Slide da Hub Scuola su L'alimentazione nelle malattie metaboliche. Il Pdf, adatto per l'Università e la materia Biologia, esplora le alterazioni della sindrome metabolica, i criteri diagnostici e i suoi componenti, come illustrato nel diagramma.
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Le malattie del ricambio, o metaboliche, sono dovute ad alterazioni delle modalità con cui l'organismo trasforma e utilizza i nutrienti.
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Le malattie del metabolismo possono essere:
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La sindrome metabolica è una situazione ad alto rischio CV. Colpisce un'elevata percentuale della popolazione a livello mondiale, principalmente di età avanzata.
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La sindrome metabolica è caratterizzata dalla presenza contemporanea di almeno tre tra le seguenti alterazioni:
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pressione arteriosa elevata colesterolo HDL basso obesità addominale Componenti della sindrome metabolica trigliceridi elevati elevata glicemia a digiuno
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Il diabete mellito è una patologia cronica del metabolismo glucidico. È diagnosticato quando sono presenti elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia): glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dL
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Il metabolismo glucidico è regolato da due ormoni pancreatici:
livelli alti di glucosio ematico attivazione del rilascio di insulina fegato glicogeno glucagone glucosio pancreas insulina tessuto muscolare attivazione del rilascio di glucagone livelli bassi di glucosio ematico
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Esistono due tipi di diabete:
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I sintomi frequenti nel diabete sono:
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CARATTERISTICHE DEL DIABETE Diabete di tipo 1 Bassi o assenti livelli ematici di insulina endogena, da cui la necessità di iniettare insulina Diabete di tipo 2 Livelli ematici di insulina endogena ridotti, normali o aumentati Normalmente non è insulino-dipendente Tende alla chetoacidosi (si manifesta con sonnolenza, vomito, delirio, coma, ecc.) Non tende alla chetoacidosi Esordio improvviso e brusco, spesso come conseguenza di una malattia infettiva stagionale Esordio generalmente graduale Si manifesta prevalentemente nei giovani, ma può essere diagnosticato a qualsiasi età Incidenza nei due sessi pressoché uguale Familiarità modesta Si manifesta prevalentemente dopo i 40 anni, ma può essere diagnosticato a qualsiasi età Maggiore incidenza nel sesso femminile Familiarità importante Obesità non presente Circa il 70% delle persone affette sono obese FATTORI DI RISCHIO NEL DIABETE DI TIPO 2 Familiarità Eccedenza ponderale (BMI > 25) Sedentarietà Diete ipercaloriche Diete ricche di AGS e povere di fibra
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Insulino-resistenza = condizione in cui le cellule dell'organismo diventano scarsamente sensibili all'azione dell'insulina. Per bilanciare, il pancreas produce una maggiore quantità dell'ormone.
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Con il tempo l'iperinsulinemia non riesce a compensare l'insulino-resistenza e si instaura uno stato iperglicemico, che evolve verso il diabete mellito di tipo 2.
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L'indice glicemico (IG) indica la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all'assunzione di un alimento rispetto a uno standard di riferimento (glucosio o pane). INDICE GLICEMICO Range di Indice glicemico Basso IG = 55 o meno Medio IG = 56-69 Alto IG = 70 o più Glicemia B: Alimento da determinare A: Glucosio o pane bianco tempo (minuti) IG = area di incremento di B area di incremento di A - x 100
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L'IG varia in funzione di:
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Gli alimenti con IG elevato provocano marcate fluttuazioni della glicemia. Gli alimenti con IG basso provocano aumenti minori della glicemia. La dieta del diabetico deve privilegiare gli alimenti a basso IG.
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La dieta deve essere equilibrata ed è opportuno adottare uno stile di vita salutare. Obiettivi prioritari:
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Obesità = malattia a carattere multifattoriale dovuta a fattori genetici, ambientali e individuali. È un'alterazione del bilancio energetico con conseguente ed eccessivo accumulo di tessuto adiposo.
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Sviluppata nei paesi con alto tenore di vita, che prende il nome di globesità: ovvero fenomeno riconosciuto dall'OMS che si riferisce alla diffusione globale dell'obesità. Il metodo più diffuso a livello mondiale per valutare il peso corporeo è l'indice di massa corporea (IMC). RISCHIO ALTO RISCHIO AUMENTATO 30-34.9 RISCHIO MOLTO ALTO 25-29.9 Obesità di grado I (modesta) 35-39.9 Sovrappeso Obesità di grado II (severa) RISCHIO NORMALE 18.5-24.9 ALTO RISCHIO Obesità di grado III (grave) ≥ 40 ESTREMAMENTE Normopeso Rischio di malattia in base all'IMC IMC = peso (kg) / altezza2 (m)
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L'obesità comporta numerose complicanze. depressione ipertensione dolori articolari aterosclerosi R Obesità problemi respiratori calcoli biliari tumori diabete di tipo 2 infarto
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In base alla distribuzione del grasso (tessuto adiposo) si parla di:
obesità ginoide (a pera) obesità androide (a mela)
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In base alle cause di insorgenza si parla di:
In base all'età di insorgenza si parla di:
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Obiettivi prioritari:
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Una corretta dieta ipocalorica deve:
Non si può perdere più di 1 kg al settimana perché può provocare anemia, problemi cardiaci, vascolari.
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Gotta = malattia caratterizzata da alterazioni del metabolismo purinico. purine sostanza azotate di cui sono ricchi gli alimenti di origine animale) Si manifesta in forma acuta (attacchi gottosi) o cronica (con tofi e possibili complicanze renali). infiammazione articolazione gonfia Elevati livelli di acido urico nel sangue. I microcristalli si depositano nelle articolazioni, nei tendini e nei tessuti circostanti.
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L'alterazione del metabolismo delle purine porta a un aumento dei livelli uricemici (iperuricemia), oltre il limite di solubilità dell'acido urico, dando luogo alla formazione di cristalli di urati che precipitano in varie sedi corporee, come articolazioni e reni che provocano dolore, se continui gotta cronica.
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Obiettivi prioritari:
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