La Seconda Rivoluzione Industriale e la Belle Epoque: trasformazioni sociali

Documento sulla Seconda Rivoluzione Industriale e la Belle Epoque. Il Pdf esplora le trasformazioni sociali, economiche e politiche del periodo, con una cronologia degli eventi chiave e una tabella comparativa delle rivoluzioni industriali, utile per lo studio della Storia nella scuola superiore.

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23 pagine

La seconda Rivoluzione
Industriale e la Belle Époque
Fine Ottocento - primi Novecento, gli anni del cambiamento

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Anteprima

La Seconda Rivoluzione Industriale e la Belle Epoque

La seconda Rivoluzione Industriale e la Belle Epoque 1859 Charles Darwin pubblica L'origine delle specie 1873-1895 GRANDE DEPRESSIONE 1889 Seconda Internazionale 1845 1850 1855 1860 1865 1870 1875 1880 1885 1890 1895 1900

  • 1845 Thomas Cook apre la prima agenzia di viaggi
  • 1871 Antonio Meucci inventa il telefono 1876 Scioglimento della Prima Internazionale
  • 1890 Prima legge antitrust negli Stati Uniti (Sherman Act) 1899 Viene brevettata l'aspirina

Fine Ottocento - Primi Novecento: Anni del Cambiamento

Fine Ottocento - primi Novecento, gli anni del cambiamentoPrima Rivoluzione Industriale Seconda rivoluzione industriale Terza rivoluzione industriale

Periodi e Caratteristiche delle Rivoluzioni Industriali

Periodo Fine settecento - 1870 1870 - 1945 1945 - giorni nostri

Scienza e Tecnica nelle Rivoluzioni Industriali

Scienza e Tecnica Prevale la tecnica e l'intuizione geniale: molto inventori sono privi di istruzione. La novità più importante è la macchina a vapore Tutte le scoperte e le invenzioni sono frutto di ricerche scientifiche, legate sia al singolo che al collettivo. Tra le novità più importanti : lampadina, automobile, aeroplano, cinema, radio, telefono, penicillina. La scienza diventa un lavoro collettivo. Le innovazioni nascono da un lavoro di equipe. Le novità: il computer, internet, energia atomica, astronautica, telecomunicazioni, robot, cellulari

Fonti di Energia

Le fonti di energia Carbone Petrolio Atomo e fonti energetiche alternative

Dimensioni Aziendali

Dimensioni aziendali Settore tessile e minerario. Aziende di piccole dimensioni, concorrenza spietata. Organizzazione industriale estesa a tutti i settori (chimico, meccanico), si formano monopoli e oligopoli Monopoli e oligopoli si affermano su scala mondiale: globalizzazione delle multinazionali (aziende che operano in più paesi)

Modo di Produrre

Modo di produrre Tradizionale. Fabbrica è luogo di produzione Fabbrica, luogo in cui si trovano le macchine per lavorare, diventa essa stessa una macchina. La catena di montaggio è simbolo del nuovo modo di produrre Catena di montaggio superato dalla produzione snella, un modo di produrre giapponese che coniuga i vantaggi della produzione artigianale con quelli della catena di montaggio

Economia

Economia Industria principale settore economico Industria affiancata dal Terziario Terziario principale settore economico

Società

Società Affermazione città industriale Nasce la società di massa Società di massa diventa «villaggio globale»

Simboli

Simboli Macchina a vapore e treno Automobile e supermercato Computer e telecomunicazioni

Trasformazione dell'Industria tra Crisi e Crescita

La trasformazione dell'industria tra crisi e crescita Gli ultimi tre decenni dell'Ottocento furono caratterizzati da una notevole instabilità economica, ma anche da enormi trasformazioni produttive, socio-politiche e culturali. Nonostante le turbolenze del sistema capitalistico, infatti, il processo di modernizzazione delle società evolute conobbe in questo periodo un'accelerazione tale da spingere molti storici a parlare di una nuova rivoluzione industriale: la seconda dopo quella iniziata nella Gran Bretagna di fine Settecento. Prima di analizzarne gli elementi essenziali è necessario soffermarsi su quella che fu la prima fase recessiva sperimentata dal capitalismo: fra il 1873 e il 1895 la crescita economica dei paesi più industrializzati conobbe tre battute d'arresto piuttosto ravvicinate, la cui origine va rintracciata nella convergenza di vari fattori.

