Culture Partecipative e Competenze Digitali: Le Teorie di Jenkins

Documento di Università su Culture Partecipative e Competenze Digitali – Jenkins. Il Pdf esplora le forme di partecipazione e le nuove abilità digitali, basandosi sul lavoro di Jenkins, e include statistiche sull'uso dei social media e il ruolo dell'educazione nell'era digitale.

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9 pagine

CULTURE PARTECIPATIVE E COMPETENZE DIGITALI Jenkins
LA RICERCA IN SINTESI
Una cultura partecipativa è una cultura…
…con barriere relativamente basse per l’espressione artistica e l’impegno civico
…che dà un forte sostegno alle attività di produzione e condivisione delle creazioni
…che prevede una forma di mentorship informale: i partecipanti più esperti condividono conoscenza con i principianti.
Le forme di cultura partecipativa:
AFFILIAZIONE
Essere utenti formali e informali delle community online relative a diffrenti forme di media: Facebook, Instagram, game
clans.
ESPRESSIONI CREATIVE
Produrre nuove forme creative, come il sampling digitale, lo skinning e il modding, i fan video, le fan fiction, le fanzine o i
mash-up.
PROBLEM SOLVING COLLABORATIVO
Lavoro insieme in gruppi, formali e informali, per raggiungere obiettivi e sviluppare nuove conoscenze.
Wikipedia, spoiling, …
CIRCOLAZIONE
Modellare il flusso dei media, così come accade con il podcasting o i blog.
Un numero crescente di studiosi sottolinea i benefici derivanti da queste forme di cultura partecipativa.
Tra queste l’apprendimento tra pari, atteggiamento differente nei confronti della proprietà intellettuale, diversificazione
delle espressioni culturali, sviluppo di competenze valorizzabili nei contesti lavorativi e una concezione più estesa di
cittadinanza.
Questa cultura partecipativa, ha la funzione di articolare una nuova forma di curriculum implicito, che delinea quali
ragazzi avranno successo e quali saranno lasciati indietro.
Tre elementi suggeriscono la necessità di un intervento politico e pedagogico:
1. IL GAP DI PARTECIPAZIONE
L’accesso ineguale a opportunità, esperienze, abilità e conoscenze che contribuiscono a preparare i giovani alla
partecipazione al mondo del domani.
2. IL PROBLEMA DELLA TRASPARENZA
Le sfide che devono affrontare i giovani nell’imparare a riconoscere i modi in cui i media formano le percezioni del
mondo.
3. LA SFIDA ETICA
Il crollo delle forme tradizionali di socializzazione e formazione professionale che dovrebbero preparare i giovani
per i ruoli in cui saranno sempre più impegnati, di creatori di media e partecipanti alla vita comunitaria.
Gli educatori devono collaborare per assicurarsi che tutti i giovani abbiano accesso ad ablità ed espereinze necessari a
diventare parte della cultura partecipativa.
Gli obbiettivi principali di questa ricerca si focalizzano sul digital divide, dai problemi di accesso alle tecnologie a quelli
relativi alle opportunità per la partecipazione e lo sviluppo di competenze culturali e abilità sociali necessarie.
I programmi dovrebbero promuovere le new media literacy: set di competenze culturali e abilità sociali di cui i ragazzi
hanno bisogno per muoversi nel panorama dei nuovi media.
La cultura partecipativa sposta il focus della costruzione di competenze (literacy) dall’espressione individuale al
coinvolgimento nella comunità.
Le nuove abilità comprendono:
Gioco: capacità di fare esperienza dell’ambiente circostante come forma di problem solving.
Simulazione: abilità di interpretare e costruire modelli dinamici dei processi del mondo reale.
Performance: abilità di impersonare identità alternative per l’improvvisazione e la scoperta.
Appropriazione: abilità di campionare e miscelare contenuti mediali dando loro significato.
Multitasking: abilità di scansionare l’ambiente e prestare attenzione ai dettagli salienti.
Conoscenza distribuita: abilità di interagire con strumenti che espandono le capacità mentali
Intelligenza collettiva: abilità di mettere insieme conoscenza e confrontare opinioni in vista di un obiettivo comune.
Giudizio: abilità di valutare affidabilità e credibilità di differenti fonti di informazione.
Navigazione transmedia: capacità di seguire un flusso di storie e informazioni su molteplici piattaforme mediali.
Networking: abilità di cercare, sintetizzare e disseminare informazione.
Negoziazione: abilità di viaggiare attraverso differenti comunità, riconoscendo e rispettando la molteplicità di prospettive
e comprendendo e seguendo norme alternative.
Per favorire la crescita di queste abilità sociali e competenze culturali è necessario un approccio alla ME.
Le attività scolastiche, programmi doposucola e le famiglia hanno ruoli distinti nel favorire e coltivare queste abilità.

