Documento di Università sulla narrazione e l'immagine in movimento: il film come prodotto culturale ed economico. Il Pdf esplora il concetto di narrazione e immagine in movimento, focalizzandosi sul film come merce e matrice produttiva, analizzando aspetti economici, finanziamenti e il ruolo dello Stato nel settore cinematografico.
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LA NARRAZIONE: si esprime in seguito all'unione di forme scritte, musica e parole che, a loro volta, sono accompagnate al movimento fisico di chi produce o sente suoni e parole, nelle espressioni del narratore e nella risposta emotiva del suo uditorio. Se si potesse mettere in evidenza una narrazione più vicina all'audiovisivo, cioè alla riunione di testi, immagini e suoni, questa potrebbe essere individuata nella poesia. Le prime saghe nibelungiche e poi quelle romanzate hanno come vera materia principale della poesia il suono. Con l'avvento dei poeti provenzali la poesia diede spazio anche all'occhio, quindi la narrazione si fa visiva perché dipinge nell'immaginario dell'uditore delle immagini.
L'IMMAGINE IN MOVIMENTO: è la forma più avanzata, completa e assoluta di narrazione. La narrazione audiovisiva è la forma più avanzata di narrazione perché ne permette la riproducibilità, quindi una diffusione maggiore oltre i limiti della performing art; più completa perché può comprendere non solo le immagini in movimento ma anche i suoni; più assoluta perché tutte le derivazioni nella rappresentazione delle immagini in movimento (dalla televisione alla virtual reality, ai video game), ne sono una sua derivata. Il Film è l'archetipo da cui si sono evolute le altre forme di rappresentazione audiovisiva. Di immagini in movimento è fatta anche l'attività inconscia dell'uomo. C'è un mondo nell'uomo che si esprime con prevalenza attraverso immagini significanti: si tratta del mondo della memoria e dei sogni. C'è un complesso mondo di immagini che prefigurano come fondamento "strumentale" della comunicazione cinematografica. Come ha scritto Bruner, l'Uomo e la Donna sono narrazione, la quale costruisce la loro identità, la rappresentazione degli altri e degli eventi. Il Cinema, o meglio la pellicola e adesso il supporto digitale, permettono la rappresentazione delle narrazioni e, con le diverse tecnologie, il mantenimento della memoria delle narrazioni stesse.
IL FILM: l'invenzione della stampa a caratteri mobili a metà del 1400 propone il primo medium universale della comunicazione, fino alla fine del XIX secolo. Tra fine Ottocento e inizio Novecento irrompono sulla scena mediale tre sconvolgenti innovazioni tecnologiche: la telefonia, la radio e il Cinema e, a cavallo del Secondo conflitto mondiale, la televisione e, tra xx e XXI secolo, Internet e il Web. Il film è un prodotto che necessita, in ambiente analogico, di un supporto fisico: la pellicola, materiale tecnologico frutto di una ricerca scientifica. Essa ha subito un progressivo sviluppo tecnologico che l'ha vista prima esprimersi solo in bianco e nero, poi a colori e, parallelamente, con un sonoro sincronizzato con le immagini. La colonna sonora è anch'essa il prodotto di una ricerca scientifica che l'ha vista posizionarsi sulla pellicola prima con un sistema ottico, poi magnetico e infine digitale. L'entrata in gioco del digitale ha progressivamente sostituito la pellicola e le sue emulsioni con una serie di Bit. Cosa è un film se non la riunione di tutte le immagini in movimento? Anche la musica e la poesia si schiudono in forme architettoniche con metri, strofe, le cosiddette forme chiuse, il black verse inglese e l'endecasillabo italiano. Le pause o le sottolineature non sono forse la stessa cosa? Da una prospettiva economica, il prodotto filmico è una merce, cioè un bene commerciale che deve essere distribuito e venduto su un mercato. In quanto merce venduta e richiesta, il film presenta sia una domanda da parte del pubblico sia un'offerta da parte di chi produce e distribuisce il prodotto. Ora si tenterà di evidenziare le caratteristiche del mercato cinematografico dal lato della domanda e dal lato dell'offerta.
IL FILM COME MERCE: ci sarà sicuramente capitato di uscire da una sala cinematografica con la sensazione di aver assistito a un film che sfortunatamente si credeva molto meglio. Si era convinti che il film fosse un capolavoro e invece si è usciti con l'idea di aver buttato i propri soldi per un film che non meritava il prezzo del biglietto. Lo stesso vale per una serie televisiva che non ha soddisfatto le nostre aspettative. Queste in economia si definiscono dei beni esperienza, cioè quei beni il cui valore rispetto al prezzo può essere valutato dal consumatore solo dopo il consumo. Esistono, infatti, due grandi categorie di beni economici chiamati secondo la definizione inglese:
Il film è anche un bene relazionale pensato per essere consumato in compagnia nella sala cinematografica, il quale stimola la socializzazione e il confronto tra le persone, attraverso la condivisione delle proprie opinioni. I film favoriscono occasioni per primi appuntamenti, consentono alle famiglie di condividere la domenica pomeriggio in un'esperienza divertente lontana dai problemi quotidiani, sono una delle tante scelte che gli amici fanno il sabato sera per passare il tempo in compagnia. Inoltre, anche se visti in solitudine, i film diventano argomento di discussione in seguito, dal momento che consentono alle persone di condividere un tipo di esperienza comune, vissuta però in un primo momento soltanto separatamente.
