Il sistema dei prezzi al consumo e l'inflazione: indici ISTAT

Documento di Università sul sistema dei prezzi al consumo. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Economia, descrive la misurazione dell'inflazione, gli indici ISTAT, le revisioni annuali del paniere di beni e servizi e la struttura di ponderazione degli indici.

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IL SISTEMA DEI PREZZI AL CONSUMO
L’INFLAZIONE:
È un processo di aumento continuo e generalizzato del livello dei pezzi dei beni e
servizi destinati al consumo delle famiglie.
Un aumento dell’inazione corrisponde ad una situazione:
in cui aumenta la velocità di crescita dei prezzi
Una riduzione dell’inazione si verica:
Nel caso in cui i prezzi, pur essendo in aumento crescono ad una velocità
minore.
L’inazione si misura attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo,
uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di
beni e servizi, chiamato PANIERE, rappresentativo degli eettivi consumi delle famiglie
in uno specico anno.
L’istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo:
Per l’intera collettività nazionale (NIC)
Per le famiglie di operai e impiegati (FOI)
L’indice armonizzato europeo (IPCA)
IL SISTEMA DEI PREZZI:
I prezzi al consumo non sono i soli indici dei prezzi rilevati. Infatti, gli indici di prezzo si
dividono in:
Prezzi alla produzione (prezzi praticati dalle imprese)
Prezzi al consumo (prezzi nali al consumatore)
Inoltre, dal rapporto tra:
grandezze a prezzi correnti
grandezze a prezzi costanti di contabilità
(prodotto, consumi e investimenti)
Si ottengono degli indici di prezzo detti deatori impliciti.
Accanto agli indici di prezzo, esistono:
Indici di quantità, come l’indice di produzione industriale
Indici di valore (prodotto di quantità per prezzo), come, l’indice del fatturato e
ordinativi dell’industria, indice del fatturato dei servizi.
INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO:
Misurano le variazioni nel tempo dei prezzi di un paniere di beni e servizi destinati
al consumo nale delle famiglie presenti sul territorio economico nazionale e
acquistabili sul mercato attraverso transazioni monetarie.
La misura dell’inazione non è la realtà rappresentata dal livello medio dell’indice, ma
dalle sue variazioni mensili. Abbiamo due tipi di variazione:

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Il sistema dei prezzi al consumo

L'inflazione

È un processo di aumento continuo e generalizzato del livello dei pezzi dei beni e servizi destinati al consumo delle famiglie.

Un aumento dell'inflazione corrisponde ad una situazione:

  • in cui aumenta la velocità di crescita dei prezzi

Una riduzione dell'inflazione si verifica:

  • Nel caso in cui i prezzi, pur essendo in aumento crescono ad una velocità minore.

L'inflazione si misura attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo, uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato PANIERE, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno.

L'istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo:

Per l'intera collettività nazionale (NIC) > Per le famiglie di operai e impiegati (FOI) L'indice armonizzato europeo (IPCA)

Il sistema dei prezzi

I prezzi al consumo non sono i soli indici dei prezzi rilevati. Infatti, gli indici di prezzo si dividono in:

  • Prezzi alla produzione (prezzi praticati dalle imprese)
  • Prezzi al consumo (prezzi finali al consumatore)

Inoltre, dal rapporto tra: > grandezze a prezzi correnti > grandezze a prezzi costanti di contabilità (prodotto, consumi e investimenti) Si ottengono degli indici di prezzo detti deflatori impliciti.

Accanto agli indici di prezzo, esistono:

  • Indici di quantità, come l'indice di produzione industriale
  • Indici di valore (prodotto di quantità per prezzo), come, l'indice del fatturato e ordinativi dell'industria, indice del fatturato dei servizi.

Indici dei prezzi al consumo

Misurano le variazioni nel tempo dei prezzi di un paniere di beni e servizi destinati al consumo finale delle famiglie presenti sul territorio economico nazionale e acquistabili sul mercato attraverso transazioni monetarie.

NIC - Compresi i tabacchi Variazioni %

Periodo Indici Rispetto al periodo precedente Rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente 2018 gennaio 101,5 +0,3 +0,9 febbraio 101,5 0,0 +0,5 marzo 101,8 +0,3 +0,8 aprile 101,9 +0,1 +0,5 maggio 102,2 +0,3 +1,0 giugno 102,4 +0,2 +1,3 luglio 102,7 +0,3 +1,5 agosto 103,1 +0,4 +1,6 settembre 102,6 -0,5 +1,4 ottobre 102,6 0,0 +1,6 novembre 102,4 -0,2 +1,6 dicembre 102,3 -0,1 +1,1 2019 Indice NIC base 2015, lordo tabacchi 104,0 103,5 103,0 102,5 102,0 101,5 101,0 100,5 100,0 99,5 99,0 set-17 ott-17 nov-17 dic-17 gen-18 feb-18 mar-18 apr-18 mag-18 giu-18 lug-18 ago-18 set-18 ott-18 nov-18 dic-18 gen-19 feb-19 mar-19 apr-19 mag-19 giu-19 lug-19 ago-19 set-19

