Documento sulla moda maschile nell'età del gotico. Il Pdf esplora l'evoluzione dell'abbigliamento maschile e femminile nel XIV e XV secolo, con un focus sugli accessori, utile per lo studio universitario di Storia.
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L'ETA' DEL GOTICO ( XIV - metà XV sec.)
Nel XIII e XIV secolo comincia a delinearsi in maniera sempre più chiara l'Europa moderna. Nel corso di questi secoli, infatti, Impero e Papato, che avevano dominato la scena sociale e politica, cominciano lentamente a perdere il loro predominio, mentre si sviluppano nuove realtà sociali e nazionali. In varie città europee si afferma una nuova classe sociale, la borghesia mercantile (banchieri e mercanti) e, grazie anche alle nuove prospettive economiche, sarà favorita la nascita di nuove forme di pensiero e di nuovi ideali laici, che verranno diffusi nelle nascenti scuole e università. Questa nuova visione del mondo vedrà il sorgere in Italia dell'Umanesimo e del Rinascimento. Mentre l'Italia è frammentata in numerosi piccoli stati retti da signorie locali, in Europa comincia a profilarsi la potenza di grandi paesi, come la Francia e la Spagna, che troveranno la massima conferma del loro potere nel corso del secolo successivo e oltre. Malgrado il fermento innovativo, il XIV secolo segnerà una battuta d'arresto rispetto alla crescita economica e demografica registrate nel secolo precedente, poiché l'Europa intera sarà segnata da carestie, da guerre e da epidemie di peste, che spopoleranno sia le città sia le campagne. Nell'Italia centro-settentrionale, intorno alla metà del XV secolo, ci sono ormai tre stati che dominano la scena politica: il Ducato di Milano con la casata Visconti- Sforza; la Repubblica di Venezia, governata dal Doge, il quale era eletto tra i rappresentanti delle più antiche famiglie mercantili della città; lo stato di Firenze, retto, a partire dal 1435, dai Medici, potente famiglia di banchieri.
Il XIV secolo in Europa segnò, in campo vestimentario, un'enorme innovazione: la DIFFERENZIAZIONE TRA L'ABBIGLIAMENTO MASCHILE E QUELLO FEMMINILE. Intorno al 1340, infatti, nell'abbigliamento maschile non soltanto si diffuse l'uso di indumenti tagliati e cuciti molto aderenti in maniera tale da mettere in evidenza il busto e i fianchi, ma anche le gambe furono rese visibili, e le vesti si accorciarono fin sopra il ginocchio. L'abbigliamento femminile, inizialmente, sarà interessato in misura molto minore dai mutamenti in atto, a conferma del ruolo più attivo svolto dall'uomo nella società medievale. Rispetto alle fogge precedenti, l'abito femminile adotterà ampie scollature ovali o tondeggianti, che confermano una caratterizzazione di tipo erotico.Alla fine del XIV secolo, in pieno periodo gotico, e fino al XV secolo, nell'abbigliamento femminile sarà altresì enfatizzato l'addome. Numerose testimonianze iconografiche mostrano infatti che, sul davanti, negli slanciati abiti a vita alta verrà raccolta e accentuata l'ampiezza della veste. Le vesti indossate dalle nobildonne evidenziano, in maniera particolare, il busto. La linea-vita è posta sotto il seno e l'ampiezza dell'abito è raccolta sul davanti mettendo in risalto l'addome.
I motivi del cambiamento che portarono all'evoluzione del costume europeo sono da individuare soprattutto nell'emergere di una nuova classe sociale (la ricca borghesia mercantile e finanziaria), nella diffusione di una CULTURA UMANISTICA che manifesto un GUSTO LAICO e PROFANO, nell'influenza esercitata dai nuovi ideali dell'arte gotica, la quale trasmise anche nell'abbigliamento IL SENSO DI VERTICALITA' che, in maniera particolare, caratterizzava l'architettura. Si notino le vetrate policrome delle finestre a SESTO ACUTO, le SLANCIATE COLONNE e le VOLTE A CROCIERA OGIVALI. Occorre ricordare, inoltre, che l'epidemia di peste del 1348, riducendo drasticamente il numero di abitanti, fece sì che il potere economico si concentrasse nelle mani di pochi "nuovi ricchi" i quali erano animati dall'ansia di godersi la vita e di mostrare pubblicamente il loro ruolo sociale, anche tramite un tipo di abbigliamento eccentrico che prediligeva i forti contrasti cromatici, i tagli particolari, le maniche dalle originali forme. Alla fine del XIV secolo, si diffusero nuove e particolari mode elaborate nella corte di Borgogna, nota per il lusso e la sontuosità dei costumi, pienamente rispondenti allo SPIRITO e alla RICERCATA RAFFINATEZZA del GOTICO FIORITO, movimento artistico ormai diffuso a livello internazionale in tutta Europa In Italia, anche in campo vestimentario, il gusto per un maggiore equilibrio e il rifiuto di eccessi tendenti a modificare le proporzioni del corpo caratterizzò la produzione. La volontà di "apparire" tramite l'abbigliamento da parte dei vari cetisociali provocherà la promulgazione di numerose LEGGI SUNTUARIE (dal latino sumptuarius, che concerne le spese). Si trattava di DIVIETI che riguardavano non solo il lusso manifestato tramite lo sfoggio di oro, gioielli e oggetti preziosi, ma anche, per ciascun ceto, la foggia degli abiti, la qualità e la quantità di tessuto e di ornamenti concessi. La volontà di distinguersi dai ceti meno abbienti dai parti delle classi agiate si tradurrà sempre più nell'adozione di abiti che impongono al corpo atteggiamenti e posture INNATURALI, tali in pratica da non consentire, a chi li indossa, lo svolgimento di una qualunque attività di tipo pratico.
