Il significato di teologia: evoluzione del concetto e dibattito sul Gesù storico

Documento da Università su Il significato di teologia. Il Pdf esplora il concetto di teologia, distinguendo tra significati antichi e cristiani, con un focus sull'evoluzione nel XII e XIII secolo e il dibattito sul "Gesù storico" nella materia Religione.

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46 pagine

Il significato di teologia:
1. Significato non cristiano dalla cultura greca antica
a. Significato mitologico: discorso sulle divinità che troviamo nella letteratura
greca antica. Significato che i filosofi, come Platone (produzione letteraria che
sviluppano gli dei in modo errato) e Aristotele (idea teorica in cui vede
elucubrazioni della fantasia) criticarono definendolo come *Campato per aria*
b. Significato filosofico. Si prende in considerazione il pensiero di Aristotele: la
conoscenza razionale del principio primo cioè il principio di base della realtà.
Aristotele per filosofia prima intendeva le cause della realtà (aitiologia), l'idea
di essere in senso astratto (ontologia), analisi della sostanza delle cose
(usiologia), principio ultimo (teologia).
c. Culturale: teologia si usa per indicare la pratica rituale della religione che
veniva effettuata nel mondo greco (politeista).
2. Significato non cristiana dalla cultura antica romana
Riprende i tre significati greci, e li troviamo nell'opera di Marco Terenzio Varrone ma
cambiano nome:
a. Mitica
b. Fisica
c. Civile
3. Significato cristiano, che domina per tutto il primo millennio
Teologia è discorso su Dio alla luce della nuova fede cristiana
Si tratta di un’espressione generica.
Il termine sociologia era evitato dai cristiani del primo millennio e si usavano dei
sinonimi come gnosis (conoscenza), Sophia (sapienza). Sociologia non veniva
utilizzata perché il termine era stato ampiamente usato dai greci e romani in quanto
si identificavano in quei significati.
4. Significato cristiano, che si sviluppa nel dodicesimo e tredicesimo secolo
Nel quale notiamo un cambiamento improvviso dei concetti:
a. Anselmo d'Aosta che sostiene che la filosofia è fede che richiede l'intelletto
ovvero la fede esige un lavoro razionale.
b. Nel dodicesimo secolo compare la nuova definizione: DOTTRINA
CRISTIANA/ SACRA DOTTRINA cioè la teologia deve diventare un sapere
nelle università che stanno nascendo (studi di saperi: filosofia, medici, diritto e
infine teologia).
La nascita dell'università cambia radicalmente il modo di apprendimento,
prima avveniva individualmente quindi serve cambiare le dinamiche: nascono
i manuali scolastici, morto un maestro il pensiero vive negli allievi, tutto ciò
che si insegna sia sottoposto ad un confronto intersoggettivo non si impie
l'autorità, nascono percorsi riconosciuti con esami e titoli, sistema di
facilitazione economiche per fare in modo che tutti potessero accedere.
c. L'ultima metamorfosi in cui prende il nome di teologia cristiana: è cambiato
perché dal 1220 vengono riscoperti testi di Aristotele che arrivano in arabo e
tradotti in latino e grazie a questi testi, l'Europa cristiana scopre una visione
completa dell'uomo elaborata dal cristianesimo.
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Teologia cristiana
"Riflessione critico sistematica della fede e sulla fede condotta a partire dalla
rivelazione"
- occorre che ci sia una RIFLESSIONE CRITICO SISTEMATICA ovvero un lavoro
intellettuale che esige l'utilizzo della razionalità dell'uomo (critica) e deve avvenire in
modo costante, ci deve essere un piano che tocchi i punti fondamentali della fede in
modo esaustivo e che segua un percorso logico, non in modo occasionale
(sistematica).
- L'altro elemento è il soggetto (della) e l'oggetto (sulla) sul quale avviene il pensiero
che è rappresentato dalla FEDE cristiana che vuole comprendere se stessa.
- Oggetto formale cioè da quale punto di vista studio l'oggetto/ oggetto materiale:
l'oggetto che si studia. Il pugno di vista è la RIVELAZIONE CRISTIANA.
Gli elementi devono esserci tutti e tre altrimenti non c'è teologia cristiana: se tolgo la
riflessione ho il fideismo, se tolgo la rivelazione ho il razionalismo cioè uso la ragione per
dettare i criteri con cui la fede dovrà comprendere se stessa.
Le altre religioni hanno una teologia?
Difficilmente perc nelle altre religioni non c'è un'idea di teologia come nel cristianesimo.
EBRAISMO: non esiste una teologia come quella cristiana in quanto non esiste un tipo di
sapere da paragonare alla teologia cristiana perché nell'ebraismo esistono diversi filoni di
riflessione (narrativo, profetico e sapienziale) ma non ne esigono una teorizzazione
matematica tanto che nell'ebraismo esistono diverse scuole di pensiero.
Non è presente l'elemento della sistematicità.
L'idea di Dio ebraica è fortemente trascendente (diversità assoluta/ immanenza nella tua
dimensione) cioè Dio non può essere compreso oltre un certo livello dell'intelletto umano,
che diventa una profanazione.
ISLÀM: non esiste una teologia perché l'idea di fede della regione islamica sottolinea la
sottomissione e passività alla figura di Dio. La rivelazione è un evento che l'uomo può solo
accogliere e non interpretare perché ha un'idea di Dio come assoluta trascendenza.
HINDUISMO e BUDDHISMO: nelle religioni orientali non si può parlare dell'assoluto perché
preferiscono un approccio al divino con la pratica mistica, esperienza spirituale che consiste
nell'annullare l'io individuale per unirsi all'assoluto.
Che differenza c'è tra la teologia cristiana e le altre discipline del sapere?
La teologia filosofica, che esiste fin dall'epoca antica, consiste nella riflessione su Dio
puramente filosofica, usando la razionalità senza rivelazioni.
In epoca moderna (fine diciottesimo secolo) con la nascita della filosofia della religione, che
consiste nella riflessione religiosa sul fenomeno "religione" nel suo complesso, troviamo testi
sacri, liturgie, idea di fede che va capita.
Differenza con le scienze delle religioni (storia delle religioni/ antropologia delle religioni/
psicologia della religione/ diritto comparato delle religioni)
Non è Teologia perché l'oggetto è la religione in tutti i suoi aspetti ma l'approccio non è
semplicemente la razionalità ma metodi empirici che usano le scienze moderne. Studiano gli
aspetti esteriori, misurabili, oggettivi.
Va sempre contestualizzata nella CULTURA in cui si vive ed è l'insieme delle evidenze che
un uomo in un contesto.
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Anteprima

