Il Romanticismo e Alessandro Manzoni: vita, opere e poetica

Documento su Il Romanticismo Alessandro Manzoni (1785-1873). Il Pdf, utile per la scuola superiore, esplora la vita, le opere principali e la poetica di Manzoni, analizzando le sue posizioni sulla lingua e le tragedie, con un focus sulle lettere che illustrano la sua visione letteraria.

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64 pagine

IL ROMANTICISMO
ALESSANDRO MANZONI (1785-1873)
LA VITA
Formazione religiosa: crescita spirito laico. Fino al 1805 è profondamente ateo e illuminista: principi di
egualitarismo e spirito ribelle nei confronti delle ingiustizie sociali."
1805-1810: periodo parigino. Viene in molte cerchie di letterati, dove nascono amicizie molto importanti
per lui: Claude Fariel, l’Abate Degolà e la moglie Enrichetta Blondel"
Adesione (originale) al romanticismo dagli anni ‘20: aspetta a schierarsi nella disputa neoclassicismo-
romanticismo"
1810: conversione profonda al cristianesimo: fede combattiva che si ispira ai principi del giansenismo da
un punto di vista pratico. La fede va vissuta in modo attivo, impegnato, rispecchiando i principi evangelici
e dando testimonianza della nostra integrità morale. "
LE OPERE
1812-1827: scritti romantici "
1. 1812-1815: INNI SACRI(4+1). L’ultimo è ‘La Pentecoste’"
2. 1820-1822: ‘Marzo 1821’ e ‘Il cinque Maggio’ (odi)"
3. ‘Il conte di Carmagnola’ e ‘Adelchi’: due tragedie storiche "
4. ‘Lettera al signor Chauvet’"
5. ‘Sul romanticismo’: lettera a Cesare d’Azeglio"
6. 1821-1823: I edizione di ‘Fermo e Lucia’ e appendice ‘Colonna infame’"
7. 1827: II edizione ‘I promessi sposi’"
1827: interesse linguistico-filosofico "
1. ‘Trattato della lingua italiana’"
2. Revisione linguistica de ‘I promessi sposi’: si reca a Firenze per impossessarsi del toscano vivo
(‘risciacquare i panni in Arno’), unica lingua conosciuta comunemente dal popolo e la più adatta ad
essere usata nel suo romanzo"
1940: edizione quarantana de ‘I promessi sposi’."
LA POETICA DI MANZONI ILLUSTRATA NELLE LETTERE
1. Prefazione al ‘conte di Carmagnola’ (1820): difesa dalla critica sul mancato rispetto delle tre unità
aristoteliche, tra le quali rispetta solo l’unità di azione. Aristotele non ha mai detto di rispettarle: è stata
l’interpretazione di epoche successive. Inoltre rispettarle tutte andrebbe contro il principio del vero
storico. Tra la letteratura e la storia c’è un dicile rapporto: finora la storia aveva narrato il vero e la
letteratura il diletto e l’invenzione perché la storia è utile ma non interessante. Manzoni dice che lo scopo
di utilità della letteratura è necessario e non per questo perde lo scopo del diletto. La letteratura deve
raccontare la storia illuminandola dall’interno, attraverso gli stati d’animo dei singoli, sentimenti emozioni
e pensieri. Recupero dei cori che servono come cantuccio dell’autore, ossia l’angolino che si riserva per
dire la sua sui fatti raccontati (nella civiltà greca raccontava il punto di vista della polis)."
2. LETTERA A CHAUVET (1820): scritta in francese (lingua veicolare e necessaria nei ceti abbienti). Ripete
il rifiuto delle 2 unità aristoteliche di tempo e spazio e spiega che lui si ispira al modello tragico
shakespeariano, e non più ai classici."
3. Fa una distinzione fra vero storico e vero poetico: non è vero che STORIA E POESIA non possono
coesistere trovano punto comune nel ROMANZO STORICO(seppur sia soggetto al rischio di narrare
falsità, e inventare fatti, errore in cui molto spesso i suoi compositori sono incappati), che può raccontare
i fatti storici, illuminandoli dall’interno, narrando cioè ciò che la storia non racconta: SENTIMENTI,
EMOZIONI, IDEE, PASSIONI."
1. PRINCIPIO DI VEROSIMIGLIANZA- “manifestare ciò che gli uomini hanno sentito, voluto e soerto,
mediante ciò che hanno fatto, in questo consiste la poesia drammatica”."
3. LETTERA SUL ROMANTICISMO (1823) scritta al marchese D’Azeglio. È una difesa del romanticismo
lombardo caratterizzato da: RAGIONEVOLEZZA, CRITICA DEL NEOCLASSICISMO per i suoi 3 punti
fondamentali (uso mitologia, imitazione dei classici, ideale immobile di bellezza) e qui dice la famosa frase
del “l’utile per iscopo, vero per soggetto e interessante per mezzo” "
LO SCOPO DEL ROMANZO STORICO:
Manzoni ha una visione tragica della storia, come una concatenazione di eventi luttuosi, di soprusi e di
ingiustizie. Secondo lui il progresso è possibile, ma questo deve essere preceduto da una conoscenza della
