Epiteli Ghiandolari: struttura, funzione e ormoni

Documento di Università su Epiteli Ghiandolari. Il Pdf esplora le ghiandole epiteliali, unicellulari e pluricellulari, con focus su cellule mucipare, adenoipofisi, neuroipofisi e tiroide, per la materia Biologia.

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Le epiteliali allora, le epiteliali abbiamo fatto diversi investimenti che sono quelli che ripristinano le superfici,
ma abbiamo visto che ci sono anche le epiteliali che si specializzano nel produrre le sostanze, produrle e
riversarle all’esterno della cellula e quindi produrre il secreto. Si fa subito una distinzione ai due grandi
prodotti che sono le ghiandole esocrine e le ghiandole endocrine.!
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Le ghiandole esocrine sono le ghiandole che riversano il prodotto di secrezione su una superficie di
rivestimento, quindi su un’epiteliale di rivestimento. Poi trovate diversi… le ghiandole endocrine riversano il
prodotto di secrezione su delle cavità che comunicano o che hanno contatto con l’esterno. Cioè quando voi
dite che la ghiandola esocrina riversa il prodotto di secrezione su una superficie di rivestimento, è già
sufficiente. Mentre le ghiandole endocrine non riversano il prodotto di secrezione su una superficie di
rivestimento, ma nella circolazione sanguigna o linfatica. In realtà lo riversano subito nel connettivo e poi da
lì queste sostanze entrano subito nella circolazione sanguigna o linfatica. Capire la differenza. Le ghiandole
esocrine riversano il prodotto di secrezione su una superficie di rivestimento, quindi il prodotto di
secrezione deve essere abbastanza potente, perché deve stratificarsi sulla superficie di rivestimento e
svolgere la sua funzione. Le ghiandole endocrine invece riversano il prodotto di secrezione, che di solito si
chiama ormone, nella circolazione sanguigna che raggiunge le cellule target. Cosa vuol dire le cellule
target? Le cellule che possiedono i recettori per l’ormone. Quindi di ormone ne basta poco anche se si
distribuisce nella circolazione sanguigna, perché va a colpire proprio la cellula che lo riconosce. Mentre il
secreto che vi ha interessato sulle ghiandole di rivestimento è un po’ per tutte le cellule, quindi deve essere
in maggiore quantità. Quindi ci sono delle differenze subito che si vedono molto evidenti. Per capire poi
bene come si differenziano queste ghiandole, vediamo come si formano.!
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Intanto le ghiandole di rivestimento si formano tra le ghiandole di rivestimento, e le cellule ghiandolari
derivano dalle cellule di rivestimento. Quindi se andiamo nel livello di rivestimento, con il suo connettivo
sottostante, a un certo punto, secondo i vari stimoli specifici per i ghiandolari, la cellula di rivestimento si
può trasformare in cellula ghiandolare. Cioè cambia la sua produzione di proteine, cambia la sua modalità
di funzionamento e diventa una cellula secernente. Queste sono ghiandole unicellulari. Però la maggior
parte delle ghiandole sono pluricellulari. Quindi la cellula, prima di differenziarsi, si divide. Si divide e può
dividersi poche volte, e quindi formare delle piccole ghiandole che si trovano intercalate nell’epitelio di
rivestimento. Scusate, non parlo fino all’ora che vorrei. Quindi ci sono queste ghiandole, queste ghiandole
piccole, si chiamano ghiandole intraepiteliali. Quindi sono ghiandole che rimangono nell’epitelio di
rivestimento, sono poche nel loro numero. Si trovano, per esempio, nelle vie genitali maschili,
nell’epididimo, però sono molto poco rappresentate. La maggior parte delle ghiandole sono ghiandole
pluricellulari, ma sono talmente grandi che fuoriescono dall’epitelio di rivestimento. Infatti, cosa succede?
Succede che quando si deve formare un tessuto, e questo poi lo vedremo quando si farà la biologia,
succede che a un certo punto le cellule cominciano a moltiplicarsi e a formare delle masse, delle masse che
poi si ingrandiscono e formano nel caso delle ghiandole dei cordoni. Vedete qua. Quando le cellule
rimangono tra l’epitelio di rivestimento, sono ghiandole pluricellulari o pluricellulari intraepiteliali. Brava, sei
buona. La maggior parte delle ghiandole sono pluricellulari più grandi, quindi cominciano a formare dei
cordoni che non ci stanno più nell’epitelio di rivestimento e si approfondano nel connettivo sottostante.
Quindi questi cordoni si approfondano nel connettivo sottostante e avranno due destini diversi a seconda
che si formi una ghiandola esocrina o una ghiandola endocrina. Quando si forma la ghiandola esocrina, il
cordone rimane collegato all’epitelio di rivestimento, come vedete, e comincia a differenziarsi in una parte
secernente che si chiama adenomero e in una parte non secernente che comunque collega l’adenomero
alla superficie di rivestimento e che è chiamata condotto escretore. Questa è la ghiandola esocrina.
Ricordiamo bene che la ghiandola esocrina è la ghiandola che riversa il prodotto di secrezione sulla
superficie di rivestimento. Quindi, anche se è una ghiandola grande, comunque è collegata alla superficie di
rivestimento, per cui il prodotto di secrezione verrà rilasciato sempre in zone vicine alla posizione dove si
trova la ghiandola.!
