Slide di Università su Geografia, Cartografia e Beni Culturali. Il Pdf, una presentazione didattica per l'università di Geografia, esplora il Medioevo e le carte islamiche, con contributi di geografi come al Masudi e Ibn Khordadbed, e la creazione della Tabula Rogeriana.
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Geografia, cartografia e
ON. Quest
beni culturali
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Lezione 3
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S. Quelt.
S.Eft.
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Testo di riferimento: Palagiano C., Asole A., Arena G., Cartografia e territorio nei secoli, Carocci, Roma, 2020
Crediti immagine sfondo: https://pixabay.com/it/illustrations/bussola-nautico-vintage-%e2%96%be-3408928/DEA
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Il medioevo
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N. Quelt.MAR
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente tutto il mondo occidentale
subisce un radicale cambiamento. L'affermarsi e il crescere a dismisura
dell'autorità della Chiesa cattolica determina una trasformazione senza uguali
nella vita e nella cultura di tutti quei Paesi che a poco a poco abbracciano la religione
cristiana.
L'autorità della Chiesa, infatti, assume un ruolo dominante proprio nel campo della
cultura e, una volta consolidato il suo potere, cerca di limitare quanto più possibile
la diffusione della tradizione greco-latina, sostituendo i testi classici con quelli
religiosi. Così in tutto il mondo si va diffondendo una nuova cultura nella quale la
tradizione classica accettata in modo acritico, in quanto priva di fondamento
scientifico, si sovrappone, intersecandosi, alla matrice religiosa.I mappamondi
Durante il medioevo l'elemento dominante appare
la relativamente ampia produzione di carte
geografiche emisferiche ed ecumeniche,
comunque circolari, generalmente definite «a T» o
«a ruota», rispondenti all'efficace descrizione in
versi datane, nel XV secolo, da Goro Dati. In queste
imagines mundi la circonferenza rappresenta
l'Oceano; sui raggi superiori e allineati della T, si
trovano il Tanai, il Ponto Eusino, il Mare Siriaco e
il Nilo. Essi, peraltro, dividono l'Asia, che occupa
l'intera parte superiore della rappresentazione
cartografica, dall'Europa e dall'Africa, collocate
nella parte inferiore, rispettivamente a sinistra e a
destra, e divise tra loro dal Mediterraneo. Queste
immagini
cartografiche
sono
generalmente
orientate con l'Est in alto, e di regola al centro
del disegno
è
situata
la città santa
di
Gerusalemme.
MAR
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Fonte immagine: https://2.bp.blogspot.com/-
tm_jllrevWs/VGJCJYzuJ2I/AAAAAAAAxrU/EBJ8p1YilXo/s1600/Beato%2Bdi%2BLiebana%2B1.jpgLe fonti della cartografia medievale
L'uso di rappresentare in forme circolari la Terra trova la sua matrice filosofica e culturale nel
mondo ellenistico e soprattutto nell'acquisizione del concetto di sfericità della superficie terrestre.
È intuitivo come la rappresentazione della superficie sferica della Terra su di un piano fosse
intimamente legata alla capacità immaginativa del cartografo applicata alla traduzione di una
figura tridimensionale su un piano.
Il primo cartografo fu Anassimandro, ma la sua proposta di rappresentazione dell'ecumene, in
particolari forme circolari piane, non fu sempre generalmente accettata.
A Dicearco da Messina, allievo della scuola peripatetica, si deve la formazione di una carta ecumenica
quadrangolare, il cui parallelo fondamentale era quello passante per Rodi, città ritenuta al centro
dell'ecumene.
Strabone, basandosi sull'acquisito concetto di sfericità della Terra, propone un reticolato geografico a
maglie ortogonali, nel quale l'ecumene si inserisce come un'isola, dato che il «reticolato geografico
sferico di ciascuno dei due quarti del globo può esprimersi in piano mediante un quadrilatero,
considerando come lato Nord la metà dell'intero circolo artico, mentre quello a Sud diventa la metà
dell'Equatore».Le fonte della cartografia medievale
Distinguendo tra ecumene e globo terrestre, le rappresentazioni di quest'ultimo nel mondo romano
come nel mondo ellenico, continuarono a perpetuarsi in forme circolari.
Mentre per quanto riguarda la cartografia medievale «considerata come la continuazione della
tradizione geografica romana degli ultimi secoli dell'Impero» è naturale ritenere che su di essa
debbano avere influito maggiormente quelle opere che ebbero più larga diffusione.
Tra queste le Historiae di Sallustio, il quale si occupò di inserire in un quadro spaziale i fatti da lui
stesso narrati e, al pari di Polibio, accolse la più diffusa concezione della tripartizione della Terra
(Europa, Asia e Africa), contrapposta alla bipartizione proposta da Eratostene.ORD
Le concezioni geografiche e la
cartografia ecumenica medievale
on
Quest
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E.S.Est.
S. Quelt.
S.S.Est.Le concezioni geografiche e la cartografia ecumenica medievale
ASIA
Mappamondo da un manoscritto sallustiano.
Fonte: https://encrypted-
tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSyqs-
XBEARXwEMiiuQ30USJvLB708ylgOgYNXw3FG7X
eqM82hvN1sQ_NzU7KSo3OrPfMo&usqp=CAU
S. Agostino, vescovo di Ippona (IV-V sec), accogliendo la classica trifaria orbis
divisia, perfeziona l'idea di Sallustio accennando alla rispettiva grandezza delle
tre parti, per cui l'Asia avrebbe occupato un'intera metà della Terra, mentre
l'altra metà sarebbe stata equamente divisa tra Europa e Africa.
La più antica carta sallustiana che si conservi è quella della Biblioteca
Universitaria di Lipsia, che, allegata a un frammento della Catilinaria, risale
all'anno 980. Questa carta è orientata con l'Est in alto, così come quella della
Biblioteca della Oberlausitziche Gesellschaft di Görlitz (del secolo XII), nella
quale, a differenza degli archetipi della città di Gerusalemme occupa il centro,
come accadrà nella maggior parte dei mappamondi medievali successivi, frutto
evidente di una mutata concezione filosofica e culturale.
In questa mutata condizione religiosa e culturale insieme, è naturale come anche
nell'ambito delle conoscenze e delle informazioni cartografiche, la Chiesa
imponesse i suoi «segni» particolari. Anzitutto l'identificazione del centro
dell'universo con la città santa di Gerusalemme, così come rileva dalla maggior
parte delle rappresentazioni ecumeniche medievali.Le concezioni geografiche e la cartografia
ecumenica medievale
Già nel VI secolo Cosma Indicopleuste (Costantino di Antiochia), viaggiatore e mercante, divenuto
successivamente monaco, aveva formulato, nella sua Topographia Christiana, una figurazione cartografica che
riconduceva l'universo addirittura alla forma del Tabernacolo del Tempio di Gerusalemme.
La stessa rappresentazione della Terra in questa forma quadrata, o comunque, quadrangolare, si ritrova in
alcune carte ecumeniche tra l'VIII e il XIII secolo. Se vedano ad esempio:
Altri elementi della concezione di cosmologia di Cosma Indicopleuste si rivelarono nei secoli successivi,
fortemente persistenti, in quanto rafforzati dalla grande diffusione della cultura religiosa cristiana.Le concezioni geografiche e la cartografia
ecumenica medievale
Un altro esempio è una carta (forse del XII secolo) custodia presso la Biblioteca Nazionale di Torino,
come pure un tardo codice dell'opera di Pomponio Mela, datato 1417, della Biblioteca Remense.
Questi due mappamondi rivelano echi della tradizione cosmologica quadrangolare di Cosma solo
nella ideale incorniciatura quadrata, ai cui lati si collocano gli angeli lampadofori. Ciò può essere
considerato come il diretto risultato della lettura e dell'interpretazione dei testi sacri, soprattutto dei
due passi del Vangelo di san Matteo e dell'Apocalisse di san Giovanni, laddove fanno riferimento «ai
quattro angoli della Terra» e ai «quattro venti». Così Matteo, riferendo le parole di Cristo sul
Giudizio Universale: «Egli [Cristo] manderà i suoi angeli con una grande tomba e raduneranno tutti
i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo dall'altro dei cieli», e Giovanni: «Dopo ciò, vidi quattro
angeli che stavano ai quattro angoli della Terra, e trattenevano i quattro venti perché soffiassero
sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta».
Sebbene la dottrina dei padri della Chiesa avesse ampiamente dimostrato l'assurdità della teoria
degli antipodi, questa in qualche modo si riaffaccia nella quarta pars transoceanum rappresenta
nell'ecumene della Biblioteca nazione di Torino.Le concezioni geografiche e la cartografia
ecumenica medievale
La maggior parte delle conoscenze dei Paesi lontani era frutto dei
racconti dei pellegrini e, a partire dal XII secolo, degli stessi
Crociati. Erano conoscenze, quindi, rivestite di un carisma
particolare che, conferendo loro il potere della verità assoluta, ne
segnava il passaggio indolore dall'ambito del fantastico a una
realtà storica senza tempo nella quale ciò che era stato continuava
a coesistere con ciò che era.
Per tutto il medioevo la cartografia non si configura come tecnica
scientifica di rappresentazione del territorio, ma piuttosto come
compendio grafico di un sapere universale, da cui deriva
direttamente l'abbondanza delle carte ecumeniche e, di contro,
l'esiguo numero delle carte (cororafiche o topografiche) delle quali
ci rimangono rari esempi nella carta della Gran Bretagna di
Matteo di Parigi, o nelle carte catastali fatte costruire da Carlo
Magno.
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alamy - MPA0A8
Fonte:
https://c8.alamy.com/zooms/9/cd4ccbc15f1f48328d44a8e2564c157
9/mpa0a8.jpgNORD
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mappamondi
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Mappamondo di Ebstorf
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A
alamy
Image ID: 280336D
www.alamy.com
Mappamondo di Ebstorf (1235). FONTE: https://c8.alamy.com/compit/2b0336d/la-mappa-di-ebstorf-e-
un-esempio-di-mappa-mundi-una-mappa-medievale-europea-del-mondo-fu-fatta-da-gervasi-di-ebstorf-
un-po-di-tempo-nel-xiii-secolo-la-mappa-e-stata-trovata-in-un-convento-di-ebstorf-nella-germania-
settentrionale-nel-1843-era-una-mappa-molto-grande-dipinta-su-30-pelli-cucite-insieme-e-che-
misurava-circa-3-6-per-3-6-metri-12-piedi-12-piedi-una-versione-molto-elaborata-della-comune-
tripartita-medievale-o-t-e-o-mappa-centrata-su-gerusalemme-con-est-in-cima-il-capo-di-cristo-e-stato-
raffigurato-in-cima-alla-mappa-con-le-mani-su-entrambi-i-lati-e-i-piedi-in-basso-roma-e-repr-
2b0336d.jpg
Del mappamondo di Ebstorf si sa che fu costruito
in un convento
benedettino
presso
Ülzen
(Germania).
Rinvenuto solo nel 1830, nel 1845 entrò in
possesso della Società Storica del Niedersachsen
di Hannover. Purtroppo durante la Seconda
guerra mondiale venne distrutto. Il mappamondo
constava di trenta tavole di pergamena, che unite
fra loro davano un diametro 3,58 x 3,56 m e
mancava di alcune tavole.