I Romani e l'arte: influenze greche, collezionismo e ritrattistica ufficiale

Documento di Università su I Romani e l'arte. Il Pdf esplora il rapporto dei Romani con l'arte, analizzando materiali, stili e oggetti specifici come la Cista Ficoroni, con un focus sulle influenze greche e il collezionismo, utile per studenti universitari di Arte.

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51 pagine

I Romani e l'arte
Rapporto con l'arte:
I Romani avevano un rapporto complesso con l'arte, privilegiavano la praticità rispetto alle
questioni astratte.
La loro cultura si sviluppò in un contesto di guerre, portando a una visione pragmatica delle
questioni artistiche e filosofiche, ritenute superflue.
Materiali e stile:
Gli oggetti d'uso dell'età repubblicana erano spesso realizzati con materiali poveri. Il lusso
non era ben visto; il vasellame era per lo più in terracotta e l’argenteria era semplice e usata
solo in occasioni speciali.
La produzione artistica romana iniziò a definirsi solo nell’età imperiale (I secolo d.C.), con
oggetti d'arte di qualità superiore, spesso importati o creati da artisti formatisi all'estero.
Oggetti d’arte
Cista:
Definizione: dal latino "cista" (cesta), è un recipiente cilindrico, generalmente realizzato in
rame o bronzo, ma anche in argento, legno o cuoio.
Funzione: utilizzata nei misteri dionisiaci per conservare oggetti rituali lontano dagli sguardi
dei profani; nel quotidiano, serviva per contenere oggetti di toletta femminile.
Cista Ficoroni:
Scoperta: ritrovata nel 1738 a Preneste (attuale Palestrina) da Francesco de' Ficoroni.
Caratteristiche: è un cofanetto cilindrico in rame risalente al IV secolo a.C., destinato a
contenere gli oggetti personali di una giovane sposa. Sul coperchio è incisa una dedica in
latino arcaico, la prima menzione di Roma in un manufatto artistico.
Iconografia: presenta una figura di Dioniso abbracciato a due satiri, simbolo di vita
coniugale; l’episodio cesellato sulla fascia centrale ha dettagli muscolari accentuati da delicate
linee di contorno.
Il rapporto dei Romani con l'arte fu segnato da una certa difficoltà e complessità. Sebbene non
disprezzassero del tutto l'arte, essa non occupava il posto centrale che aveva invece nella cultura
greca. I Romani erano più interessati agli aspetti concreti e pratici della vita, come la politica,
l'organizzazione, e l'efficienza militare, piuttosto che alla riflessione estetica e filosofica che
caratterizzava la Grecia.
Conquiste e incontri con la Grecia
Conquista della Magna Grecia (III secolo a.C.): il contatto con l'arte greca iniziò con le
conquiste romane nel sud Italia.
Conquista di Siracusa (212 a.C.) durante la Seconda Guerra Punica: un momento
importante in cui i Romani entrarono in stretto contatto con la cultura greca.
Conquista della Grecia nel 146 a.C. e caduta di Corinto: segnò la definitiva sottomissione
della Grecia da parte di Roma e il contatto diretto con la terra che aveva dato vita all'arte
classica e all'ellenismo.
L'approccio pratico e sobrio dei Romani
I Romani erano abituati a un’indole dura e sobria, forgiata da secoli di guerre e conquiste (a
partire dalla conquista del Lazio e dell'Italia, fino ad arrivare a territori più lontani come
l'Inghilterra e il Danubio).
Le discussioni artistiche e filosofiche, centrali per i Greci, erano considerate per i Romani
attività frivole e inutili. L'arte, in questo contesto, non era vista come un mezzo per la
riflessione astratta, ma come qualcosa che doveva servire a celebrare la vittoria e il potere.
I bottini di guerra e il loro impatto sull'arte a Roma
Bottini di guerra e trionfi pubblici: dopo ogni conquista, le ricchezze e le opere d'arte dei
popoli vinti venivano portate a Roma come bottino di guerra. Questi tesori venivano esibiti in
trionfi pubblici, attraversando l'Urbe in cortei che celebravano la vittoria.
I templi e i luoghi pubblici come "musei all'aperto": le opere d'arte venivano esposte nei
templi o in altri luoghi pubblici, diventando simboli della potenza di Roma.
Bassa qualità dei primi oggetti romani: durante la Repubblica, i Romani tendevano a
utilizzare materiali più poveri per i propri oggetti d'uso quotidiano, come vasellame in
terracotta e oggetti di argento. L'arte non era vista come un simbolo di lusso ma come qualcosa
di funzionale e sobrio.
Il fenomeno del collezionismo romano
Con la crescente concentrazione di tesori e opere d'arte a Roma, nasce tra le classi dirigenti
romane il fenomeno del collezionismo eclettico. Le case dei patrizi e dei cavalieri,
specialmente nei loro atrii e giardini, si riempirono di oggetti d'arte provenienti da diverse
epoche e culture.
Collezionismo di opere greche: le opere d'arte greche erano particolarmente ricercate e
ammirate. Oggetti unici, rari o creati da celebri maestri greci venivano considerati simboli di
prestigio e potere per i Romani.
Eclettismo nelle collezioni: le dimore patrizie romane divennero veri e propri musei privati,
esibendo opere di diverse epoche, stili e materiali. Oggetti greci e altre produzioni artistiche
venivano mescolati, creando una varietà di stili che riflettevano il potere e la ricchezza della
classe dirigente.
La produzione di copie d'arte
Per soddisfare la domanda di opere d'arte da esibire nelle dimore patrizie, si intensificò la
produzione di copie delle opere greche. Questo portò a una proliferazione di repliche di statue
e altre opere, che venivano riprodotte per essere collocate nelle case private e nei giardini
romani.
Eclettico:
Origine: derivato dal greco "eklektids", che significa "atto di scegliere".
Significato: indica la capacità di armonizzare elementi diversi.
Arte e Mos Maiorum
Mos Maiorum:
Rappresenta l'importanza delle tradizioni e dei culti degli antenati per i Romani. Questa
connessione portò a una certa reticenza nell'abbracciare apertamente l'arte, specialmente
quella greca.
Disagio nei confronti dell'arte:
I Romani mostravano una sensibilità per l'arte greca, ma tendevano a dissimularla in pubblico.
Questo comportamento era spesso mascherato da una finta noncuranza.
Cicerone, una figura di spicco della fine dell'età repubblicana, rappresenta bene questo
contrasto. Pur essendo un raffinato collezionista e conoscitore di arte, si sentiva in dovere di