IL FILM COME MATRICE: viene inteso come modello produttivo della realizzazione di merci cinematografiche. Infatti, l'organizzazione che sta dietro e permette la realizzazione di fiction e di documentari ricalca quella del prodotto filmico, tant'è vero che le persone coinvolte a ogni livello e a ogni titolo nelle produzioni cinematografiche sono coinvolte senza problemi anche nella produzione di fiction o di altre merci simili. Del resto il cinema è stato, dopo la radio, il primo vero medium di massa che permettesse di vedere immagini in movimento. Se da un punto di vista organizzativo ed estetico - stilistico il cinema può essere considerato come matrice, da una prospettiva narrativa -concettuale rappresenta soltanto uno stadio in quanto spesso, prima del film le società elaborano un concept, sulla base del quale declinano una serie di prodotti, audiovisivi e non. Esso rappresenta l'idea prima e basilare che verrà a essere sviluppata in forme numerose e differenti quanti sono i canali distributivi in cui può essere declinata. Il concept è inteso come una serie di elementi che potrebbero riguardare i personaggi principali, le loro caratteristiche fisiche, l'ambientazione generale, alcuni elementi iconografici di riferimento, come il vestiario o gli oggetti usati, che saranno modellati e declinati secondo i mercati da raggiungere (non si parla solo di sale cinematografiche ma anche mercati televisivi, editoriali, musicali e tutti quelli in cui è possibile articolare il concept in una serie di gadget da vendere singolarmente e in maniera autonoma oppure da associare ad altri beni di consumo, come merendine, snacks, o anche particolari menu di fast food). Non tutti i film sono uguali e non è pensabile adottare le stesse strategie di presentazione e di marketing, come nel caso dei cartoni animati.
CONCEPT: contiene l'idea di una fiction intesa come un'intera stagione seriale; deve contenere: la trama, i personaggi e l'ambientazione.
IL CINEMA: è il complesso industriale, economico e finanziario applicato a un'arte: quella della narrazione attraverso immagini in movimento e replicabili, destinate al mercato, cioè al consumatore finale, attraverso una serie di distributori intermedi. Nell'ambiente digitale, il termine film rimane anche se il prodotto non consiste in un oggetto fisico (la pellicola) ma in un insieme di bit. Questi pacchetti di bit possono essere distribuiti attraverso l'Internet Protocol (IP) e il World Wide Web (WWW o Web). Il Web è uno dei servizi di Internet che permette la ricerca di documenti tramite la Uniform Resource Locator (URL) cioè il suo indirizzo web, attraverso browser e server web, le app su dispositivi mobili ecc .. La distribuzione nelle sale cinematografiche avviene attraverso il Digital Cinema Package (DCP) che è l'equivalente digitale della pellicola per la proiezione dei film. Di più, è un prodotto che richiede l'impegno di risorse ingenti e ad altissimo rischio:
Il Cinema è un'arte che ha bisogno di capitali: senza di essi non c'è film, senza pubblico non c'è redditività. Da qui nasce l'esigenza che l'autore cinematografico medi sé stesso con le coscienze del produttore e di tutti gli altri soggetti della produzione. Che cos'è il regista se non un organizzatore di un processo produttivo cui deve aggiungere una straordinaria sensibilità culturale e una forte capacità di rapportarsi con le professionalità e le emotività dei tecnici e degli attori. Inoltre, deve avere abilità e conoscenze che deve applicare alla fase decisiva della post- produzione.
GLI INIZI DEL CINEMA: il cinema nasce con precise caratteristiche, incredibilmente moderne:
L'AUDIOVISIVO: tra la fine del secolo scorso e l'inizio degli anni 2000, lo scenario tecnologico, industriale, societario, di mercato e delle pratiche di consumo del Cinema e della Televisione, quindi dell'intera industria audiovisiva, sono cambiate radicalmente. Le tecnologie digitali, il Protocollo Internet e la diffusione della banda larga, sconvolgono l'industria audiovisiva in tutte le sue fibre, comprese quelle societarie e del numero e della qualità dei player in gioco e infittiscono la sua rappresentazione. Questo cambiamento viene considerato positivo o negativo secondo le valutazioni degli esperti o dei protagonisti tradizionali della filiera produttiva e distributiva del settore. Ma ora consideriamolo in termini positivi, che possono essere riassunti in due punti: