Linearità, discretezza e funzioni linguistiche: un'analisi approfondita

Documento universitario sulla linearità, discretezza e funzioni linguistiche. Il Pdf esplora la linearità come proprietà fondamentale del significante, le funzioni della lingua dalla spiegazione alla regolamentazione sociale, e la sua capacità di esprimere il pensiero.

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16 pagine

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Linearità, discretezza, funzioni
Si rifletta ora su una proprietà della lingua che investe specificamente
il significante. Quando viene prodotto, infatti, esso si sviluppa con
ordine, in una successione sia di tempo che di spazio.
Questa caratteristica è definita linearità e ha a che fare con la
disposizione dei segni: per comprendere appieno il messaggio, per
decodificare il segno, è necessario acquisire ciascun elemento secondo
il suo ordine di apparizione.
Se si pensa alla frase Sara ha sgridato Lucia, si comprende come
l’ordine degli elementi sia utile a cogliere il significato. Invertendo
l’ordine degli elementi e ottenendo dunque la frase Lucia ha sgridato
Sara, si avrà una situazione del tutto opposta.

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Anteprima

Linearità e Discretezza nel Linguaggio

050 Linearità, discretezza, funzioniSi rifletta ora su una proprietà della lingua che investe specificamente il significante. Quando viene prodotto, infatti, esso si sviluppa con ordine, in una successione sia di tempo che di spazio. Questa caratteristica è definita linearità e ha a che fare con la disposizione dei segni: per comprendere appieno il messaggio, per decodificare il segno, è necessario acquisire ciascun elemento secondo il suo ordine di apparizione. Se si pensa alla frase Sara ha sgridato Lucia, si comprende come l'ordine degli elementi sia utile a cogliere il significato. Invertendo l'ordine degli elementi e ottenendo dunque la frase Lucia ha sgridato Sara, si avrà una situazione del tutto opposta.Come visto nella frase di esempio Sara ha sgridato Lucia, la direzione di sviluppo del significante è unica. In questo ragionamento viene in aiuto anche il concetto di doppia articolazione che rende attuabile, attraverso la combinazione, l'ordine che contraddistingue la linearità. La doppia articolazione e la linearità permettono la creazione di una "catena" di elementi che hanno una disposizione determinata, e per questo si possono esaminare, eventualmente scomporre e valutare. Non tutti i segni, in ogni caso, necessitano della linearità, perché vengono recepiti complessivamente e non in un ordine rispetto a un altro segno, come ad esempio un gesto, il rosso del semaforo, etc.Ulteriore proprietà, sempre più incentrata sull'aspetto del significante, è la discretezza. Con il termine si indica la caratteristica dei segni linguistici che fa sì che tra le varie unità minime ci sia una differenza assoluta e non relativa. Tutti i segni linguistici, infatti, sono separabili e non si inseriscono in un insieme continuo, inscindibile. La differenza tra di loro è assoluta e non implica qualche forma di gradazione. I segni, quindi, sono delle unità discrete e discriminabili e non scale ordinate di suoni: rana e lana, infatti, costituiscono due termini separati che non condividono alcun significato, poiché le classi di suono non hanno nulla in comune. Se uno dei due termini viene prodotto, detto con una pronuncia intermedia, adottando una qualche gradazione, il ricevente ricondurrà questa a solo uno dei due (capirà, ad esempio, lana).

Funzioni del Linguaggio Umano

Plurifunzionalità del Linguaggio

051 Linearità, discretezza, funzioniAlcune caratteristiche non riguardano da vicino il solo significante ma investono complessivamente il linguaggio umano. In particolare, si può osservare che quest'ultimo ha un campo d'azione potenzialmente illimitato, ed è quindi semanticamente onnipotente. Attraverso di esso, infatti, è possibile veicolare ed esprimere ogni messaggio, parlare pressoché di ogni cosa. In realtà questa è un'affermazione piuttosto generale, che è complicato comprovare proprio perché risulta difficile giungere alla dimostrazione che il linguaggio possa realmente esprimere qualsiasi messaggio. In questo senso, più che onnipotente si preferisce definire la lingua come plurifunzionale.A riprova di questa caratteristica, è possibile individuare una vasta gamma di funzioni differenti di cui la lingua può essere espressione. La lingua è infatti in grado di fornire spiegazioni e risoluzioni a eventuali problemi, specie se si riflette sul suo uso scientifico. È in grado, inoltre, di comunicare e veicolare contenuti e informazioni. Permette di creare e di mantenere, con un buon grado di regolamentazione, i rapporti sociali e le attività umane. Consente l'esternazione degli impulsi, delle emozioni e dei sentimenti, nonché degli stati d'animo. Consente di concepire e creare orizzonti diversi, possibili, in ambiti quali quello poetico, artistico, letterario, eccetera.Come ultimo, ma non meno importante (e non esaustivo di questa lista potenzialmente infinita), la lingua consente l'espressione formale, la realizzazione concreta di un contenuto mentale. Si può scegliere, nell'approccio di studio, di privilegiare le funzioni relative più legate alla funzionalità (comunicazione, trasmissione d'informazioni, interazione con altri esseri umani). Questa è la visione caratterizzante della linguistica generativa. Si può assumere, invece, come principale punto d'avvio dell'analisi la capacità linguistica di dare forma e rispecchiare - anche se spesso con limitazioni - il pensiero. A prescindere da ciascuna delle due prospettive è innegabile che la lingua sia in grado di offrire all'essere umano un'ampissima gamma di possibilità.

