Funzioni degli Stati dell'Io: analisi e teoria energetica in Psicologia

Documento da Mitolilniversitasce sulle Funzioni degli Stati dell'Io. Il Pdf esplora l'analisi funzionale e la teoria energetica degli Stati dell'Io, concetti chiave della psicologia transazionale, distinguendo tra energia legata, slegata e libera, utile per studenti universitari di Psicologia.

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Funzioni degli stati dell’Io
1. ANALISI FUNZIONALE
Nella presente lezione ci si focalizza sul funzionamento degli
Stati dell’Io. Gli Stati dell’Io possono essere considerati da un punto di
vista strutturale oppure da un punto di vista funzionale. Quando uno
Stato dell’Io viene considerato da un punto di vista strutturale, si fa
riferimento al suo contenuto. In questo senso, uno Stato dell’Io può
essere visto come una sorta di sistema di archiviazione di memorie:
nel Bambino sono contenute comportamenti, pensieri, vissuti
riguardanti esperienze infantili (là e allora), nell’Adulto sono
contenuti comportamenti, pensieri, vissuti riguardanti esperienze
recenti (qui ed ora), mentre il Genitore contiene comportamenti,
pensieri, vissuti delle figure genitoriali dell’infanzia, ovvero introietti
delle figure genitoriali. Quando, invece, uno Stato dell’Io viene
considerato dal punto di vista funzionale, non si fa riferimento al suo
contenuto ma al processo, ovvero alle modalità con le quali degli Stati
dell’Io si manifestano nei comportamenti osservati. Per utilizzare in
modo efficace il modello degli Stati dell’Io è molto importante
distinguere il contenuto dalla funzione. Generalmente, il modello
strutturale viene utilizzato per la descrizione dei fenomeni
intrapsichici, ovvero ciò che avviene dentro la persona. Invece, il
modello funzionale viene usato principalmente per spiegare gli aspetti
interpersonali, ovvero quando si parla delle interazioni tra persone.
Chiaramente, funzione e struttura sono collegate: quando osserviamo
una funzione possiamo dedurre una o più strutture alla base di quella
funzione.
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Dal punto di vista funzionale, un
individuo che si trova nello stato dell’Io
Bambino si comporta, pensa e prova
emozioni come faceva nella sua
infanzia. Esistono diversi modi di
funzionare del Bambino. In primo
luogo, Berne scrive di un Bambino che
si manifesta nella sua spontaneità, che
non presta attenzione a limiti o regole
imposte dall’esterno, che è in contatto
con i propri bisogni e volto alla ricerca
di stimoli piacevoli. Denomina questa
prima modalità di funzionamento
“Bambino Libero” (o “Bambino
Naturale). L’energizzazione del Bambino Libero consente alla
persona di mantenere un contatto con i propri bisogni primari, di
essere guidato dall’entusiasmo e dalla curiosità, proprio come fanno i
bambini. Spesso, gli interventi svolti in ottica analitico-transazionale
considerano l’emersione del Bambino Libero come un importante
obiettivo terapeutico.
Tuttavia, esiste anche una seconda forma di funzionamento del
Bambino, che rispecchia comportamenti, pensieri ed emozioni che
richiamano quelli vissuti nell’infanzia per adeguarsi a ciò che i
genitori si aspettavano o richiedevano al bambino. Berne chiama
questa funzione “Bambino Adattato”. Potrebbe accadere che nel corso
della propria infanzia il bambino sia stato scoraggiato nell’espressione
di alcune emozioni oppure nella messa in atto di alcuni
Figura 1. Suddivisione funzionale
degli Stati dell'Io

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Anteprima

Analisi Funzionale degli Stati dell'Io

Nella presente lezione ci si focalizza sul funzionamento degli Stati dell'Io. Gli Stati dell'Io possono essere considerati da un punto di vista strutturale oppure da un punto di vista funzionale. Quando uno Stato dell'Io viene considerato da un punto di vista strutturale, si fa riferimento al suo contenuto. In questo senso, uno Stato dell'Io può essere visto come una sorta di sistema di archiviazione di memorie: nel Bambino sono contenute comportamenti, pensieri, vissuti riguardanti esperienze infantili (là e allora), nell'Adulto sono contenuti comportamenti, pensieri, vissuti riguardanti esperienze recenti (qui ed ora), mentre il Genitore contiene comportamenti, pensieri, vissuti delle figure genitoriali dell'infanzia, ovvero introietti versitas delle figure genitoriali. Quando, invece, uno Stato dell'Io viene considerato dal punto di vista funzionale, non si fa riferimento al suo contenuto ma al processo, ovvero alle modalità con le quali degli Stati dell'Io si manifestano nei comportamenti osservati. Per utilizzare in modo efficace il modello degli Stati dell'Io è molto importante distinguere il contenuto dalla funzione. Generalmente, il modello strutturale viene utilizzato per la descrizione dei fenomeni intrapsichici, ovvero ciò che avviene dentro la persona. Invece, il modello funzionale viene usato principalmente per spiegare gli aspetti interpersonali, ovvero quando si parla delle interazioni tra persone. Chiaramente, funzione e struttura sono collegate: quando osserviamo una funzione possiamo dedurre una o più strutture alla base di quella funzione.G G A B B