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I Romani e l'arte

I Romani e l'arte

Rapporto con l'arte

  • I Romani avevano un rapporto complesso con l'arte, privilegiavano la praticità rispetto alle questioni astratte.
  • La loro cultura si sviluppò in un contesto di guerre, portando a una visione pragmatica delle questioni artistiche e filosofiche, ritenute superflue.

Materiali e stile

  • Gli oggetti d'uso dell'età repubblicana erano spesso realizzati con materiali poveri. Il lusso non era ben visto; il vasellame era per lo più in terracotta e l'argenteria era semplice e usata solo in occasioni speciali.
  • La produzione artistica romana iniziò a definirsi solo nell'età imperiale (I secolo d.C.), con oggetti d'arte di qualità superiore, spesso importati o creati da artisti formatisi all'estero.

Oggetti d'arte

Cista

  • Definizione: dal latino "cista" (cesta), è un recipiente cilindrico, generalmente realizzato in rame o bronzo, ma anche in argento, legno o cuoio.
  • Funzione: utilizzata nei misteri dionisiaci per conservare oggetti rituali lontano dagli sguardi dei profani; nel quotidiano, serviva per contenere oggetti di toletta femminile.

Cista Ficoroni

  • Scoperta: ritrovata nel 1738 a Preneste (attuale Palestrina) da Francesco de' Ficoroni.
  • Caratteristiche: è un cofanetto cilindrico in rame risalente al IV secolo a.C., destinato a contenere gli oggetti personali di una giovane sposa. Sul coperchio è incisa una dedica in latino arcaico, la prima menzione di Roma in un manufatto artistico.
  • Iconografia: presenta una figura di Dioniso abbracciato a due satiri, simbolo di vita coniugale; l'episodio cesellato sulla fascia centrale ha dettagli muscolari accentuati da delicate linee di contorno.

Il rapporto dei Romani con l'arte fu segnato da una certa difficoltà e complessità. Sebbene non disprezzassero del tutto l'arte, essa non occupava il posto centrale che aveva invece nella cultura greca. I Romani erano più interessati agli aspetti concreti e pratici della vita, come la politica, l'organizzazione, e l'efficienza militare, piuttosto che alla riflessione estetica e filosofica che caratterizzava la Grecia.