Significato di Teologia: Contesto Antico

Significato non cristiano dalla cultura greca antica

1. Significato non cristiano dalla cultura greca antica

a. Significato mitologico: discorso sulle divinità che troviamo nella letteratura greca antica. Significato che i filosofi, come Platone (produzione letteraria che sviluppano gli dei in modo errato) e Aristotele (idea teorica in cui vede elucubrazioni della fantasia) criticarono definendolo come *Campato per aria* b. Significato filosofico. Si prende in considerazione il pensiero di Aristotele: la conoscenza razionale del principio primo cioè il principio di base della realtà. Aristotele per filosofia prima intendeva le cause della realtà (aitiologia), l'idea di essere in senso astratto (ontologia), analisi della sostanza delle cose (usiologia), principio ultimo (teologia). c. Culturale: teologia si usa per indicare la pratica rituale della religione che veniva effettuata nel mondo greco (politeista).

Significato non cristiano dalla cultura antica romana

2. Significato non cristiana dalla cultura antica romana Riprende i tre significati greci, e li troviamo nell'opera di Marco Terenzio Varrone ma cambiano nome: a. Mitica b. Fisica c. Civile

Significato di Teologia: Contesto Cristiano

Significato cristiano nel primo millennio

3. Significato cristiano, che domina per tutto il primo millennio Teologia è discorso su Dio alla luce della nuova fede cristiana Si tratta di un'espressione generica. Il termine sociologia era evitato dai cristiani del primo millennio e si usavano dei sinonimi come gnosis (conoscenza), Sophia (sapienza). Sociologia non veniva utilizzata perché il termine era stato ampiamente usato dai greci e romani in quanto si identificavano in quei significati.

