Documento sulla critica cinematografica. Il Pdf esplora l'evoluzione, le crisi e le rinascite di questa disciplina, concentrandosi sulla riflessività e l'applicazione di schemi cognitivi nell'analisi filmica, utile per studenti universitari.
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È stata a lungo opinione diffusa> che la critica cinematografica non stesse attraversando un periodo di buona salute.
Le riviste di cinema specializzate>festeggiano quando riescono a stampare copie in numeri a quattro cifre. E sono pochissime. I critici cinematografici> capaci di sopravvivere facendo i critici cinematografici
Nell'epoca di internet> l'aspetto di volontariato culturale da sempre proprio della critica si è accentuato.
Dunque>proprio oggi che la critica assomiglia sempre più a un hobby
Eppure>> sotto il cambiamento delle forme di scrittura e del linguaggio
La critica cinematografica> è stata e in parte è ancora anche un'istituzione organizzata intorno a sindacati o associazioni di categoria
Inoltre la critica continua a fare un'altra cosa che ha sempre fatto: riflettere su se stessa.
Possiamo dire che> l'attitudine all'auto-osservazione è il tratto che meno si è modificato a contatto con i cambiamenti storici, sociali, culturali del secolo. Il compito dell'interpretazione>> ha coinciso almeno in parte con una pratica di monitoraggio continuo
Semplificando un po' le questioni in gioco> possiamo dire che l'auto-osservazione ha prodotto e continua a produrre riflessioni intorno a quattro questioni generali.
Facciamo due esempi.
Su questo piano> è in gioco la performatività culturale della critica come istituzione nei confronti dell'opinione pubblica, vale a dire il ruolo della critica in termini di orientamento-condizionamento del consumo, del gusto, degli altri processi di ricezione. Quale è l'ampiezza dell'influenza del critico? Quale la capacità nel promuovere o marginalizzare un film? Più in generale, quanto la critica conta nell'affermazione di scuole, nei meccanismi di canonizza zione, nel consolidamento di determinate poetiche? Da questo punto di vista> il tono di lamentazione si mantiene costante come una sorta di basso continuo attraverso i decenni.
Queste considerazioni in realtà nascondono un'idealizzazione del passato.
Di solito, se si devono fare i nomi dei critici più temuti si ricade sempre sugli stessi esempi:
Pochi nomi appunto> quasi tutti appartenenti a un periodo compreso tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta,
La verità è che> la critica ha esercitato qualche influenza in settori limitati della storia del cinema moderno
La critica> è un insieme più o meno omogeneo di discorsi che si colloca all'interno di un più ampio contesto di saperi, prese di parola, generi letterari. Su questo piano è in questione> la natura della critica come parte del circuito dei discorsi sociali. Che tipo di genere letterario è la critica cinematografica? Come si organizza al proprio interno? Come si relaziona al l'esterno con altre forme di sapere? Rimandano a queste domande> gli interventi che si sono interrogati sul problema dei prestiti intellettuali
Quanto il momento di valutazione è intrinseco alla critica? Si può fare a meno della fase di giudizio e limitarsi al commento-analisi del proprio oggetto?
A questo ambito di interrogazioni> appartengono i discorsi incentrati sul livello più o meno alto di impressioni smo della critica cinematografica. In genere> due sono le posi zioni antitetiche più ricorrenti.
Sul fronte opposto invece> si colloca chi continua a rivendicare un ruolo determinante per l'enunciato di gusto in ogni tipo di discorso critico [Carroll 2009]. Il lavoro della critica>> da questi ambiti di riflessione soprattutto due idee sono penetrate nel senso comune:
L'esercizio critico> rimane per molti ap passionati di cinema principalmente una sorta di meta naturale
Il critico> è considerato nello stereotipo comune un individuo che al rigore del la preparazione, alla motivazione del giudizio giunge per via di una capacità di esprimere il proprio gusto. È questo aspetto> che mescola un effetto di competenza con un effetto di espressione del sé
Per alcuni inoltre> la critica non è altro che una forma di scrittura, un luogo in cui i saperi trovano un'organizzazione coerente data dallo stile di un singolo (il recensore di talento). Se ripercorriamo la produzione scritta dei maggiori critici in vari campi
Ebbene, questa abilità> è sotto gli occhi di tutti, è il dato più sensibile del critico di talento.
Dunque nel presente libro se ne parlerà pochissimo, con la consapevolezza che si tratta di uno scacco di par tenza: l'ingrediente essenziale nella scrittura critica è anche l'elemento più difficile da tramandare. Ciò peraltro non significa che non si possa concentrare l'attenzione su aspetti altrettanto importanti. Significa soltanto che l'attenzione posta alle capacità del critico di talento, allo stile dei singoli recensori, rischia di far trascurare quanto di sistematico, feriale, "routiniero" c'è nella critica stessa. E si tratta di una parte essenziale dell'attività di interpretazione/giudizio. Si tratta inoltre di qualcosa di cui la critica parla malvolentieri. I discorsi che i critici producono su se stessi>> secondo le Introduzione XIII modalità appena elencate, hanno un valore storico e culturale: