Documento della Prof.ssa Adinolfi su immunologia, esplorando le funzioni degli anticorpi e la maturazione linfocitaria. Il Pdf, utile per studenti universitari di Biologia, approfondisce la ricombinazione della regione variabile degli anticorpi e la tolleranza centrale.
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La lezione precedente ha chiarito come è fatto un anticorpo; oggi si andrà a vedere come funziona un anticorpo, quali sono le classi di immunoglobuline, come si differenziano e come si genera la diversità anticorpale, ovvero come si formano i domini variabili.
Cominciamo innanzitutto a capire cosa fa un anticorpo e quali sono le funzioni che svolge. Vedremo durante il corso che non tutti gli anticorpi le svolgono tutte, in genere queste sono le funzioni fondamentali:
Alcune funzioni degli anticorpi possono essere mediate anche dal frammento (Fab)2, cioè dal frammento di riconoscimento dell'antigene, ma richiedono anche la presenza della frazione costante, in particolare del frammento cristallizzabile.
La professoressa legge la slide riportata a fianco, in seguito chiede: quando usiamo il frammento (Fab)2 da solo? Alcuni farmaci hanno base anticorpale e, se l'obiettivo è quello di bloccare la proteina bersaglio, ci può bastare il frammento (Fab)2. Il frammento (Fab)2 nella proteina intera, verrà utilizzato come farmaco sfruttando il principio secondo cui molecole più piccole diffondono più facilmente nell'organismo. Una molecola non-self più piccola è anche meno antigenica e
quindi causa una risposta immunitaria minore nei confronti della molecola di partenza.
il frammento (Fab), è in grado di:
Esistono alcuni farmaci che sono costituiti solo dal frammento (Fab)2 dell'anticorpo: uno di questi è Lucentis
Elastic. Il (Fab)2 da solo non può attivare tutte le funzioni di un anticorpo, ma la funzione delle cellule
Però il Fab non è in grado di attivare
infiammatorie del complemento richiede la presenza del frammento cristallizzabile che dipende dalla classe delle immunoglobuline a cui l'anticorpo appartiene. L'internalizzazione e il processamento dell'antigene richiedono la presenza del frammento cristallizzabile. Non solo, questi processi avvengono in maniera diversa a seconda del frammento cristallizzabile, ovvero a seconda della classe delle immunoglobuline a cui appartiene. Esistono varie classi di immunoglobuline.
Un linfocita B maturo, nel momento in cui riconosce l'antigene, comincia a produrre immunoglobuline di tipo IgM. Il termine "Immunoglobuline" sta per globuline /proteine rotondeggianti dell'immunità. Le IgM sono globulari e rotondeggianti e sono chiamate così per il fatto che sono macroglobuline, talmente grandi da poter essere viste anche al microscopio elettronico. Si riporta cosa succede:
Come si può osservare dalla slide riportata:
Riassumendo:
Al primo contatto con un antigene nuovo vengono prodotte le IgM, dopodiché, trascorsi alcuni giorni dalla reazione alla prima infezione, l'organismo comincia a produrre le IgG contro quell'antigene. Alla seconda esposizione all'antigene si verificherà un picco nella produzione di IgM, ma la maggior parte delle immunoglobuline prodotte saranno della classe IgG.
La curva rossa in figura mostra il picco di IgM prodotte alla prima esposizione all'antigene. Dopo un po' di giorni vengono prodotte le IgG, e dopo un'interruzione di circa un anno tra la prima e la seconda esposizione, si ha un piccolo picco sempre di IgM, ma le IgG sono le predominanti.
Il fenomeno appena descritto viene sfruttato nella diagnostica di alcuni virus, ad esempio con il Citomegalovirus (CMV), o con altri virus che stanno nel complesso TORCH, un complesso che si effettua in donne in gravidanza o che stanno pianificando una gravidanza, per sapere se hanno contratto infezioni virali che possono essere pericolose per il feto (es: CMV). Questo virus normalmente non è pericoloso, ma una donna in gravidanza affetta lo può trasmettere al feto, che può subire delle gravi malformazioni e problemi neuronali.
Al contrario di ciò che si potrebbe pensare, per cercare il virus non si fa una PCR, ma si va a verificare la presenza e il titolo anticorpale delle IgM o delle IgG; questo perché l'infezione da CMV nei primi 2 anni di vita è molto frequente; quindi, è normale trovare nel sangue le immunoglobuline contro il virus. Se sono presenti le IgG significa che c'è stata l'esposizione al virus, di conseguenza il nascituro sarà protetto dall'infezione. Si aprono tre possibilità:
A questo punto si aprono due strade:
Ricordiamo i primi test per il Covid-19, chiamati "test immunometrici", basati su questo meccanismo, ovvero sulla verifica di IgM, o di IgG. Nel caso del virus della SARS CoV-2 questi test non funzionavano bene come funzionano per CMV o altri virus, motivo per si è sviluppato il test ELISA (test rapido) che sfrutta un anticorpo contro l'antigene che però sta immobilizzato nel test (non si cerca quindi l'anticorpo in circolo nel paziente).
Le IgM, le prime ad essere prodotte in seguito a immunizzazione, hanno un gruppo CH4, quindi una regione costante un po' più grande rispetto ad altre immunoglobuline. Sono pentameri rigidi, formati da 5 immunoglobuline e potenzialmente hanno 10 siti di legame per l'antigene, ma siccome sono rigide e bloccate al centro dalla catena J, ne riescono a legare solo 5, utilizzando solo una delle due valenze della Ypsilon per monomero anticorpale. È possibile vederle al microscopio elettronico essendo molto grandi.
Si è scoperto che finché l'IgM non incontra l'antigene su una superficie, rimane nella forma pentamerica "schiacciata", più rigida.
Se però l'IgM riconosce l'antigene o più copie di antigeni sulla superficie di un patogeno, allora cambia conformazione passando da una forma rigida planare e schiacciata a una forma a cupola. La conformazione a cupoletta è fondamentale per l'attivazione del sistema del complemento, infatti, le IgM sono le migliori immunoglobuline in grado di attivare il complemento. Quando una IgM cambia conformazione, si lega alla 4