Significato cristiano nel dodicesimo e tredicesimo secolo

4. Significato cristiano, che si sviluppa nel dodicesimo e tredicesimo secolo Nel quale notiamo un cambiamento improvviso dei concetti: a. Anselmo d'Aosta che sostiene che la filosofia è fede che richiede l'intelletto ovvero la fede esige un lavoro razionale. b. Nel dodicesimo secolo compare la nuova definizione: DOTTRINA CRISTIANA/ SACRA DOTTRINA cioè la teologia deve diventare un sapere nelle università che stanno nascendo (studi di saperi: filosofia, medici, diritto e infine teologia). La nascita dell'università cambia radicalmente il modo di apprendimento, prima avveniva individualmente quindi serve cambiare le dinamiche: nascono i manuali scolastici, morto un maestro il pensiero vive negli allievi, tutto ciò che si insegna sia sottoposto ad un confronto intersoggettivo non si impie l'autorità, nascono percorsi riconosciuti con esami e titoli, sistema di facilitazione economiche per fare in modo che tutti potessero accedere. c. L'ultima metamorfosi in cui prende il nome di teologia cristiana: è cambiato perché dal 1220 vengono riscoperti testi di Aristotele che arrivano in arabo e tradotti in latino e grazie a questi testi, l'Europa cristiana scopre una visione completa dell'uomo elaborata dal cristianesimo.

Riflessione sulla Teologia Cristiana

1Teologia cristiana "Riflessione critico sistematica della fede e sulla fede condotta a partire dalla rivelazione"

  • occorre che ci sia una RIFLESSIONE CRITICO SISTEMATICA ovvero un lavoro intellettuale che esige l'utilizzo della razionalità dell'uomo (critica) e deve avvenire in modo costante, ci deve essere un piano che tocchi i punti fondamentali della fede in modo esaustivo e che segua un percorso logico, non in modo occasionale (sistematica).
  • L'altro elemento è il soggetto (della) e l'oggetto (sulla) sul quale avviene il pensiero che è rappresentato dalla FEDE cristiana che vuole comprendere se stessa.
  • Oggetto formale cioè da quale punto di vista studio l'oggetto/ oggetto materiale: l'oggetto che si studia. Il pugno di vista è la RIVELAZIONE CRISTIANA.

Gli elementi devono esserci tutti e tre altrimenti non c'è teologia cristiana: se tolgo la riflessione ho il fideismo, se tolgo la rivelazione ho il razionalismo cioè uso la ragione per dettare i criteri con cui la fede dovrà comprendere se stessa.

Teologia nelle altre religioni

Le altre religioni hanno una teologia? Difficilmente perché nelle altre religioni non c'è un'idea di teologia come nel cristianesimo. EBRAISMO: non esiste una teologia come quella cristiana in quanto non esiste un tipo di sapere da paragonare alla teologia cristiana perché nell'ebraismo esistono diversi filoni di riflessione (narrativo, profetico e sapienziale) ma non ne esigono una teorizzazione matematica tanto che nell'ebraismo esistono diverse scuole di pensiero. Non è presente l'elemento della sistematicità. L'idea di Dio ebraica è fortemente trascendente (diversità assoluta/ immanenza nella tua dimensione) cioè Dio non può essere compreso oltre un certo livello dell'intelletto umano, che diventa una profanazione. ISLAM: non esiste una teologia perché l'idea di fede della regione islamica sottolinea la sottomissione e passività alla figura di Dio. La rivelazione è un evento che l'uomo può solo accogliere e non interpretare perché ha un'idea di Dio come assoluta trascendenza. HINDUISMO e BUDDHISMO: nelle religioni orientali non si può parlare dell'assoluto perché preferiscono un approccio al divino con la pratica mistica, esperienza spirituale che consiste nell'annullare l'io individuale per unirsi all'assoluto.

