Documento di Università sul sistema dei prezzi al consumo. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Economia, descrive la misurazione dell'inflazione, gli indici ISTAT, le revisioni annuali del paniere di beni e servizi e la struttura di ponderazione degli indici.
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È un processo di aumento continuo e generalizzato del livello dei pezzi dei beni e servizi destinati al consumo delle famiglie.
Un aumento dell'inflazione corrisponde ad una situazione:
Una riduzione dell'inflazione si verifica:
L'inflazione si misura attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo, uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato PANIERE, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno.
L'istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo:
Per l'intera collettività nazionale (NIC) > Per le famiglie di operai e impiegati (FOI) L'indice armonizzato europeo (IPCA)
I prezzi al consumo non sono i soli indici dei prezzi rilevati. Infatti, gli indici di prezzo si dividono in:
Inoltre, dal rapporto tra: > grandezze a prezzi correnti > grandezze a prezzi costanti di contabilità (prodotto, consumi e investimenti) Si ottengono degli indici di prezzo detti deflatori impliciti.
Accanto agli indici di prezzo, esistono:
Misurano le variazioni nel tempo dei prezzi di un paniere di beni e servizi destinati al consumo finale delle famiglie presenti sul territorio economico nazionale e acquistabili sul mercato attraverso transazioni monetarie.
Periodo Indici Rispetto al periodo precedente Rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente 2018 gennaio 101,5 +0,3 +0,9 febbraio 101,5 0,0 +0,5 marzo 101,8 +0,3 +0,8 aprile 101,9 +0,1 +0,5 maggio 102,2 +0,3 +1,0 giugno 102,4 +0,2 +1,3 luglio 102,7 +0,3 +1,5 agosto 103,1 +0,4 +1,6 settembre 102,6 -0,5 +1,4 ottobre 102,6 0,0 +1,6 novembre 102,4 -0,2 +1,6 dicembre 102,3 -0,1 +1,1 2019 Indice NIC base 2015, lordo tabacchi 104,0 103,5 103,0 102,5 102,0 101,5 101,0 100,5 100,0 99,5 99,0 set-17 ott-17 nov-17 dic-17 gen-18 feb-18 mar-18 apr-18 mag-18 giu-18 lug-18 ago-18 set-18 ott-18 nov-18 dic-18 gen-19 feb-19 mar-19 apr-19 mag-19 giu-19 lug-19 ago-19 set-19
La misura dell'inflazione non è la realtà rappresentata dal livello medio dell'indice, ma dalle sue variazioni mensili. Abbiamo due tipi di variazione:
Gennaio 2014 - settembre 2019, variazioni percentuali congiunturali e tendenziali (base 2015=100) aR - Variazioni congiunturali (scala sinistra) - Variazioni tendenziali (scala destra) % 0,6 3 0,4 2 0,2 1 0,0 0 -0.2 -1 -0.4 -2 -0,6 -3 2014 2015 2016 2017 2018 2019
Settembre 2019, variazioni percentuali tendenziali (base 2015=100) Bevande alcol. e tabacchi 1.8 Altri beni e servizi 1.7 Serv. ricettivi e di ristorazione 1.5 Alimentari e bevande analcol. 0.7 Salute 0.5 Indice generale 0.3 Abbigliamento e calzature 0,2 Ricreazione, spettacoli e cult. 0,0 Mobili, art. e serv. per la casa 0.0 Istruzione 0.0 Abitazione, acqua, energia -0,3 Trasporti -0,7 Comunicazioni -7,3 % 4 3 -2 -1 0 1 2 3 4
I dati per la costruzione di questi indici vengono raccolti con una rilevazione diretta presso il negozio da parte degli uffici comunali di statistica (vigili urbani), e indiretta tramite dati scanner, secondo una procedura di campionamento dei negozi, supermercati e ipermercati su tutti i capoluoghi di provincia.
I dati sono aggregati per tipo di prodotto a livello provinciale, e io per circoscrizione e paese, ponderando per la popolazione residente e poi per il valore dei consumi.
Infine, i prodotti sono aggregati con indici Laspeyres.
NIC- indice dei prezzi al consumo (indice utilizzato per misurare l'inflazione) Utilizzato per l'intera collettività nazionale, misura l'inflazione a livello dell'intero sistema economico; in altre parole, considera l'Italia come se fosse un'unica grande famiglia di consumatori, all'interno della quale le abitudini di spesa sono ovviamente molto differenziate.
Per gli organi di governo il NIC rappresenta il parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche.
FOI-indice dei prezzi al consumo Utilizzato per le famiglie di operai e impiegati, si riferisce ai consumi dell'indice delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (extragricolo).