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Le ghiandole endocrine invece si formano a partire da un cordone iniziale che, a un certo punto, però,
perde il contatto con la superficie di rivestimento. E anzi, le cellule che si stanno differenziando in cellule
ghiandolari cominciano a produrre il fattore di crescita endoteliale. E quindi, producendo questo fattore,
viene stimolata in questa zona la produzione di vasi sanguigni. Quindi queste cellule che si sono staccate
dalla superficie di rivestimento vengono circondate da plessi di vasi sanguigni. Quindi il prodotto di
secrezione, gli ormoni, verranno riversati nei vasi sanguigni e in questo caso potranno andare ad esercitare
la loro funzione anche in cellule molto lontane da dove si trovano le cellule ghiandolari. Stamani parleremo
delle ghiandole esocrine, e anche “eso” quindi porta a “eso” vuol dire esterno, fuori, quindi sulla superficie
di rivestimento. Invece “endo”, endo quindi nel connettivo. Partiamo dalle ghiandole unicellulari. Le
ghiandole unicellulari nel loro nome si chiamano anche ghiandole mucipare o caliciformi. Si chiamano
mucipare perché producono muco e si chiamano caliciformi perché, quando sono ripiene di vescicole e di
secreto delimitato da membrana e viene una mucina che si accumula nella parte apicale del citoplasma,
queste cellule assumono una forma rigonfia nella parte apicale, quindi assumono questa forma a calice.
Quindi si chiamano caliciformi proprio per la forma che assumono quando sono piene di queste vescicole.
Sono cellule cilindriche, infatti si trovano intercalate tra le cellule cilindriche dell’epitelio di rivestimento.
Quindi troviamo gli epiteli cilindrici di rivestimento.!
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Scusate un secondo. Quindi si chiamano caliciformi per la loro forma e si trovano quindi intercalate tra le
cellule degli epiteli di rivestimento cilindrici, che possono essere cilindrico semplice, cilindrico semplice
pseudostratificato o cilindrico composto. Queste cellule sono cellule cilindriche, infatti hanno un nucleo
allungato e producono mucina che è costituita da glicosaminoglicani, acidi e neutri, e da glicoproteine.
Quindi la mucina è una sostanza costituita da proteine, glucidi e zuccheri, perché è formata da
glicosaminoglicani e da glicoproteine. La mucina viene immagazzinata in vescicole rivestite di membrana
che si accumulano nella parte apicale della cellula. Quando questa cellula deve riversare la mucina sulla
superficie di rivestimento, perché la cellula è una ghiandola esocrina quindi il muco dovrà essere riversato
sulla superficie di rivestimento, diventa muco perché la mucina si interagisce con l’acqua e diventa muco,
quindi diventa una sostanza molto viscosa che ha varie funzioni.!
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Le funzioni del muco quali sono? Funzione lubrificante e protettiva, per esempio quella che svolge a livello
della parete intestinale, funzione lubrificante e protettiva, ha anche una funzione di difesa dalle infezioni
perché imprigiona le particelle patogene e poi le può eliminare all’esterno. Stabilizza la pellicola lacrimale
nella congiuntiva, ci sono anche delle cellule a livello dell’occhio che producono muco. Proprio per la
qualità del muco possiamo vedere queste cellule al microscopio ottico, colorate in modo diverso: se non si
sta attenti ai metodi di fissazione, i classici metodi con la formalina e ematossilina-eosina lo riducono, lo
digeriscono il muco, quindi io dov’era il muco non vedo nulla, quindi queste cellule bianche, vedete che
hanno questa forma allargata a calice, sono cellule mucipare, che contenevano il muco ma che con i
comuni fissativi si è sciolto e quindi non si colora con l’ematossilina-eosina.!
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Se però io voglio colorarlo il muco, per esempio congelo il tessuto e allora posso trattenere il muco e lo
posso colorare, e le sostanze di cui è costituito mi si potranno colorare con il PAS, perché ha glicoproteine,
e anche con la metacromasia, perché contiene glicosaminoglicani acidi. I glicosaminoglicani acidi sono
molecole lunghissime e non ramificate e quindi danno origine al fenomeno della metacromasia, cioè il
colorante colora il muco, ma non colora le altre strutture. E al tempo stesso hanno tutte queste vescicole,
queste membrane che si accumulano nella parte apicale della cellula, queste mucine, queste sono tutte le
vescicole. Quando la cellula decide di rilasciare il muco, lo produce — si dice — “a fiotto”, cioè tutto
insieme esce, perché le vescicole si uniscono alla membrana plasmatica, e quindi una volta che se ne
svuota una, si svuotano tutte, e si dice che l’esocitosi avviene “a fiotto”. Una volta che la cellula mucosa ha
esocitato “a fiotto”, non si riconosce più rispetto alle altre cellule dell’epitelio di rivestimento, perché non ha
più questa forma a calice e non c’è più il muco. Quindi quando io vado a colorare e guardo l’epitelio di
rivestimento, la riconoscerò quando si riformano nuovamente le vescicole che contengono il muco.!
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Ok, quindi le cellule, il tipo cellulare che abbiamo nominato finora sono le cellule mucipare. Quindi tutte le

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Anteprima

Epiteli Ghiandolari: Introduzione

Le epiteliali allora, le epiteliali abbiamo fatto diversi investimenti che sono quelli che ripristinano le superfici, ma abbiamo visto che ci sono anche le epiteliali che si specializzano nel produrre le sostanze, produrle e riversarle all'esterno della cellula e quindi produrre il secreto. Si fa subito una distinzione ai due grandi prodotti che sono le ghiandole esocrine e le ghiandole endocrine.

Le ghiandole esocrine sono le ghiandole che riversano il prodotto di secrezione su una superficie di rivestimento, quindi su un'epiteliale di rivestimento. Poi trovate diversi ... le ghiandole endocrine riversano il prodotto di secrezione su delle cavità che comunicano o che hanno contatto con l'esterno. Cioè quando voi dite che la ghiandola esocrina riversa il prodotto di secrezione su una superficie di rivestimento, è già sufficiente. Mentre le ghiandole endocrine non riversano il prodotto di secrezione su una superficie di rivestimento, ma nella circolazione sanguigna o linfatica. In realtà lo riversano subito nel connettivo e poi da lì queste sostanze entrano subito nella circolazione sanguigna o linfatica. Capire la differenza. Le ghiandole esocrine riversano il prodotto di secrezione su una superficie di rivestimento, quindi il prodotto di secrezione deve essere abbastanza potente, perché deve stratificarsi sulla superficie di rivestimento e svolgere la sua funzione. Le ghiandole endocrine invece riversano il prodotto di secrezione, che di solito si chiama ormone, nella circolazione sanguigna che raggiunge le cellule target. Cosa vuol dire le cellule target? Le cellule che possiedono i recettori per l'ormone. Quindi di ormone ne basta poco anche se si distribuisce nella circolazione sanguigna, perché va a colpire proprio la cellula che lo riconosce. Mentre il secreto che vi ha interessato sulle ghiandole di rivestimento è un po' per tutte le cellule, quindi deve essere in maggiore quantità. Quindi ci sono delle differenze subito che si vedono molto evidenti. Per capire poi bene come si differenziano queste ghiandole, vediamo come si formano.