Funzionamento del Bambino Libero

Dal punto di vista funzionale, un individuo che si trova nello stato dell'Io Bambino si comporta, pensa e prova emozioni come faceva nella sua infanzia. Esistono diversi modi di funzionare del Bambino. In primo luogo, Berne scrive di un Bambino che si manifesta nella sua spontaneità, che non presta attenzione a limiti o regole imposte dall'esterno, che è in contatto con i propri bisogni e volto alla ricerca di stimoli piacevoli. Denomina questa Figura 1. Suddivisione funzionale prima modalità di funzionamento degli Stati dell'Io “Bambino Libero" (0 "Bambino Naturale"). L'energizzazione del Bambino Libero consente alla persona di mantenere un contatto con i propri bisogni primari, di essere guidato dall'entusiasmo e dalla curiosità, proprio come fanno i bambini. Spesso, gli interventi svolti in ottica analitico-transazionale considerano l'emersione del Bambino Libero come un importante obiettivo terapeutico.

Bambino Adattato e Ribelle

Tuttavia, esiste anche una seconda forma di funzionamento del Bambino, che rispecchia comportamenti, pensieri ed emozioni che richiamano quelli vissuti nell'infanzia per adeguarsi a ciò che i genitori si aspettavano o richiedevano al bambino. Berne chiama questa funzione "Bambino Adattato". Potrebbe accadere che nel corso della propria infanzia il bambino sia stato scoraggiato nell'espressione di alcune emozioni oppure nella messa in atto di alcunicomportamenti. Quando nella vita da adulto di quel bambino si presentano situazioni simili a quelle della sua infanzia, l'individuo potrebbe attivare il proprio Bambino Adattato e rispondere come faceva lì ed allora. Così, ad esempio, potrebbe accadere che una bambina incoraggiata a sorridere sempre e a non esprimere la rabbia, quando da adulta si trova di fronte ad un comportamento violento da parte del proprio compagno anziché arrabbiarsi potrebbe essere portata a sorridere e sminuire l'accaduto. La funzione del Bambino Adattato è stata fondamentale per la sopravvivenza del bambino nell'infanzia (ricordiamo che un bambino piccolo dipende dal proprio genitore per la sua sopravvivenza, quindi la compiacenza al genitore è fondamentale), tuttavia scelte comportamentali del bambino sono determinate da una condizione di dipendenza estrema che non caratterizza la vita adulta (l'adulto può sopravvivere anche se viene abbandonato) e sono scelte prese in fasi dello sviluppo nelle quali le risorse cognitive a disposizione della persona sono limitate. Per queste ragioni, in genere, gli interventi in ottica analitico- transazionale puntano a diminuire l'influenza del Bambino Adattato nella vita attuale della persona.

Un'altra funzione osservabile nel Bambino, è quella del "Bambino Ribelle", ossia quella condizione in cui l'individuo si comporta in modo opposto a quello che si aspettano i genitori. La concettualizzazione del Bambino Ribelle è stata un po' più complessa nella storia dell'Analisi Transazionale. C'è chi considera la ribellione come una caratteristica attribuibile al Bambino Libero, poiché ad una prima riflessione la ribellione può essere vista come una liberazione rispetto a limiti imposti dall'esterno per seguire desideri e ambizioni individuali. Tuttavia, l'opinione più diffusa è quella secondo la qualeil Bambino Ribelle sia comunque una manifestazione del Bambino Adattato, poiché si tratta comunque di un Bambino che agisce, sente e pensa sotto l'influenza di un genitore. In questo senso un bambino che fa il contrario di ciò che viene passato dai messaggi genitoriali sta comunque agendo sotto l'influenza di un genitore, sotto lo sguardo di un genitore. Dunque, si potrebbe distinguere una ribellione sana, guidata dall'Adulto e volta ad una maggiore espressione del Bambino Libero, e una ribellione del Bambino Adattato che consiste nel fare qualcosa contro un genitore, più che per seguire i propri bisogni. Sempre su questa linea, è interessante il contributo di Vallejo (1986) che distingue diverse funzioni del Bambino Adattato a seconda delle tre emozioni basilari di sopravvivenza che le caratterizzano: la rabbia per il Bambino Ribelle, la tristezza per il Bambino Compiacente, e paura per il Bambino Ritirato.