  1. Uno era la forte esportazione di cereali dal Nord e dal Sud America e dall'Australia verso il Vecchio Continente, che fra gli anni Settanta e gli anni Novanta fece crollare il prezzo del frumento europeo del 30%: se da una parte questo avvantaggiò i consumatori, dall'altra contribuì ad abbattere il reddito di contadini e proprietari terrieri, che all'epoca rappresentavano in molti paesi, fra cui l'Italia, la componente preponderante della forza lavoro.
  2. Un altro fattore critico fu rappresentato dalla sovrapproduzione industriale: dalle fabbriche dei paesi più avanzati uscivano ormai più prodotti di quanti il mercato ne potesse assorbire, dato che i lavoratori dei campi e quelli delle fabbriche spesso dovevano impiegare quasi tutto il denaro che guadagnavano per le spese essenziali. Eccesso di produzione e insufficiente domanda causarono un generale ribasso dei prezzi: vendendo di meno, molte imprese licenziarono parte della propria manodopera che si ritrovò disoccupata, o furono costrette a chiudere i battenti. Inoltre, spesso chi aveva denaro da parte preferiva investire nei titoli di Stato piuttosto che nelle rischiose azioni delle industrie: in alcuni momenti si verifico una vera corsa alla vendita e i mercati finanziari subirono forti oscillazioni.

· I contemporanei guardarono a questa congiuntura con preoccupazione e la chiamarono Grande depressione. Ebbe tuttavia un carattere discontinuo, alternando fasi di stagnazione o recessione ad altre di ripresa, e produsse i suoi effetti in modo diverso nei vari paesi e nei differenti settori produttivi.

· Essa mostrò però ai paesi (e agli imprenditori) che si erano avviati sulla strada della modernizzazione con slancio, ma con qualche ingenuità, che anche l'economia capitalistica è ciclica e che, in sostanza, le industrie non crescono sempre in modo graduale, né possono farlo all'infinito; si sviluppano fino a raggiungere l'apice del proprio successo e poi declinano, a meno che non vengano introdotte trasformazioni radicali nella produzione.

· La reazione alla crisi spazzò via le politiche di libero scambio e collaborazione che per circa un ventennio avevano caratterizzato i rapporti fra gli Stati: con la significativa eccezione della Gran Bretagna, molti paesi optarono infatti per un ritorno al protezionismo, che fu più marcato nel settore agricolo, ma interesso anche quello industriale.

. Tuttavia, i sistemi industriali reagirono anche in un'altra maniera, ovvero attraverso una profonda ristrutturazione produttiva e organizzativa, che preparò il terreno per una nuova epoca di rapide trasformazioni tecnologiche e sociali.

· Questo processo di ristrutturazione ebbe diverse componenti: l'innovazione tecnologica, applicata a svariati settori produttivi (non più prevalentemente a quello tessile e a quello dei trasporti, come era avvenuto in precedenza); l'introduzione di nuove fonti di energia; i cambiamenti nelle forme di organizzazione delle aziende e nel loro assetto proprietario.

· Tutto ciò ebbe come conseguenza l'affermazione di un modello di produzione e di consumo di massa che trasformò in modo radicale la vita quotidiana di buona parte della popolazione mondiale, e in particolare di chi viveva nei paesi più avanzati, sia nelle città sia nelle campagne. Per descrivere complessivamente questi cambiamenti e sottolineare il loro carattere di novità, gran parte degli storici utilizzano l'espressione Seconda rivoluzione industriale.

Legame tra Scienza, Tecnologia e Produzione

Legame tra scienza, tecnologia e produzione

· Uno degli aspetti più caratterizzanti della Seconda rivoluzione industriale fu il nuovo rapporto fra scienza e tecnologia, da un lato, e fra tecnologia e produzione dall'altro. Mentre alla fine del Settecento le novità erano scaturite dalle intuizioni di singoli individui (operai, imprenditori o inventori) geniali, ma spesso privi di un'istruzione superiore, in un sistema più evoluto le scoperte e le innovazioni tecnologiche potevano solo essere il frutto di ricerche scientifiche che avevano una chiara dimensione collettiva.

· Dalla seconda metà dell'Ottocento le scuole superiori e i politecnici dei paesi più avanzati iniziarono a preparare esperti in meccanica, fisica, chimica e matematica: figure altamente specializzate e dotate delle competenze che servivano alle industrie. Il fatto che proprio in quel periodo tanti inventori brillanti abbiano fondato grandi imprese che ancora oggi, in molti casi, esistono e portano il loro nome (Edison, Bayer, Siemens, Solvay, Dunlop, Bell) illustra bene la continuità che proprio in quel periodo venne a crearsi fra scienza e industria.

· L'ondata di rinnovamento tecnologico interessò praticamente tutti i settori produttivi. Tuttavia, gli sviluppi più interessanti si ebbero in ambiti industriali all'epoca ancora relativamente giovani: il settore chimico, legato all'estrazione del petrolio, quello metallurgico, trainato dalla produzione dell'acciaio, e quello elettromeccanico.

L'Industrializzazione Pervasiva: la Chimica

· L'industrializzazione pervasiva: la chimica: Gli avanzamenti nella chimica ebbero ricadute su una grande varietà di produzioni. Modificarono i processi di fabbricazione della carta e del vetro e permisero di ottenere nuovi coloranti artificiali e detersivi, concimi e potenti esplosivi (basti pensare alla dinamite, brevettata nel 1875 dallo svedese Alfred Nobel), gomme sintetiche con cui realizzare gli pneumatici per veicoli innovativi come le biciclette e le automobili o con cui rivestire i cavi telegrafici che, posati sul fondo dell'Atlantico, permisero di collegare l'America all'Europa. Contemporaneamente, grazie all'isolamento di sostanze già presenti nelle piante o addirittura nel corpo umano, e alla sintesi di nuovi composti, furono sviluppati molti farmaci - dagli anestetici usati durante le operazioni chirurgiche all'aspirina (brevettata nel 1899) -, la cui introduzione costituì un passo avanti fondamentale nella storia della medicina. Nel campo della ricerca medica, proprio in quegli anni fu inoltre possibile identificare gli agenti patogeni responsabili di malattie come la peste, il colera, la tubercolosi. La chimica, infine, rivoluzionò anche l'industria alimentare: furono messi a punto nuovi metodi per sterilizzare, conservare, confezionare e refrigerare i cibi. La diffusione di alimenti in scatola o in polvere, che potevano essere conservati a lungo e trasportati a grande distanza dai luoghi in cui erano stati prodotti, contribuì ad allontanare definitivamente - almeno nei paesi dell'Occidente industrializzato - l'incubo delle carestie.

Metallurgia e Industria Mineraria

· La metallurgia e l'industria mineraria La chimica trovò un'applicazione pratica anche nei procedimenti metallurgici: permise, ad esempio, di ricavare da una roccia sedimentaria molto comune come la bauxite grandi quantità di alluminio, un metallo che fino ad allora era stato raro e prezioso, e che pot invece essere impiegato su larga scala al posto del ferro. Ancora più importante fu la messa a punto di nuove tecniche che resero più economica ed efficiente la fabbricazione dell'acciaio, una lega particolarmente resistente di ferro e carbonio che trovò applicazione nei campi più diversi (da quello dei trasporti a quello delle costruzioni), e fu senza dubbio uno dei materiali simbolo della Seconda rivoluzione industriale. L'acciaio permise anche di costruire nuovi macchinari destinati all'impiego industriale: ad esempio, quelli per l'estrazione del petrolio, che progressivamente si affianco al carbone come combustibile. I derivati del petrolio furono impiegati come lubrificanti, per il riscaldamento e l'illuminazione, ma anche e soprattutto per alimentare nuovi motori - prima a combustione interna, poi a scoppio - che nell'arco di pochi anni avrebbero sostituito le tradizionali macchine a vapore, e furono applicati inoltre a mezzi di trasporto innovativi come le automobili.

Energia e Apparecchiature Elettriche

. L'energia e le apparecchiature elettriche Ma l'elemento forse più dirompente fu l'introduzione massiccia dell'energia elettrica. A rigore di termini, l'elettricità non è un'energia vera e propria, ma una forma di distribuzione dell'energia prodotta da altre fonti primarie, come il vapore generato dalla combustione o l'acqua in movimento (o, al giorno d'oggi, la forza del vento, la luce solare e così via). I primi apparecchi elettrici - come la pila, inventata dall'italiano Alessandro Volta - erano stati sviluppati già nella seconda metà del Settecento. Tuttavia, fu soltanto fra gli anni Trenta e Sessanta dell'Ottocento che i grandi fisici britannici Michael Faraday e James C. Maxwell dimostrarono scientificamente l'esistenza di un rapporto fra l'elettricità e il magnetismo, scoperta che permise di trasformare l'elettricità in un flusso costante, trasferibile, controllabile. Fu così inventato il motore elettrico, che in svariati impieghi industriali si dimostrò superiore alla macchina a vapore, soprattutto quando si riuscì a produrre la corrente continua mediante la cosiddetta dinamo. Il motore elettrico trovò ben presto impiego nel settore del trasporto pubblico cittadino, grazie all'introduzione dei tram, che presero il posto delle carrozze trainate dai cavalli. La vita quotidiana mutò ancora più profondamente per effetto di un'altra applicazione dell'elettricità, che soppiantò l'illuminazione a gas o a petrolio, nelle strade e nelle case. Questa straordinaria invenzione non solo rese più sfumato il confine fra il giorno e la notte, ma ridusse l'impatto dell'avvicendamento delle stagioni sulla vita sociale, soprattutto a quelle latitudini dove d'estate e d'inverno i giorni erano particolarmente corti e le notti particolarmente lunghe. Tutto diventò più facile: uscire di casa, incontrarsi nei luoghi pubblici, divertirsi. Di lì a poco, nei decenni conclusivi dell'Ottocento, la vita sarebbe stata ulteriormente semplificata da nuove applicazioni dell'energia elettrica. Fra queste ricordiamo il telefono, inventato nel 1871 da Antonio Meucci, ma brevettato pochi anni dopo negli Stati Uniti dallo scozzese Alexander Graham Bell; il grammofono, ideato nel 1876 da Thomas Edison (a cui si deve anche la lampadina a filamento incandescente, del 1879); il telegrafo senza fili, antenato della radio, sviluppato indipendentemente da molti inventori, ma brevettato da Guglielmo Marconi nel 1896; il cinematografo, presentato nel 1895 dai fratelli francesi Louis e Auguste Lumière.

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