Funzioni Universali della Lingua secondo Jakobson

052 Linearità, discretezza, funzioniSi è visto finora che la lingua consiste in un sistema astratto grazie al quale i parlanti hanno modo di utilizzare elementi differenti per raggiungere i propri scopi. Il linguista Jakobson, già incontrato, ha individuato delle funzioni universali della lingua. Di seguito, si troveranno brevi cenni.

  • . Dal momento che i messaggi sono utili a trasmettere informazioni, constatazioni su determinate esperienze concrete, astratte e immaginarie, è rilevabile che la lingua riveste una funzione indirizzata al contesto, alla realtà extralinguistica, ovvero il referente. Le frasi il treno è partito, oppure gli unicorni non esistono ne sono esempi. Questa funzione, anche detta cognitiva oppure denotativa, viene definita referenziale.
  • La seconda funzione si orienta all'emittente perché dà risalto a un suo stato d'animo, una condizione emotiva e/o un atteggiamento del parlante nei confronti di ciò di cui sta parlando. Le frasi sono stressata, oppure che bel cappello! ne sono degli esempi.Questa funzione, anche detta espressiva, viene definita da Jakobson emotiva.
  • Indirizzata maggiormente al destinatario è invece la funzione successiva, che è volta a convincerlo, persuaderlo. Frasi come fai presto! ma anche esci subito di qui! o ancora per cortesia, fai tu la spesa, ne sono degli esempi. In queste frasi vi è una ricorrenza della seconda persona verbale. Questa funzione, detta anche persuasiva, prende il nome di conativa.
  • La quarta funzione si orienta al canale, verifica che il circuito comunicativo sia attivo e previene eventuali situazioni di silenzio, che potrebbero risultare poco "normali" o confortevoli. Esistono infatti messaggi che sono utili essenzialmente a stabilire o mantenere aperta la comunicazione, non hanno un contenuto referenziale o informativo ma servono al contatto comunicativo. Frasi di cortesia come buongiorno! oppure formule utili ad avviare una conversazione telefonica come pronto!, frasi valide a confermare l'apertura del canale comunicativo, come certo, chiaro o appunto ne sono esempi. Questa funzione, detta anche di contatto, viene definita fàtica.

Funzioni Metalinguistica e Poetica

053 Linearità, discretezza, funzioni

  • La quinta funzione si incentra sul codice, e si esplica nel momento in cui il messaggio lo rende il tema stesso della comunicazione. Si tratta di una funzione che viene elicitata giornalmente, nelle nostre conversazioni, che puntualmente si occupano del codice, il quale diventa l'oggetto di cui si parla. Frasi quali non capisco, puoi ripetere? oppure un enunciato in cui si chiede conferma di comprensione del codice mediante la domanda hai capito? o ancora la frase in cui si esplica il messaggio parlando dello stesso, come ho detto maglia di lana, non rana! ne sono esempi. Questa funzione prende il nome di metalinguistica.
  • L'ultima funzione si incentra infine sul messaggio, ed è accessoria rispetto alle altre funzioni passate in rassegna. Il suo scopo è quello di porre l'accento sulle potenzialità del significante e del significato. Spesso, inoltre, si concentra sulla selezione lessicale e sull'aspetto fonico di termini ed enunciati, come succede in poesia tramite l'uso di figure retoriche, che rafforzino l'espressività e in un certo senso perfezionano i concetti. Un esempio può essere fornito da una pubblicità che contenga uno slogan oppure in un motto politico. Questa funzione viene definita da Jakobson come poetica.In riferimento alle funzioni individuate da Jakobson, e in particolare a quella metalinguistica, è possibile riallacciarsi alla caratteristica della lingua già vista, il suo essere plurifunzionale. Attraverso di essa, infatti, è possibile parlare della lingua stessa, come avviene nella frase: lana è un sostantivo femminile. La lingua, invero, può assumere la funzione di metalinguaggio (o metalingua). A questa proprietà viene spesso assegnato il nome di riflessività, ovvero la facoltà della lingua di parlare di sé stessa. Si badi bene: questa è una caratteristica presente unicamente nel linguaggio verbale umano, all'interno del quale si sviluppa peraltro con l'apprendimento sistematico della lingua, in tarda infanzia. È del tutto assente nei sistemi di comunicazione del regno animale.

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