ABIGLIAMENTO MASCHILE L'abbigliamento maschile, oltre a differenziarsi da quello femminile dal punto di vista formale, nel corso del secolo manifestò fogge diverse a seconda dell'età della persona cui era destinato. I GIOVANI amarono indossare indumenti attillati quali il FARSETTO, la GONNELLA e le CALZEBRACHE, di solito provviste di suola sotto il piede, generalmente confezionate in tessuto di lana, che venivano allacciate direttamente al farsetto tramite delle stringhe. Da indossare all'esterno erano alcune sopravvesti quali la ZUPA e la COTARDITA (o cottardita). Quest'ultima era di forma attillata fino alla vita, abbottonata dal collo all'orlo (la lunghezza giungeva fin sotto i fianchi) e dotata di strette e lunghe maniche, spesso allacciate anch'esse con bottoni dal gomito al polso. I due giovani raffigurati indossano il FARSETTO e le CALZEBRACHE legate al farsetto tramite stringhe. Nell'immagine sono visibili le mutande chiamate ZARABULLE o SORABULLE, molto simili agli odierni slip. Realizzati in materiali pregiati, quali perle, corallo, ambra o addirittura oro e argento, i bottoni potevano essere chiamati MASPILLI, o COPPELLE se a mezza sfera, oppure PEROLI se a forma di pera. Anche le asole, spesso in argento, servivano per guarire gli abiti alla stessa stregua di nastri, cordelle, bordure d'oro, frange, profili di pelliccia. Lionello d'Este indossa una SOPRAVVESTE decorata con BOTTONI a MEZZA SFERA (COPPELLE). L'acconciatura del nobiluomo era chiamata "a scutella".Si ribadiscono dunque le definizioni di:
dre/ CAL cary La GONNELLA, nel corso del secolo, subisce un'evoluzione rispetto alla foggia inziale. A partire dal 1340 copriva il ginocchio, intorno al 1360 arrivava a sopra al ginocchio ed era molto aderente al busto, mentre nella parte inferiore era piuttosto ricca e pieghettata. Poiché era diventata sempre più attillata, la gonnella era spesso dotata di aperture (sul davanti e nelle maniche) che venivano chiuse tramite bottoni. Anche le maniche diventarono quasi accessori di carattere ornamentale poiché spesso pendevano semplicemente dal giro manica. Dopo il 1370, la gonnella divenne molto corta e stretta e, verso fine secolo, essendosi accorciata sempre più e imbottita all'interno come il farsetto, si confondeva con questo indumento. Le due figure maschili indossano un'aderente gonnella provvista di una lunga fila di bottoni nella metà davanti. Anche le maniche presentano un'apertura fino al gomito, chiusa da bottoni. Sia la COTARDITA, sia le CALZEBRACHE erano spesso decorate con lo stemma araldico, oppure portavano i colori della casata di appartenenza. Fin dal 1300 e per tutto il 1400, era d'uso indossare VESTI BICOLORI, chiamate in Italia "DIVISATE", oppure rigate o decorate, oltre che da stemmi araldici da lettere dell'alfabeto; in questo caso le vesti venivano definite "ALLETTERATE".I personaggi a cavallo, sfoggiano i tipici copricapi in voga nella prima metà del Trecento, le VESTI DIVISATE, i GUANTI, e la SCARSELLA attaccata alla cintura. La scena comprende alcuni contadini di cui uno vestito di grigio. Il GRIGIO nel Medioevo aveva un valore fortemente negativo poiché evocava l'assenza di pulizia ed era associato all'idea di "macchia". I personaggi raffigurati indossano ricche VESTI DIVISATE. Molto interessanti anche le fogge dei copricapi. Gli anziani indossavano, anch'essi, la gonnella (lunga fino ai piedi e ampia), il farsetto, le brache, le calze e le scarpe. Sopra questi indumenti, per uscire, indossavano mantelli o vari tipi di sopravveste quali la CIOPPA, il GABBANO o la GUARNACCA. La differenza tra le sopravvesti è di difficile individuazione. La guarnacca, spesso dotata di aperture verticali per far passare le braccia, talora era provvista di cappuccio e foderata di pelliccia in inverno o di tessuto in estate. Il gabbano era solitamente aperto davanti, munito di maniche e, come a volte la guarnacca, poteva avere il cappuccio, essere foderato di pelliccia o altra stoffa a seconda della stagione invernale o estiva. La cioppa, a sua volta, poteva essere a forma di cappa o di gonnella, con maniche lunghe e aderenti oppure larghe e svasate che, nell'ultimo scorcio del secolo, potevano giungere fino alle ginocchia. I personaggi posti in alto sulla sinistra dell'illustrazione, indossano il GABBANO, lunga sopravveste fornita di maniche. Il personaggio in basso a sinistra indossa una GONNELLA.