Documento sul metabolismo energetico, il fabbisogno calorico e l'immunità innata. Il Pdf esplora le citochine, le chemochine e il ruolo del complemento nelle risposte immunitarie, analizzando le necessità metaboliche dei linfociti quiescenti e attivati, con focus su beta ossidazione e autofagia, per la materia Biologia a livello universitario.
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Dati dispersi. Meno il risultato è solido. Meno i risultati sono diversi, più il risultato è solido Numero di donatori Intesità della differenza Testare due differenze: valore di p, compreso tra zero e uno, probabilità che queste differenze siano dovute al caso. Più è alto, più non è una differenza reale. Più è basso, più possiamo credere a quella differenza. Differenza significativa se p<0,05. Quella differenza nel 95% dei casi è reale. Tutti i valori minori a 0,05 hanno una differenza reale. Più è ofrte significatività più ci sono asterischi. Se non c'è differenz anon c'è scritto niente. Statisticamente significativo non equivale a vero.
Il cibo ci da energia potenziale, energia che libero digerendo e metabolizzando, per poi essere spesa vivendo. L'accumulo di energia non è obbligato, succede in base al bilancio energetico, cioè la differenza tra l'apporto energetico che abbiamo con l'alimento e l'energia spesa. 140 Può essere:
In media si stima che più o meno abbaimo bisogno di 2500 kcal al giorno. Non è detto che in paesi che hanno meno cibi calorici da offrire siano esenti da problemi cardiovascolari: questo perchè dipende dal tipo, e non dalla quantità di calorie assunte. Per misurare la massa corporea di usa il BMI (body mass index): è il rapporto tra il peso e il quadrato dell'altezza in metri. Bilancio energetico:energia che assumiamo-energia che spendiamo. La maggior uscita di energia è data:
Gli alimenti o cibi contengono principi alimentari (nutrienti complessi) che sono idrolizzati a nutrienti semplici (senza bisogno di ulteriore digestione). C'è una distinzione tra alimentazione e nutrizione:
Il metabolismo basale non dipende solo dall'energia che consumiamo sotto forma di ATP, ma anche dalla costruzione della membrana plasmatica, dalla produzione di DNA o da cellule che devono proliferare. Abbiamo delle cellule che si occupano del catabolismo e cellule che si occupano dell'anabolismo, e durante quest'ultimo processo usiamo l'energia essenziale del nutriente. Il processo anabolico contrasta l'entropia, per cui avremo bisogno di più energia per sintetizzare die composti partendo d amolecole singole. Il catabolismo invece è un processo entropico. L'elemento più energetico è quello più ridotto: più ossigeno devo aggiungere a una molecola, più energia ricavo. Per questo il glucosio da meno energia di un grasso, o una proteina da meno energia di un grasso. Inoltre le proteine sono più difficili da digerire, perchè per farlo spendo molta energia. RDA: recommended dietary allowance, è la quantità minima di ogni nutriente che ci tiene in salute. Questo dato varia in base al soggetto, all'eta, al sesso ... Per ogni nutriente esiste quindi un RDA, cioè un livello minimo che ci protegge dalla carenza di quel determinato alimento. Se però eccediamo con un alimento, ci possono essere degli effetti tossici. Tra carenza ed eccesso c'è un range che ci assicura di non cadere in nessuna delle due problematiche (tossicità da eccesso -> upper limit)
Con calorie vuote si intendono i cibi che hanno solo funzioni caloriche, quindi portano energia, ma non ci fanno introdurre vitamine o sali. Questi cibi portano solo delle calorie, ma sono poveri di micronutrienti. Questi cibi possono essere:
Il target dell'immunità adattativa è l'epitopo: nel nostro organismo circolano i linfociti T che attaccano una precisa sequienza peptidica che compone l'antigene. Esistono diversi linfociti T per diversi epitopi, e nello stesso antigene possiamo trovare diversi epitopi. In base alla struttura dei recettori riconosciamo epitopi diversi. I linfociti sono specifici per un agente patogeno, e il linfocita non riconosce l'intero antigene, ma riconosce gli epitopi, le regioni di proteine che vanno dai 7 a 20 amminoacidi.
L'immunità adattattiva è l'immunità specifica che inizia dopo alcuni giorni, mentre l'immunità innata è immediata e aspecifica.
