Documento universitario sui fondamenti di un team educativo efficace nei servizi 0-6. Il Pdf esplora le dinamiche relazionali e organizzative, la gestione di spazi e tempi come dispositivi pedagogici, e l'impatto dell'ambiente sull'apprendimento del bambino in Psicologia.
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Le fondamenta di un buon team educativo poggiano sulla condivisione di una stessa identità educativa perché ciò permette di agire nella stessa direzione come un gruppo. Identità educativa: l'intreccio di principi, teorie, convincimenti, idee e buone pratiche cui fa riferimento chi educa. È essenziale che il team educativo si costruisca attorno a un'identità educativa comune e che quest'ultima abbia tra i suoi principi di riferimento quello della partecipazione. Un team che ponga come valore di riferimento la partecipazione, oltre a mettere al centro l'ascolto del bambino, non potrà che essere socialmente aperto sollecitando la partecipazione di tutti gli attori adulti che hanno un ruolo nell'educazione dei bambini (educatori, collaboratori ausiliari, genitori, il territorio, le agenzie territoriali ecc.). Il ruolo del coordinatore pedagogico agisce una funzione sostanziale di sollecitazione, curando l'apertura partecipativa dal punto di vista progettuale, relazionale, organizzativo. Se l'identità educativa condivisa è la base per lo sviluppo di relazioni positive nel team di servizio 0-6, queste relazioni dovrebbero rispondere alle caratteristiche del gruppo di lavoro razionale descritto da Bion. Il team educativo dovrebbe funzionare secondo:
Un'idea di sviluppo come conseguenza dell'apprendere dall'esperienza, che significa sostanzialmente due cose:
Bion sottolinea che esistono due ordini di difficoltà che riguardano i singoli dentro al gruppo:
Queste difficoltà intralciano la realizzazione del compito del gruppo e la cooperazione. Per fronteggiare tali difficoltà il team può trovare una risorsa nel coordinatore pedagogico che può mettere in atto strategie quali: richiamare attenzione ed energie sugli obiettivi e i progetti educativi concordati; operare come facilitatore del confronto democratico per favorire la cooperazione; promuovere la struttura organizzativa del gruppo, in modo coerente a obiettivi e progetti condivisi.
2.4.2 Per un buon team educativo: alcuni indicatori Il team di un servizio 0-6 potrà sostenere la qualità educativa, e in particolare quella della relazione tra adulto e bambino e tra bambini, se si verificano le seguenti condizioni:
pag. 23 Document shared on https://www.docsity.com/it/educare-l-infanzia-temi-chiave-per-i-servizi-0-6-anni-1/9402023/ Downloaded by: CrisTiNa_02 (cristinabelviso@gmail.com) O Un confronto democratico nei momenti di discussione in gruppo, orientato verso la co-costruzione di condivisioni mirate al compito.
In sintesi: La qualità relazionale riconosce al bambino la capacità e la possibilità di contribuire alla costruzione attiva del proprio percorso di crescita. Riconosce che il bambino sia attivo, concreto e capace nel suo rapporto con la realtà, che abbia un suo punto di vista sul mondo, del tutto peculiare e differente rispetto a quello dell'adulto, riconoscendogli il diritto e la competenza di esprimerlo attraverso canali suoi propri, tra cui soprattutto la dimensione non verbale e il gioco. Occorre che la pratica educativa sia condivisa dal team educativo come uno dei riferimenti portanti e che venga esplicitamente dichiarata nei documenti in cui viene declinata l'identità educativa del servizio. Assumere una prospettiva educativa partecipativa comporta un certo modo di declinare il rapporto adulto-bambino, in cui si intrecciano dimensioni interattive complesse che espandono e arricchiscono di significati il riferimento partecipativo. Centrale è l'ascolto di quanto il bambino esprime, un ascolto olistico e sensibile. A questo ascolto corrisponde una risposta relazionale che:
Per uno sviluppo di relazioni cooperative tra pari l'adulto sarà sempre un passo indietro negli scambi tra bambini, intervenendo delicatamente secondo modalità precise (rispecchiamenti incrociati; domande di spiegazioni incrociate; rilanci ecc.). Con lo stile relazionale descritto, l'adulto contiene i vissuti negativi suscitati dai conflitti, promuove gli scambi finalizzati a prendere accordi e a stabilire regole comuni, sostiene un approccio razionale alle conflittualità considerandole come problemi da risolvere. Gli aspetti relazionali descritti possono trovare potenziamento e piena realizzazione solo se intrecciati con una certa progettazione educativa e certe modalità di gestire gli spazi, i materiali, i tempi. L'assunzione di una prospettiva partecipativa non può che contagiare il modo di sviluppare l'insieme delle relazioni che contribuiscono a costruire il servizio educativo, perciò anche quelle tra adulti. Un rapporto tra adulti improntato alla collaborazione partecipativa deve essere considerato lo sfondo necessario entro cui può trovare realizzazione la partecipazione infantile. È davvero importante che il team educativo aderisca autenticamente a principi partecipativi, praticandoli al suo interno ma anche nei confronti di ogni interlocutore interessato o coinvolto nell'educazione dei bambini.
3. Spazi e tempi (ambiente) L'offerta formativa si caratterizza per le attività e esperienze che vengono proposti i bambini, per il clima relazionale che contraddistingue rapporto tra bambini e adulto e dei bambini tra loro, per le peculiari modalità attraverso cui ha luogo il processo di insegnamento e apprendimento e per le caratteristiche degli ambienti nei quali i piccoli passano la loro giornata fuori casa: spazi, arredi, giocattoli, oggetti e materiali, tempi. Si può affermare che nella pedagogia dell'infanzia l'ambiente è un forte dispositivo educativo: un dispositivo pedagogico, non solo uno spazio-tempo in cui collocare l'esperienza della quotidianità.
3.1 Per una pedagogia dello spazio e del tempo L'organizzazione dello spazio e la gestione del tempo vengono generalmente considerate come elementi di base per il buon funzionamento della vita quotidiana e per lo svolgimento dell'attività con i bambini. Sono aspetti che consentono di dare ordine alla vita quotidiana e offrire a bambini stimoli significativi. Nell'organizzazione degli spazi e dei tempi, si intrecciano elementi di materialità (ampiezza dei locali, distribuzione degli arredi, durata delle attività ecc.), veicoli istituzionali (turni di lavoro, tempi di compresenza ecc.) con elementi simbolici e relazionali che influiscono fortemente sul modo con cui lo spazio e il tempo vengono vissuti da chi ne fa esperienza, adulti e bambini.
3.1.1 Il significato psicologico e sociale dello spazio Lewin, già dalla metà del secolo scorso, aprì la via a riflessioni significative circa il tema della valenza psicologica e sociale dello spazio. Lewin mette in evidenza due aspetti dello spazio: quello materiale e quello psicologico, chiamando "ambiente" l'intreccio di questi due aspetti.
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