Formazione delle Ghiandole

Intanto le ghiandole di rivestimento si formano tra le ghiandole di rivestimento, e le cellule ghiandolari derivano dalle cellule di rivestimento. Quindi se andiamo nel livello di rivestimento, con il suo connettivo sottostante, a un certo punto, secondo i vari stimoli specifici per i ghiandolari, la cellula di rivestimento si può trasformare in cellula ghiandolare. Cioè cambia la sua produzione di proteine, cambia la sua modalità di funzionamento e diventa una cellula secernente. Queste sono ghiandole unicellulari. Però la maggior parte delle ghiandole sono pluricellulari. Quindi la cellula, prima di differenziarsi, si divide. Si divide e può dividersi poche volte, e quindi formare delle piccole ghiandole che si trovano intercalate nell'epitelio di rivestimento. Scusate, non parlo fino all'ora che vorrei. Quindi ci sono queste ghiandole, queste ghiandole piccole, si chiamano ghiandole intraepiteliali. Quindi sono ghiandole che rimangono nell'epitelio di rivestimento, sono poche nel loro numero. Si trovano, per esempio, nelle vie genitali maschili, nell'epididimo, però sono molto poco rappresentate. La maggior parte delle ghiandole sono ghiandole pluricellulari, ma sono talmente grandi che fuoriescono dall'epitelio di rivestimento. Infatti, cosa succede? Succede che quando si deve formare un tessuto, e questo poi lo vedremo quando si farà la biologia, succede che a un certo punto le cellule cominciano a moltiplicarsi e a formare delle masse, delle masse che poi si ingrandiscono e formano nel caso delle ghiandole dei cordoni. Vedete qua. Quando le cellule rimangono tra l'epitelio di rivestimento, sono ghiandole pluricellulari o pluricellulari intraepiteliali. Brava, sei buona. La maggior parte delle ghiandole sono pluricellulari più grandi, quindi cominciano a formare dei cordoni che non ci stanno più nell'epitelio di rivestimento e si approfondano nel connettivo sottostante. Quindi questi cordoni si approfondano nel connettivo sottostante e avranno due destini diversi a seconda che si formi una ghiandola esocrina o una ghiandola endocrina. Quando si forma la ghiandola esocrina, il cordone rimane collegato all'epitelio di rivestimento, come vedete, e comincia a differenziarsi in una parte secernente che si chiama adenomero e in una parte non secernente che comunque collega l'adenomero alla superficie di rivestimento e che è chiamata condotto escretore. Questa è la ghiandola esocrina. Ricordiamo bene che la ghiandola esocrina è la ghiandola che riversa il prodotto di secrezione sulla superficie di rivestimento. Quindi, anche se è una ghiandola grande, comunque è collegata alla superficie dirivestimento, per cui il prodotto di secrezione verrà rilasciato sempre in zone vicine alla posizione dove si trova la ghiandola.

Ghiandole Endocrine: Caratteristiche

Le ghiandole endocrine invece si formano a partire da un cordone iniziale che, a un certo punto, però, perde il contatto con la superficie di rivestimento. E anzi, le cellule che si stanno differenziando in cellule ghiandolari cominciano a produrre il fattore di crescita endoteliale. E quindi, producendo questo fattore, viene stimolata in questa zona la produzione di vasi sanguigni. Quindi queste cellule che si sono staccate dalla superficie di rivestimento vengono circondate da plessi di vasi sanguigni. Quindi il prodotto di secrezione, gli ormoni, verranno riversati nei vasi sanguigni e in questo caso potranno andare ad esercitare la loro funzione anche in cellule molto lontane da dove si trovano le cellule ghiandolari. Stamani parleremo delle ghiandole esocrine, e anche "eso" quindi porta a "eso" vuol dire esterno, fuori, quindi sulla superficie di rivestimento. Invece "endo", endo quindi nel connettivo. Partiamo dalle ghiandole unicellulari. Le ghiandole unicellulari nel loro nome si chiamano anche ghiandole mucipare o caliciformi. Si chiamano mucipare perché producono muco e si chiamano caliciformi perché, quando sono ripiene di vescicole e di secreto delimitato da membrana e viene una mucina che si accumula nella parte apicale del citoplasma, queste cellule assumono una forma rigonfia nella parte apicale, quindi assumono questa forma a calice. Quindi si chiamano caliciformi proprio per la forma che assumono quando sono piene di queste vescicole. Sono cellule cilindriche, infatti si trovano intercalate tra le cellule cilindriche dell'epitelio di rivestimento. Quindi troviamo gli epiteli cilindrici di rivestimento.

Cellule Caliciformi e Muco

Scusate un secondo. Quindi si chiamano caliciformi per la loro forma e si trovano quindi intercalate tra le cellule degli epiteli di rivestimento cilindrici, che possono essere cilindrico semplice, cilindrico semplice pseudostratificato o cilindrico composto. Queste cellule sono cellule cilindriche, infatti hanno un nucleo allungato e producono mucina che è costituita da glicosaminoglicani, acidi e neutri, e da glicoproteine. Quindi la mucina è una sostanza costituita da proteine, glucidi e zuccheri, perché è formata da glicosaminoglicani e da glicoproteine. La mucina viene immagazzinata in vescicole rivestite di membrana che si accumulano nella parte apicale della cellula. Quando questa cellula deve riversare la mucina sulla superficie di rivestimento, perché la cellula è una ghiandola esocrina quindi il muco dovrà essere riversato sulla superficie di rivestimento, diventa muco perché la mucina si interagisce con l'acqua e diventa muco, quindi diventa una sostanza molto viscosa che ha varie funzioni.

Funzioni del Muco

Le funzioni del muco quali sono? Funzione lubrificante e protettiva, per esempio quella che svolge a livello della parete intestinale, funzione lubrificante e protettiva, ha anche una funzione di difesa dalle infezioni perché imprigiona le particelle patogene e poi le può eliminare all'esterno. Stabilizza la pellicola lacrimale nella congiuntiva, ci sono anche delle cellule a livello dell'occhio che producono muco. Proprio per la qualità del muco possiamo vedere queste cellule al microscopio ottico, colorate in modo diverso: se non si sta attenti ai metodi di fissazione, i classici metodi con la formalina e ematossilina-eosina lo riducono, lo digeriscono il muco, quindi io dov'era il muco non vedo nulla, quindi queste cellule bianche, vedete che hanno questa forma allargata a calice, sono cellule mucipare, che contenevano il muco ma che con i comuni fissativi si è sciolto e quindi non si colora con l'ematossilina-eosina.

Colorazione del Muco

Se però io voglio colorarlo il muco, per esempio congelo il tessuto e allora posso trattenere il muco e lo posso colorare, e le sostanze di cui è costituito mi si potranno colorare con il PAS, perché ha glicoproteine, e anche con la metacromasia, perché contiene glicosaminoglicani acidi. I glicosaminoglicani acidi sono molecole lunghissime e non ramificate e quindi danno origine al fenomeno della metacromasia, cioè il colorante colora il muco, ma non colora le altre strutture. E al tempo stesso hanno tutte queste vescicole, queste membrane che si accumulano nella parte apicale della cellula, queste mucine, queste sono tutte le vescicole. Quando la cellula decide di rilasciare il muco, lo produce - si dice - "a fiotto", cioè tutto insieme esce, perché le vescicole si uniscono alla membrana plasmatica, e quindi una volta che se ne svuota una, si svuotano tutte, e si dice che l'esocitosi avviene "a fiotto". Una volta che la cellula mucosa ha esocitato "a fiotto", non si riconosce più rispetto alle altre cellule dell'epitelio di rivestimento, perché non ha più questa forma a calice e non c'è più il muco. Quindi quando io vado a colorare e guardo l'epitelio di rivestimento, la riconoscerò quando si riformano nuovamente le vescicole che contengono il muco.

Cellule Mucipare e Mucoidi

Ok, quindi le cellule, il tipo cellulare che abbiamo nominato finora sono le cellule mucipare. Quindi tutte levolte che noi, a livello del tessuto, vediamo che c'è uno strato di muco, pensiamo soprattutto alle cellule caliciformi. Altre cellule che producono muco le abbiamo comunque a livello dello stomaco, nella tonaca gastrica. Le cellule che si trovano a livello della tonaca gastrica - infatti vedete, questa è la mucosa epiteliale di rivestimento dello stomaco - e qui vedete tutte cellule bianche, vuol dire che sono tutte cellule che producono muco. E queste cellule, per distinguerle da quelle che abbiamo visto prima, dalle caliciformi, le chiamiamo ... che sono diverse ... le chiamiamo cellule mucoidi. La differenza di queste cellule è, innanzitutto, che non sono intercalate tra le cellule dell'epitelio di rivestimento che non secernono, ma sono tutte loro a formare un epitelio di rivestimento. Quindi sono cellule ghiandolari che formano anche l'epitelio di rivestimento, perché sono tutte bianche, Perché il muco vi si è sciolto e quindi non si colora, oppure si è congelato il tessuto e si colora con il PAS, dove sono tutte le mucine. Quindi sono tutte le piene di mucina. Non hanno una forma a calice, non hanno una forma a calice per due motivi: uno è perché non producono il muco a fiotto, ma lo producono continuamente, quindi la cellula non accumula nella parte apicale tante vescicole perché le svuota continuamente man mano che le produce. E in più, sono tutte cellule che producono vescicole di mucina, quindi anche se una di queste cellule l'accumula e la accumula intorno alla parte apicale, non possono, come succede con le altre cellule, fare forza sulle cellule vicine che sono vuote - che non sono proprio vuote, ma non sono ripiene di vescicole - quindi le cellule vicine in questo caso possono lasciare dilatare la cellula, non ci sono pressioni laterali che si generano nella parte apicale. Le altre, queste altre cellule, non possono: anche se si gonfiano nella parte apicale, anche se creassero delle forze nella parte laterale, queste non vengono permesse perché la cellula adiacente fa la stessa cosa, è piena di vescicole anche quella adiacente. Quindi non abbiamo l'allargamento delle singole cellule.

Differenze tra Cellule Mucipare e Mucoidi

Un'altra differenza con le cellule mucipare è il tipo di muco. Le mucine sono costituite da glicoproteine e anche da glicosaminoglicani, ma non ci sono quelli acidi, e si può capire perché. Perché ci troviamo a livello dello stomaco, quindi a livello dello stomaco il muco che viene riversato sulla superficie dell'epitelio ha la funzione di proteggere dall'acidità dello stomaco. Le ghiandole gastriche producono i succhi gastrici, che sono acidi, e quindi il muco che sta sulla superficie ha la funzione di proteggere le cellule epiteliali che sono sottostanti dall'azione tossica ed erosiva dell'acido. E quindi il muco sulla superficie è neutro. Quindi non tanto il fenomeno della metacromasia se noi utilizziamo coloranti che si usano per la metacromasia Per esempio il blu di toluidina è uno di questi coloranti. Se io coloro queste cellule, mi rimangono blu, non mi diventano viola, e qui c'è la differenza. Le differenze che io ho detto tra cellule mucipare e cellule mucoidi.

Ghiandole Intraparietali ed Extraparietali

Quindi, vediamo: le ghiandole intraparietali sono le ghiandole che abbiamo detto che di solito escono dall'epitelio perché sono grandi, ce ne sono poche, piccoline, escono dall'epitelio, però possono anche rimanere nella parete dell'organo, dato che derivano dall'epitelio. Possono rimanere anche nella parete, perché se vanno nel connettivo - quindi nella lamina propria, nella sottomucosa - possono rimanere ancora, se non sono molto grandi, nella parete dell'organo il cui epitelio di rivestimento ha dato luogo a queste ghiandole. Quindi, quando rimangono nella parete dell'organo, si chiamano ghiandole intraparietali, che sono per esempio le ghiandole salivari minori.

Vediamo adesso invece le ghiandole extraparietali. Quando abbiamo le ghiandole più grandi, allora non riescono a rimanere nella parete dell'organo, saranno collegate sempre alla superficie del rivestimento tramite un condotto escretore, però la maggior parte della ghiandola esce dalla parete dell'organo. E allora si chiamano ghiandole extraparietali o extramurali, che sono per esempio le ghiandole salivari maggiori - parotide, sottomandibolare, sottolinguale - più grandi.

Classificazione delle Ghiandole Esocrine Pluricellulari

In qualsiasi caso, le ghiandole esocrine le possiamo classificare tenendo conto di questi criteri. E quindi dobbiamo andare a studiare: una ghiandola esocrina pluricellulare ha una parte secernente, che si chiama adenomero, e una parte che collega l'adenomero alla superficie di rivestimento, che si chiama condotto escretore. Quindi la classificazione delle ghiandole esocrine pluricellulari si fa andando a guardare: che forma ha l'adenomero, che forma ha il condotto escretore, come viene secreto il prodotto di secrezione da parte delle cellule dell'adenomero - perché vedremo che ci sono varie modalità di secrezione - e la natura chimica del secreto.

Già con una gran nota: la classificazione la possiamo fare guardando queste due caratteristiche: la forma dell'adenomero. La forma dell'adenomero può essere tubulare Qual è la forma più vicina? Guardiamo

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