Conquiste e incontri con la Grecia

  • Conquista della Magna Grecia (III secolo a.C.): il contatto con l'arte greca iniziò con le conquiste romane nel sud Italia.
  • Conquista di Siracusa (212 a.C.) durante la Seconda Guerra Punica: un momento importante in cui i Romani entrarono in stretto contatto con la cultura greca.
  • Conquista della Grecia nel 146 a.C. e caduta di Corinto: segnò la definitiva sottomissione della Grecia da parte di Roma e il contatto diretto con la terra che aveva dato vita all'arte classica e all'ellenismo.

L'approccio pratico e sobrio dei Romani

  • I Romani erano abituati a un'indole dura e sobria, forgiata da secoli di guerre e conquiste (a partire dalla conquista del Lazio e dell'Italia, fino ad arrivare a territori più lontani come l'Inghilterra e il Danubio).
  • Le discussioni artistiche e filosofiche, centrali per i Greci, erano considerate per i Romani attività frivole e inutili. L'arte, in questo contesto, non era vista come un mezzo per la riflessione astratta, ma come qualcosa che doveva servire a celebrare la vittoria e il potere.

I bottini di guerra e il loro impatto sull'arte a Roma

  • Bottini di guerra e trionfi pubblici: dopo ogni conquista, le ricchezze e le opere d'arte dei popoli vinti venivano portate a Roma come bottino di guerra. Questi tesori venivano esibiti in trionfi pubblici, attraversando l'Urbe in cortei che celebravano la vittoria.
  • I templi e i luoghi pubblici come "musei all'aperto": le opere d'arte venivano esposte nei templi o in altri luoghi pubblici, diventando simboli della potenza di Roma.
  • Bassa qualità dei primi oggetti romani: durante la Repubblica, i Romani tendevano a utilizzare materiali più poveri per i propri oggetti d'uso quotidiano, come vasellame in terracotta e oggetti di argento. L'arte non era vista come un simbolo di lusso ma come qualcosa di funzionale e sobrio.

Il fenomeno del collezionismo romano

  • Con la crescente concentrazione di tesori e opere d'arte a Roma, nasce tra le classi dirigenti romane il fenomeno del collezionismo eclettico. Le case dei patrizi e dei cavalieri, specialmente nei loro atrii e giardini, si riempirono di oggetti d'arte provenienti da diverse epoche e culture.
  • Collezionismo di opere greche: le opere d'arte greche erano particolarmente ricercate e ammirate. Oggetti unici, rari o creati da celebri maestri greci venivano considerati simboli di prestigio e potere per i Romani.
  • Eclettismo nelle collezioni: le dimore patrizie romane divennero veri e propri musei privati, esibendo opere di diverse epoche, stili e materiali. Oggetti greci e altre produzioni artistiche venivano mescolati, creando una varietà di stili che riflettevano il potere e la ricchezza della classe dirigente.

La produzione di copie d'arte

  • Per soddisfare la domanda di opere d'arte da esibire nelle dimore patrizie, si intensificò la produzione di copie delle opere greche. Questo portò a una proliferazione di repliche di statue e altre opere, che venivano riprodotte per essere collocate nelle case private e nei giardini romani.

Eclettico

  • Origine: derivato dal greco "eklektids", che significa "atto di scegliere".
  • Significato: indica la capacità di armonizzare elementi diversi.

Arte e Mos Maiorum

Mos Maiorum

  • Rappresenta l'importanza delle tradizioni e dei culti degli antenati per i Romani. Questa connessione portò a una certa reticenza nell'abbracciare apertamente l'arte, specialmente quella greca.

Disagio nei confronti dell'arte

  • I Romani mostravano una sensibilità per l'arte greca, ma tendevano a dissimularla in pubblico. Questo comportamento era spesso mascherato da una finta noncuranza.
  • Cicerone, una figura di spicco della fine dell'età repubblicana, rappresenta bene questo contrasto. Pur essendo un raffinato collezionista e conoscitore di arte, si sentiva in dovere di giustificare il suo interesse durante il processo contro Gaio Licinio Verre, accusato di furto di opere d'arte in Sicilia. Durante il processo, Cicerone cercava di evitare critiche, utilizzando artifici retorici per nominare artisti come Policleto.

Atteggiamento nei confronti dell'arte

  • Anche nel periodo imperiale, la percezione dell'arte rimaneva ambivalente. Sèneca e Plinio il Vecchio, entrambi del I secolo d.C., descrivevano gli artisti come dispensatori di lusso, senza un vero apprezzamento per l'arte stessa.
  • Nel IV secolo, figure come Prudenzio e Sant'Agostino continuavano a mostrare disprezzo per il paganesimo e le arti figurative, riflettendo un atteggiamento che aveva radici già nel pensiero di Cicerone.

Un'arte anonima. Manifestazioni dell'arte romana

  • L'arte romana si esprimeva principalmente attraverso forme legate alla tradizione:
    • Opere pubbliche: realizzate per l'utilità comune e per il bene dello Stato.
    • Ritratti: servivano a trasmettere realisticamente le fattezze degli antenati.
    • Rilievi e architetture onorarie: celebrazioni di eventi o personalità influenti.

Anonimato degli artisti

  • A causa dell'attenzione rivolta all'interesse dello Stato piuttosto che a quello dei singoli, molti artisti rimasero anonimi. Contrariamente alla Grecia, dove gli edifici erano spesso associati ai loro architetti (es. il Partenone di Fidia), l'arte romana è generalmente ricordata in relazione al console o all'imperatore del tempo.
  • Esempi di opere romane includono l'Acquedotto Claudio, l'Arco di Tito, l'Anfiteatro Flavio (Colosseo), la Basilica di Massenzio e le Terme di Caracalla, spesso identificati con il nome del loro committente anziché con quello dell'artista.

I paramenti murari romani. Tecniche costruttive

  • I Romani utilizzarono una varietà di tecniche murarie, permettendo costruzioni maestose e innovative.
  • L'uso del calcestruzzo rappresentò una svolta significativa, consentendo spazi ampi e coperture complesse.
  1. opus quadratum:
    • Prima tecnica monumentale romana.
    • Comporta l'uso di blocchi di pietra sovrapposti a secco, disposti in filari isodomi (giunture allineate).
  2. calcestruzzo:
    • Composto da ghiaia, pietre e malta.
    • Permette costruzioni con coperture a volta o cupola.
    • Dopo l'evaporazione dell'acqua, si solidifica in un blocco resistente, simile alla pietra.
  3. opus caementicium:
    • Tecnica di costruzione con calcestruzzo.
    • Include murature a sacco (spazio riempito tra due muri).

Tipi di paramenti murari

  1. opus incertum: muro con pietre piccole e forme irregolari;
  2. opus reticulatum: muro con elementi di pietra a forma tronco-piramidale, immersi nel calcestruzzo, creando un disegno a reticolo;
  3. opus vittatum: muratura con blocchetti di pietra parallelepipedi di stessa altezza, disposti in filari orizzontali;
  4. opus testaceum: costruito esclusivamente con mattoni cotti. È il tipo di muratura più comune;
  5. opus latericium: muratura in mattoni crudi;
  6. opus spicatum: pietre o mattoni disposti inclinati, alternando direzioni per creare un disegno decorativo simile a spighe di grano;
  7. opus mixtum: combinazione di diversi materiali (pietre e mattoni) disposti in filari alternati o interclusi.

a Opus incertum b Opus reticulatum c Opus vittatum d Opus spicatum e Opus mixtum.

Rivestimenti e materiali

  • Molti edifici originariamente rivestiti con materiali pregiati, come il marmo (bianco di Carrara), cambiando il volto di Roma.
  • Augusto, ad esempio, cambiò la città da "mattoni a marmo".

Le Fognature

Cloaca massima

  • Descrizione: prima e più importante fognatura di Roma.
  • Funzione: sistema di canali a ciclo aperto che convogliava le acque di scolo dal Foro Romano al Tevere, per circa 600 metri.
  • Origini: tradizionalmente attribuita agli ultimi re, ma realizzata principalmente durante il periodo augusteo (I secolo a.C. - I secolo d.C.).
  • Caratteristiche: l'antico sbocco nel Tevere presenta un arco con triplice ghiera di conci in pietra gabina, esemplare di applicazione dell'arco e della volta.

Le Mura cittadine

Mura Serviane

  • Estensione: circa 11 km di mura che circondavano Roma.
  • Origine: fissata nel VI secolo a.C. sotto il re Servio Tullio, ma la maggior parte dei resti risale alla ricostruzione post-saccheggio da parte dei Galli nel 390 a.C.
  • Costruzione: composta da grandi blocchi di tufo disposti in filari isodomi, preceduta da un fossato.

Mura Aureliane

  • Estensione: circa 19 km, erette tra il 270 e il 275 d.C. dall'imperatore Aureliano.
  • Scopo: proteggere la città dalle invasioni barbariche.

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