Documento di Diritto Internazionale. Il Pdf esplora la nozione e le funzioni del diritto internazionale, il concetto di Stato e la risoluzione delle controversie. Il Pdf, utile per studenti universitari di Diritto, analizza i procedimenti non risolutivi e risolutivi, come l'arbitrato, per la soluzione pacifica delle controversie internazionali.
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Nozione di diritto internazionale:
Il diritto internazionale è l'ordinamento giuridico che regola la vita e le relazioni le quali intercorrono nella comunità internazionale (società costituita essenzialmente dagli Stati). Invece, il diritto internazionale privato ha per oggetto i rapporti tra privati che non si esauriscono all'interno di un solo stato, ma, in quest'ottica ha funzione di individuare quale sia la legge statale applicabile.
Il diritto internazionale, rispetto al diritto interno degli Stati, rappresenta caratteri profondamente diversi per quanto riguarda le tre funzioni:
Nell'ordinamento statale queste funzioni sono esercitate dai poteri dello stato, il quale è sovraordinato rispetto ai cittadini, mentre, nel diritto internazionale tali funzioni non possono derivare da un utilizzo superiore ai consociati perché questo non esiste.
La società internazionale nasce in Europa man mano che viene a rompersi l'unità politica e religiosa del mondo medievale, ovvero quando il papà è l'imperatore Iniziano ad assegnare terre e possedimenti ai monarchi, a delegare poteri e a decidere delle controversie.
Mentre prima era prassi che il pontefice giudicasse le controversie, oggigiorno, è possibile che nel diritto internazionale gli stati convengono di sottoporre una loro controversia alla decisione del Pontefice, ma è una decisione che ha origine esclusivamente dalla concorde volontà degli Stati.
La pace di Westfalia è l'atto che sancisce il passaggio dall'unità del mondo medievale alla nascita della Moderna comunità internazionale, l'elemento caratteristico del passaggio alla moderna comunità internazionale è dunque la posizione giuridica degli stati tra di loro, nella quale gli stati sovrani sono posti su un piano di eguaglianza giuridica e gli Stati si riconoscono come uguali tra loro.
La comunità internazionale ha conosciuto diversi tentativi di creare strutture di aggregazione del potere (esempio: Napoleone Bonaparte e Adolf Hitler), nonostante ciò le esperienze e i fenomeni che si sono susseguiti non hanno modificato il dato strutturale di una società di uguali.
Ma, con l'emergere di valori condivisi gli stati un tempo gelosi della propria sovranità sono diventati sempre più disponibili a limitarla dando vita ad organizzazioni internazionali.
Le principali fonti del diritto internazionale sono:
Per quanto concerne l'attuazione del diritto, specie in via coercitiva nei confronti di chi non lo rispetti, vige l'autotutela che è una regola vista l'impossibilità di chiedere l'intervento di una forza pubblica.
I mezzi di regolazione delle controversie tra stati sono:
L'assenza di un'autorità che possa garantire il rispetto nell'ordinamento configurerebbe le relazioni internazionali come governate solo dalla forza.
Ma se il diritto viene inteso come fenomeno sociale, allora, andrebbe riconosciuto che anche la società degli Stati ha un proprio ordinamento giuridico, questo perché, la spontanea osservazione del diritto internazionale e il carattere autonomo delle sue norme deriva dal fatto che queste nascono dal convincimento negli Stati riguardo la loro velocità, il che fa presumere che gli stati abbiano la disponibilità e l'interesse rispettarle.
Anche se vi sono altri soggetti del diritto internazionale oltre agli Stati, solo questi ultimi sono destinatari di norme giuridiche internazionali e titolari di diritti ed obblighi da esse derivanti. Il concetto di Stato è da identificarsi in una comunità territoriale, sottoposta a un'autorità organizzata di governo, nello specifico del diritto internazionale è considerata come il complesso dei pubblici poteri (Stato-apparato).
Per il diritto internazionale anche l'attività di un ente locale è considerata come organo dello stato.
Si deve ad una precisa norma internazionale l'attribuzione allo stato della sola condotta dei suoi pubblici poteri non anche quella dei soggetti privati.
Lo Stato ha una potestà di governo esclusiva, libera ed illimitata sulla propria comunità territoriale, a questa, si accompagna la pretesa all'indisturbato esercizio di tale potestà nei confronti di tutti gli altri stati, i quali, non devono interferire in detto esercizio.
Tale potestà implica anche la libertà dello Stato di darsi la forma di governo che desidera.
Avendo la sovranità una dimensione prettamente territoriale, lo Stato non può esercitare tale potestà in territorio altrui, la sovranità a cui si fa riferimento riguarda il potere coercitivo dello Stato, quello di imporre, anche con la forza, l'attuazione e l'esecuzione materiale della propria volontà.
2Al contrario, dal punto di vista del diritto internazionale, uno stato può legiferare riguardo a situazione, fatti e persone che si trovino al di fuori del proprio territorio, questo poiché, è consentita la c.d. applicazione extraterritoriale della legge, e cioè, l'adozione di leggi riguardanti situazioni esterne al territorio dello Stato, compiuti fuori dal territorio.
Riguardo all'attività propriamente esecutiva dello Stato, circoscritta entro i confini del suo territorio, può ben svolgersi nel territorio di un altro stato purchè ci sia il consenso di quest'ultimo; ove manchi, tale attività è considerata illecita.
Affinché uno Stato possa considerarsi un soggetto di diritto internazionale è necessario che presenti tutti i suoi elementi costitutivi:
Tale organizzazione deve essere:
Questi requisiti potrebbero risolversi in:
Il riconoscimento di uno Stato da parte di altri Stati è un atto unilaterale, con il quale uno Stato dichiara di constatare la nascita o l'esistenza di un altro Stato.
Ciò è solitamente:
3Il riconoscimento è un atto volontario e sul piano politico il suo valore ed importanza ha come fine il rafforzamento e il consolidamento dello Stato che ne è oggetto.
Il riconoscimento costitutivo tra Stati non comporta che questi ultimi possano decidere quali possano o no far parte del diritto internazionale, ma semplicemente decidere uno Stato che non riconosce un altro si astiene dall'avere rapporti con quest'ultimo, ma non può considerarsi giuridicamente inesistente.
Essendo gli Stati degli enti territoriali è evidente l'esigenza di stabilire dei confini per delimitare la rispettiva sfera di sovranità, questi confini coincidono con il limite dove giunge la sua effettiva capacità di governo.
Nella pratica gli Stati provvedono a delimitare i propri territori mediante accordi, ed in questi si può rilevare che le linee di confine stabilite possono essere naturali, artificiali o immaginarie.
Dato che le questioni confinarie sono spesso causa di controversie è interesse generale che sia garantita la loro stabilità, di conseguenza è alquanto frequente, ove gli Stati non riescano a raggiungere un accordo, il ricorso a tribunali arbitrali o alla corne tribunale di giustizia; inoltre gli Stati possono rivolgersi a commissioni tecniche per definire la linea di confine.
La sovranità degli Stati, oltre che sulla terra ferma, si estende anche ad una fascia di mare adiacente alle sue coste chiamato mare territoriale e anche per questo vanno stabiliti dei confini (oggi limite esterno del mare è fissato in una larghezza massima di 12 miglia marine).
Le limitazioni alla sovranità territoriale, sono previste dal diritto consuetudinario e originariamente riguardavano:
Oggi esistono norme internazionali che vietano agli Stati di commettere nei confronti delle persone sottoposte alla propria potestà violazioni dei diritti fondamentali, le norme consuetudinarie che vietano questo, prescrivono obblighi denominati "erga omnes" in base al quale ogni Stato ha nei confronti di tutti gli altri il diritto di esigerne il rispetto.
La Corte internazionale di giustizia ha affermato che "ogni stato ha l'obbligo di non permettere, consapevolmente, che il suo territorio sia usato ad atti contrari ai diritti di un altro Stato". Tale obbligo si specifica nella materia ambientale e nell'uso della forza, in particolare riguardo quest'ultimo, ad ogni stato è vietato consentire che il proprio territorio venga messo a disposizione per commettere un atto di aggressione, ed è altresì tenuto ad astenersi dall'organizzazione, promozione, assistenza o a tollerare attività organizzate nel proprio territorio, al fine di commettere atti di guerra civile o di terrorismo in un altro Stato.
La maggior parte delle limitazioni alla sovranità territoriale riguarda gli Stati stranieri e i suoi componenti; esistono una serie di obblighi riguardanti il trattamento degli stranieri.
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