Riduzione del pericolo e protezione
Riduzione del pericolo
P(F)
1
1
1
PROTEZIONE
R1
PREVENZIONE
-
R
n-x
------
R
n-y
(y>x)
Pericolo
P= R XD
Rischio
R = f (P,M)
M
Dispositivi di protezione
Negli ambienti di lavoro gli agenti chimici possono essere presenti a seguito di evaporazione, dispersione,
deposito, ecc. o a seguito di un accadimento involontario come ad esempio sversamento o rilascio accidentale,
incendio o esplosione, reazione anomala, perdite o anomalie degli impianti, dei reattori ecc.
Al fine di garantire adeguati sistemi di protezione e prevenzione per la salute dei lavoratori e
dell'ambiente:
- Dispositivi di Protezione Collettivi (DPC) devono essere presenti all'interno dei laboratorio
sistemi che, intervenendo direttamente sulla fonte inquinante, riducono o eliminano il rischio di esposizione
del lavoratore e la contaminazione dell'ambiente di lavoro
- Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) devono essere utilizzati dai singoli addetti
attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più
rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o
accessorio destinato a tale scopo
[art. 74 D.Lgs. 81/08]
Dispositivi di Protezione Collettivi (DPC)
I DPC sono attrezzature o dispositivi che, intervenendo direttamente sulla fonte inquinante, riducono o
eliminano il rischio di esposizione del lavoratore e la contaminazione dell'ambiente di lavoro.
Esempi:
- Cappe chimiche
- Glovebox
- Ventilazione generale
- Armadi di stoccaggio (reagenti, solventi, scarti
- Sensori (fumo, gas, ... )
- Porte tagliafuoco
BASI
LAUGE
LYE
BASE
SAFETYBOX
DPC - Cappe chimiche
Una cappa è una porzione di spazio confinato da pareti, alcune di vetro
scorrevoli orizzontalmente o verticalmente, mantenuto in depressione
rispetto all'ambiente in cui è collocata per mezzo di un elettroaspiratore che,
nel caso di cappe ad espulsione d'aria, riversa l'aspirato in atmosfera.
I punti di aspirazione all'interno della cappa sono collocati a diverse altezze
sul pannello di fondo che permette l'efficace aspirazioni di gas e vapori di
diversa densità.
- . un piano di lavoro, realizzato in materiale resistente ad agenti chimici.
O. un sistema di illuminazione schermato e protetto.
- Punti di erogazione di gas tecnici, acqua, scarichi
- Rubinetti di regolazione
. Comandi e prese elettriche
3
A
CONDOTTO PER ESPULSIONE
ARIA UBICATO ALL'ESTERNO
DEL LABORATORIO.
B
CONDOTTO DI ASPIRAZIONE
D'ARIA CON PRESSIONE
NEGATIVA RISPETTO AL
LABORATORIO.
1
2
-
DPC - Cappe chimiche: isolamento e valutazione efficienza
La cappa permette di isolare l'emissione di inquinanti e di intervenire alla fonte del rischio e rappresenta
normalmente una delle zone di maggiore pericolo in un laboratorio chimico poiché in essa devono essere
condotte tutte quelle operazioni (reazioni, travasi, processi separativi, evaporazioni ... ) alle quali può essere
associato un rilascio di inquinanti nell'ambiente di lavoro.
La valutazione dell'efficienza della cappa da chimica si ha attraverso la misura periodica della capacità di
contenimento. La normativa di riferimento è la UNI EN 14175.
La classificazione della classe della
cappa e la valutazione della sua
efficienza avviene tramite la
misura della velocità di
aspirazione dell'aria al frontale
della cappa (Vf)
Velocità Frontale e Classe Cappa
Velocità Frontale
[m/s]
Classe Cappa
Grado di tossicità della
sostanza
VLE [mg/m3]
Vf ≤ 0,4
N.C.
