Slide dall'Universita Niccolo Cusano su Master di I Livello in "Gestione, Controllo e Manutenzione dei Processi Industriali.". Il Pdf esplora la pianificazione dei processi produttivi, la gestione del rischio e il controllo della produzione secondo la norma ISO 9001, con esempi pratici per l'Economia universitaria.
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Prof. Daniele Giugliarelli
Nella dispensa affronteremo alcune metodologie per poter assicurare il corretto funzionamento dei processi industriali, in particolare per la gestione dei processi produttivi.
Per corretto funzionamento intendo la capacità di poter realizzare dei prodotti che soddisfino i requisiti stabiliti dalla organizzazione con delle performance che siano in linea con quelle attese.
In realtà il concetto dovrebbe ampliarsi ulteriormente perché, nella realtà dei fatti, non ci si può accontentare di mantenere sempre lo stesso livello di performance, occorre mirare al miglioramento delle stesse.
In tale ottica trovo opportuno integrare quanto definito dagli standard ISO, per i cosiddetti Sistemi di Gestione, con altre metodologie quali per esempio l'OEE - Overall Equipment Effectiveness e le Carte di Controllo, che si concentrano sulla ottimizzazione del processo produttivo in senso stretto.
Gli standard sui Sistemi di Gestione apportano molti benefici:
Cercherò nelle dispense di privilegiare, comunque, una visione sistemica dei processi industriali.
Gli standard di cui tratto sono stati sviluppati dall'ISO International Organization for Standardization (Organizzazione Internazionale per la Normazione). La sigla ISO non è propriamente un acronimo ma deriva dal termine greco ïoos (pronuncia: isos), il cui significato è "uguale". La finalità dell'ISO è di creare dei riferimenti comuni, a livello mondiale, per semplificare lo scambio di beni e servizi.
Le norme ISO interessano non solo i Sistemi di Gestione ma anche svariate tipologie di processi e prodotti.
Gli standard sui Sistemi di Gestione descrivono i requisiti cui deve conformarsi il modus operandi di una organizzazione per poter gestire l'insieme dei propri processi aziendali in ottica di miglioramento e soddisfazione delle esigenze, dei requisiti, delle aspettative delle parti interessati.
Esistono varie tipologie di Sistemi di Gestione e per ognuno esiste il suo standard ISO. Solo per citarne alcuni, vi riporto i più diffusi:
Le cifre prima dei due punti identificano il codice della norma, le cifre dopo i due punti identificano l'anno di emissione o di ultima revisione.
Ognuno dei citati Sistemi di Gestione vuole concentrare gli sforzi organizzativi su un determinato aspetto:
Gli standard pongono dei requisiti, ossia chiedono all'organizzazione "cosa" fare. Il "come" soddisfare il requisito è una scelta della organizzazione. Tale concetto diverrà più chiaro vedendo, più avanti, come sono formulati i requisiti della ISO 9001.
Nelle organizzazioni si possono trovare di sovente più Sistemi di Gestione. Molto spesso i Sistemi di Gestione presenti in azienda vengono "integrati" tra di loro. Ciò è possibile perché tutti i Sistemi di Gestione hanno molti elementi a fattor comune.
L'integrazione è possibile anche con altre tipologie di Sistemi di Gestione non "normati" dall'ISO. Per esempio è possibile l'integrazione con i requisiti di legge in tema di Salute e Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/08), Modelli Organizzativi (D.Lgs. 231/2001), Privacy (GDPR 679/2016 e D.Lgs 101/2018) e l'elenco potrebbe continuare ancora.
In effetti tutti gli Standard ISO sui Sistemi di Gestione chiedono comunque alla organizzazione di prendere in considerazione i requisiti di legge applicabili al tipo di prodotto/servizio o al tipo di attività svolta. Questo è proprio il primo elemento che porta naturalmente verso la integrazione con i requisiti cogenti.
Gli standard ISO non sono obbligatori. E' una scelta della organizzazione quella di adottare un Sistema di Gestione rispondente ad una norma ISO. Si parla in effetti di "standard volontari".
Una organizzazione che impronta la gestione delle proprie attività in modo conforme ad uno dei citati standard può "certificarsi". Esistono i cosiddetti Organismi di Valutazione della Conformità (dall'inglese Conformity Assessment Body - CAB, nel gergo comune anche detti Organismi o Enti di Certificazione) che, su richiesta della organizzazione, svolgono degli audit (nel gergo comune "verifiche ispettive") per valutare il livello di conformità allo standard. Se la organizzazione supera positivamente l'audit, viene emesso un certificato di conformità. Il certificato è una ulteriore garanzia per l'organizzazione (perché attesta la bontà del suo operato) e per tutte le persone che hanno interessi nella organizzazione (clienti, dipendenti, fornitori, collaborati, comunità ospitante, autorità preposte ad attività di controllo/vigilanza/ispezione etc.).