storia, strumento essenziale per difendersi assieme all’istruzione. Il letterato ha una RESPONSABILITÀ
CIVILE in questo senso, perché con le sue opere veicola chi legge, sveglia le coscienze per costruire la
tradizione del paese, che è resa possibile solo dallo studio della storia, addolcita dalla forma poetica. SOLO
CONOSCENDO LA REALTA’ DEI FATTI, TRAMITE L’ISTRUZIONE, IL PROGRESSO PUO’ ESSERE
POSSIBILE."
LINGUA
Manzoni è il primo a porsi nuovamente il problema della lingua dopo la questione linguistica in cui a
prevalere era stata la teoria di Bembo, espressa ne ‘Prose della volgar lingua’, ossia una prosa fedele al
modello di Boccaccio e una poesia fedele al modello petrarchesco (1300). "
I problemi fondamentali erano due: "
1. Divario fra lo scritto e il parlato"
2. Quale lingua utilizzare anché sia la più adatta a essere ISTRUMENTO SOCIALE. La scelta etico-sociale
della lingua è confermata anche dalla scelta di un romanzo, ossia una forma letteraria accessibile a tutti,
anche alla borghesia. Cerca una lingua in grado di incidere sulla società"
“SULLA LINGUA ITALIANA” è un saggio che resta incompiuto in cui si pone la questione in termini etici."
SCRITTI
1)INNI SACRI
Scritti i primi 4 (La Risurrezione, Il nome di Maria, Il Natale e La Passione) tra il 1812 e il 1815, 5 totali,
l’ultimo nel 1822 (La Pentecoste), il più riuscito. Inizialmente voleva scriverne 12 e dedicarne 1 a ogni
momento liturgico cristiano per il fondamento della nostra storia di popolo, in quanto i Romantici ripudiano
l’utilizzo della mitologia classica e ricercano un immaginario che rispecchi le origini di ogni Nazione( per
l’Italia esso va ricercato nel Medioevo, periodo in cui si è sviluppata la fede Cristiana). Innovazione tematica
metrica e linguistica, versi molto brevi e cantabili (novenari e decasillabi). L’equilibrio linguistico e stilistico
solo nel quinto. Sono concepiti come una specie di poesia corale, come delle preghiere =>poesia epica
collettiva, non soggettiva. Da qui emerge la visione della fede a servizio degli umili e degli ultimi, con
l’obiettivo di far trionfare la giustizia divina sulla terra. Però è una fede inquieta che convive con profondo
senso di pessimismo storico, perciò è dicile adarsi e credere al dio buono e misericordioso (“atterra e
suscita, aanna e consola” dirà nel 5 maggio)"
2) ODI CIVILI: riflessioni sulla storia a lui contemporanea"
1820-1822. Si collega a una tradizione italiana importante (Parini, Foscolo)"
Tema storico onnipresente dalla scelta di aderire al Romanticismo, scritti entrambi immediatamente dopo
l’accadimento (riflessione sulla storia attuale)"
MARZO 1821 = strofe di decasillabi (insoliti, sperimentalismo metrico) incentrati sui moti carbonari che
sembravano preludere a una guerra con l’Austria. Grande entusiasmo patriottico. Concezione di un Dio
biblico vendicatore, che approva le guerre giuste e punisce gli oppressori (tema storico intrecciato a
quello religioso)"
5 MAGGIO
Scritto in settenari ed è il testo poetico più riuscito insieme al coro dell’Adelchi. "
Ode civile dedicata alla figura di Napoleone e composto alla notizia della morte a Sant’Elena (arriva a
luglio) insieme alla notizia della sua conversione in extremis. Si ferma a riflettere sul significato di questa
figura, lo chiama arbitro di due secoli, portatore delle istanze rivoluzionarie ma anche proiettato in una
modernità che poi porterà alla Restaurazione. "
Inserisce la vicenda di Napoleone nel corso storico voluto dalla provvidenza e finisce con l’esaltazione
della vera gioia e della vera gloria (ultraterrena). "
L’ode si apre con un verso il cui ritmo è fortemente spezzato dalla pausa forte del punto, che stabilisce un
parallelismo fra la vitalità energica di Napoleone e la sua forzata ritirata nell’isola di Sant’Elena. "
Finora non si era espresso sulla figura di Napoleone, ora però parla di lui come uomo fatale, eco virgiliano,
ossia un uomo voluto dalla Provvidenza. "
Fu spartiacque fra due secoli, e la conversione di uno spirito tanto alto fa onore alla potenza di Dio. "
La poesia si chiude con l’immagine di un Dio che “atterra e suscita, che aanna e consola”, che non ci
preserva dai mali ma ci sostiene grazie alla fede. "
3)TRAGEDIE
Sono dei drammi storici composti sul modello shakespeariano secondo cui (come secondo le moderne
teorie di Schlegel) non è necessario attenersi alle 3 unità aristoteliche ma solo a quella di azione altrimenti il