Sostanze non
pericolose
0,4 ≤ Vf < 0,5
1
Basso livello di
tossicità
VLE>100
0,5 ≤ Vf< 0,7
2
Medio livello di
tossicità
100>VLE>1
Vf ≥ 0,7
3
Elevato livello di
tossicità
VLE <1
DPC - Cappe chimiche: utilizzo e protezione
Sulla parete di ogni cappa deve essere appeso e ben visibile dagli operatori un documento che identifichi la
classe di appartenenza di quella particolare cappa, in modo che ogni operatore possa scegliere ed utilizzare
la cappa più adatta alle operazioni da svolgere.
La cappa esercita la sua massima efficienza quando il vetro frontale è completamente
abbassato. Condizioni operative ottimali si verificano quando il vetro scorrevole è alzato fino
ad un'altezza massima di circa 40 cm dal piano di lavoro.
È utile sottolineare che la cappa, se utilizzata correttamente è un efficace
dispositivo che protegge da:
- schizzi
- esalazioni nocive
- polveri
Non protegge in modo adeguato da: esplosioni, incendi
40 cm
DPC - Cappe chimiche: norme di laboratorio
Una buona norma di laboratorio consiste nel:
- Verificare il corretto funzionamento (anche metodi empirici)
- Tenere abbassato il frontale il più possibile
- Non introdursi al suo interno (es. testa)
- Tenere al suo interno sono lo stretto necessario all'attività da
svolgere
- Non ostruire il passaggio dell'aria
- Non posizionare attrezzature troppo vicino alle pareti, con
particolare attenzione alle feritoie di aspirazione
- Non posizionare strumentazioni ingombranti sul piano di
lavoro. Sollevarle di almeno 5 cm con opportuni spessori
- Mantenerla pulita ed ordinata
Dispositivi di Protezione Individuali (DPI)
I DPI sono attrezzature o dispositivi che:
- devono essere conformi alle norme di cui al Regolamento (UE) 2016/425 e marchiati con la sigla di
conformità UE in modo visibile e duraturo;
- devono essere adeguati al rischio che si vuole prevenire;
- essere adattabili alle esigenze dei lavoratori;
- nel caso si imponga il simultaneo uso di più DPI contemporaneamente, essi non devono interferire tra loro
o introdurre ulteriori fattori di rischio;
I DPI devono essere obbligatoriamente impiegati in tutti i casi nei quali il rischio da agenti chimici non
può essere eliminato o ridotto a livelli accettabili attraverso:
- misure tecniche di prevenzione
- misure organizzative
- dispositivi di protezione collettiva
Classificazione DPI
DPI di prima categoria
Appartengono a questa categoria tutti i dispositivi semplici,
destinati a proteggere l'operatore da rischi che producano
danni di lieve entità, e devono lasciare la possibilità
all'operatore di percepirne immediatamente l'efficacia (es.
guanti monouso).
DPI di terza categoria
Questi DPI sono di progettazione complessa e sono destinati a
proteggere l'operatore dal rischio di gravi danni fisici. Chi
indossa questo tipo di DPI non ha la possibilità di percepire
immediatamente gli effetti dannosi.
L'impiego di DPI appartenenti a questa categoria richiede
uno specifico addestramento del personale al loro corretto
impiego.
Categorie dei DPI
CATEGORIA
dei DPI
PRIMA
SECONDA
TERZA
Progettazione
semplice
Quelli che
non
rientrano
nelle altre
due categorie
complessa
Salvaguardia
da rischi di
danni fisici di
Lieve entità
Morte o
lesioni gravi e
di carattere
permanente
Classificazione DPI: esclusioni
Non costituiscono DPI
- gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la
salute del lavoratore;
- le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio;
- le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio
per il mantenimento dell'ordine pubblico;
- le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto stradali;
- i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività lavorative;
- i materiali per l'autodifesa o per la dissuasione;
- gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.
