Documento dalla Scuola Secondaria di Secondo Grado Francesco Petrarca di Pontenure su Appunti di Storia Dell'arte Rinascimento il '500. Il Pdf esplora la pittura del primo '500, analizzando opere di Jacopo Carucci, detto Pontormo, come l'Alabardiere e la Deposizione, e la Visitazione, opera chiave del Manierismo, per la materia Arte a livello di Scuola superiore.
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APPUNTI DI STORIA DELL'ARTE RINASCIMENTO L IL '500 Scuola Secondaria di Secondo Grado Francesco Petrarca di PontenureLA PITTURA DEL PRIMO '500
Alle novità sviluppate durante il '400 nei campi della pittura, della scultura e dell'architettura, favorite da una certa stabilità politica, si contrappongono nel '500 veloci mutamenti e una diffusa in- quietudine. Le lotte religiose, la Rifor- ma protestante e la Controriforma cat- tolica, ne sono il principale esempio. Sulle corti italiane cominciano poi a pe- sare con sempre maggiore evidenza le scelte delle grandi monarchie euro- pee (Francia, Spagna, Inghilterra), co- me pure dello Stato Pontificio.
In questo panorama, cambia il ruolo dell'artista. Non più semplice (seppur abilissimo) artigiano, ma vero e pro- prio intellettuale in grado di trasformar- ci ara in pittore ora in scultore a in ar-Notizie storiche
La prima metà del '500 è un momento di straordinario sviluppo delle arti, ed è denominato Rinascimento maturo, in quanto si completano le pre- messe poste dall'Umanesimo. Dalle piccole, anche se raffinate corti umanistiche del '400, la scena dell'arte durante il '500 si sposta nelle grandi città, dove il ruolo degli artisti acquista sempre maggior peso.
A Firenze, mentre i Medici promuovono grandi opere architettoniche, lavorano Michelangelo e poi i Manieristi, tra cui Pontormo.
A Roma, con i Papi Giulio II e Leone X, vengono chiamati i più grandi artisti del momento: Bramante, Raffaello e Michelangelo .
A Venezia, mentre alle architetture tardogotiche si affiancano quelle rinascimentali di Palladio, Giorgione e Tiziano sostituiscono al disegno e alla prospettiva rinascimentale un uso tonale del colore che consente la resa spaziale .
Gli artisti del '500 non solo si dedicano contemporaneamente a pittura e scultura, ma spesso sono anche architetti e urbanisti. I loro interessi li spingono oltre le consuetudini e le opere diventano espressione del loro pensiero: lo studio e l'osservazione dei fenomeni naturali per Leonardo, le riflessioni filosofiche per Michelangelo, l'amore per l'armonia classica per Raffaello che, nominato sovrintendente alle antichità di Roma, comincia un grande lavoro di rilevazione dei monumenti antichi.
2Leonardo da Vinci Mentre la cultura rinascimentale contemporanea a Leonardo guardava ai modelli dei maestri antichi, egli si fidava solo dei propri occhi e della sua esperienza. Leonardo riteneva che il compito principale dell'artista fosse l'esplorazione della natura intesa come un immenso essere vivente. La sua curiosità era senza limiti: studiava la forma delle rocce e delle nuvole, le leggi che regolano il movimento delle onde e delle correnti, la crescita degli alberi, gli effetti della luce e delle ombre sugli oggetti, il volo degli uccelli. È stato il primo a studiare e disegnare l'anatomia umana, sezionando i cadaveri. Nei suoi studi naturalistici Leonardo utilizza il disegno come strumento di indagine.
Leonardo da Vinci, Uomo vitruviano, 1490 circa, matita e inchiostro su carta, 34 cm x 24 cm, Gallerie dell'Accademia, Venezia
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4Era un esperto musicista, e per questo fu chiamato alla corte di Ludovico il Moro, ma era anche ingegnere militare, urbanista, scenografo, organizzatore di feste e di spettacoli.
Per Leonardo la forma d'arte più importante è la pittura, di cui cerca di definire i principi scientifici.
Nel 1475 Leonardo dipinge "L'annunciazione", un'opera molto innovativa: la scena è all'aperto, in un giardino fiorito aperto vesto un ampio panorama invece che all'interno della camera di Maria o sotto un portico. II significato è chiaro: il concepimento di Cristo non è un fatto privato ma un evento che coinvolge tutto il mondo.
5Nell'Annunciazione Leonardo utilizza la prospettiva lineare, un sistema di rappresentazione matematico- geometrico che crea l'illusione della terza dimensione su una superficie piana teorizzato da Brunelleschi ed Alberti. Qui si possono osservare la linea d'orizzonte e le linee ortogonali convergenti verso il punto di fuga. copyright art media studio
6Nel 1495 inizia Il Cenacolo, un'opera che, più di altre, segna il passaggio dal '400 al '500. Leonardo cambia l'iconografia dell'Ultima Cena disponendo tutti gli Apostoli dalla stessa parte del tavolo e raffigurando lo sgomento che pervade i presenti dopo l'annuncio dell'imminente tradimento (di solito si rappresentava il momento della consacrazione del pane e del vino). In questo modo, Leonardo mostra di non voler rappresentare un dogma di fede, ma uno sconvolgente momento di umanità.