La misura dell'inflazione non è la realtà rappresentata dal livello medio dell'indice, ma dalle sue variazioni mensili. Abbiamo due tipi di variazione:

  • Variazione rispetto al mese precedente: fornisce la misura congiunturale dell'inflazione: questa presenta oscillazioni attribuibili a ragioni occasionali e contingenti, e soprattutto movimenti di natura stagionale. variazioni sul mese precedente % +0,6 +0,4 +0,2 0,0 1 -0,2 -0,4 -0,6 -0,8 set-17 nov-17 gen-18 mar-18 mag-18 lug-18 set-18 nov-18 gen-19 mar-19 mag-19 lug-19 set-19
  • Variazione rispetto al mese corrispondente (dell'anno precedente) Misura dell'inflazione tendenziale, indipendente dalla stagionalità, che esprime la variazione media cumulativa dei prezzi nel corso degli ultimi 12 mesi. Variazioni sul mese corrispondente % +1,8 +1,6 +1,4 +1,2 +1,0 +0,8 +0,6 +0,4 +0,2 0,0 set-17 nov-17 gen-18 mar-18 mag-18 lug-18 set-18 nov-18 gen-19 mar-19 mag-19 lug-19 set-19

FIGURA 1. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC

Gennaio 2014 - settembre 2019, variazioni percentuali congiunturali e tendenziali (base 2015=100) aR - Variazioni congiunturali (scala sinistra) - Variazioni tendenziali (scala destra) % 0,6 3 0,4 2 0,2 1 0,0 0 -0.2 -1 -0.4 -2 -0,6 -3 2014 2015 2016 2017 2018 2019

FIGURA 2. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER DIVISIONE DI SPESA

Settembre 2019, variazioni percentuali tendenziali (base 2015=100) Bevande alcol. e tabacchi 1.8 Altri beni e servizi 1.7 Serv. ricettivi e di ristorazione 1.5 Alimentari e bevande analcol. 0.7 Salute 0.5 Indice generale 0.3 Abbigliamento e calzature 0,2 Ricreazione, spettacoli e cult. 0,0 Mobili, art. e serv. per la casa 0.0 Istruzione 0.0 Abitazione, acqua, energia -0,3 Trasporti -0,7 Comunicazioni -7,3 % 4 3 -2 -1 0 1 2 3 4

I dati per la costruzione di questi indici vengono raccolti con una rilevazione diretta presso il negozio da parte degli uffici comunali di statistica (vigili urbani), e indiretta tramite dati scanner, secondo una procedura di campionamento dei negozi, supermercati e ipermercati su tutti i capoluoghi di provincia.

I dati sono aggregati per tipo di prodotto a livello provinciale, e io per circoscrizione e paese, ponderando per la popolazione residente e poi per il valore dei consumi.

Infine, i prodotti sono aggregati con indici Laspeyres.

I 3 indici dei prezzi al consumo

NIC - indice dei prezzi al consumo

NIC- indice dei prezzi al consumo (indice utilizzato per misurare l'inflazione) Utilizzato per l'intera collettività nazionale, misura l'inflazione a livello dell'intero sistema economico; in altre parole, considera l'Italia come se fosse un'unica grande famiglia di consumatori, all'interno della quale le abitudini di spesa sono ovviamente molto differenziate.

Per gli organi di governo il NIC rappresenta il parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche.

FOI - indice dei prezzi al consumo

FOI-indice dei prezzi al consumo Utilizzato per le famiglie di operai e impiegati, si riferisce ai consumi dell'indice delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (extragricolo).

È l'indice usato per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti a coniuge separato.

IPCA - indice armonizzato europeo

> IPCA- indice armonizzato europeo È stato sviluppato per assicurare una misura dell'infrazione comparabile a livello europeo.

Infatti, viene assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell'Unione Europea, ai fini dell'acceso e della permanenza nell'Unione monetaria (criteri di Maastricht)

Tale indice viene calcolato e pubblicato dall'istat e inviato all'Eurostat mensilmente secondo un calendario prefissato. L'Eurostat, a sua volta, diffonde gli indici armonizzati dei singoli paesi dell'Unione europea ed elabora e diffonde l'i dice sintetico europeo.

In Italia le tipologie di spesa per consumo a cui si riferisce l'IPCA rappresentano il 95,9% circa di quelle incluse nell'indice nazionale NIC; in particolare sono esclusi dall'IPCA:

  • Trattati con metodologie diverse da quelle adottate negli indici nazionali
  • Alcuni prodotti quali lotterie, concorsi pronostici, lotto, servizi relativi alle associazioni vita e servizi socio-sanitari.

NB! Gli indici nazionali NIC e FOI sono prodotti anche nella versione che esclude dal calcolo i tabacchi, ai sensi della legge n.81 del 1992.

I tre indici hanno in comune

  • La rilevazione dei dati riguardanti i prezzi svolta in prevalenza dagli Uffici Comunali di Statistica e per la restante parte dell'istat.
  • La base territoriale (96 comuni, di cui 19 capoluogo di regione, e altri 77 capoluoghi di provincia)
  • La metodologia di calcolo (indici a catena di tipo Laspeyres)
  • La classificazione del paniere, articolato in 12 capitoli di spesa.

I tre indici si differenziano

  • Per i sistemi di ponderazione, che sono coerenti con l'aggregato economico di riferimento e proporzionali ai consumi delle rispettive popolazioni
  • L'aggregato economico cui si riferisce il NIC è rappresentato dai consumi finali individuali delle famiglie residenti.
  • Per il FOI, si considerano i consumi delle famiglie facenti capo ad un lavoratore dipendente extra agricolo.

Nel caso dell'IPCA, la popolazione di riferimento= popolazione del NIC, il sistema di ponderazione è calcolato sulla base del paniere di prodotti e della struttura di ponderazione definiti secondo le regole di armonizzazione che ne assicurano la comparabilità tra i paesi dell'UE.

L'IPCA ha in comune con il NIC la popolazione di riferimento, ma si differenzia dagli altri 2 indici poiché si riferisce alla spesa monetaria per consumi finali sostenuta esclusivamente dalle famiglie.

Esso, esclude, inoltre, sulla base di regolamenti comunitari, alcuni prodotti come per esempio le lotterie, il loto e i concorsi pronostici.

In Italia le tipologie di spesa a cui si riferisce l'IPCA rappresentano il 95,5% circa di quelle incluse nell'indice nazionale NIC.

I 3 indici si differenziano per il concetto di prezzo considerato

I 3 INDICI SI DIFFERENZIANO PER IL CONCETTO DI PREZZO CONSIDERATO, nel caso in cui il prezzo di vendita di alcuni prodotti e servizi sia diverso da quello effettivamente pagato dal consumatore.

Per gli indici NIC e FOI si considera il prezzo pieno di vendita e si escludono le riduzioni temporanee di prezzo (sconti, promozioni ecc ... )

Per l'indice IPCA si considera il prezzo effettivamente pagato dal consumatore e si tiene conto delle riduzioni temporanee di prezzo.

ESEMPIO: per i medicinali, gli indici nazionali considerano il prezzo pieno del prodotto, quello armonizzato la quota effettivamente a carico delle famiglie.

Classificazione e paniere

1. Paniere dei prodotti

L'impossibilità di misurare le variazioni dei prezzi di tutti i singoli prodotti consumati dalle famiglie rende necessario selezionare un campione di precisi beni e servizi dei quali misurare mensilmente la dinamica di prezzo, che deve essere rappresentativo di quella di un più esteso insieme di prodotti simili.

Questo insieme di beni e servizi può essere visto come un paniere della spesa, che contiene i prodotti prevalentemente acquistati dal complesso delle famiglie.

Per molti segmenti rilevanti (es. benzina o energia elettrica) la scelta dei prodotti non pone problemi di selezione. In altri casi, invece, la selezione campionaria determina una scelta più articolata.

Ad esempio, per misurare la dinamica dei prezzi del segmento di consumo Piccoli accessori elettrici vengono seguiti i prezzi dei prodotti elementari largamente rappresentativi delle spese delle famiglie per l'acquisto di piccoli accessori elettrici per la casa.

I prodotti sono selezionati sulla base di una pluralità di fonti e tra le tipologie maggiormente consumate; inoltre, devono poter essere rilevati attraverso almeno una delle modalità previste dall'indagine (rilevazione territoriale, rilevazione centralizzata .. ). La scelta tiene conto del criterio del peso medio, secondo cui maggiore è il peso di un segmento di consumo sul totale dei consumi delle famiglie, maggiore dovrà essere il numero di prodotti che contribuiscono a misurare l'evoluzione dei prezzi.

2. Classificazione dei prodotti rilevati

La classificazione adottata per gli indici dei prezzi al consumo è la EICOICOP (European Classification of Individual Consumption by Purpose) con 3 livelli di classificazione:

  • Primo livello = considera 12 divisioni di spesa
  • Secondo livello = costituito da 43 gruppi di prodotto
  • Terzo livello = formato da 102 classi di prodotto

Le classi si suddividono ulteriormente in:

  • 230 sottoclassi
  • 304 segmenti di consumo

Rappresentano il massimo dettaglio della classificazione in termini di pubblicazione degli indici

SEGMENTI DI CONSUMO= rappresentano il massimo dettaglio di insiemi di prodotti omogenei dal punto di vista del soddisfacimento di specifici bisogni, e sono costituiti da un insieme definito e limitato di beni e servizi denominati prodotti, scelti sulla base di una pluralità di fonti, tra le tipologie maggiormente consumate.

Le ulteriori disaggregazioni adottate per il calcolo degli indici prevedono:

  • 407 aggregati di prodotto
  • 922 prodotti
  • 1.507 prodotti elementari che compongono il paniere ISTAT.

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