Istituzione di Diritto Pubblico: norma giuridica e ordinamento statale

Documento di Università su Istituzione di Diritto Pubblico. Il Pdf esplora il diritto pubblico, distinguendolo dal diritto privato, e analizza la norma giuridica, l'ordinamento e gli elementi costitutivi dello Stato, il procedimento legislativo italiano e l'abrogazione delle norme, per la materia di Diritto.

Mostra di più

38 pagine

ISTITUZIONE DI DIRITTO PUBBLICO
Il diritto
E’ un fenomeno giuridico e umano ciò significa che è un esperienza giuridica, che nasce con
l’esigenza di determinare e di ordinare i comportamenti e i fatti degli uomini che fanno parte di
una società in un determinato periodo storico.
La prima distinzione che abbiamo del diritto è quella tra diritto pubblico e diritto privato.
Il diritto privato è la parte che disciplina i rapporti tra i soggetti privati (rapporti di famiglia come
matrimonio, adozione, divorzio ecc..);
Il diritto pubblico si divide in diritto costituzionale, penale e tributario
La norma giuridica è una previsione generale ed astratta volta a disciplinare una serie
indeterminata di casi (la generalità e l’astrattezza sono dei requisiti fondamentali della norma,
ed indicano l’attitudine della norma a regolare intere categorie di fatti o di comportamenti).
Le caratteristiche sono 3:
1. Imperatività: la norma giuridica esprime un comando o precetto cui mancato
rispetto può indicare una sanzione o comunque la previsione di altre conseguenze
2. coercibilità: sta ad indicare la previsione di una sanzione che viene applicata a chi
non rispetta le norme, non va riferita ad una norma ma all’insieme di norme cioè
all’ordinamento giuridico
3. Esteriorità: la norma deve avere all’oggetto i comportamenti umani che si
manifestano nel mondo esterno
(L'ordinamento giuridico è l'insieme delle norme giuridiche (cioè le leggi e le regole) che
servono a regolare la vita delle persone in una società. In modo semplice, possiamo dire che è
il sistema di regole che stabilisce cosa si può fare, cosa non si può fare e cosa succede se
qualcuno non rispetta le regole.)
L’ordinamento giuridico presuppone lo studio di 3 teorie:
1. Normativista:secondo questa teoria il diritto è fatto solo di norme, cioè regole. Ciò
che conta è il carattere normativo, cioè l’insieme delle leggi che formano l’ordinamento
giuridico.
2. Istituzionalista: è stata elaborata da Santi Romano, secondo esso, ogni ente (stato,
chiesa ecc…) costituisce un ordinamento giuridico. L’ordinamento giuridico si
caratterizza per essere una struttura organizzata.
3. Il diritto come relazione: questa teoria collega le regole del diritto con i rapporti tra
le persone. Il diritto non è solo un insieme di norme, ma è anche un'esperienza
umana, che nasce per regolare la vita sociale e i rapporti tra gli individui
Classificazione di ordinamento giuridico
1. Ordinamenti giuridici originali o derivati: originali, indipendenti dagli altri sia
nell’origine sia nel funzionamento; mentre quelli derivati, sono quei ordinamenti , la cui
nascita e la funzione deriva da un altro ordinamento;
2. Ordinamenti giuridici enti sovrani e non:l’unico ordinamento sovrano è lo Stato tutti
gli altri ordinamenti non sono sovrani cioè sono derivati dallo stato;
3. Ordinamenti giuridici a fini generali e determinati: generali,possono occuparsi di
qualsiasi obiettivo che sia legale; determinati, perseguono un obiettivo specifico (es:
associazione sportiva, religiosa ecc...)
4. Ordinamenti giuridici territoriali e non: Quelli territoriali si riferiscono a un luogo
preciso, come lo Stato, le regioni o i comuni. Quelli non territoriali non si basano su
un territorio, ma su altre cose, come le persone che ne fanno parte (es.
un’organizzazione internazionale o una chiesa).
Lo Stato è un ordinamento giuridico originale, sovrano, a fini generali ed è territoriale.
Gli elementi costitutivi dello stato sono:
Sovranità: potere supremo di comando su un territorio, che non riconosce nessun
altro potere al di sopra di se. È possibile definirla anche come indipendenza dello stato
rispetto agli altri Stati. Le Forme di esercizio della sovranità:
Forme di democrazia rappresentativa: richiamano l’elezione dei rappresentanti
al parlamento o al consiglio regionale, il cittadino elettore è chiamato ad
eleggere i suoi rappresentanti in parlamento che rappresentano l’intera
nazione.
Forme di democrazia diretta: referendum o iniziativa legislativa popolare
Popolo: l’ordinamento giuridico presuppone una società. Per popolo noi intendiamo
l’insieme di individui legati fra di loro e allo stato dal vincolo della cittadinanza.
La cittadinanza è uno status giuridico a cui la costituzione e la legge attribuisce
una serie di diritti e doveri. Esempio di diritti e doveri (DIRITTO e Dovere al
voto, dovere alla difesa,dovere di fedeltà, diritti di libertà personale, di religione,
all’istituzione, alla sanità ecc..). Essa si acquisisce come afferma ART 91\1992
in 4 modi:
Iure sanguinis (diritto di sangue) è cittadino italiano chi nasce da
madre o padre cittadini italiani
Iure soli (diritto di suolo) è cittadino italiano chi nasce sul territorio
italiano da genitori ignoti, oppure da genitori apolidi (senza cittadinanza)
oppure quando il figlio non può acquisire la cittadinanza del paese di
provenienza dei genitori
Iure communicazio possono acquisire la cittadinanza italiana il coniuge
di un cittadino italiano se risiede in Italia regolarmente da almeno 2 anni
oppure se è sposato con un cittadino italiano da almeno 3 anni
Naturalizzazione possono acquisire la cittadinanza i stranieri che siano
regolarmente in Italia e che risultino iscritti all’anagrafe del comune di
residenza. Possono chiedere la cittadinanza italiana asseconda delle
situazioni indicate dalla legge 91\1992
Territorio: Spazio sul quale lo stato esercita la propria sovranità. Quando si parla di
territorio italiano facciamo riferimento a 3 tipologie: Terra ferma, mare territoriale e
territorio fluttuante

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Il diritto

E' un fenomeno giuridico e umano ciò significa che è un esperienza giuridica, che nasce con l'esigenza di determinare e di ordinare i comportamenti e i fatti degli uomini che fanno parte di una società in un determinato periodo storico. La prima distinzione che abbiamo del diritto è quella tra diritto pubblico e diritto privato. Il diritto privato è la parte che disciplina i rapporti tra i soggetti privati (rapporti di famiglia come matrimonio, adozione, divorzio ecc .. ); Il diritto pubblico si divide in diritto costituzionale, penale e tributario

La norma giuridica

La norma giuridica è una previsione generale ed astratta volta a disciplinare una serie indeterminata di casi (la generalità e l'astrattezza sono dei requisiti fondamentali della norma, ed indicano l'attitudine della norma a regolare intere categorie di fatti o di comportamenti). Le caratteristiche sono 3:

  1. Imperatività: la norma giuridica esprime un comando o precetto cui mancato rispetto può indicare una sanzione o comunque la previsione di altre conseguenze
  2. coercibilità: sta ad indicare la previsione di una sanzione che viene applicata a chi non rispetta le norme, non va riferita ad una norma ma all'insieme di norme cioè all'ordinamento giuridico
  3. Esteriorità: la norma deve avere all'oggetto i comportamenti umani che si manifestano nel mondo esterno

(L'ordinamento giuridico è l'insieme delle norme giuridiche (cioè le leggi e le regole) che servono a regolare la vita delle persone in una società. In modo semplice, possiamo dire che è il sistema di regole che stabilisce cosa si può fare, cosa non si può fare e cosa succede se qualcuno non rispetta le regole.)

L'ordinamento giuridico

L'ordinamento giuridico presuppone lo studio di 3 teorie:

  1. Normativista:secondo questa teoria il diritto è fatto solo di norme, cioè regole. Ciò che conta è il carattere normativo, cioè l'insieme delle leggi che formano l'ordinamento giuridico.
  2. Istituzionalista: è stata elaborata da Santi Romano, secondo esso, ogni ente (stato, chiesa ecc ... ) costituisce un ordinamento giuridico. L'ordinamento giuridico si caratterizza per essere una struttura organizzata.
  3. Il diritto come relazione: questa teoria collega le regole del diritto con i rapporti tra le persone. Il diritto non è solo un insieme di norme, ma è anche un'esperienza umana, che nasce per regolare la vita sociale e i rapporti tra gli individui

Classificazione dell'ordinamento giuridico

  1. Ordinamenti giuridici originali o derivati: originali, indipendenti dagli altri sia nell'origine sia nel funzionamento; mentre quelli derivati, sono quei ordinamenti , la cui nascita e la funzione deriva da un altro ordinamento;
  2. Ordinamenti giuridici enti sovrani e non:l'unico ordinamento sovrano è lo Stato tutti gli altri ordinamenti non sono sovrani cioè sono derivati dallo stato;
  3. Ordinamenti giuridici a fini generali e determinati: generali,possono occuparsi di qualsiasi obiettivo che sia legale; determinati, perseguono un obiettivo specifico (es: associazione sportiva, religiosa ecc ... )
  4. Ordinamenti giuridici territoriali e non: Quelli territoriali si riferiscono a un luogo preciso, come lo Stato, le regioni o i comuni. Quelli non territoriali non si basano su un territorio, ma su altre cose, come le persone che ne fanno parte (es. un'organizzazione internazionale o una chiesa).

Lo Stato

Lo Stato è un ordinamento giuridico originale, sovrano, a fini generali ed è territoriale. Gli elementi costitutivi dello stato sono:

  • Sovranità: potere supremo di comando su un territorio, che non riconosce nessun altro potere al di sopra di se. È possibile definirla anche come indipendenza dello stato rispetto agli altri Stati. Le Forme di esercizio della sovranità:

Forme di esercizio della sovranità

  • Forme di democrazia rappresentativa: richiamano l'elezione dei rappresentanti al parlamento o al consiglio regionale, il cittadino elettore è chiamato ad eleggere i suoi rappresentanti in parlamento che rappresentano l'intera nazione.
  • Forme di democrazia diretta: referendum o iniziativa legislativa popolare

Popolo e cittadinanza

  • Popolo: l'ordinamento giuridico presuppone una società. Per popolo noi intendiamo l'insieme di individui legati fra di loro e allo stato dal vincolo della cittadinanza.
  • La cittadinanza è uno status giuridico a cui la costituzione e la legge attribuisce una serie di diritti e doveri. Esempio di diritti e doveri (DIRITTO e Dovere al voto, dovere alla difesa, dovere di fedeltà, diritti di libertà personale, di religione, all'istituzione, alla sanità ecc .. ). Essa si acquisisce come afferma ART 91\1992 in 4 modi:
  • Iure sanguinis (diritto di sangue) è cittadino italiano chi nasce da madre o padre cittadini italiani
  • Iure soli (diritto di suolo) è cittadino italiano chi nasce sul territorio italiano da genitori ignoti, oppure da genitori apolidi (senza cittadinanza) oppure quando il figlio non può acquisire la cittadinanza del paese di provenienza dei genitori
  • Iure communicazio possono acquisire la cittadinanza italiana il coniuge di un cittadino italiano se risiede in Italia regolarmente da almeno 2 anni oppure se è sposato con un cittadino italiano da almeno 3 anni
  • Naturalizzazione possono acquisire la cittadinanza i stranieri che siano regolarmente in Italia e che risultino iscritti all'anagrafe del comune di residenza. Possono chiedere la cittadinanza italiana asseconda delle situazioni indicate dalla legge 91\1992

Territorio

  • Territorio: Spazio sul quale lo stato esercita la propria sovranità. Quando si parla di territorio italiano facciamo riferimento a 3 tipologie: Terra ferma, mare territoriale e territorio fluttuante

FORME DI STATO E FORME DI GOVERNO

Forme di stato

E' il rapporto che c'è tra governati e governanti Storicamente le forme di stato si sono evolute: stato assoluto, stato liberale,stato sociale e stato totalitario e stato democratico che a sua volta può essere:

  • stato unitario
  • stato regionale
  • stato federale

Evoluzione storica delle forme di Stato

Lo Stato assoluto si afferma in Europa dopo la fine del feudalesimo. In questo modello, il potere è concentrato nelle mani del sovrano, che accentra su di sé ogni funzione di governo. Tuttavia, l'esperienza inglese è diversa da quella dell'Europa continentale. In Inghilterra, infatti, i signori feudali non vengono eliminati ma mantengono un ruolo attivo sul territorio. Questi poteri intermedi rappresentano un limite al potere del re e contribuiscono a creare una tradizione di equilibrio tra potere centrale e autonomie locali, che si riflette ancora oggi nella struttura monarchica della Gran Bretagna. Il percorso dello Stato assoluto si conclude con la rivoluzione francese del 1789, che segna l'inizio dello Stato liberale. I principi di libertà, uguaglianza e fraternità, insieme alla separazione dei poteri, diventano i fondamenti del nuovo assetto. Il potere legislativo, che consiste nel fare le leggi, viene separato da quello esecutivo, che governa, e da quello giudiziario, che giudica. Questi poteri non possono essere concentrati in un'unica persona o organo, ma devono essere affidati a soggetti diversi. Nasce così il Parlamento, eletto dal corpo elettorale. Tuttavia, il suffragio è ristretto e censitario, cioè possono votare solo uomini appartenenti a determinate classi sociali. Di conseguenza, il Parlamento rappresenta solo una parte della società, in particolare i cittadini ricchi. Nello Stato liberale, la legge è l'atto principale e tutto il potere pubblico deve trovare fondamento in essa. Questo è il principio di legalità formale, che impone ai pubblici poteri di agire solo in base alla legge. L'uguaglianza, in questa fase, è soltanto formale: tutti sono uguali davanti alla legge, ma non si tiene conto delle disuguaglianze economiche e sociali. Con l'inizio del Novecento, si affermano esperienze autoritarie e antidemocratiche, come lo Stato totalitario. Questo modello rappresenta un ritorno all'accentramento del potere, alla soppressione delle libertà e all'eliminazione della separazione dei poteri. In Italia, con l'instaurazione del fascismo, lo Statuto Albertino, che era una costituzione flessibile, perde ogni efficacia e viene svuotato dei suoi contenuti. Le leggi fasciste cancellano i principi liberali e instaurano un potere assoluto. La reazione a queste esperienze porta alla nascita dello Stato democratico. Il momento simbolico di questa transizione si ha con il referendum del 2 giugno 1946, quando per la prima volta votano anche le donne. Il popolo è chiamato a scegliere tra monarchia e repubblica, e a eleggere l'Assemblea Costituente incaricata di scrivere la nuova Costituzione. La Costituzione repubblicana, entrata in vigore nel 1948, è una costituzione rigida, cioè può essere modificata solo attraverso un procedimento aggravato, come previsto dall'articolo 138. Ci sono inoltre limiti alla revisione costituzionale: non possono essere cambiati i principi fondamentali che definiscono l'identità democratica dello Stato. Viene istituita la Corte costituzionale, che ha il compito di controllare che le leggi ordinarie (leggi approvate dal parlamento) e gli atti con forza di legge (leggi approvate dal governo) siano conformi alla Costituzione. A livello giuridico, il principio di legalità si arricchisce:non basta che le leggi siano seguite (legalità formale), ma è importante anche che rispettino i diritti e i valori della Costituzione (legalità sostanziale). Anche il principio di uguaglianza si evolve: non è più sufficiente dire che tutti sono uguali davanti alla legge, come nello Stato liberale. La Costituzione repubblicana, all'articolo 3, sancisce che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l'uguaglianza dei cittadini e impediscono il pieno sviluppo della persona umana. È questa la differenza tra uguaglianza formale e uguaglianza sostanziale. Per capire meglio, si può immaginare la scena di un padre e un figlio che vanno allo stadio: hanno lo stesso biglietto e lo stesso posto, quindi si trovano in una situazione formalmente uguale, ma il bambino è troppo basso per vedere la partita. Se il padre lo solleva per permettergli di guardare, sta rimuovendo l'ostacolo: questo è l'intervento dello Stato per realizzare l'uguaglianza sostanziale, cioè trattare in modo diverso situazioni diverse per garantire a tutti le stesse possibilità effettive.

Stato democratico

Stato democratico a sua volta può essere:

  • stato unitario
  • stato regionale
  • stato federale

Esse sono forme di stato che indicano il diverso rapporto del decentramento del potere. Lo stato unitario non lavora attraverso un decentramento del potere, cioè è l'apparato statale ad essere titolare e ad esercitare il potere Lo stato regionale In uno Stato regionale, invece, lo Stato centrale condivide il potere con le Regioni. L'articolo 5 della Costituzione dice che l'Italia è una Repubblica una e indivisibile, ma che riconosce e promuove le autonomie locali (come le Regioni). Le Regioni possono fare leggi su alcune materie, grazie al loro potere legislativo, che è esercitato dal Consiglio regionale. Il Consiglio regionale è l'organo che fa le leggi nella Regione. L'aggiunta regionale (guidata dal Presidente della Regione) ha invece il potere esecutivo, cioè applica le leggi e amministra la Regione. La Costituzione spiega come si dividono i compiti tra Stato e Regioni:

  • l'articolo 117 parla delle competenze legislative (cioè chi fa le leggi su cosa),
  • l'articolo 118 delle competenze amministrative (cioè chi gestisce e organizza i servizi).

Lo stato federale è un insieme di stati che hanno un'autonomia maggiore rispetto alle regioni un'autonomia maggiore rispetto alle regioni, quindi viene riconosciuta una maggiore autonomia negli stati federali , e quindi un accentuata forma di accentramento del potere (Stati Uniti Germania)

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.