Orthomyxovirus e Paramyxovirus: Caratteri Generali
ARGOMENTO
Orthomyxovirus, Paramyxovirus, Rhabdovirus,
Papillomavirus (HPV) e morbillo.
PROF
Giovanni Di Bonaventura
DATA
14/11/2023
ORTHOMYXOVIRUS e PARAMYXOVIRUS.
CARATTERI GENERALI
Proprietà di Orthomyxovirus e Paramyxovirus
TABLE 39-1 Properties of Orthomyxoviruses and Paramyxoviruses
Property
Orthomyxoviruses
Paramyxoviruses
Viruses
Influenza A, B, and C viruses
Measles, mumps, respiratory syncytial, and parainfluenza viruses
Genome
Segmented (eight pieces) single-stranded
RNA of negative polarity
Nonsegmented single-stranded RNA of negative polarity
Virion RNA polymerase
Yes
Yes
Capsid
Helical
Helical
Envelope
Yes
Yes
Size
Smaller (110 nm)
Larger (150 nm)
Surface spikes
Hemagglutinin and neuraminidase on
different spikes
Hemagglutinin and neuraminidase on the same spike'
Giant cell formation
No
Yes
Nella tabella sovrastante vengono riportate le similitudini e le differenze tra i virus influenzali
(orthomyxovirus) e i Paramyxovirus. Troviamo delle differenze importanti, tra cui:
- GENOMA: nei virus influenzali abbiamo un genoma suddiviso in numero variabile fino a 7 unità di
RNA a singola elica, mentre nei para abbiamo una singola molecola di RNA, ciò è indice della
presenza di un unico antigene e fa si che la sintesi degli anticorpi indotta dall'infezione primaria
riconosca sempre lo stesso tipo di antigene.
- DIMENSIONI: i Paramyxovirus sono generalmente più grandi (arrivano ai 150nm) e tendono ad
avere una forma più globosa; infatti, abbiamo visto che i virus dell'influenza sono tendenzialmente
più allungati, con forma sferica in funzione dello stato dell'attivazione cellulare.
- ANTIGENE: i Paramyxovirus sono caratterizzati dalla comunanza di emoagglutinina e neuraminidasi
in un unico antigene che generalmente ha una struttura tetramerica, a differenza dei virus
dell'influenza in cui abbiamo l'antigene in molecole differenti .
- GIANT CELLS: I Paramyxovirus sono in grado di formare cellule giganti (formazione di un sincizio)
che deriva da una proteina con azione fusogena che si trova attiva sulla superficie delle cellule
infettate dal virus e che media l'interazione tra le cellule attaccate, cioè si fondono più cellule
attaccate dal virus formando un elemento di grosse dimensioni con più nuclei
che impedisce al virus di tornare all'esterno dalla cellula. Il virus riesce a
HN tetramer
F protein
shown as a trimer)
migrare da una cellula all'altra senza attivare l'immunità.
Matrix protein
Fusion peptide
bilayer
Large RNA polymerase
protein (L)
Phosphoprotein
Nucleocapsid protein
(NP)
Struttura dei Paramyxovirus
STRUTTURA:
Sono generalmente sferici e possono arrivare fino ai 200 nm. Sono virus a RNA
sul cui envelope troviamo:
- una glicoproteina HN (tetramero) che svolge le funzioni sia
dell'emoagglutinina che della neuramidasi.
- un antigene F (dimero) che prende parte all'attività fusogena indotta nelle
cellule già infettate dal virus stesso, viene attivata da un'azione litica cellulare:
la subunità FO viene attivata da una lisi derivata dalla perdita di un ponte
disolfuro.
- la proteina M, si trova sulla superficie interna.
Il nucleocapside possiede una simmetria elicoidale, presenta sia proteine P che proteine L (large) che
formano il complesso che regola la trascrizione, si tratta di un complesso che fa si che la trascrittasi sia attiva
in fasi temporali differenti e con efficienze diverse. Il ciclo biologico avviene interamente nel citosol; infatti, il
ciclo biologico dei Paramyxovirus non è influenzato dai farmaci che inibiscono la sintesi dell'RNA cellulare
perché la trascrizione dell' RNA virale non è legata agli inneschi di RNA cellulare (che sono invece
1indispensabili nei virus influenzali). Abbiamo quindi un complesso RNP fondamentale perché regola sia la
struttura del nucleocapside, sia la funzionalità dell'attività di trascrizione dell'RNA.
Si tratta di un RNA con polarità negativa (-), perciò non può infettare direttamente gli elementi cellulari;
come abbiamo già detto, solo l'RNA con polarità (+) può essere letto subito come RNA indipendente dalla
struttura del virus: se in laboratorio si infettasse una cellula sana con un RNA + si potrebbe avviare un ciclo
biologico del virus anche in assenza delle altre componenti del virus stesso; nel virus a RNA negativo viene
invece richiesta una fase di trascrizione dell'RNA che passa attraverso un antigenoma.
Ciclo di Replicazione dei Paramyxovirus
CICLO DI REPLICAZIONE
Natura del Recettore e Proteina Antirecettoriale
Respirovirus
Rubulavirus
Morbillivirus
Pneumovirus
Natura del recettore
acido sialico
acido sialico
CD46
sconosciuta
Proteina antirecettoriale
HN
HN
H
G
Il ciclo di replicazione dei Paramyxovirus prevede le fasi classiche:
- La prima fase è quella dell'interazione in cui il virus con l'antirecettore deve riconoscere la molecola
complementare che si trova sulla superficie della cellula target.
Ciò accade con attori completamente diversi; come si può vedere dalla tabella sovrastante, l'acido
sialico (che viene riconosciuto anche dai virus dell'influenza) in questo caso viene riconosciuto da
virus di tipo 1 e 3 del virus della parotite, mentre il virus del morbillo e, fra gli pneumovirus, il virus
sfinciziale, individuano delle molecole completamente diverse. Per esempio il CD46 ha un cluster di
differenziazione 46; i cluster di differenziazione sono uno schema di immunofenotipizzazione: si
tipizzano gli elementi cellulari sulla base della localizzazione di queste molecole. La tipologia di
molecole che si trova sulla superficie di queste cellule che fungono come ligandi o come molecole
che riconoscono altri ligandi servono per individuare i vari sottotipi cellulari. Per esempio, CD46
significa che con l'ausilio degli anticorpi monoclonali diretti verso CD46 avremo una
sottopreparazione al CD46. Quindi per i vari tipi abbiamo dei siti completamente diversi. Nello
Pneumovirus non si conosce il recettore cellulare ma sappiamo che lega la proteina G.
- Nella seconda fase non abbiamo l'endocitosi come nei virus dell'influenza, ma avviene una fusione
dei peplos attraverso la proteina F che si trova sulla superficie e media l'interazione tra la
membrana e la cellula stessa, il nucleocapside viene quindi liberato direttamente all'interno.
Affinché si abbia un'interazione tra il peplos del virus e la
membrana della cellula bisogna che la proteina F cambi
conformazione, cioè che si liberi di un legame chimico che
fa si che lo spike si allunghi e vada ad intercettare la
membrana cellulare
+ genome WW
Replication ( +) an
Transcription
MIRNA GRAMA
Translation
- Il capside viene riconosciuto dalla cellula stessa e
con degli enzimi al nucleocapside. Quindi da una parte c'è
la trascrizione che è sequenziale e avviene nel citosol ed è
caratterizzata da un tag e da un cap all'estremità 5' e 3'.
- Abbiamo poi una duplicazione del genoma virale
che passa attraverso l'antigenoma: I'RNA con polarità (-)
Replication
Transcription
deve essere duplicato in RNA + che funge da stampo
M
.
LPN.NP
all'antigenoma (viene letta come mRNA) per poi ritornare
Assembly
HN. H. G
allo stato di RNA (-), che sarà la molecola di RNA che verrà
inserita nel capside. L' mRNA prima di diventare la
molecola finale subisce delle modificazioni che
interessano l'estremità 5' e 3'. Da una parte troviamo una
coda di poli-A, cioè più unità di adenina che rendono più stabile I'mRNA nel citosol mentre
all'estremità opposta abbiamo un tag con una guanosina con un gruppo -CH3 in posizione 7 per
regolare la sintesi e la lettura dell'mRNA e quindi renderlo più stabile
Domanda di uno studente: Il cap e il tag vengono presi dall'mRNA della cellula o sintetizzati dal virus?
2Risposta del prof: Vengono sintetizzati dal virus, infatti la replicazione virale è indipendente dagli
inneschi di RNA cellulare. A differenza del ciclo biologico dei virus dell'influenza dove la trascrizione ha
bisogno di piccoli inneschi delle code di RNA cellulare
- Si formano RNA nanogenici, cioè si formano più specie di RNA, ognuna delle quali avrà
informazione genica per prodotti L,P, NP (prodotti funzionali e strutturali del virus stesso).
Quando la quantità delle nucleoriboproteine che formano il capside elicoidale arriva a un valore soglia
si ha la replica del genoma virale per ottenere delle copie genomiche di RNA. Ciò è fondamentale
perché si tratta del tentativo del virus di coordinare la quantità delle unità di genoma virale con i
nucleocapsidi per evitare che si formino dei quantitativi troppo alti.
Una volta che si forma il nucleocapside, tende a migrare verso la parte della membrana che presenta la
glicoproteina F e HN/G/H, cioè migra nelle zone della cellula che hanno già gli antigeni di superficie
all'interno della membrana che fungono da tag per indicare il sito di gemmazione. Il tutto è aiutato dalla
proteina M che si addossa sulla faccia interna di questa zona di
membrana .
O
2
2
2
2
- Avviene poi la gemmazione: il nucleocapside spinge lungo la
faccia interna della membrana cellulare ed ernia a forma una gemma.
Questo ricreerà il peplos intorno al virus stesso.
Effetto Citopatico dei Paramyxovirus
EFFETTO CITOPATICO
La contiguità spaziale fra le cellule fa si che proteine F diverse
inducano l'unione delle membrane cellulari in determinati punti e
queste creano una struttura a più nuclei (come si può osservare
nell'immagine). Hanno un importante funzione biologica nella
strategia di infezione del virus perchè il virus può infettare cellule contigue senza rilocalizzarsi al di fuori
della cellula dove allerterebbe il sistema immunitario.
Virus Parainfluenzali
VIRUS PARAINFLUENZALI
I virus parainfluenzali sono indicati con diversi sierotipi, abbiamo:
- Virus parainfluenzali umani 1 e 3 (respirovirus)
- Virus parainfluenzali umani 2, 4a e 4b (rubulavirus)
Il periodo di incubazione va dai 4 ai 6 giorni circa, quindi abbiamo una sintomatologia molto generica: rinite,
congestione, tosse secca. Nei bambini l'infezione resta limitata nel naso e nella faringe, mentre negli adulti
tende a scendere nelle vie aeree basse con un interessamento di laringe, trachea, alveoli e bronchi.
L'immunità che deriva dall'infezione primaria è molto scarsa, quindi a seguito di nuovi contatti con lo stesso
antigene potrebbero esserci nuove infezioni. Sono prevalenti nei mesi freddi e non provocano pandemie,
cioè non hanno lo stesso impatto sulla comunità che è proprio del virus influenzale perché è caratterizzato
da una sola molecola di RNA e quindi non c'è una diversa variabilità. La diagnosi clinica è difficile perché,
come è stato detto, non presentano segni o sintomi che si possono ricondurre a questo tipo di virus; in vitro
la diagnosi di infezione da parainfluenzali viene condotta con l'utilizzo di cellule renali di scimmia e si mette
in evidenza la formazione delle giants cells con un effetto citopatico (anche se non è caratteristico solo di
questo gruppo di virus)
Virus della Parotite
VIRUS DELLA PAROTITE
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