Teologia Cristiana e altre discipline

Che differenza c'è tra la teologia cristiana e le altre discipline del sapere? La teologia filosofica, che esiste fin dall'epoca antica, consiste nella riflessione su Dio puramente filosofica, usando la razionalità senza rivelazioni. In epoca moderna (fine diciottesimo secolo) con la nascita della filosofia della religione, che consiste nella riflessione religiosa sul fenomeno "religione" nel suo complesso, troviamo testi sacri, liturgie, idea di fede che va capita. Differenza con le scienze delle religioni (storia delle religioni/ antropologia delle religioni/ psicologia della religione/ diritto comparato delle religioni) Non è Teologia perché l'oggetto è la religione in tutti i suoi aspetti ma l'approccio non è semplicemente la razionalità ma metodi empirici che usano le scienze moderne. Studiano gli aspetti esteriori, misurabili, oggettivi. Va sempre contestualizzata nella CULTURA in cui si vive ed è l'insieme delle evidenze che un uomo in un contesto.

Rivelazione

Significati linguistici del termine Rivelazione

2RIVELAZIONE 6 significati linguistici del termine: 1. quando parliamo di una scoperta scientifica sensazionale (es. Einstein- meccanica quantistica), nuova rivelazione scientifica 2. Riguarda il mondo sportivo: quando una persona dà una performance e il mondo si accorge di l*i. 3. Ciò che comprendi improvvisamente (es a scuola) come un'illuminazione 4. Indicare qualcosa tenuto segreto fino ad un momento e viene svelato 5. In campo delle scienze sanitarie: scoperta di un sintomo che rivela la sindrome 6. Un fatto rivelatore di un incontro o nostra scelta alla luce del poi si rivela un errore. Questi significati hanno la caratteristica che tutti sottolineano un qualcosa di prima sconosciuto e successivamente una presa di conoscenza di qualcosa.

Rivelazione nel Cristianesimo

Dal punto di vista del cristianesimo: nella BIBBIA non viene usato il termine "rivelazione". Nel Nuovo testamento si usano due concetti: 1. Vangelo: nuova e buona notizia e viene usato da Paolo e Marco. Si usa quando si parla di un evento che ha cambiato la storia umana. 2. Mistero: qualcosa che l'uomo da solo non avrebbe mai potuto conoscere ed entra a conoscenza solo per iniziativa di Dio che la comunica. Lo troviamo nel vangelo di Marco e Paolo nella lettera ai Romani. L'evento e il mistero è Dio che ad un certo punto della storia umana si è reso presente all'uomo.

Evoluzione storica del concetto di Rivelazione

Nella storia Dal II secolo d.c. questa idea subisce un cambiamento:

  • Ireneo di Lione con rivelazione non intende dire l'evento ma ciò che da quel fatto l'uomo viene a conoscere il significato, diventa contestualistico;
  • Agostino utilizza la doctrina cristiana cioè un sapere di idee cristiane;
  • Nel medioevo, Tommaso d'Aquino utilizza la doctrina sacra cioè un sapere che è inaccessibile all'uomo con la sua ragione, con le sue capacità ma deriva da dio.

Rivelazione nell'epoca moderna

In epoca moderna il cristianesimo è travolto da uno tsunami che lo mette in discussione dalle fondamenta e risponde a due idee: 1. Costringe i cristiani a pensare alla rivelazione come un fatto storico Deriva dal mondo protestante che contestano

  • il fatto di volere come riferimento il testo della Bibbia in cui Dio si è rivelato (principio sola scriptura), e rifiutano la tradizione teologica del passato perché si sarebbe sovrapposta.
  • Contestano la stessa esistenza storica della chiesa come qualcosa che non si fonderebbe sulla Bibbia.

