Il Testo Poetico: introduzione alla metrica e agli schemi poetici

Slide di Scuola superiore sulla metrica poetica e i suoi schemi. Il Pdf illustra i concetti fondamentali di verso, rima e strofa, distinguendo tra metrica accentuativa e quantitativa, con esempi pratici per la Letteratura.

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36 pagine

IL TESTO
POETICO
La metrica
La metrica è lo studio della composizione e della struttura del
verso, delle rime e delle strofe che compongono i diversi testi
poetici.
Il verso l’unità fonica e ritmica fondamentale del testo poetico.
É una successione di sillabe accentate (toniche) e non accentate
(atone) per creare effetti di suono, ritmo e significato.
La metrica cambia a seconda della lingua in cui si scrive: la metrica
italiana è di tipo accentuativo, cioè si basa sull’alternanza di sillabe
accentate o meno (a differenza di quella latina, quantitativa, basata
su sillabe lunghe e brevi).

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Anteprima

Il Testo Poetico

La metrica

  • La metrica è lo studio della composizione e della struttura del verso, delle rime e delle strofe che compongono i diversi testi poetici.
  • Il verso l'unità fonica e ritmica fondamentale del testo poetico, É una successione di sillabe accentate (toniche) e non accentate (atone) per creare effetti di suono, ritmo e significato.
  • La metrica cambia a seconda della lingua in cui si scrive: la metrica italiana è di tipo accentuativo, cioè si basa sull'alternanza di sillabe accentate o meno (a differenza di quella latina, quantitativa, basata su sillabe lunghe e brevi).

La sillaba

L'unità di misura del verso italiano è la sillaba metrica, che può non coincidere con la sillaba grammaticale. La divisione in sillabe metriche segue alcune regole dette figure metriche, che possiamo così classificare:

Figure di fusione Figure di scissione Sinalefe Dialefe Sineresi Dieresi

Le figure metriche di fusione

Nome Descrizione Esempio Di gente in gente me vedrai seduto (U. Foscolo) Sinalèfe La vocale finale di una parola e la vocale iniziale della parola successiva sono unite in una sola sillaba metrica. Sillabe grammaticali: Di | gen | te | in | gen | te | me | ve | drai | se | du | to Sillabe metriche: Di | gen | te in | gen | te | me | ve | drai | se | du | to Sinèresi Due o più vocali vicine di una stessa parola costituiscono una sola sillaba metrica (quando grammaticalmente ci sarebbe uno iato). Ed erra l'armonia per questa valle (G. Leopardi) Sillabe grammaticali: Ed | er | ra | l'ar | mo | ni | a | per | que | sta | val | le Sillabe metriche: Ed | er | ra | l'ar | mo | nia | per | que | sta | val | le

Le figure metriche di scissione

Nome Descrizione Esempio E tu che se' costì anima viva (D. Alighieri) Dialèfe Contrario della sinalefe. Di norma le vocali alla fine e all'inizio andrebbero unite con sinalefe, ma il poeta può scegliere, per ottenere il numero di sillabe voluto, di tenere separate due vocali adiacenti. Sillabe grammaticali: E | tu | che | se' | co | stì | a | ni | ma | vi | va Sillabe metriche: E | tu | che | se' | co | stì | a | ni | ma | vi | va Due o più vocali vicine di una stessa parola dovrebbero formare un dittongo,e quindi essere Dièresi tenute insieme, ma vengono divise in due sillabe metriche distinte. Viene segnalata con due puntini sulla prima vocale. Tra le serene costellazioni (G. Pascoli) Sillabe grammaticali: Tra | le | se | re | ne | co | stel | la | zio | ni Sillabe metriche: Tra | le | se | re | ne | co | stel | la | zï | o | ni

L'accento

L'altro elemento distintivo dei versi in italiano è l'accento. Occorre distinguere: ·l'accento tonico, ogni parola ha un suo accento che indica la pronuncia corretta, ma è indicato solo nelle parole tronche (come "perché"); ·l'accento ritmico, o ictus, che indica le sillabe del verso su cui la voce si sofferma; la metrica definisce la posizione di questi accenti in base al tipo di verso. (vedi slide seguenti).

Parole piane, tronche, sdrucciole

In base all'accento tonico le parole italiane si dividono in: ·tronche: parole con l'accento sull'ultima sillaba ("per-che"); ·piane: con l'accento sulla penultima sillaba ("a-mì-co"); ·sdrucciole: con l'accento sulla terzultima sillaba ("sdruc-cio-le").

Il verso

Il verso è l'unità fonica e ritmica fondamentale del testo poetico. Un verso non è necessariamente un'unità di tipo sintattico o semantico, ma risponde primariamente a esigenze di ritmo e musicalità.

Versi piani, tronchi, sdruccioli

I versi italiani si definiscono in base al numero di sillabe metriche. Per contare il numero di sillabe metriche occorre tenere presente, oltre alle figure metriche, anche la parola finale del verso; in base all'accento tonico dell'ultima parola si parla di: ·versi tronchi (che sono accentati sull'ultima sillaba); ·versi piani (che sono accentati sulla penultima sillaba); .versi sdruccioli (che sono accentati sulla terzultima sillaba).

Versi parisillabi e imparisillabi

Poiché nella maggior parte dei casi le parole italiane sono piane, il verso piano è considerato esemplare e la regola fondamentale della metrica dice che ogni verso porta un ictus sulla penultima sillaba metrica Oltre a questa, c'è un ulteriore regola della metrica: ·i versi parisillabi (cioè con un numero di sillabe pari) hanno ictus, oltre che sulla penultima sillaba, su posizioni fisse; ·i versi imparisillabi (cioè con un numero di sillabe dispari) hanno ictus, oltre che sulla penultima sillaba, su posizioni fisse ma anche su sedi mobili.

Tipi di versi

Nome Sillabe metriche Esempio Bisillabo (o binario) 2 Die | tro qual | che ve | tro (G.A. Cesareo) Trisillabo (o ternario) 3 Si | ta | ce non | s'o | de ro | mo | re (A. Palazzeschi) Quadrisillabo (o quaternario) 4 Den | tro | l'oc | chio di | su | ma | no del | la | not | te (D. Campana)

Tipi di versi: Quinario, Senario, Settenario, Ottonario

Nome Sillabe metriche Esempio Quinario 5 Vi | vrai, | Ve | ne | zia, nel | mio | pen | sie | ro (A. Fusinato) Senario 6 Al | Re | Tra | vi | cel | lo pio | vu | to ai | ra | noc | chi (G. Giusti) Settenario 7 Quan | to | scam | pa | nel | la | re (G. Pascoli) Ottonario 8 Chi | vuol | es | ser | lie | to | si | a, di | do | man | non | c'è | cer | tez | za (Lorenzo il Magnifico)

Tipi di versi: Novenario, Decasillabo, Endecasillabo, Dodecasillabo

Nome Sillabe metriche Esempio Novenario 9 Il | gior | no | fu | pie | no | di | lam | pi ma | o | ra | ver | ran | no | le | stel | le (G. Pascoli) Decasillabo 10 Sce | se | pia | no | e | poi | giù | se | n'an | dò Endecasillabo 11 E | co | me | po | te | va | mo | noi | can | ta | re (S. Quasimodo) Dodecasillabo 12 U | di | te! | Quei | for | ti | che | ten | go | no il | cam | po (A. Manzoni)

Il ritmo

Il ritmo è una cadenza regolare strettamente connaturata alla poesia: è dato dal susseguirsi di accenti ritmici e di pause. I poeti, quando scelgono di usare un certo tipo di verso, tengono presente la cadenza degli accenti in modo da creare un effetto ritmico capace di adattarsi ai contenuti.

Effetti ritmici

In base al susseguirsi degli accenti si hanno effetti ritmici di vario genere: · ritmo regolare, cioè uniforme e ripetitivo, tipico dei versi parisillabi in cui gli accenti si susseguono in modo regolare; · ritmo veloce, cioè rapido e martellante perché gli accenti sono in sequenza ravvicinata; · ritmo lento, cioè rallentato da sinalefi, parole lunghe e pause.