È l'indice usato per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti a coniuge separato.
> IPCA- indice armonizzato europeo È stato sviluppato per assicurare una misura dell'infrazione comparabile a livello europeo.
Infatti, viene assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell'Unione Europea, ai fini dell'acceso e della permanenza nell'Unione monetaria (criteri di Maastricht)
Tale indice viene calcolato e pubblicato dall'istat e inviato all'Eurostat mensilmente secondo un calendario prefissato. L'Eurostat, a sua volta, diffonde gli indici armonizzati dei singoli paesi dell'Unione europea ed elabora e diffonde l'i dice sintetico europeo.
In Italia le tipologie di spesa per consumo a cui si riferisce l'IPCA rappresentano il 95,9% circa di quelle incluse nell'indice nazionale NIC; in particolare sono esclusi dall'IPCA:
NB! Gli indici nazionali NIC e FOI sono prodotti anche nella versione che esclude dal calcolo i tabacchi, ai sensi della legge n.81 del 1992.
Nel caso dell'IPCA, la popolazione di riferimento= popolazione del NIC, il sistema di ponderazione è calcolato sulla base del paniere di prodotti e della struttura di ponderazione definiti secondo le regole di armonizzazione che ne assicurano la comparabilità tra i paesi dell'UE.
L'IPCA ha in comune con il NIC la popolazione di riferimento, ma si differenzia dagli altri 2 indici poiché si riferisce alla spesa monetaria per consumi finali sostenuta esclusivamente dalle famiglie.
Esso, esclude, inoltre, sulla base di regolamenti comunitari, alcuni prodotti come per esempio le lotterie, il loto e i concorsi pronostici.
In Italia le tipologie di spesa a cui si riferisce l'IPCA rappresentano il 95,5% circa di quelle incluse nell'indice nazionale NIC.
I 3 INDICI SI DIFFERENZIANO PER IL CONCETTO DI PREZZO CONSIDERATO, nel caso in cui il prezzo di vendita di alcuni prodotti e servizi sia diverso da quello effettivamente pagato dal consumatore.
Per gli indici NIC e FOI si considera il prezzo pieno di vendita e si escludono le riduzioni temporanee di prezzo (sconti, promozioni ecc ... )
Per l'indice IPCA si considera il prezzo effettivamente pagato dal consumatore e si tiene conto delle riduzioni temporanee di prezzo.
ESEMPIO: per i medicinali, gli indici nazionali considerano il prezzo pieno del prodotto, quello armonizzato la quota effettivamente a carico delle famiglie.
L'impossibilità di misurare le variazioni dei prezzi di tutti i singoli prodotti consumati dalle famiglie rende necessario selezionare un campione di precisi beni e servizi dei quali misurare mensilmente la dinamica di prezzo, che deve essere rappresentativo di quella di un più esteso insieme di prodotti simili.
Questo insieme di beni e servizi può essere visto come un paniere della spesa, che contiene i prodotti prevalentemente acquistati dal complesso delle famiglie.
Per molti segmenti rilevanti (es. benzina o energia elettrica) la scelta dei prodotti non pone problemi di selezione. In altri casi, invece, la selezione campionaria determina una scelta più articolata.
Ad esempio, per misurare la dinamica dei prezzi del segmento di consumo Piccoli accessori elettrici vengono seguiti i prezzi dei prodotti elementari largamente rappresentativi delle spese delle famiglie per l'acquisto di piccoli accessori elettrici per la casa.
I prodotti sono selezionati sulla base di una pluralità di fonti e tra le tipologie maggiormente consumate; inoltre, devono poter essere rilevati attraverso almeno una delle modalità previste dall'indagine (rilevazione territoriale, rilevazione centralizzata .. ). La scelta tiene conto del criterio del peso medio, secondo cui maggiore è il peso di un segmento di consumo sul totale dei consumi delle famiglie, maggiore dovrà essere il numero di prodotti che contribuiscono a misurare l'evoluzione dei prezzi.
La classificazione adottata per gli indici dei prezzi al consumo è la EICOICOP (European Classification of Individual Consumption by Purpose) con 3 livelli di classificazione:
Le classi si suddividono ulteriormente in:
Rappresentano il massimo dettaglio della classificazione in termini di pubblicazione degli indici
SEGMENTI DI CONSUMO= rappresentano il massimo dettaglio di insiemi di prodotti omogenei dal punto di vista del soddisfacimento di specifici bisogni, e sono costituiti da un insieme definito e limitato di beni e servizi denominati prodotti, scelti sulla base di una pluralità di fonti, tra le tipologie maggiormente consumate.
Le ulteriori disaggregazioni adottate per il calcolo degli indici prevedono: