Documento sull'età romana e il Medioevo, che esplora le trasformazioni storiche, economiche, demografiche e sociali. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Storia, approfondisce temi come la cittadinanza romana, la schiavitù, le riforme di Diocleziano, la diffusione del Cristianesimo e l'evoluzione dei comuni cittadini italiani.
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Fra età romana e medioevo (1 lezione) Il Medioevo si divide convenzionalmente fra Alto medioevo e Basso Medioevo e l'alto medioevo è il periodo più antico. Si discute dal V e il VI sec. d.c. e quasi il 1000. E' un periodo da un punto di vista economico e demografico di depressione, è un periodo di crisi. Se noi prendiamo gli indicatori fondamentali di una società e di una economia, quelli dell'alto medioevo possono dirsi sostanzialmente negativi: la popolazione diminuisce sia nelle città che nelle campagne almeno nell'Europa continentale (non così drasticamente nell'oriente mediterraneo e nell'impero arabo), le città sono meno popolate, perdono funzioni sociali, culturali, sono in crisi le tradizionali scuole cittadine che nell'impero romano erano importanti, ci sono spazi verdi all'interno delle città che erano delle aree abbandonate e degradate, vengono abbandonate quelle strutture che avevano fatto il benessere della città romana (fognature, acquedotti) e le città diventano più malsane ed anche nelle campagne ci sono dei processi analoghi (fenomeni di spopolamento, territori abbandonati, diminuisce resa delle terre).
Una data da ricordare è quella del 212: in cui Caracalla stabilisce che tutti coloro che abitano all'interno dell'impero romano sono cittadini romani e questo serve anche per capire che noi concepiamo la cittadinanza come un diritto e non come un privilegio, però la cittadinanza non è automatica ed a maggior ragione quando si studia il passato si deve pensare che la cittadinanza era concepita come status di appartenenza. La cittadinanza romana era un privilegio estremamente complesso nella sua articolazione e distribuzione: c'erano i cittadini di Roma, poi c'erano persone che avevano cittadinanza romana nelle varie città dell'Impero per il fatto che a quella singola città era stato concesso il privilegio della cittadinanza romana, poi c'erano gli individui singoli che erano cittadini di Roma anche se abitavano ad es. in Siria e quindi era un groviglio di diverse condizioni e comunque non aveva carattere universale.
Si deve anche pensare che essere "liberi" nel mondo romano e ancora nell'alto medioevo era una condizione particolare perchè c'erano i liberi ma c'erano anche le persone giuridicamente schiave (forme di schiavitù continuano in Italia fino al XIII sec. ossia fino al 1200) e quindi c'erano persone che da un punto di vista giuridico non avevano diritto a muoversi liberamente, a sposarsi liberamente, a lasciare in eredità a chi volevano il loro patrimonio e questa non è una cosa che viene mutata dal Cristianesimo perchè il Cristianesimo del I secolo non contesta l'esistenza della schiavitù.