Positività e Negatività degli Stati dell'Io

Un'alternativa abbastanza comune nella letteratura AT, è quella che vede la possibilità che ogni Stato dell'Io si manifesti in modalità positive o negative. In linea con questa idea, sia il Bambino Libero che il Bambino Adattato essere usati in modo positivo o negativo, ovvero funzionale alla vita oppure no. Se vediamo la ribellione in quest'ottica, vediamo che Bambino Libero può essere positivo quando aiuta la persona a ribellarsi contro alcune sottomissioni nocive, mentre può essere negativo quando si manifesta con una ribellione senza scopo, oppure senza tenere conto delle norme sociali. Allo stesso modo, benché la compiacenza del Bambino Adattato sia generalmente considerate in termini negativi, ne esiste un versante positivo collegato all'adattamento alle richieste dell'ambiente. Rispetto a questa ipotesi, è possibile affermare che la caratteristica di positività o negatività di uno Stato dell'Io può essereattribuibile al livello di controllo che lo Stato dell'Io Adulto mantiene sull'espressione degli altri Stati dell'Io: il Bambino Libero o il Bambino Adattato, in questo caso, sarebbero positivi quando la loro espressione avviene sotto la modulazione dell'Adulto.

Funzionamento del Genitore

Dal punto di vista funzionale, un individuo che si trova nello stato dell'Io Genitore si comporta come ha visto fare ai suoi genitori. Anche in questo caso è possibili individuare due sotto-funzioni. Berne descrive un "Genitore Normativo" (o "Genitore Critico"), il cui il comportamento corrisponde a quello che si era osservato nelle figure genitoriali quando queste criticavano o il controllavano comportamento dell'individuo durante la sua infanzia e un "Genitore Affettivo" (o "Genitore Nutritivo"), quando il comportamento corrisponde a quello che si era osservato nelle figure genitoriali quando si prendevano cura della persona durante la sua infanzia.

Manifestazione del Genitore: Attiva e Influente

Un punto molto importante del funzionamento del Genitore è che questo può manifestarsi in forma attiva, quando la persona effettivamente si comporta come ha visto fare ad un genitore, o influente, quando la persona non si comporta come un Genitore, ma si può ipotizzare che il Genitore sia attivo in forma influente, determinando una manifestazione fenomenologica riconducibile Bambino. Un esempio del Genitore che si manifesta in forma attiva può essere quello di una persona che critica qualcun altro oppure che critica sé stesso. Il Genitore influente, invece, si può inferire in situazioni nelle quali un individuo attiva il Bambino adattato, ad esempio si dimostra timoroso di fronte al proprio datore di lavoro, perché dentro di lui è in corso un dialogo interno dominati dal Genitore Critico che lo critica internamente (ad esempio, "ecco, anche questa volta non hai fatto abbastanza, ti meriti di essere punito").Sebbene in questo caso si potrà osservare principalmente il Bambino Adattato, incursioni del Genitore critico possono manifestarsi nel corso della conversazione, ad esempio attraverso l'autocritica.

Componenti Funzionali del Genitore: Positivo e Negativo

Anche le due componenti funzionali dello Stato dell'Io Genitore possono essere positive o negative. Sebbene il Genitore Normativo sia di solito considerato negativo perché limitano l'espressione spontanea, in alcuni casi la sua attivazione può essere positiva quando volta al benessere della persona (ad esempio, il rimprovero "smetti di fumare" potrebbe avere una funzione positiva). Viceversa, mentre in genere in Genitore Affettivo viene considerato positivo in quanto componente della personalità volta alla cura di sé e degli altri, potrebbe essere negativo quando dare aiuto implica una posizione di superiorità rispetto all'altro o una svalutazione delle sue capacità.

Egogramma

  1. ANALISI FUNZIONALE

Le diverse componenti funzionali degli Stati dell'Io possono essere più o meno influenti nelle diverse personalità. L'egogramma è uno strumento proposto da Jack Dusay per descrivere in forma intuitiva la distribuzione energetica delle diverse componenti della personalità nell'individuo. L'egogramma descrive la distribuzione energetica tra i diversi Stati dell'Io in forma quantitativa, ma non si basa su complesse funzioni psicometriche (non è un test validato), si tratta di uno strumento da utilizzare basandosi sull'intuito. Si possono trovare anche dei questionari per quantificare con più precisione la distribuzione energetica tra i diversi Stati dell'Io, tuttavia il rischio dell'utilizzo di questi questionati è quello di snaturare uno strumento che nasce per essere utilizzato in forma intuitiva. L'unica regola di cui tenere conto è il principio della costanza, descritto dallo stesso Dusay in questi termini: "quando uno Stato dell'Io si accresce d'intensità, un altro o più devono decrescere per compensarlo. Il cambiamento di energia psichica è tale che la quantità di energia possa rimanere costante" (Dusay, 1977)

Realizzazione dell'Egogramma

Per realizzare un egogramma, si inizia tracciando una riga orizzontale nelle quali vengono scritti i nomi delle diverse componenti funzionali degli stati dell'Io, e in corrispondenze di ogni nome viene tracciata una barretta la cui altezza è proporzionale alla quantità di tempo nella quella persona appare attivata in una specifica funzione. Nella Figura 2 abbiamo un esempio di egogramma di una persona con un funzionamento sano, nella quale la maggior parte della carica energetica è nell'Adulto, con una buona presenza di Genitore Affettivo e Bambino Libero, e solo con una presenza secondaria del Genitore

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