7Nella discussione che scaturisce dalle parole di Cristo, i dodici apostoli sono divisi in gruppi di tre persone che creano quattro piramidi. Gesù, solo al centro poiché solo di fronte al suo destino, è anch'egli all'interno di una piramide. La sua espressione serena, che mostra che ha accettato il suo destino, contrasta con l'agitazione degli altri. Giuda è il quarto da sinistra, l'uomo con il gomito sul tavolo e il viso in ombra, quasi invisibile. La stanza è rappresentata attraverso la prospettiva lineare degli arazzi sulle pareti, del tavolo e della struttura a cassettoni del soffitto che hanno il punto di fuga nella testa di Cristo. Dietro le aperture sul fondo della stanza è visibile un vasto paesaggio reso con la prospettiva atmosferica: chiaro, sfumato e dai toni bluastri. L 0 P 50
8L'ansia di sperimentazione ha spinto Leonardo a dipingere a secco, usando l'olio misto alla tempera. Ciò gli permise di utilizzare una tavolozza più varia ma il risultato è stato poco duraturo: la pittura cominciò a staccarsi dalla parete quasi subito e solo dopo un lunghissimo restauro (1977-1999) si è potuto salvare ciò che era rimasto. Quest'opera è stata dichiarata patrimonio mondiale dall'Unesco nel 1980, e la sua iconografia continua ad ispirare decine di reinterpretazioni anche nel mondo della cinematografia.
Tuttavia l'opera più nota di Leonardo e forse il dipinto più conosciuto al mondo è la Gioconda. Esposto oggi al Louvre di Parigi è probabilmente il simbolo dell'arte per eccellenza. Leonardo iniziò a dipingere il ritratto di Monna Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo, tra il 1503 e il 1506, durante un soggiorno a Firenze. Fu portato in Francia dall'artista stesso quando il re Francesco I invitò Leonardo a lavorare per lui. Per questo motivo la Gioconda è oggi al Louvre del quale costituisce la maggiore attrazione. Esistono molte leggende sulla reale identità della donna, sui misteri nascosti nel dipinto e sul famoso sorriso di Monna Lisa. Tuttavia, per una migliore comprensione di questo capolavoro, è meglio non seguire queste chiavi di 9lettura ed osservare il dipinto da un punto di vista storico- artistico.
L'opera è realizzata ad olio su un pannello di legno di pioppo. La donna, vista di tre quarti, è seduta su una poltroncina davanti ad un parapetto oltre il quale si apre un panorama immaginario e probabilmente non finito. Si tratta di una grande novità nel genere pittorico del ritratto. Naturalmente il panorama è reso attraverso la tecnica della prospettiva atmosferica e il paesaggio avvolge la donna in prima piano fondendosi con essa. Nei suoi dipinti i contorni sono sfumati, le forme emergono da zone d'ombra mediante una luce che non è mai forte e piena ma, come quella del tramonto, è invece tenue, bassa, che smorza i colori e integra le figure con l'ambiente naturale. D'altra parte è proprio della cultura rinascimentale considerare l'essere umano e la natura parte della stessa unità. Molti studiosi hanno tentato di individuare il luogo dipinto nel quadro ma non vi sono certezze: il paesaggio ricorda quello intorno alla città di Arezzo e il ponte dietro la spalla destra potrebbe essere quello di Buriano, a 6 Km da Arezzo. L'espressione della donna mostra la quieta serenità di chi controlla con la sua razionalità il mondo circostante. La tecnica dello sfumato non consente di definire i contorni: i passaggi sottili tra luce ed ombra danno un particolare effetto indefinito e vibrante. Il velo trasparente posato sul capo (forse indice che la donna era una puerpera) rende ancora più imprecisi i contorni. Le sopracciglia depilate (come si usava nel Rinascimento) rafforzano questa particolare sensazione così come gli angoli della bocca che danno un'impressione incerta: la Gioconda sorride o no? RAIUNO
10Raffaello Sanzio Figlio di un pittore, rimase orfano all'età di undici anni, ma ebbe la fortuna di vivere in una città quale Urbino che in quegli anni, grazie a Piero della Francesca e tanti altri artisti, era uno dei principali centri artistici rinascimentali italiani. Abbandonata ben presto la sua città natale, svolse un apprendistato che si rivelò di straordinaria importanza presso il Perugino che, in quegli anni, rappresentava uno degli artisti più importanti del panorama artistico italiano. Dall'artista umbro apprese di certo il senso della grazia e dell'armonia, che mai lo abbandonò nella sua successiva attività pittorica. Tuttavia Raffaello superò presto il maestro, com'è possibile notare dal confronto tra le due versioni de Lo sposalizio della Vergine.
Entrambe le opere sono realizzati con olio su tavola arcuata nella parte superiore. In primo piano i due artisti collocano i personaggi, al centro gli sposi col sacerdote, dal lato dello sposo gli uomini e da quello della sposa le donne. Ma Perugino colloca gli uomini a sinistra, mentre Raffaello li colloca a destra. Sullo sfondo è un tempio su scalinata. Tuttavia, mentre il Perugino lo crea ottagonale, con pronao ogni due lati, Raffaello dipinge un tempio a sedici lati, più vicino alla forma circolare, e quindi più armonico, circondato da un portico che conferisce maggior ariosità all'edificio. Inoltre la scalinata del tempio di Raffaello è più alta e dà maggior slancio alla costruzione. È probabile che Raffaello si fosse ispirato al Tempietto di San Pietro in Montorio che Bramante progettava in quegli anni. In entrambi i dipinti la prospettiva è data da un pavimento a scacchiera, meno decisa nel dipinto del Perugino, più marcata in quello di Raffaello. In quest'ultimo le linee prospettiche coincidono con gli spigoli della scalinata e dunque, sebbene parallele, sembrano snodarsi a raggiera, creando una sensazione di circolarità, in tema con la scelta del tempio a sedici lati. Un'ultima differenza fra le due opere la collocazione del punto di vista, posto all'altezza degli occhi dei RAPTMELID SANZIO personaggi nel dipinto del Perugino, leggermente rialzato "ID SPOSALIZIO DELLA VERGINE" [150-) in quello di Raffaello: soluzione quest'ultima più moderna ed efficace. 11