Scelta del corretto DPI
La scelta del corretto DPI da impiegare deve essere valutata caso per caso poiché essa dipende da:
- tipologia delle operazioni svolte
- proprietà chimiche e fisiche degli agenti impiegati e dalla loro quantità
È importante sottolineare che se in un luogo di lavoro operano più lavoratori, i
DPI devono essere indossati da tutti i presenti, anche se solo uno di loro
svolge le operazioni pericolose (ad es. occhiali da laboratorio).
I DPI servono a proteggere gli:
- occhi
- mani
- vie respiratorie
- piedi
- l'intero corpo
DPI - Protezione degli occhi
Il dispositivo più semplice per la protezione degli sono gli occhiali di sicurezza sono il
DPI più semplice per la protezione degli occhi. Garantiscono protezione da eventi di
lieve entità grazie a lenti capaci di resistere agli agenti chimici e all'impatto.
Hanno un struttura più robusta dei normali occhiali da vista.
Gli occhiali a maschera forniscono una migliore protezione in quanto aderiscono in
modo più efficace al il volto, proteggono da schizzi di maggiore entità. Le piccole
aperture presenti sulla montatura impediscono l'appannamento delle lenti durante
l'uso.
Lo schermo facciale protegge l'intero viso, tuttavia, fornendo una protezione
secondaria, non surroga o sostituisce l'uso di occhiali o maschere.
DPI - Protezione degli occhi: obblighi e consigli
È OBBLIGATORIO
USARE GLI OCCHIALI
Chiunque entri in un luogo dove si impiegano agenti chimici pericolosi DEVE
OBBLIGATORIAMENTE indossare questo dispositivo, anche ritenendo il suo uso superfluo,
soprattutto per le persone che portano lenti a contatto.
È inoltre importante sapere che:
- La forma degli occhiali deve permetterne un uso confortevole; vanno provati all'atto dell'acquisto e
devono essere mantenuti puliti e lavati periodicamente con acqua e sapone.
- Numerosi modelli in commercio possono essere indossati sopra gli occhiali da vista
- Le lenti devono essere integre e non presentare screpolature, abrasioni o danneggiamenti.
- Vanno indossati anche quando non si ha percezione di pericolo: schizzi ed oggetti potrebbero avere
origine in conseguenza di operazioni condotte da altri.
DPI - Protezione delle mani
I guanti sono un dispositivo atto ad evitare il contatto delle mani con:
- Agenti chimici
- Oggetti caldi
- Oggetti freddi
- Rischi meccanici
- Microorganismi
- Elettricità statica
Guanti di protezione
obbligatoria
Pittogrammi per guanti di protezione (EN 420)
EN 388
RISCHI
MECCANICI
EN 374
RISCHI
CHIMICI
EN 388
ELETTRICITA
STATICA
4
abcd
a - Resistenza all'abrasione (0-4)
- Livello di qualità AQL(*) (1-3)
- Resistenza alla permeazione (0-6)
b - Resistenza al tagli da lama (0-5)
c - Resistenza allo strappo (0-4)
d - Resistenza alla perforazione (0-4)
EN 511
RISCHI DA
FREDDO
EN 374
RISCHI DA
MICROORGANISMI
EN 407
CALORE E/O
FIAMMA
abcdef
a - Resistenza all'infiammabilità
b - Resistenza al calore per contatto
c - Resistenza al calore convettivo
d - Resistenza al calore radiante
e - Resistenza a piccoli spruzzi di materiale fuso
f - Resistenza a grandi quantità di materiale fuso.
(4 livelli)
I materiali devono essere idonei a resistere agli agenti con i quali
dovranno venire in contatto e non devono provocare disturbi
all'utilizzatore. CONSULTARE TABELLE DEI FABBRICANTI *.
Materiali più comuni: lattice; neoprene; nitrile; PVC; polietilene;
polivinil alcol; hypalon; butile; ecc.
Con o senza supporto tessile interno (in questo caso talora potrebbe
essere utile sottoguanto in maglina per evitare contatto diretto.
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