A questo attacco, i crisitani rispondono con il concilio di Trento (1545-1563) in cui si definisce che la chiesa cattolica si basa sull'evento storica usando il termine biblico "vangelo" (scelta apologetica, strategica). Ma viene anche aggiunta "fonte di ogni verità" ovvero un insieme di conoscenza. 2. Viene data la possibilità di usare il termine rivelazione che deriva dalla cultura moderna:

Rivelazione nell'Illuminismo

a. Questo termine durante l'illuminismo L'illuminismo pone al centro la ragione come unica via possibile di conoscenza. Il loro discorso sulla religione ha definito il DEISMO cioè ciò che posso dire su Dio utilizzando solo 3la ragione. A riguardo potevano dire solo che si ipotizza l'esistenza di un essere assoluto che sia all'origine del mondo. Considerano la rivelazione, principio su cui il cristianesimo riconosce il fondamento, come dei miti fatti per il popolo. Definiscono il deismo come religione naturale ovvero quella che conosce la verità: solo la ragione può dichiarare qualcosa.

Rivelazione nel Romanticismo

b. Durante il romanticismo La ragione viene esercitata dalla coscienza quindi ho qualcosa che fonda la ragione. Il problema non è la ragione ma la coscienza dell'io. Dio da sempre si è rivelato a noi, è presente nella nostra coscienza attraverso il quale ha istituito un patto con noi. Il rapporto con Dio è interiore, immediato e diretto quindi non servono rivelazioni ma servono per spiegare al popolo la presenza di Dio. Viene teorizzata a livello filosofico dal teologo protestante Schleiermacher che ci sia un "sentimento di dipendenza" cioè guardando nella tua coscienza scoprirai, in quanto essere umano, di essere un'entità dipendente da un'entità indefinita. Sei in balia di qualcosa che non è sotto il nostro controllo, ed è l'essere assoluto che abbiamo tutti nella nostra coscienza.

Rivelazione e scienza moderna

c. Durante la scienza moderna Viene vissuto un trauma radicale per la religione perché la scienza moderna nasce nel XVII secolo con l'assioma che la conoscenza è possibile solo razionalmente. Quindi solo la logica porta alle evidenze razionali. Per la scienza non è possibile che la religione derivi da un'altra via, è impossibile che si basa su una rivelazione. I cristiani reagiscono con il concilio Vaticano I in cui utilizzano il termine "rivelazione": 1. Il concetto di Dio di Nazareth prende il nome di rivelazione 2. Si ribadisce che la rivelazione sia accaduta realmente contro le contestazioni 3. Dio ha rivelato nel fatto (oggetto della rivelazione) Dio, rivela delle idee su Dio e i decreti eterni della sua volontà cioè le idee base che costituiscono la fede cristiana come la creazione del mondo, l'incarnazione di Dio in Gesù Cristo, la resurrezione ... LA RIVELAZIONE E' UN INSIEME DI IDEE Le idee vengono definite nel concilio come verità soprannaturali perché assume il modello della scienza moderna insistendo sulla propria idea. Prende il nome di "concezione dottrinale o intellettualistica della rivelazione o teorico-istruttiva".

La Rivelazione oggi

OGGI: non c'è più l'idea dottrinalistica perché nel XX secolo entra la concezione storica nuova dell'esistenza umana ed entra a far parte del mondo cristiano anche le scienze sociali. Negli anni 60 il cattolicesimo ufficializza l'accettazione della cultura moderna che si realizza nel concilio Vaticano II (1962-1965) durante il quale vengono emanati dei decreti. La rivoluzione avviene nel documento "dei verbum" 1965 perché si realizza che nella Bibbia era un evento, poi contenuti e infine idee e viene recuperata l'idea originaria di rivelazione ovvero un EVENTO ACCADUTO AD UN CERTO PUNTO. Caratteristiche: 1. Storico: evento storico in cui Dio si è reso presente. La rivelazione ha come oggetto Dio stesso. La forma dell'evento è storico da cui trarre sapere e idee. 2. Interpersonale: non è la comunicazione di idee ma lo svelamento di una persona con cui l'uomo può entrare a contatto con esso. La modalità della rivoluzione è un incontro personale 3. Cristologica: il fatto storico in cui Dio è reso presente è la storia della persona che si è rivelato Gesù di Nazareth. LA RIVELAZIONE È LA STORIA DI DIO 4

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