Pause

Un altro elemento che influisce sul ritmo di una poesia è costituito dalle pause; in particolare si possono distinguere: ·la cesura, cioè una pausa all'interno del verso, che lo separa in due parti, dette emistichi (cioè "mezzi versi"); Si colloca alla fine di una parola che contiene un ictus e coincide spesso con una pausa sintattica (due punti, punto e virgola o virgola); se si vuole segnalarla graficamente, si usa il segno ||. ·l'enjambement, cioè la pausa alla fine di un verso che a livello sintattico e di contenuto prosegue nel verso successivo.

Le rime

Quando le parole finali di due o più versi presentano suoni identici, a partire dall'ultima sillaba su cui cade l'accento tonico, stabiliscono tra loro una rima. Le rime possono essere perfette, quando c'è un'identità di vocali e consonanti, o imperfette, si parla in questi casi di assonanza (identità tra vocali) o consonanza (identità tra consonanti).

Rime perfette

  • La rima viene prodotta dall'uguaglianza di suono tra due o più parole, a partire dall'ultima vocale accentata, alla fine di due o più versi.
  • Non tutte le poesie sono necessariamente in rima.
  • La distribuzione delle rime influenza il ritmo della poesia ma può anche stabilire legami semantici tra le parole chiave del testo amòre / dolore vento / tormento

Schemi metrici

All'interno dei testi poetici le rime possono essere disposte secondo schemi precisi, consolidati dalla tradizione letteraria, detti schemi metrici. Per evidenziare la composizione degli schemi metrici si usano le lettere dell'alfabeto. A ciascuna lettera corrisponde una rima: la prima rima è indicata con la lettera A, la seconda con la B e via dicendo; a lettere uguali corrispondono naturalmente le stesse rime.

Schemi metrici: Rima baciata, alternata, incrociata

Nome Descrizione Esempio e schema Rima baciata Rimano due versi consecutivi. Là in fondo la cavalla era, selvaggia, A nata tra i pini su la salsa spiaggia; A che nelle froge avea del mar gli spruzzi B ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi. B (G. Pascoli) Rima Rimano tra loro i versi pari e i alternata versi dispari. Forse perché della fatal quiete A tu sei l'immago a me sì cara vieni B o sera! E quando ti corteggian liete A le nubi estive e i zeffiri sereni B (U. Foscolo) Rima incrociata Il primo verso rima con il quarto e il secondo con il terzo, in uno schema di quattro versi. Tramonta il giorno. Un vespero d'oblio A riconsola quest'anima bambina, B giunge un riso, laggiù dalla cucina B e il ritmo eguale dell'acciottolio. A (G. Gozzano)

Schemi metrici: Rima incatenata, ripetuta (o replicata)

Nome Descrizione Il primo verso di una terzina (strofa di 3 versi) rima con il Rima terzo e il secondo con il primo incatenata della terzina successiva, in modo da "incatenare" le terzine tra loro. Rima Il primo verso rima col quarto, ripetuta (o il secondo col quinto, il terzo replicata) col sesto e così via. Esempio e schema Nel mezzo del cammin di nostra vita A mi ritrovai per una selva oscura B ché la diritta via era smarrita. A Ahi quanto a dir qual era è cosa dura B esta selva selvaggia e aspra e forte C che nel pensier rinova la paura! B (D. Alighieri) Ogni altro conobbi umano amore; A ma per Lina torrei di nuovo un'altra B vita, di nuovo vorrei cominciare. C Per l'altezze l'amai del suo dolore; A perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra, B e tutto seppe, e non se stessa, amare. C (U. Saba)

Schemi metrici: Rima invertita

Nome Descrizione Esempio e schema Rima invertita Si ripete lo schema della strofa precedente, ma in ordine invertito: il primo verso rima col sesto, il secondo col quinto, il terzo col quarto. Mostrasi sì piacente a chi la mira, A che dà per gli occhi una dolcezza al core B che 'ntender non la può chi no la prova: C e par che de la sua labbia si mova C un spirto soave pien d'amore, B che va dicendo a l'anima: Sospira. A (U. Saba)

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