Etica e deontologia professionale per operatore socio sanitario

Documento da Regione Piemonte su etica e deontologia professionale. Il Pdf esplora concetti di morale, etica e bioetica, consenso informato e accanimento terapeutico, utile per la formazione professionale.

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9 pagine

MCS 096-MDI 11/22
Materiale Didattico
Corso/i di riferimento: OPERATORE SOCIO SANITARIO a.f. 23/24
Materia/modulo: ETICA E DEONTOLOGIA PROFESSIONALE
Titolo: Etica e deontologia professionale
Redatto da: Lucia GIOIOSA
Pag. n° 9
Data redazione: Marzo 2024
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1) Definizione di morale
2) Definizione di etica
3) Differenza tra etica e morale
4) Definizione di bioetica
5) Etica della responsabilità e differenza con la responsabilità giuridica
6) Definizione di deontologia professionale
7) Valore giuridico e valore professionale del codice deontologico
8) Rapporti con la persona assistita
9) Segreto professionale
10) Riservatezza
11) Consenso informato
12) Riflessioni sull’accanimento terapeutico e assistenziale
13) Rapporti con l’amministrazione
Definizione di morale
Il termine morale (mores “costumi”) riguarda il comportamento umano e
tradizionalmente è stato applicato per denotare le azioni associate al bene o al male. La
morale di una società è l’insieme delle consuetudini che sono state elevate a livello di
norme per fornire un quadro di riferimento per la collettività. Il concetto di moralità varia
nel tempo e nello spazio. La morale, nasce per l’imposizione di un determinato gruppo
rispetto ad un altro (esempio pratico).
Definizione di etica differenza tra etica e morale
Dal greco ethos “carattere” “costume” è quella parte di filosofia morale che studia
principi o norme che regolano la condotta umana.
L’etica si realizza quanto l’individuo esercita la capacità di pensare, di fermarsi
prima di agire e di chiedersi il perché deve seguire una determinata regola.
L’etica cerca di rispondere a domande come: quando un’azione è giusta? quando
un’azione è sbagliata? – e qual è il principio che decide del bene e del male?
Questa mediazione riflessiva tra l’individuo e la norma, in cui si fa uso del pensiero
critico, dà origine all’etica.
Se l’etica comporta la riflessione e l’interiorizzazione perché sia autentica, la morale
esige solo il rispetto di una norma.
Problema etico: nasce quando si tratta di decidere a parte le motivazioni
strettamente scientifiche, ciò che si deve fare per un malato piuttosto che ciò che si fa o che
si può fare per lui.
Dilemma etico: quanto si è costretti a scegliere fra due valori che, pur essendo in
apparenza entrambi eticamente accettabili, sono in conflitto tra loro.

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Anteprima

Lezioni di etica e deontologia

  • Definizione di morale
  • Definizione di etica
  • Differenza tra etica e morale
  • Definizione di bioetica
  • Etica della responsabilità e differenza con la responsabilità giuridica
  • Definizione di deontologia professionale
  • Valore giuridico e valore professionale del codice deontologico
  • Rapporti con la persona assistita
  • Segreto professionale
  • Riservatezza
  • Consenso informato
  • Riflessioni sull'accanimento terapeutico e assistenziale
  • Rapporti con l'amministrazione

Definizione di morale

Il termine morale (mores "costumi") riguarda il comportamento umano e tradizionalmente è stato applicato per denotare le azioni associate al bene o al male. La morale di una società è l'insieme delle consuetudini che sono state elevate a livello di norme per fornire un quadro di riferimento per la collettività. Il concetto di moralità varia nel tempo e nello spazio. La morale, nasce per l'imposizione di un determinato gruppo rispetto ad un altro (esempio pratico).

Definizione di etica e differenza tra etica e morale

Dal greco ethos "carattere" "costume" è quella parte di filosofia morale che studia principi o norme che regolano la condotta umana. L'etica si realizza quanto l'individuo esercita la capacità di pensare, di fermarsi prima di agire e di chiedersi il perché deve seguire una determinata regola. L'etica cerca di rispondere a domande come: quando un'azione è giusta? - quando un'azione è sbagliata? - e qual è il principio che decide del bene e del male? Questa mediazione riflessiva tra l'individuo e la norma, in cui si fa uso del pensiero critico, dà origine all'etica. Se l'etica comporta la riflessione e l'interiorizzazione perché sia autentica, la morale esige solo il rispetto di una norma. Problema etico: nasce quando si tratta di decidere a parte le motivazioni strettamente scientifiche, ciò che si deve fare per un malato piuttosto che ciò che si fa o che si può fare per lui. Dilemma etico: quanto si è costretti a scegliere fra due valori che, pur essendo in apparenza entrambi eticamente accettabili, sono in conflitto tra loro.

Definizione di bioetica

Disciplina che tende ad affrontare i problemi posti dal progredire delle conoscenze scientifiche in particolare dalla più avanzata ricerca in campo biomedico (confronto tra studiosi, filosofi, teologi, giuristi e medici). Comitato Nazionale per la Bioetica: è l'organo con funzioni di consulenza in materia di bioetica; si trova nelle più importanti strutture sanitarie. Sono presenti anche i Comitati Etici locali

Etica della responsabilità e differenza con la responsabilità giuridica

L'etica della responsabilità comporta il tener contro di alcuni principi quali: Autonomia: termine derivato dal greco autòs (sé) è nòmos (regola o legge) pertanto riferito all'idea di autogoverno. L'autonomia comporta la capacità di operare una scelta libera da imposizioni esterne. Nella terminologia attuale ha acquistato significati più ampi, fino ad includere privacy, scelte e diritti individuali. Fedeltà: è il mantenimento di una promessa; il dovere di essere fedele ai propri impegni. Comprende le promesse sia implicite sia esplicite fatte a un'altra persona. Rispetto per le persone: è spesso utilizzato come sinonimo di autonomia. Tuttavia si estende oltre la semplice accettazione del concetto o dell'atteggiamento in base al quale le persone possono autonomamente scegliere di trattare gli altri in modo da consentire loro di operare la scelta. Sacralità della vita: punto di vista secondo il quale la vita è il bene massimo. Pertanto, tutte le forme vitali, inclusa la semplice esistenza biologica, dovrebbero avere diritto di precedenza su qualsiasi criterio esterno di giudizio della qualità della vita. Sincerità: è l'obbligo di dire la verità e di non mentire o ingannare gli altri. Per responsabilità giuridica si intende la responsabilità connessa all'esercizio dei propri atti cioè l'obbligo di rispondere del proprio operato se eseguito nel modo non corretto. Può essere civile, amministrativa, penale e disciplinare.

Definizione di deontologia professionale

La deontologia professionale consiste nell'insieme delle regole comportamentali, il cosiddetto codice etico, che si riferisce in questo caso ad una determinata categoria professionale. Lo scopo del codice deontologico è quello di uniformare il comportamento dei professionisti ed impedire di ledere la dignità o la salute di chi sia oggetto del loro operato. La violazione di esso comporta l'esercizio dei poteri disciplinari.

Valore giuridico e professionale del codice deontologico

La norma deontologica diviene, dopo la caduta del mansionario, l'autoregolamentazione della professione infermieristica. E, pertanto, viene ad assumere una posizione fondamentale per la definizione dell'operatività dell'infermiere. Nelle disposizioni finali è ribadito il ruolo dei collegi chiamati a garantire la qualificazione dei singoli professionisti anche attraverso la sanzione dell'inosservanza delle regole deontologiche.

Rapporti con la persona assistita

Il profilo OSS così come previsto dall'accordo STATO-REGIONI del 22 febbraio 2001 individua le attività e le sue competenze. In particolare, per ciò che concerne le competenze relazionali di questa figura vengono messi in evidenza alcuni criteri da adottare quali: Il saper lavorare in èquipe Il saper rapportarsi con l'utente e la famiglia comunicando in modo partecipativo in tutte le attività quotidiane di assistenza stimolando al dialogo le parti Saper interagire con il personale sanitario, con il malato morente Saper sollecitare ed organizzare momenti di socializzazione Saper assicurare all'utente una puntuale informazione sul servizio e sulle risorse Essere in grado di gestire la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità Saper trasmettere ai tirocinanti i propri contenuti operativi.

