Riduzione del pericolo e dispositivi di protezione collettivi e individuali

Slide sulla riduzione del pericolo. Il Pdf illustra i concetti di pericolo e rischio, introducendo le misure di protezione e prevenzione, con un focus sui Dispositivi di Protezione Collettivi (DPC) e Individuali (DPI) per l'università.

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39 pagine

Riduzione del pericolo
Pericolo
Rischio
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Dispositivi di protezione
Negli ambienti di lavoro gli agenti chimici possono essere presenti a seguito di evaporazione, dispersione,
deposito, ecc. o a seguito di un accadimento involontario come ad esempio sversamento o rilascio accidentale,
incendio o esplosione, reazione anomala, perdite o anomalie degli impianti, dei reattori ecc.
Al fine di garantire adeguati sistemi di protezione e prevenzione per la salute dei lavoratori e
dell’ambiente:
Dispositivi di Protezione Collettivi (DPC) devono essere presenti all’interno dei laboratorio
sistemi che, intervenendo direttamente sulla fonte inquinante, riducono o eliminano il rischio di esposizione
del lavoratore e la contaminazione dell’ambiente di lavoro
D
ispositivi di Protezione Individuali (DPI) devono essere utilizzati dai singoli addetti
attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più
rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o
accessorio destinato a tale scopo
[art. 74 D.Lgs. 81/08]
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Riduzione del pericolo e protezione

Riduzione del pericolo P(F) 1 1 1 PROTEZIONE R1 PREVENZIONE - R n-x ------ R n-y (y>x) Pericolo P= R XD Rischio R = f (P,M) M

Dispositivi di protezione

Negli ambienti di lavoro gli agenti chimici possono essere presenti a seguito di evaporazione, dispersione, deposito, ecc. o a seguito di un accadimento involontario come ad esempio sversamento o rilascio accidentale, incendio o esplosione, reazione anomala, perdite o anomalie degli impianti, dei reattori ecc. Al fine di garantire adeguati sistemi di protezione e prevenzione per la salute dei lavoratori e dell'ambiente:

  • Dispositivi di Protezione Collettivi (DPC) devono essere presenti all'interno dei laboratorio sistemi che, intervenendo direttamente sulla fonte inquinante, riducono o eliminano il rischio di esposizione del lavoratore e la contaminazione dell'ambiente di lavoro
  • Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) devono essere utilizzati dai singoli addetti attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo [art. 74 D.Lgs. 81/08]

Dispositivi di Protezione Collettivi (DPC)

I DPC sono attrezzature o dispositivi che, intervenendo direttamente sulla fonte inquinante, riducono o eliminano il rischio di esposizione del lavoratore e la contaminazione dell'ambiente di lavoro. Esempi:

  • Cappe chimiche
  • Glovebox
  • Ventilazione generale
  • Armadi di stoccaggio (reagenti, solventi, scarti
  • Sensori (fumo, gas, ... )
  • Porte tagliafuoco BASI LAUGE LYE BASE SAFETYBOX

DPC - Cappe chimiche

Una cappa è una porzione di spazio confinato da pareti, alcune di vetro scorrevoli orizzontalmente o verticalmente, mantenuto in depressione rispetto all'ambiente in cui è collocata per mezzo di un elettroaspiratore che, nel caso di cappe ad espulsione d'aria, riversa l'aspirato in atmosfera. I punti di aspirazione all'interno della cappa sono collocati a diverse altezze sul pannello di fondo che permette l'efficace aspirazioni di gas e vapori di diversa densità.

  • . un piano di lavoro, realizzato in materiale resistente ad agenti chimici. O. un sistema di illuminazione schermato e protetto.
  • Punti di erogazione di gas tecnici, acqua, scarichi
  • Rubinetti di regolazione . Comandi e prese elettriche 3 A CONDOTTO PER ESPULSIONE ARIA UBICATO ALL'ESTERNO DEL LABORATORIO. B CONDOTTO DI ASPIRAZIONE D'ARIA CON PRESSIONE NEGATIVA RISPETTO AL LABORATORIO. 1 2 -

DPC - Cappe chimiche: isolamento e valutazione efficienza

La cappa permette di isolare l'emissione di inquinanti e di intervenire alla fonte del rischio e rappresenta normalmente una delle zone di maggiore pericolo in un laboratorio chimico poiché in essa devono essere condotte tutte quelle operazioni (reazioni, travasi, processi separativi, evaporazioni ... ) alle quali può essere associato un rilascio di inquinanti nell'ambiente di lavoro. La valutazione dell'efficienza della cappa da chimica si ha attraverso la misura periodica della capacità di contenimento. La normativa di riferimento è la UNI EN 14175. La classificazione della classe della cappa e la valutazione della sua efficienza avviene tramite la misura della velocità di aspirazione dell'aria al frontale della cappa (Vf)

Velocità Frontale e Classe Cappa

Velocità Frontale [m/s] Classe Cappa Grado di tossicità della sostanza VLE [mg/m3] Vf ≤ 0,4 N.C. Sostanze non pericolose 0,4 ≤ Vf < 0,5 1 Basso livello di tossicità VLE>100 0,5 ≤ Vf< 0,7 2 Medio livello di tossicità 100>VLE>1 Vf ≥ 0,7 3 Elevato livello di tossicità VLE <1

DPC - Cappe chimiche: utilizzo e protezione

Sulla parete di ogni cappa deve essere appeso e ben visibile dagli operatori un documento che identifichi la classe di appartenenza di quella particolare cappa, in modo che ogni operatore possa scegliere ed utilizzare la cappa più adatta alle operazioni da svolgere. La cappa esercita la sua massima efficienza quando il vetro frontale è completamente abbassato. Condizioni operative ottimali si verificano quando il vetro scorrevole è alzato fino ad un'altezza massima di circa 40 cm dal piano di lavoro. È utile sottolineare che la cappa, se utilizzata correttamente è un efficace dispositivo che protegge da:

  • schizzi
  • esalazioni nocive
  • polveri Non protegge in modo adeguato da: esplosioni, incendi 40 cm

DPC - Cappe chimiche: norme di laboratorio

Una buona norma di laboratorio consiste nel:

  • Verificare il corretto funzionamento (anche metodi empirici)
  • Tenere abbassato il frontale il più possibile
  • Non introdursi al suo interno (es. testa)
  • Tenere al suo interno sono lo stretto necessario all'attività da svolgere
  • Non ostruire il passaggio dell'aria
  • Non posizionare attrezzature troppo vicino alle pareti, con particolare attenzione alle feritoie di aspirazione
  • Non posizionare strumentazioni ingombranti sul piano di lavoro. Sollevarle di almeno 5 cm con opportuni spessori
  • Mantenerla pulita ed ordinata

Dispositivi di Protezione Individuali (DPI)

I DPI sono attrezzature o dispositivi che:

  • devono essere conformi alle norme di cui al Regolamento (UE) 2016/425 e marchiati con la sigla di conformità UE in modo visibile e duraturo;
  • devono essere adeguati al rischio che si vuole prevenire;
  • essere adattabili alle esigenze dei lavoratori;
  • nel caso si imponga il simultaneo uso di più DPI contemporaneamente, essi non devono interferire tra loro o introdurre ulteriori fattori di rischio; I DPI devono essere obbligatoriamente impiegati in tutti i casi nei quali il rischio da agenti chimici non può essere eliminato o ridotto a livelli accettabili attraverso:
  1. misure tecniche di prevenzione
  2. misure organizzative
  3. dispositivi di protezione collettiva

Classificazione DPI

DPI di prima categoria

Appartengono a questa categoria tutti i dispositivi semplici, destinati a proteggere l'operatore da rischi che producano danni di lieve entità, e devono lasciare la possibilità all'operatore di percepirne immediatamente l'efficacia (es. guanti monouso).

DPI di terza categoria

Questi DPI sono di progettazione complessa e sono destinati a proteggere l'operatore dal rischio di gravi danni fisici. Chi indossa questo tipo di DPI non ha la possibilità di percepire immediatamente gli effetti dannosi. L'impiego di DPI appartenenti a questa categoria richiede uno specifico addestramento del personale al loro corretto impiego.

