
• Conquista della Grecia nel 146 a.C. e caduta di Corinto: segnò la definitiva sottomissione
della Grecia da parte di Roma e il contatto diretto con la terra che aveva dato vita all'arte
classica e all'ellenismo.
L'approccio pratico e sobrio dei Romani
• I Romani erano abituati a un’indole dura e sobria, forgiata da secoli di guerre e conquiste (a
partire dalla conquista del Lazio e dell'Italia, fino ad arrivare a territori più lontani come
l'Inghilterra e il Danubio).
• Le discussioni artistiche e filosofiche, centrali per i Greci, erano considerate per i Romani
attività frivole e inutili. L'arte, in questo contesto, non era vista come un mezzo per la
riflessione astratta, ma come qualcosa che doveva servire a celebrare la vittoria e il potere.
I bottini di guerra e il loro impatto sull'arte a Roma
• Bottini di guerra e trionfi pubblici: dopo ogni conquista, le ricchezze e le opere d'arte dei
popoli vinti venivano portate a Roma come bottino di guerra. Questi tesori venivano esibiti in
trionfi pubblici, attraversando l'Urbe in cortei che celebravano la vittoria.
• I templi e i luoghi pubblici come "musei all'aperto": le opere d'arte venivano esposte nei
templi o in altri luoghi pubblici, diventando simboli della potenza di Roma.
• Bassa qualità dei primi oggetti romani: durante la Repubblica, i Romani tendevano a
utilizzare materiali più poveri per i propri oggetti d'uso quotidiano, come vasellame in
terracotta e oggetti di argento. L'arte non era vista come un simbolo di lusso ma come qualcosa
di funzionale e sobrio.
Il fenomeno del collezionismo romano
• Con la crescente concentrazione di tesori e opere d'arte a Roma, nasce tra le classi dirigenti
romane il fenomeno del collezionismo eclettico. Le case dei patrizi e dei cavalieri,
specialmente nei loro atrii e giardini, si riempirono di oggetti d'arte provenienti da diverse
epoche e culture.
• Collezionismo di opere greche: le opere d'arte greche erano particolarmente ricercate e
ammirate. Oggetti unici, rari o creati da celebri maestri greci venivano considerati simboli di
prestigio e potere per i Romani.
• Eclettismo nelle collezioni: le dimore patrizie romane divennero veri e propri musei privati,
esibendo opere di diverse epoche, stili e materiali. Oggetti greci e altre produzioni artistiche
venivano mescolati, creando una varietà di stili che riflettevano il potere e la ricchezza della
classe dirigente.
La produzione di copie d'arte
• Per soddisfare la domanda di opere d'arte da esibire nelle dimore patrizie, si intensificò la
produzione di copie delle opere greche. Questo portò a una proliferazione di repliche di statue
e altre opere, che venivano riprodotte per essere collocate nelle case private e nei giardini
romani.
Eclettico:
• Origine: derivato dal greco "eklektids", che significa "atto di scegliere".
• Significato: indica la capacità di armonizzare elementi diversi.
Arte e Mos Maiorum
Mos Maiorum:
• Rappresenta l'importanza delle tradizioni e dei culti degli antenati per i Romani. Questa
connessione portò a una certa reticenza nell'abbracciare apertamente l'arte, specialmente
quella greca.
Disagio nei confronti dell'arte:
• I Romani mostravano una sensibilità per l'arte greca, ma tendevano a dissimularla in pubblico.
Questo comportamento era spesso mascherato da una finta noncuranza.
• Cicerone, una figura di spicco della fine dell'età repubblicana, rappresenta bene questo
contrasto. Pur essendo un raffinato collezionista e conoscitore di arte, si sentiva in dovere di