Un altro Imperatore importante è Diocleziano, ha governato alla fine del III sec. ed è uno degli imperatori che prende atto che l'impero ha delle difficoltà economiche e sociali e cerca di introdurre del le misure. Egli interviene a tutto campo, dalla successione imperiale, ai prezzi, al lavoro, all'amministrazione. La strategia di reazione a quella che viene definita come una situazione di instabilità è un forte irrigidimento, cioè un forte intervento dello Stato nella vita sociale ed economica (cosa che prima non accadeva). Diocleziano, innanzitutto, promuove l'atmosfera "sacrale" che circonda l'imperatore che interviene anche sui prezzi (imponendo il cosidetto "calmiere" ossia il prezzo massimo a cui si può vendere un prodotto. Inoltre egli vincola i figli a fare il lavoro del padre, quindi sono tutti provvedimenti per bloccare la società e l'economia. Naturalmente, una macchina dello Stato che diventa più ampia diventa anche più costosa e quindi bisogna intervenire sul piano delle tasse (già l'esercito costava tantissimo) perchè erano necessari i soldi e questo va ad irrigidire ulteriormente la società Diocleziano viene anche ricordato per la riforma della Tetrarchia che ha avuto indirettamente una influenza significativa, cioè: l'impero romano non aveva una legge di successione e tutte le volte avvenivano conflitti da parte dell'esercito, fra esercito e senato, fra diversi pretendenti. La tetrarchia consiste nella divisione dell'impero in due metà, una parte occidentale e una parte orientale, e nell'affiancare ai due imperatori un "secondo" che sarà poi il suo successore. Questa idea di Diocleziano dura poco perchè si accentuano i motivi conflittuali ma una conseguenza grossa c'è ed è che si precisano due grandi parti dell'Impero romano.Le trasformazioni del mondo tardo antico. Le pratiche, i mutamenti della religiosità con la diffusione del cristianesimo, le identità delle popolazioni barbariche (lezione 2)
Si parla della cultura e degli habitus della vita che hanno rappresentato effettivamente delle discontinuità, anche per esempio nel modo di mangiare si incrociano delle abitudini alimentari diverse: i romani avevano una alimentazione più vegetariana che valorizzava di più i legumi, i cereali, mentre le popolazioni barbariche porteranno una valorizzazione della carne e del formaggio. Inoltre ci sono dei cambiamenti anche nel modo di vestire: nel medioevo si passa dall'abbigliamento (almeno maschile) che avvolgeva il corpo all'abbigliamento aderente,cucito, con le maniche e i pantaloni (questo però avviene soprattutto alla fine del Medioevo). La lettura e la scrittura in età antica: gli scritti erano su un rotolo, cioè una lunga striscia di papiro in cui le parole erano una attaccata all'altra. Queste sono delle trasformazioni del modo di vita che suggeriscono come in questo periodo non sono solo intervenuti quei fattori di involuzione legati alla crisi della città, dei suoi monumenti, ma sono intervenuti anche dei cambiamenti che segnalano un avvicendamento di civiltà.
Diffusione del cristianesimo: sul piano culturale, spirituale, potremmo dire che fra l'età antica e i secoli centrali del medioevo, in Europa e nel mediterraneo c'è una trasformazione profondissima perchè si passa da religioni politeiste, da credenze di tipo magico, che scompariranno nel giro di pochi secoli, e si affermeranno le tre religioni principali: il cristianesimo, l'ebraismo e l'islam. L'ebraismo sarà sempre praticato in numeri limitati, da comunità sparse e poi ci sono due grandi spazi, il cristiano e l'islamico. Queste antiche credenze non sono del tutto abbandonate ma sopravvivono in modo trasformato o in modo sotterraneo. Per quanto riguarda il Cristianesimo si situa cronologicamente in un periodo che corrisponde agli ultimi secoli dell'impero romano. Ci sono diversi momenti: le persecuzioni, soprattutto al tempo di Diocleziano (300) perchè il cristianesimo interferiva con i programmi dell'imperatore di costituire un culto imperiale che lo esaltasse come una divinità (i cristiani si rifiutavano di pregare l'imperatore come un dio, di fare i sacrifici agli dei) e quindi in una visione molto accentratrice come quella di Diocleziano, una manifestazione di questo tipo poteva sembrare disobbedienza. Il cristianesimo inizia la sua storia nel primo secolo e si diffonde più nell'aria orientale che in quella occidentale e più nelle città che nelle campagne, sono ancora piccole comunità non molto coordinate fra di loro e l'atteggiamento delle autorità romane non è di intenzionale sistematica persecuzione, però proprio perchè i cristiani si sottraevano ai riti pagani su cui si fondava l'identità della città erano circondati dalla diffidenza e periodicamente si hanno forme di persecuzione. Per gli ebrei è una cosa un po' diversa che ha suscitato anche delle domande, ad es. perchè il cristianesimo è stato perseguitato mentre i romani non hanno perseguitato l'ebraismo? Probabilmente perchè le comunità ebraiche erano un po' più appartate mentre i cristiani erano presenti nell'esercito, nell'amministrazione e quindi avere questi soldati che non sacrificavano all'imperatore o che non partecipavano all'invocazione del favore degli dei era una minaccia maggiore. Da questa situazione di persecuzione che dura fino al 300 poi si esce molto rapidamente e c'è un primo provvedimento che risale all'imperatore Costantino nel 313 (chiamato editto di Milano) considerato un provvedimento di tolleranza, secondo cui i cristiani potevano praticare il loro culto, nessuno deve impedirglielo. In seguito, nel 380, Teodosio impone il culto cristiano. Questo cambiamento è una premessa fondamentale per capire il medioevo europeo, non c'era libertà religiosa a parte le ristrette comunità ebraiche che continuano ad attenersi alla loro tradizione ma che comunque dopo l'editto di Teodosio subiscono forti limitazioni (non possono costruire nuove sinagoghe, non possono fare opera di conversione); per tutti gli altri non c'è un problema di espressione di una propria interiorità come scelta religiosa (ad es. a Milano nel XII sec. si dava per scontato che erano tutti cristiani).
La figura del Papa: cambia fra l'alto e il basso medioevo perchè nell'alto medioevo il papa non è una figura così preminente all'interno del cristianesimo.
Ortodossia: cioè il giusto modo di essere cristiani e di condividere determinati principi anche di dottrina, il contrario di ortodossia è eresia cioè quando si riconosce che una persona è un cristiano ma viene accusato da un'autorità di deviare dagli orientamenti dell'autorità ecclesiastica.
Il Vescovo: è il capo della comunità cittadina, ci sono i vescovi di città molto importanti che hanno particolare personalità e carisma (Vescovo di Ravenna, Vescovo di Milano). Il vescovo è il capo di tutti i preti ed in questo periodo viene eletto con il favore di tutta la comunità e non ci sono regole precise per la sua elezione. Il vescovo è una figura importante non solo dal punto di vista religioso ma assume anche compiti civili, si occupa di certi aspetti del benessere della città, della distribuzione degli aiuti per i poveri. L'autorità dei vescovi può essere collegata alla questione dell'ortodossia, cioè, chi decide cosa è giusto credere? Nei primi secoli quando il cristianesimo si era diffuso con molte comunità anche abbastanza sparpagliate, alcune legate all'ebraismo ed alcune separate, alcuni gruppi più vicini alla tradizione romana, non tutti la pensavano allo stesso modo anche su cose importanti e c'erano molte animate discussioni e divisioni che necessitavano di una soluzione. In questo contesto la figura del vescovo è fondamentale, ma non la figura del singolo vescovo bensì di tanti vescovi riuniti, si creano quindi i concili (i concili stabiliscono che alcune credenze sono erronee ecc,). Uno dei concili più importanti è quello di Nicea del 325: in cui si discusse dell'arianesimo (Ario era il sacerdote che la sosteneva). L'arianesimo sosteneva che la persona del figlio è una divinità minore rispetto alla persona del padre e questa tesi viene contrastata dal concilio di Nicea, lasciando prefigurare che il concilio ha anche una matrice politica in quanto era presente Costantino che era contrario al fatto che i soli vescovi potessero definire un problema di questo tipo. Quindi fra potere politico e potere religioso si stipula un nuovo patto, una forma di alleanza. Il cristianesimo che viene accettato dai barbari quando si convertono è proprio il cristianesimo ariano.
BARBARI: per definizione i barbari erano tutte quelle popolazioni che non erano né greche né romane, cioè barbaro vuol dire "che fa fatica ad articolare il linguaggio" e quindi è un modo di guardare con superiorità all'altro. IDENTITA': sono le caratteristiche di un popolo che si può, per l'appunto, identificare senza dubbio, di cui non cambiano la lingua, le tradizioni. RAPPORTO BARBARI-ROMANI= è una relazione e non è un'opposizione assoluta o di esclusività. I barbari e i romani avevano relazioni economiche, di commercio, di scambio; oppure avevano relazioni nell'ambito dell'esercito e quindi si stabilirono delle forme di accordo. I barbari che accettavano degli accordi erano chiamati federati. I federati ricevevano dall'impero romano un territorio di confine in cui si insediavano, avevano nel loro diritto parte delle terre e in cambio offrivano all'impero romano la difesa del territorio. ETNOGENESI: (pg.37) in questa parola c'è un richiamo all'etnia ma anche all'idea di processo.