contesto all’interno dell’asilo nido
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L'osservazione come strumento di lavoro nei contesti educativi

Osservare per educare

Educatori, insegnanti e professionisti che operano nei contesti educativi sono chiamati continuamente ad acquisire conoscenze su fenomeni di natura diversa. L'osservazione nei contesti educativi offre la possibilità di raccogliere informazioni su una molteplicità di variabili differenti relative alle caratteristiche del contesto educativo e/o al processo educativo stesso.

L'osservazione delle caratteristiche di contesto

Gli elementi di contesto che influenzano il processo educativo sono diversi; alcuni sono direttamente osservabili, mentre altri possono essere analizzati in maniera più indiretta, attraverso l'utilizzo di interviste, questionari o autodescrizioni. All'interno del contesto entro il quale si svolge il processo educativo, sono osservabili almeno 3 "soggetti" principali:

  1. il bambino
  2. l'insegnante o educatore
  3. il contesto della classe, scuola o comunità

L'osservazione rivolta agli "elementi di contesto" si propone di analizzare le caratteristiche principali di quelle variabili che, interagendo fra loro, contribuiscono all'andamento e agli esiti del processo educativo. A seconda delle finalità conoscitive che l'educatore si pone, può diventare necessario raccogliere informazioni sulla personalità del bambino, sulle sue competenze, sui suoi atteggiamenti e aspettative.

Si presentano, di seguito, due situazioni esemplificative dell'utilizzo dell'osservazione come strumento di conoscenza delle capacità dei bambini.

  1. Supponiamo di essere interessati a conoscere il livello di sviluppo linguistico dei bambini che frequentano il primo anno della scuola dell'infanzia. Tale informazione potrebbe essere utile:
  • sia nel caso in cui si fosse interessati a proporre agli alunni attività che richiedono livelli specifici di competenza linguistica (ad esempio, qualora si intenda proporre ai piccoli di rappresentare una storia raccontata dall'insegnante, sarà opportuno verificare che i bambini presentino livelli adeguati di comprensione del linguaggio),
  • sia per adattare la proposta educativa alle caratteristiche e ai livelli di sviluppo effettivi dei bambini della classe.

-Per ottenere queste informazioni, l'insegnante potrà proporre ai bambini stessi di raccontare un evento piacevole loro accaduto e utilizzare, successivamente, le audioregistrazioni dei racconti spontanei che ha raccolto per valutare la ricchezza del vocabolario usato, la complessità della struttura delle frasi, la correttezza fonologica della produzione, e cosi via.

  1. Un ulteriore esempio è costituito dall'osservazione che l'educatrice e/o l'insegnante possono condurre il primo giorno di inserimento del bambino al nido o alla scuola dell'infanzia. Tali informazioni sono di estrema rilevanza poiché consentono di conoscere le modalità tipiche di interazione e di comunicazione che il bambino ha col proprio genitore, le sue reazioni alle situazioni di disagio, quali possono essere il fatto di trovarsi in un contesto sconosciuto o di essere separato dalla madre, e le strategie che il piccolo solitamente adotta per autoconsolarsi.

-Può accadere, anche, che l'educatore diventi il focus dell'osservazione nelle situazioni in cui l'interesse sia rivolto ai comportamenti considerati espressione della sua professionalità:

  • Per approfondire il proprio livello di sensibilità ai segnali inviati dai bambini o la sua tendenza ad essere più sollecito a rispondere ad alcune richieste (ad esempio, di condivisione delle scoperte) piuttosto che ad altre (ad esempio, richieste di conforto o di sostegno emotivo);
  • essere interessati a verificare la propria capacità di rispettare il piano di lavoro programmato
  • se le modalità comunicative utilizzate nella relazione con gli allievi siano adeguate al livello di sviluppo raggiunto dai bambini.

- possono essere valutate attraverso l'osservazione diretta, predisponendo opportunamente il contesto osservativo.

Altre caratteristiche dell'educatore o dell'insegnante, possono essere rilevate solo attraverso osservazione indiretta come:

  • la sua formazione specifica, la competenza maturata nel lavoro coi bambini, le aspettative o le teorie implicite sull'infanzia e sullo sviluppo

-> in questi casi si farà ricorso a strumenti osservativi idonei a rilevare tali caratteristiche quali, ad esempio, interviste, autodescrizioni e questionari.

Qualora l'interesse sia rivolto agli aspetti del contesto della classe, l'osservazione sarà indirizzata ad analizzare elementi relativi:

  • all'organizzazione degli spazi,
  • degli orari
  • e degli arredi,
  • alla ricchezza dei materiali e dei sussidi didattici disponibili,

-> tutti elementi che concorrono a facilitare o a ostacolare il processo di insegnamento- apprendimento.

Nel progettare l'osservazione non va dimenticato come l'organizzazione, la funzionalità e la qualità del contesto della classe siano in parte influenzate dalle scelte effettuate a livello più generale dalla scuola e dalla collettività. L'organizzazione della scuola e la numerosità degli alunni che la frequentano, i fondi disponibili per il miglioramento della didattica, la composizione del tessuto sociale nel quale la scuola è inserita sono tutti elementi che possono incidere sull'organizzazione del contesto della classe e sulle risorse disponibili.

Sono reperibili in letteratura diversi strumenti appositamente ideati per valutare la qualità del contesto educativo, tra questi:

  • SOVASI= per l'osservazione e la valutazione della scuola dell'infanzia. E' stata tradotta in italiano e adattata da Monica Ferrari e Antonio Gariboldi (1994) e presenta una struttura molto simile a quella della SVANI.
  • SVANI = per la valutazione del contesto all'interno dell'asilo nido

La Scala di valutazione dell'asilo nido (SVANI)

La Scala di valutazione dell'asilo nido (SVANI), tradotta in italiano e rivista da Monica Ferrari e Paola Livraghi (1997), è un adattamento della Early Childhood Environment Rating Scale (ECERS) e della Family Day Care Rating Scale (FDCRS) ideate da Harms, Cryer e Clifford (1990). Si tratta di uno strumento osservativo costituito da trentasette item che valutano la qualità dei servizi educativi per bambini di età compresa tra uno e tre anni. La scala SVANI prende in esame, nella valutazione del contesto di una particolare sezione dell'asilo nido, sette diverse aree di interesse:

  1. arredi e materiali a disposizione dei bambini: l'osservazione focalizzata su quest'area prende in esame gli arredi e i materiali necessari per la cura nei momenti di routine quali il pranzo e il sonno; sono oggetto di osservazione, inoltre, gli arredi e i materiali a disposizione dei bambini nelle attività di apprendimento, nei momenti di relax e di gioco libero;
  2. cure di routine: l'interesse è rivolto al modo in cui sono organizzati tutti i momenti di routine, quali il benvenuto e il commiato, i pasti e le merende, il sonno, i cambi e l'educazione all'igiene;
  3. ascoltare e parlare: oggetto di osservazione sono le stimolazioni di tipo verbale che il contesto è in grado di offrire (numero di libri a disposizione di ogni bambino, uso del linguaggio da parte degli adulti ecc.);
  4. attività di apprendimento: l'osservazione si concentra sulla disponibilità di materiale adatto all'età dei bambini e utile a stimolare il loro sviluppo attraverso attività motorie e artistiche, giochi di costruzione e di finzione o attività in giardino;
  5. interazione: gli item osservativi sono volti a verificare se l'organizzazione degli spazi e dei tempi favorisce gli scambi tra pari e tra adulto e bambino; vengono prese in esame, inoltre, le scelte relative al momento dell'inserimento del bambino al nido;
  6. organizzazione delle attività quotidiane: l'osservazione è centrata sull'orario che regola le attività di routine e quelle di gioco; l'attenzione è posta sulla congruenza fra le scelte fatte dagli educatori e i bisogni quotidiani dei bambini;
  7. bisogni degli adulti: l'osservazione si focalizza sulla disponibilità e sull'organizzazione degli spazi riservati agli educatori o ai genitori e sulle condizioni che favoriscono lo scambio di comunicazioni fra genitori ed educatori.

L'osservazione delle variabili di processo

Le variabili relative al processo educativo fanno riferimento ai comportamenti osservabili nel corso delle interazioni fra educatore o insegnante e bambino, fra pari e fra colleghi -> l'attenzione è rivolta non più alle caratteristiche dell'ambiente fisico o a quelle degli individui che partecipano al processo educativo, ma al processo educativo stesso.

Quando si osservano le interazioni tra insegnante/educatore e bambino, l'attenzione viene solitamente rivolta alle modalità utilizzate dall'adulto per gestire l'apprendimento e al modo in cui il bambino partecipa a tali attività:

  • si potrà prestare attenzione ai suggerimenti che l'adulto offre,
  • al tipo di rinforzo offerto all'allievo e alle procedure correttive adottate,
  • ai cambiamenti che i comportamenti dell'insegnante producono su quello dell'allievo.

Pensando, invece, a un contesto di scambi interattivi tra adulto e bambino osservabili nell'asilo nido, si potrebbero analizzare:

  • le caratteristiche degli scambi promossi dall'educatore in una situazione di gioco con materiale ludico.

L'attenzione, in questo caso, potrebbe essere rivolta;

  • alla collocazione temporale dell'intervento dell'educatore rispetto all'attività esplorativa del bambino (ad esempio, intervento contingente all'azione del bambino es intervento che produce un'interruzione della sua attività),
  • alla natura dell'intervento (ad esempio, di ostacolo all'attività in corso del bambino, di sostegno ecc.)
  • agli effetti che tale intervento produce sull'azione del bambino stesso.

Scheda di autovalutazione: Modalità di conduzione

Modalità di conduzione dell'attività didattica proposta

  • Ho strutturato un contesto stimolante?
  • ho proposto un'esperienza coinvolgente?
  • ho favorito il confronto e la condivisione?
  • ho posto domande aperte?
  • ho facilitato l'argomentazione?
  • ho saputo attendere?
  • ho utilizzato modalità aperte di conduzione? (riprese di interventi, rispecchiamenti, rilanci ... )
  • alla fine ho dedicato qualche minuto per sintetizzare le cose apprese?
  • ho saputo gestire gli imprevisti?

Qualora l'attenzione sia rivolta alla relazione tra bambini, l'interesse si sposta, invece, sulle dinamiche relazionali che caratterizzano lo scambio fra i partecipanti all'interazione. L'osservatore, in questo caso, potrà soffermarsi:

  • sulle modalità tipiche utilizzate dai bambini nel corso degli scambi positivi e negativi,
  • sulle strategie adottate per la risoluzione dei conflitti
  • sui comportamenti cooperativi messi in atto nelle situazioni di gioco di gruppo.
  • analizzare come, durante un gioco di finzione, i bambini arrivino a decidere come distribuire i vari ruoli e quali regole rispettare.

-> In ognuna di queste situazioni suggerite, l'attenzione è posta non tanto sui comportamenti manifestati dai singoli bambini quanto, piuttosto, sul significato che questi assumono nel determinare l'andamento e il risultato finale dello scambio interattivo. Perché sia possibile ottenere un quadro rappresentativo delle caratteristiche del bambino osservato, alla classe o al gruppo andrebbero proposte attività utili all'osservazione dei piccoli in una situazione di gioco libero e in una di gioco strutturato. La scheda proposta potrà essere utilizzata per rilevare semplicemente la presenza o meno delle descrizioni comportamentali di cui è costituita,oppure, se trasformata in una scala di valutazione (cfr. PAR. 3.2.2), può consentire di esprimere un giudizio globale sulla frequenza con cui gli specifici comportamenti considerati vengono manifestati dal bambino osservato. In alternativa, si potrebbe utilizzare la scheda come traccia da seguire per una descrizione "libera" ma ben organizzata dei comportamenti di gioco osservati in un particolare bambino.

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