L'alimentazione nelle malattie metaboliche, Presentazione di Hub Scuola

Slide da Hub Scuola su L'alimentazione nelle malattie metaboliche. Il Pdf, adatto per l'Università e la materia Biologia, esplora le alterazioni della sindrome metabolica, i criteri diagnostici e i suoi componenti, come illustrato nel diagramma.

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37 pagine

SEZIONE 13
L’alimentazione
nelle malattie metaboliche
Pag. 292/1
LE MALATTIE DEL METABOLISMO
Le malattie del ricambio, o metaboliche, sono dovute
ad alterazioni delle modalità con cui l’organismo
trasforma e utilizza i nutrienti.

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SEZIONE 13 L'alimentazione nelle malattie metaboliche

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LE MALATTIE DEL METABOLISMO

Le malattie del ricambio, o metaboliche, sono dovute ad alterazioni delle modalità con cui l'organismo trasforma e utilizza i nutrienti.

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LE MALATTIE DEL METABOLISMO

Le malattie del metabolismo possono essere:

  • ereditarie o di tipo congenito, se a monte c'è una anomalia genetica. Si manifestano alla nascita o nei primi anni di vita;
  • multifattoriali, se la causa è correlata a fattori genetici, ambientali e allo stile di vita. Sono la stragrande maggioranza.

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LA SINDROME METABOLICA

La sindrome metabolica è una situazione ad alto rischio CV. Colpisce un'elevata percentuale della popolazione a livello mondiale, principalmente di età avanzata.

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LA SINDROME METABOLICA

La sindrome metabolica è caratterizzata dalla presenza contemporanea di almeno tre tra le seguenti alterazioni:

  • obesità (circonferenza giro vita negli uomini > 94 cm, nelle donne > 80 cm);
  • elevati valori di trigliceridi plasmatici (> 150 mg/dL); continua ...

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LA SINDROME METABOLICA

  • ridotti valori di colesterolo HDL (negli uomini < 40 mg/dl, nelle donne < 50 mg/dL);
  • pressione arteriosa elevata (> 130/85 mmHg);
  • elevata glicemia a digiuno (> 100 mg/dL).

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LA SINDROME METABOLICA Componenti

pressione arteriosa elevata colesterolo HDL basso obesità addominale Componenti della sindrome metabolica trigliceridi elevati elevata glicemia a digiuno

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IL DIABETE MELLITO

Il diabete mellito è una patologia cronica del metabolismo glucidico. È diagnosticato quando sono presenti elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia): glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dL

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IL DIABETE MELLITO

Il metabolismo glucidico è regolato da due ormoni pancreatici:

  • insulina;
  • glucagone.

livelli alti di glucosio ematico attivazione del rilascio di insulina fegato glicogeno glucagone glucosio pancreas insulina tessuto muscolare attivazione del rilascio di glucagone livelli bassi di glucosio ematico

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IL DIABETE MELLITO

Tipi di diabete mellito

Esistono due tipi di diabete:

  • diabete di tipo 1: caratterizzato dalla distruzione delle cellule ß del pancreas;
  • diabete di tipo 2: quando i tessuti non rispondono adeguatamente all'azione dell'insulina. È la forma più frequente di diabete.

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IL DIABETE MELLITO

Tipi di diabete mellito

I sintomi frequenti nel diabete sono:

  • aumento della quantità di urine (poliuria);
  • aumento della sete (polidipsia);
  • aumento della fame (polifagia);
  • presenza di glucosio nelle urine (glicosuria).

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IL DIABETE MELLITO

Tipi di diabete mellito

CARATTERISTICHE DEL DIABETE Diabete di tipo 1 Bassi o assenti livelli ematici di insulina endogena, da cui la necessità di iniettare insulina Diabete di tipo 2 Livelli ematici di insulina endogena ridotti, normali o aumentati Normalmente non è insulino-dipendente Tende alla chetoacidosi (si manifesta con sonnolenza, vomito, delirio, coma, ecc.) Non tende alla chetoacidosi Esordio improvviso e brusco, spesso come conseguenza di una malattia infettiva stagionale Esordio generalmente graduale Si manifesta prevalentemente nei giovani, ma può essere diagnosticato a qualsiasi età Incidenza nei due sessi pressoché uguale Familiarità modesta Si manifesta prevalentemente dopo i 40 anni, ma può essere diagnosticato a qualsiasi età Maggiore incidenza nel sesso femminile Familiarità importante Obesità non presente Circa il 70% delle persone affette sono obese FATTORI DI RISCHIO NEL DIABETE DI TIPO 2 Familiarità Eccedenza ponderale (BMI > 25) Sedentarietà Diete ipercaloriche Diete ricche di AGS e povere di fibra

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IL DIABETE MELLITO

Resistenza all'insulina

Insulino-resistenza = condizione in cui le cellule dell'organismo diventano scarsamente sensibili all'azione dell'insulina. Per bilanciare, il pancreas produce una maggiore quantità dell'ormone.

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IL DIABETE MELLITO

Resistenza all'insulina

Con il tempo l'iperinsulinemia non riesce a compensare l'insulino-resistenza e si instaura uno stato iperglicemico, che evolve verso il diabete mellito di tipo 2.

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IL DIABETE MELLITO

Indice glicemico

L'indice glicemico (IG) indica la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all'assunzione di un alimento rispetto a uno standard di riferimento (glucosio o pane). INDICE GLICEMICO Range di Indice glicemico Basso IG = 55 o meno Medio IG = 56-69 Alto IG = 70 o più Glicemia B: Alimento da determinare A: Glucosio o pane bianco tempo (minuti) IG = area di incremento di B area di incremento di A - x 100

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IL DIABETE MELLITO

Indice glicemico

L'IG varia in funzione di:

  • tipo di glucide assunto;
  • preparazione del cibo (tipo di cottura, struttura del cibo, ecc.);
  • assunzione di più nutrienti contemporaneamente.

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IL DIABETE MELLITO

Indice glicemico

Gli alimenti con IG elevato provocano marcate fluttuazioni della glicemia. Gli alimenti con IG basso provocano aumenti minori della glicemia. La dieta del diabetico deve privilegiare gli alimenti a basso IG.

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IL DIABETE MELLITO

Indicazioni dietetiche

La dieta deve essere equilibrata ed è opportuno adottare uno stile di vita salutare. Obiettivi prioritari:

  • aumentare l'esercizio fisico, se si è in sovrappeso;
  • incrementare il consumo di verdura, legumi, cereali integrali, ricchi di fibre (molto utili nel controllo glicemico); continua ...

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IL DIABETE MELLITO

Indicazioni dietetiche

  • evitare i dolci (ricchi di saccarosio) e la frutta zuccherina (ricca di glucosio);
  • consumare pesce 2 o 3 volte alla settimana;
  • evitare l'alcol o assumerlo eventualmente in piccolissime quantità e solo all'interno dei pasti.

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L'OBESITÀ

Obesità = malattia a carattere multifattoriale dovuta a fattori genetici, ambientali e individuali. È un'alterazione del bilancio energetico con conseguente ed eccessivo accumulo di tessuto adiposo.

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L'OBESITÀ

Sviluppata nei paesi con alto tenore di vita, che prende il nome di globesità: ovvero fenomeno riconosciuto dall'OMS che si riferisce alla diffusione globale dell'obesità. Il metodo più diffuso a livello mondiale per valutare il peso corporeo è l'indice di massa corporea (IMC). RISCHIO ALTO RISCHIO AUMENTATO 30-34.9 RISCHIO MOLTO ALTO 25-29.9 Obesità di grado I (modesta) 35-39.9 Sovrappeso Obesità di grado II (severa) RISCHIO NORMALE 18.5-24.9 ALTO RISCHIO Obesità di grado III (grave) ≥ 40 ESTREMAMENTE Normopeso Rischio di malattia in base all'IMC IMC = peso (kg) / altezza2 (m)

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L'OBESITÀ

Malattie correlate all'obesità

L'obesità comporta numerose complicanze. depressione ipertensione dolori articolari aterosclerosi R Obesità problemi respiratori calcoli biliari tumori diabete di tipo 2 infarto

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L'OBESITÀ

Tipi di obesità

In base alla distribuzione del grasso (tessuto adiposo) si parla di:

  • obesità ginoide gluteo-femorale (periferica, ginoide o a pera);
  • obesità addominale (centrale, androide o a mela).

obesità ginoide (a pera) obesità androide (a mela)

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L'OBESITÀ

Tipi di obesità

In base alle cause di insorgenza si parla di:

  • obesità essenziale (multifattoriale: dovuta allo stile di vita, sedentarietà molto diffusa);
  • obesità secondaria (conseguente ad altri stati patologici: es. malattie della tiroide - endocrine : rallentamento del metabolismo).

In base all'età di insorgenza si parla di:

  • obesità giovanile o infantile (iperplastica) aumento eccessivo del numero degli adipociti ;
  • obesità dell'età matura (ipertrofica) (aumento del volume degli adipociti).

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L'OBESITÀ

Indicazioni dietetiche

Obiettivi prioritari:

  • ridurre le entrate energetiche (ridurre le kalorie giornaliere) e aumentare le spese energetiche (attività fisica):
    • lieve restrizione calorica;
    • esercizio fisico regolare di tipo dinamico;
    • modificazione delle abitudini alimentari; continua ...

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L'OBESITÀ

Indicazioni dietetiche

  • evitare le diete dimagranti drastiche, poiché producono:
    • elevate perdite di massa magra;
    • disfunzioni organiche molto pericolose (ipotensione, aritmie, disidratazione, anemia, insufficienza cardiaca);
    • forte riduzione del MB che, in breve tempo, determina la perdita dell'efficacia della dieta.

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L'OBESITÀ

Indicazioni dietetiche

Una corretta dieta ipocalorica deve:

  • essere personalizzata;
  • fornire almeno 1200 kcal/die;
  • utilizzare cibi economici, facili da trovare e da preparare;
  • modificare le abitudini alimentari;
  • includere un programma di attività motoria almeno 3 volte/sett.

Non si può perdere più di 1 kg al settimana perché può provocare anemia, problemi cardiaci, vascolari.

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L'IPERURICEMIA E LA GOTTA

Gotta = malattia caratterizzata da alterazioni del metabolismo purinico. purine sostanza azotate di cui sono ricchi gli alimenti di origine animale) Si manifesta in forma acuta (attacchi gottosi) o cronica (con tofi e possibili complicanze renali). infiammazione articolazione gonfia Elevati livelli di acido urico nel sangue. I microcristalli si depositano nelle articolazioni, nei tendini e nei tessuti circostanti.

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L'IPERURICEMIA E LA GOTTA

L'alterazione del metabolismo delle purine porta a un aumento dei livelli uricemici (iperuricemia), oltre il limite di solubilità dell'acido urico, dando luogo alla formazione di cristalli di urati che precipitano in varie sedi corporee, come articolazioni e reni che provocano dolore, se continui gotta cronica.

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LA GOTTA

Indicazioni dietetiche

Obiettivi prioritari:

  • mantenere un adeguato peso corporeo;
  • bere molta acqua (~ 2 L/die) per assicurare una buona diuresi;
  • evitare gli alcolici e una dieta troppo ricca in purine;
  • limitare il consumo di fruttosio (che aumenta l'acido urico) e di proteine animali (ad eccezione di uova e latticini);
  • ridurre il consumo di grassi.

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