Segreto professionale

Recita l'art.622 del codice penale. "Chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte, di un segreto, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito, se dal fatto può derivare nocumento con la reclusione fino a un anno o con la multa da 30 a 516 euro". Elemento oggettivo del reato: la condotta costitutiva del reato consiste nella rilevazione senza giusta causa (obbligo del referto medico - autorizzazione del titolare del segreto - denunce sanitarie) o nell'impiego della notizia a profitto proprio o altrui. Elemento psicologico del reato: dolo diretto. L'individuo deve essere consapevole che la notizia sia coperta dal segreto in conseguenza dell'attività professionale. Condizioni obbiettive di punibilità: nocumento (danno non necessariamente patrimoniale) e la querela di parte. Va ricordato per completezza di esposizione, che ove il soggetto passivo sia un portatore di handicap ricorre una circostanza aggravante speciale e ad effetto speciale delineata nell'art.36 L. 5.02.92, n.104 (legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate). A seguito della sentenza 23.03.88 n.364 della Corte Costituzionale secondo la quale l'ignoranza delle legge penale, se incolpevole a cagione della sua inevitabilità, scusa l'autore dell'illecito, vanno stabiliti i limiti di tale inevitabilità. Per il comune cittadino tale condizione è sussistente, ogni qualvolta egli abbia assolto, con il criterio dell'ordinaria diligenza, al cosiddetto dovere di informazione, attraverso dell'espletamento di qualsiasi utile accertamento, per conseguire la conoscenza della legislazione vigente in materia. Tale obbligo è particolarmente rigoroso per tutti coloro che svolgono professionalmente una determinata attività, i quali rispondono dell'illecito anche in virtù di una culpa levis nello svolgimento dell'indagini giuridica ...... Cass. Penale sez. unite 18.07.94 n.8154. L'incertezza derivante da contrastanti orientamenti giurisprudenziali nell'interpretazione e nell'applicazione di una norma, non abilita da sola ad invocare la condizione soggettiva di ignoranza inevitabile della legge penale ...... Cass. Penale sez. 6^ 27.05.95 n.6175.

Riservatezza

In Italia, alla fine del novecento, compare anche in ambito sanitario, il concetto di riservatezza. E' concetto che, affiancandosi a quello di segreto professionale, all'epoca della sua introduzione ha stimolato specifiche riflessioni, che hanno portato a una rinnovata sensibilità fra i professionisti della salute proprio in materia di segretezza in particolare il termine viene adottato nel comma 1 dell'art.5 della Legge 5.06.90, n.135: programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS. In tale articolo la tutela della riservatezza è esplicitamente considerata in relazione ad attività doverose per tutti i professionisti della salute. L'ultima parte del comma 1 prescrive che gli operatori sanitari esercenti una professione sono tenuti ad adottare tutte le misure occorrenti per la tutela della riservatezza della persona assistita. Questo enunciato va letto come sollecitazione a promuovere tutte le misure idonee a mantenere segrete tutte le notizie relative a queste persone; ciò comporta una condotta ancor più accurata di quella che è doverosa in base alle indicazioni dell'art.622 del codice penale. In altre parole, l'articolo non indica semplicemente che è vietato rivelare ma si esprime in termini esortativi, raccomandando l'adozione delle misure occorrenti. L'art.178 comma 2 del D.L.vo 30.06.03, n.196 codice in materia di dati personali, ha sostituito l'art. 5 della Legge 135/90 e abrogato la L. nr.675 del 31.12.96. L'operatore sanitario e ogni altro soggetto che viene a conoscenza di un caso di aids, ovvero di un caso di infezione da hiv, anche non accompagnato da stato morboso è tenuto a prestare la necessaria assistenza e ad adottare ogni misura o accorgimento occorrente per la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali dell'interessato, nonché della relativa dignità ....... nella nuova stesura del comma 1 non figura più alcun richiamo alla riservatezza ma garantisce che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali nonché della dignità del'interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all'identità personale e al diritto della protezione dei dati personali. L'art.1 in materia di protezione dei dati personali afferma il diritto della persona alla protezioni dei dati che la riguardano. L'art.4 reca una sorta di glossario, con le definizioni dei concetti fondamentali che compaiono nel codice: Dato personale, qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente o associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale; Dati sensibili, i dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale;

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