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IL ROMANTICISMO

ALESSANDRO MANZONI (1785-1873)

LA VITA

  • Formazione religiosa: crescita spirito laico. Fino al 1805 è profondamente ateo e illuminista: principi di egualitarismo e spirito ribelle nei confronti delle ingiustizie sociali.
  • 1805-1810: periodo parigino. Viene in molte cerchie di letterati, dove nascono amicizie molto importanti per lui: Claude Fariel, l'Abate Degola e la moglie Enrichetta Blondel
  • Adesione (originale) al romanticismo dagli anni '20: aspetta a schierarsi nella disputa neoclassicismo- romanticismo
  • 1810: conversione profonda al cristianesimo: fede combattiva che si ispira ai principi del giansenismo da un punto di vista pratico. La fede va vissuta in modo attivo, impegnato, rispecchiando i principi evangelici e dando testimonianza della nostra integrità morale.

LE OPERE

  • 1812-1827: scritti romantici
  1. 1812-1815: INNI SACRI(4+1). L'ultimo è 'La Pentecoste'
  2. 1820-1822: 'Marzo 1821' e 'Il cinque Maggio' (odi)
  3. 'Il conte di Carmagnola' e 'Adelchi': due tragedie storiche
  4. 'Lettera al signor Chauvet'
  5. 'Sul romanticismo': lettera a Cesare d'Azeglio
  6. 1821-1823: I edizione di 'Fermo e Lucia' e appendice 'Colonna infame'
  7. 1827: Il edizione 'I promessi sposi'
  • 1827: interesse linguistico-filosofico
  1. 'Trattato della lingua italiana'
  2. Revisione linguistica de 'I promessi sposi': si reca a Firenze per impossessarsi del toscano vivo ('risciacquare i panni in Arno'), unica lingua conosciuta comunemente dal popolo e la più adatta ad essere usata nel suo romanzo
  • 1940: edizione quarantana de 'I promessi sposi'.

LA POETICA ILLUSTRATA NELLE LETTERE

  1. Prefazione al 'conte di Carmagnola' (1820): difesa dalla critica sul mancato rispetto delle tre unità aristoteliche, tra le quali rispetta solo l'unità di azione. Aristotele non ha mai detto di rispettarle: è stata l'interpretazione di epoche successive. Inoltre rispettarle tutte andrebbe contro il principio del vero storico. Tra la letteratura e la storia c'è un difficile rapporto: finora la storia aveva narrato il vero e la letteratura il diletto e l'invenzione perché la storia è utile ma non interessante. Manzoni dice che lo scopo di utilità della letteratura è necessario e non per questo perde lo scopo del diletto. La letteratura deve raccontare la storia illuminandola dall'interno, attraverso gli stati d'animo dei singoli, sentimenti emozioni e pensieri. Recupero dei cori che servono come cantuccio dell'autore, ossia l'angolino che si riserva per dire la sua sui fatti raccontati (nella civiltà greca raccontava il punto di vista della polis).
  2. LETTERA A CHAUVET (1820): scritta in francese (lingua veicolare e necessaria nei ceti abbienti). Ripete il rifiuto delle 2 unità aristoteliche di tempo e spazio e spiega che lui si ispira al modello tragico shakespeariano, e non più ai classici.
  3. Fa una distinzione fra vero storico e vero poetico: non è vero che STORIA E POESIA non possono coesistere trovano punto comune nel ROMANZO STORICO(seppur sia soggetto al rischio di narrare falsità, e inventare fatti, errore in cui molto spesso i suoi compositori sono incappati), che può raccontare i fatti storici, illuminandoli dall'interno, narrando cioè ciò che la storia non racconta: SENTIMENTI, EMOZIONI, IDEE, PASSIONI.
  1. PRINCIPIO DI VEROSIMIGLIANZA- "manifestare ciò che gli uomini hanno sentito, voluto e sofferto, mediante ciò che hanno fatto, in questo consiste la poesia drammatica".
  1. LETTERA SUL ROMANTICISMO (1823) scritta al marchese D'Azeglio. È una difesa del romanticismo lombardo caratterizzato da: RAGIONEVOLEZZA, CRITICA DEL NEOCLASSICISMO per i suoi 3 punti fondamentali (uso mitologia, imitazione dei classici, ideale immobile di bellezza) e qui dice la famosa frase del "l'utile per iscopo, vero per soggetto e interessante per mezzo"

LO SCOPO DEL ROMANZO STORICO

Manzoni ha una visione tragica della storia, come una concatenazione di eventi luttuosi, di soprusi e di ingiustizie. Secondo lui il progresso è possibile, ma questo deve essere preceduto da una conoscenza della storia, strumento essenziale per difendersi assieme all'istruzione. Il letterato ha una RESPONSABILITÀCIVILE in questo senso, perché con le sue opere veicola chi legge, sveglia le coscienze per costruire la tradizione del paese, che è resa possibile solo dallo studio della storia, addolcita dalla forma poetica. SOLO CONOSCENDO LA REALTA' DEI FATTI, TRAMITE L'ISTRUZIONE, IL PROGRESSO PUO' ESSERE POSSIBILE.

LINGUA

Manzoni è il primo a porsi nuovamente il problema della lingua dopo la questione linguistica in cui a prevalere era stata la teoria di Bembo, espressa ne 'Prose della volgar lingua', ossia una prosa fedele al modello di Boccaccio e una poesia fedele al modello petrarchesco (1300).

I problemi fondamentali erano due:

  1. Divario fra lo scritto e il parlato
  2. Quale lingua utilizzare affinché sia la più adatta a essere ISTRUMENTO SOCIALE. La scelta etico-sociale della lingua è confermata anche dalla scelta di un romanzo, ossia una forma letteraria accessibile a tutti, anche alla borghesia. Cerca una lingua in grado di incidere sulla società
  • "SULLA LINGUA ITALIANA" è un saggio che resta incompiuto in cui si pone la questione in termini etici.

SCRITTI

1)INNI SACRI

Scritti i primi 4 (La Risurrezione, Il nome di Maria, Il Natale e La Passione) tra il 1812 e il 1815, 5 totali, l'ultimo nel 1822 (La Pentecoste), il più riuscito. Inizialmente voleva scriverne 12 e dedicarne 1 a ogni momento liturgico cristiano per il fondamento della nostra storia di popolo, in quanto i Romantici ripudiano l'utilizzo della mitologia classica e ricercano un immaginario che rispecchi le origini di ogni Nazione( per l'Italia esso va ricercato nel Medioevo, periodo in cui si è sviluppata la fede Cristiana). Innovazione tematica metrica e linguistica, versi molto brevi e cantabili (novenari e decasillabi). L'equilibrio linguistico e stilistico solo nel quinto. Sono concepiti come una specie di poesia corale, come delle preghiere =>poesia epica collettiva, non soggettiva. Da qui emerge la visione della fede a servizio degli umili e degli ultimi, con l'obiettivo di far trionfare la giustizia divina sulla terra. Però è una fede inquieta che convive con profondo senso di pessimismo storico, perciò è difficile affidarsi e credere al dio buono e misericordioso ("atterra e suscita, affanna e consola" dirà nel 5 maggio)

2) ODI CIVILI: riflessioni sulla storia a lui contemporanea

  • 1820-1822. Si collega a una tradizione italiana importante (Parini, Foscolo)
  • Tema storico onnipresente dalla scelta di aderire al Romanticismo, scritti entrambi immediatamente dopo l'accadimento (riflessione sulla storia attuale)
  • MARZO 1821 = strofe di decasillabi (insoliti, sperimentalismo metrico) incentrati sui moti carbonari che sembravano preludere a una guerra con l'Austria. Grande entusiasmo patriottico. Concezione di un Dio biblico vendicatore, che approva le guerre giuste e punisce gli oppressori (tema storico intrecciato a quello religioso)

5 MAGGIO

  • Scritto in settenari ed è il testo poetico più riuscito insieme al coro dell'Adelchi.
  • Ode civile dedicata alla figura di Napoleone e composto alla notizia della morte a Sant'Elena (arriva a luglio) insieme alla notizia della sua conversione in extremis. Si ferma a riflettere sul significato di questa figura, lo chiama arbitro di due secoli, portatore delle istanze rivoluzionarie ma anche proiettato in una modernità che poi porterà alla Restaurazione.
  • Inserisce la vicenda di Napoleone nel corso storico voluto dalla provvidenza e finisce con l'esaltazione della vera gioia e della vera gloria (ultraterrena).
  • L'ode si apre con un verso il cui ritmo è fortemente spezzato dalla pausa forte del punto, che stabilisce un parallelismo fra la vitalità energica di Napoleone e la sua forzata ritirata nell'isola di Sant'Elena.
  • Finora non si era espresso sulla figura di Napoleone, ora però parla di lui come uomo fatale, eco virgiliano, ossia un uomo voluto dalla Provvidenza.
  • Fu spartiacque fra due secoli, e la conversione di uno spirito tanto alto fa onore alla potenza di Dio.
  • La poesia si chiude con l'immagine di un Dio che "atterra e suscita, che affanna e consola", che non ci preserva dai mali ma ci sostiene grazie alla fede.

3)TRAGEDIE

Sono dei drammi storici composti sul modello shakespeariano secondo cui (come secondo le moderne teorie di Schlegel) non è necessario attenersi alle 3 unità aristoteliche ma solo a quella di azione altrimenti ildramma non risulta realistico; recupero del coro come cantuccio dell'autore; stile realistico e prosastico, lingua più vera possibile; forte pessimismo; principio di verosimiglianza.

  • CONTE DI CARMAGNOLA 1816-1820 incentrato su vicenda di Francesco Borromeo Bussone, capitano di ventura al servizio del ducato di Milano poi della Repubblica di Venezia, viene accusato di alto tradimento perché avrebbe cercato di patteggiare coi milanesi durante la battaglia di Maclodio (1427). Manzoni crede alla sua innocenza e dice che è stato vittima della ragion di stato, una logica utilitaristica che fa prevalere l'egoismo di alcuni sugli ideali (=> uomo nutrito da buoni principi si scontra con la realtà violenta. Scontro ideale-reale)
  • ADELCHI ambientata nell'Italia medievale, 772-774 durante la guerra tra Franchi e Longobardi per la nostra penisola. Opera teatrale in versi. Desiderio dichiara guerra ai Franchi nonostante la contrarietà del figlio Adelchi perché C Magno ha ripudiato la figlia Ermengarda (Adelchi capisce che la guerra è fatta di ragion di stato espansionistiche con cui non c'entra la dignità della sorella). La mettono in convento e impazzisce. Poi muore anche Adelchi e i Longobardi vengono sconfitti. Adelchi e la sorella sono i due eroi romantici animati da grandi valori e ideali ma anche da grandi dubbi (=Ortis). Ha slancio sentimentale e passionale e soffre perché non riesce a scendere a patti con ideali e realtà. Si scontrano coi loro sogni per colpa dei loro ideali, sono divisi tra morale e ragion di stato. Solito pessimismo storico secondo cui la sto non ha possibilità di seguire un altro corso (senza vittime innocenti) però i singoli possono opporsi.

3. STORIA DELLA COLONNA INFAME

Trattatello storiografico o pamphlet scritto contemporaneamente ai Pr Sp. Esce nello stesso anno della prima stesura di Fermo e Lucia mentre la seconda esce come prefazione dell'edizione quarantana. Compie uno studio molto approfondito dal pdv storico e processuale, studia tutti gli atti e la storia del 1630 a Milano. È una sorta di risposta al pamphlet di Verri sulla tortura. Qui vengono processati e torturati degli untori ma solo 5 di questi non vengono assolti (perché non appartengono a un ceto sociale di riguardo) e condannati a morte anche se chiaramente innocenti. Erano dei capri espiatori, persone considerate portatori volontari della malattia=>sono VITTIME DELLA SUPERSTIZIONE, NO VERO STORICO. A Manzoni interessa capire come dei giudici possano condannare 5 innocenti quando dovrebbero garantire legge e giustizia. Colonna infame perché nel luogo dove vennero giustiziati, vicino alla colonna di San Lorenzo, c'era una colonna che portava una lapide su cui si ricordava che lì era stata fatta giustizia. In particolare due nomi, Gianmarco Mora e Guglielmo Piazza. È definita infame perché è l'emblema dell'infamia, la giustizia che si mette a servizio della superstizione=> ingiustizia mascherata da giustizia tipo Azzecca-garbugli. L'oggetto è sempre vero storico ma anche il vero morale (=stabilire le colpe morali di chi ha permesso ciò) e critica Pietro Verri secondo cui la tortura era la conseguenza di una giustizia che non funziona a causa di una società maldisposta nei confronti di un sistema giudiziario giusto, e perciò è la società ingiusta a costruire un sistema giudiziario ingiusto. Per Manzoni all'interno di una società corrotta e ingiusta si può comunque scegliere di non cedere alle ingiustizie=> i giudici sono doppiamente colpevoli, di errori giudiziari e di errori morali (hanno dato al popolo superstizioso dei capri espiatori). Appena uscito il trattatello viene censurato ma all'estero avrà grande fortuna ed è una riflessione sul tema della giustizia innestato su quella della storia.

5. "I PROMESSI SPOSI"

Per scrivere questo romanzo, poiché non ha altri modelli in Italia al di fuori del romanzo epistolare di Foscolo Le ultime lettere di Iacopo Ortis si ispira ai romanzi dello scozzese Walter Scott (ex: Ivan Hoe), con ambientazione storica, trama e personaggi verosimili, anche se è uno scrittore più "commerciale" e popolare. . La composizione di tutti questi saggi/scritti si accompagna alla stesura di 3 EDIZIONI:

RIVOLUZIONE LINGUISTICA: scelte linguistiche coerenti, volte a eliminare le punte liriche del linguaggio- tende a una razionalità e senso comune della lingua

  • 1821-1823 Fermo e Lucia: usa come lingua "un composto indigesto", cioè un miscuglio disomogeneo di più lingue e dialetti, fra cui lo spagnolo, latinismi, lombardismi, francesismi)
  • 1827 seconda edizione, detta ventisettana: fase linguistica, TOSCANO-LOMBARDA
  • 1840-42 ultima e definitiva: LINGUA TOSCANA- dopo aver conosciuto direttamente la lingua del parlato fiorentino delle persone dotte, comprende che è la più adatta per gli scopi linguistici che si era prefissato.
  • TENDENZA GENERALE ALLA POLIFONIA: si avvale di mimetismo, imita i gesti usuali, il modo di parlare, lo stile e il tono dei vari personaggi.
  • RICORSO FREQUENTE AL SARCASMO E ALL'IRONIA

TEMA VIOLENZA NELLA STORIA E PROVVIDENZA

La storia è vista da Manzoni come un susseguirsi di eventi tragici, però rimane fiducioso nei confronti della possibilità di progresso (pienamente romantico). Questa sua ottica si incastra benissimo con il suo ideale di

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