Quando qualcosa di estraneo induce la risposta immunitaria si tratta di un antigene, come per esempio una proteina virale, ed un pezzo di questa catena polipeptidica dell'antigene viene detto epitopo, perchè la risposta immune non viene fatta contro tutta la proteina, ma vengono riconosciuti i diversi epitopi. L'epitopo deve essere presentato dall'MHC (ognuno di noi ha un MHC diverso, perchè ognuno ha una differenza genetica) Qui sta la specificità del sistema immunitario adattativo: i linfociti B e linfociti T sono specifici ognuno per un tipo di epitopo, ma la cosa che li accomuna è che questi epitopi sono tutti dello stesso patogeno. L'immunità adattativa è mediata dai linfociti B, responsabili dell'immunità umorale: li possiamo trovare nei tessuti e rilasciano anticorpi nel sangue. L'immunità cellulare invece è mediata dai linfociti T, coloro che uccidono in maniera diretta i patogeni che infettano la cellula o il tumore. In particolare, i linfociti TCD8 eliminano la cellula infettata o tumorale per contatto diretto, mentre i linfociti TCD4 amplificano la risposta innata aiutando l'azione dei linfociti B e CD8, ma non hanno effetti diretti sul patogeno.
Il sistema immunitario adattativo è caratterizzato dalla memoria, infatti si ricorda di avere già incontrato un agente patogeno grazie ai linfociti memoria (la risposta si spegne, ma rimane la memoria). Essi saranno pronti quando incontreremo l'agente patogeno. 100 risposta secondaria all'antigene A titolo degli anticorpi 10 risposta primaria all' antigene A risposta primaria all'antigene B 2 1 tempo (settimane) Prima iniezione dell'antigene A Seconda iniezione dell'antigene A e prima iniezione dell'antigene B La risposta secondaria è più veloce perchè si manifesta in 2-3 giorni, mentre la risposta primaria ha un picco che viene raggiunto dopo due settimane. La risposta secondaria quindi è più veloce e più forte. Esiste anche una risposta terziaria, che è ancora più intensa. Questa risposta è indipendente da altri patogeni: se si incontrasse un agente patogeno mai incontrato prima, esso avrebbe lo stesso processo dell'antigene incontrato precedentemente, perchè nell'organismo non abbiamo ancora i linfociti per quel nuovo patogeno. La risposta primaria è quella che si ha quando si incontra un patogeno nuovo, è lenta e ha un'intensità media, mentre la risposta secondaria si ha quando il patogeno è già stato incontrato ed è più veloce e intensa.
Nell'immunità cellulare i linfociti T, CD4 e CD8 riconoscono entrambi i propri epitopi tramite i TCR (T-cell receptors), che determina la specificità del linfocita. Il TCR è quello che lega il peptide, ma non uno libero: infatti il peptide deve essere presentato da una molecola che si chiama MHC (complesso maggiore di istocompatibilità). L'MHC viene esposto sulla superficie della cellula infettata o della cellula che presenta l'antigene e viene caricato del peptide, e solo quando si forma il legame tra MHC e TCR con il peptide in mezzo, si ha l'attivazione (antigenic kiss, sinapsi immunologica). Senza la sinpasi non si innesca la risposta, di fatto devono esserci 3 segnali per poterla scatenare:
I linfociti T CD4, non hanno funzione diretta, ma hanno funzione di supporto e di coordinamento; aiutano sia il linfocita B che il linfocita T CD8, oltre che a reclutare altre cellule dell'infiammazione nel luogo dove avviene l'infezione. Il linfocita T CD4 viene attivato dagli MHC di classe 2, presenti solo sulle cellule APC, che presenta l'antigene t-helper (che non viene attivato da tutte le cellule, ma appunto solo da quelle che hanno MHC di classe due, ovvero cellule dendritiche, macrofagi e linfociti B). I CD4 (detti helper) li troviamo in patologie come allergie, malattie cardiovascolari. La cellula dendritica, tramite MHC 2, attiva il CD4; questa cellula, oltre ad essere APC, è anche una cellula nucleata, perciò ha anch'essa I'MHC di classe 1, che attiva CD 8. Legherà da una parte il linfocita CD8 e dall'altra il linfocita CD4 e, una volta attivati, quest'ultimo creerà dei legami con l'altro, oppure rilascerà delle citochine per le quali il CD8 ha un recettore.