Talvolta, per poter partecipare a delle gare d'appalto o per essere inseriti nell'albo fornitori di qualche grande impresa, è necessario che l'organizzazione sia "certificata" per un determinato Sistema di Gestione.
Gli Organismi di Certificazione, per poter rilasciare certificati di conformità validi, devono essere "accreditati" da un cosiddetto Ente di Accreditamento che vigila sull'operato dell'Organismo.
In Italia l'Ente di Accreditamento si chiama ACCREDIA.
Passiamo ora alla sostanza. Che cosa è un Sistema di Gestione?
Ciò che muove una organizzazione, dai desideri dell'imprenditore verso risultati concreti, è un Sistema di Gestione.
Questa in realtà è la mia definizione. Vediamo quella ufficiale:
Sistema di Gestione = Insieme di elementi correlati o interagenti di una organizzazione finalizzati a stabilire politiche, obiettivi e processi per conseguire tali obiettivi.
La definizione precedente è ripresa da un altro standard ISO, la ISO 9000:2015, che ci fornisce tutti i termini e le definizioni di cui abbiamo bisogno per comprendere il funzionamento di un Sistema di Gestione.
In effetti, una cosa che mi ha sempre colpito è proprio che in ambito ISO si sia affrontata da subito l'esigenza di creare un linguaggio comune, valido a livello internazionale, per agevolare la comprensione e lo scambio di comunicazioni!
La forza degli standard sui Sistemi di Gestione è che ci permettono di vedere l'organizzazione come un unico organismo.
Immaginate uno sportivo, per esempio un corridore. Il nostro corridore ha delle gambe molto allenate che gli permettono di correre veloce.
Il nostro corridore non potrebbe però raggiungere grandi performance se non avesse anche un sistema cardio-circolatorio ed un sistema respiratorio in perfetta efficienza.
In una organizzazione vale lo stesso principio. Non possiamo avere un successo durevole se tutti i processi, tutti i dipartimenti, tutte le risorse della organizzazione non lavorano all'unisono per raggiungere i risultati attesi.
Se avessimo un reparto di produzione con altissimi ritmi produttivi ma non supportato da un magazzino efficiente che rifornisce per tempo la produzione con i materiali necessari, o non avessimo un processo di approvvigionamento tale da garantire il reintegro dei materiali ... tutto sarebbe vanificato. L'esempio si potrebbe allargare ulteriormente.
Immaginate ancora se l'ufficio commerciale avesse appena chiuso grandi contratti. Approvvigionamento, magazzino e produzione riescono a tenere il ritmo richiesto, per rispettare i contratti, ma il nostro reparto spedizioni non tiene il passo e va in affanno. Non saremmo in grado di far fronte agli impegni contrattuali, perderemmo in immagine, andremmo incontro a penali o alla perdita dei clienti.
Pertanto è necessario che tutti i processi in seno ad una organizzazione siano adeguatamente accordati per lavorare in perfetta sinergia, come una orchestra!
Dobbiamo assicurare lo stato di salute di tutto l'organismo, non è pensabile concentrarsi su un unico processo.
L'approccio vincente è avere una visione "olistica", vedere all'insieme e non a singoli elementi.
Viene da sé che uno degli elementi imprescindibili è la comunicazione.
Comunicazione tra i reparti, i dipartimenti, gli uffici, i processi e soprattutto le persone che sono coinvolte nella direzione e nel funzionamento dei processi stessi.
Un tempo andavano molto di moda gli "outdoor training". Si tratta di corsi di formazione fatti al di fuori dell'azienda e su tematiche che in genere riguardavano il team building, la leadership, l'orientamento e via dicendo. Lo scopo di questi corsi era portare fuori dal contesto lavorativo un gruppo di persone e farle interagire per completare collettivamente dei compiti, il più delle volte divertendosi. In realtà, il fine ultimo era stimolare le persone a comunicare. Persone che magari in ufficio siedono una vicina l'altra ma non si parlano più, si mandano una mail.
I motivi alla base della mancanza di comunicazione, o di una comunicazione poco efficace, possono essere i più disparati. I risultati di tale carenza sono sempre gli stessi: i processi operano come compartimenti stagni e l'organismo non è in grado di progredire, anzi implode.