Categorie dei DPI

CATEGORIA dei DPI PRIMA SECONDA TERZA Progettazione semplice Quelli che non rientrano nelle altre due categorie complessa Salvaguardia da rischi di danni fisici di Lieve entità Morte o lesioni gravi e di carattere permanente

Classificazione DPI: esclusioni

Non costituiscono DPI

  • gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore;
  • le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio;
  • le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell'ordine pubblico;
  • le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto stradali;
  • i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività lavorative;
  • i materiali per l'autodifesa o per la dissuasione;
  • gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.

Scelta del corretto DPI

La scelta del corretto DPI da impiegare deve essere valutata caso per caso poiché essa dipende da:

  • tipologia delle operazioni svolte
  • proprietà chimiche e fisiche degli agenti impiegati e dalla loro quantità È importante sottolineare che se in un luogo di lavoro operano più lavoratori, i DPI devono essere indossati da tutti i presenti, anche se solo uno di loro svolge le operazioni pericolose (ad es. occhiali da laboratorio). I DPI servono a proteggere gli:
  1. occhi
  2. mani
  3. vie respiratorie
  4. piedi
  5. l'intero corpo

DPI - Protezione degli occhi

Il dispositivo più semplice per la protezione degli sono gli occhiali di sicurezza sono il DPI più semplice per la protezione degli occhi. Garantiscono protezione da eventi di lieve entità grazie a lenti capaci di resistere agli agenti chimici e all'impatto. Hanno un struttura più robusta dei normali occhiali da vista. Gli occhiali a maschera forniscono una migliore protezione in quanto aderiscono in modo più efficace al il volto, proteggono da schizzi di maggiore entità. Le piccole aperture presenti sulla montatura impediscono l'appannamento delle lenti durante l'uso. Lo schermo facciale protegge l'intero viso, tuttavia, fornendo una protezione secondaria, non surroga o sostituisce l'uso di occhiali o maschere.

DPI - Protezione degli occhi: obblighi e consigli

È OBBLIGATORIO USARE GLI OCCHIALI Chiunque entri in un luogo dove si impiegano agenti chimici pericolosi DEVE OBBLIGATORIAMENTE indossare questo dispositivo, anche ritenendo il suo uso superfluo, soprattutto per le persone che portano lenti a contatto. È inoltre importante sapere che:

  • La forma degli occhiali deve permetterne un uso confortevole; vanno provati all'atto dell'acquisto e devono essere mantenuti puliti e lavati periodicamente con acqua e sapone.
  • Numerosi modelli in commercio possono essere indossati sopra gli occhiali da vista
  • Le lenti devono essere integre e non presentare screpolature, abrasioni o danneggiamenti.
  • Vanno indossati anche quando non si ha percezione di pericolo: schizzi ed oggetti potrebbero avere origine in conseguenza di operazioni condotte da altri.

DPI - Protezione delle mani

I guanti sono un dispositivo atto ad evitare il contatto delle mani con:

  • Agenti chimici
  • Oggetti caldi
  • Oggetti freddi
  • Rischi meccanici
  • Microorganismi
  • Elettricità statica Guanti di protezione obbligatoria Pittogrammi per guanti di protezione (EN 420) EN 388 RISCHI MECCANICI EN 374 RISCHI CHIMICI EN 388 ELETTRICITA STATICA 4 abcd a - Resistenza all'abrasione (0-4) - Livello di qualità AQL(*) (1-3) - Resistenza alla permeazione (0-6) b - Resistenza al tagli da lama (0-5) c - Resistenza allo strappo (0-4) d - Resistenza alla perforazione (0-4) EN 511 RISCHI DA FREDDO EN 374 RISCHI DA MICROORGANISMI EN 407 CALORE E/O FIAMMA abcdef a - Resistenza all'infiammabilità b - Resistenza al calore per contatto c - Resistenza al calore convettivo d - Resistenza al calore radiante e - Resistenza a piccoli spruzzi di materiale fuso f - Resistenza a grandi quantità di materiale fuso. (4 livelli) I materiali devono essere idonei a resistere agli agenti con i quali dovranno venire in contatto e non devono provocare disturbi all'utilizzatore. CONSULTARE TABELLE DEI FABBRICANTI *. Materiali più comuni: lattice; neoprene; nitrile; PVC; polietilene; polivinil alcol; hypalon; butile; ecc. Con o senza supporto tessile interno (in questo caso talora potrebbe essere utile sottoguanto in maglina per evitare contatto diretto. 14

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