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Anteprima

LA RICERCA IN SINTESI

Una cultura partecipativa è una cultura ...
... con barriere relativamente basse per l'espressione artistica e l'impegno civico
che dà un forte sostegno alle attività di produzione e condivisione delle creazioni
... che prevede una forma di mentorship informale: i partecipanti più esperti condividono conoscenza con i principianti.

Le forme di cultura partecipativa

AFFILIAZIONE
Essere utenti formali e informali delle community online relative a diffrenti forme di media: Facebook, Instagram, game
clans.
ESPRESSIONI CREATIVE
Produrre nuove forme creative, come il sampling digitale, lo skinning e il modding, i fan video, le fan fiction, le fanzine o i
mash-up.
PROBLEM SOLVING COLLABORATIVO
Lavoro insieme in gruppi, formali e informali, per raggiungere obiettivi e sviluppare nuove conoscenze.
Wikipedia, spoiling, ...
CIRCOLAZIONE
Modellare il flusso dei media, così come accade con il podcasting o i blog.

Un numero crescente di studiosi sottolinea i benefici derivanti da queste forme di cultura partecipativa.
Tra queste l'apprendimento tra pari, atteggiamento differente nei confronti della proprietà intellettuale, diversificazione
delle espressioni culturali, sviluppo di competenze valorizzabili nei contesti lavorativi e una concezione più estesa di
cittadinanza.
Questa cultura partecipativa, ha la funzione di articolare una nuova forma di curriculum implicito, che delinea quali
ragazzi avranno successo e quali saranno lasciati indietro.

Necessità di intervento politico e pedagogico

Tre elementi suggeriscono la necessità di un intervento politico e pedagogico:

  1. IL GAP DI PARTECIPAZIONE
    L'accesso ineguale a opportunità, esperienze, abilità e conoscenze che contribuiscono a preparare i giovani alla
    partecipazione al mondo del domani.
  2. IL PROBLEMA DELLA TRASPARENZA
    Le sfide che devono affrontare i giovani nell'imparare a riconoscere i modi in cui i media formano le percezioni del
    mondo.
  3. LA SFIDA ETICA
    Il crollo delle forme tradizionali di socializzazione e formazione professionale che dovrebbero preparare i giovani
    per i ruoli in cui saranno sempre più impegnati, di creatori di media e partecipanti alla vita comunitaria.

Gli educatori devono collaborare per assicurarsi che tutti i giovani abbiano accesso ad ablità ed espereinze necessari a
diventare parte della cultura partecipativa.
Gli obbiettivi principali di questa ricerca si focalizzano sul digital divide, dai problemi di accesso alle tecnologie a quelli
relativi alle opportunità per la partecipazione e lo sviluppo di competenze culturali e abilità sociali necessarie.
I programmi dovrebbero promuovere le new media literacy: set di competenze culturali e abilità sociali di cui i ragazzi
hanno bisogno per muoversi nel panorama dei nuovi media.
La cultura partecipativa sposta il focus della costruzione di competenze (literacy) dall'espressione individuale al
coinvolgimento nella comunità.Le nuove abilità comprendono:

  • Gioco: capacità di fare esperienza dell'ambiente circostante come forma di problem solving.
  • Simulazione: abilità di interpretare e costruire modelli dinamici dei processi del mondo reale.
  • Performance: abilità di impersonare identità alternative per l'improvvisazione e la scoperta.
  • Appropriazione: abilità di campionare e miscelare contenuti mediali dando loro significato.
  • Multitasking: abilità di scansionare l'ambiente e prestare attenzione ai dettagli salienti.
  • Conoscenza distribuita: abilità di interagire con strumenti che espandono le capacità mentali
  • Intelligenza collettiva: abilità di mettere insieme conoscenza e confrontare opinioni in vista di un obiettivo comune.
  • Giudizio: abilità di valutare affidabilità e credibilità di differenti fonti di informazione.
  • Navigazione transmedia: capacità di seguire un flusso di storie e informazioni su molteplici piattaforme mediali.
  • Networking: abilità di cercare, sintetizzare e disseminare informazione.
  • Negoziazione: abilità di viaggiareattraverso differenti comunità, riconoscendo e rispettando la molteplicità di prospettive
    e comprendendo e seguendo norme alternative.

Per favorire la crescita di queste abilità sociali e competenze culturali è necessario un approccio alla ME.
Le attività scolastiche, programmi doposucola e le famiglia hanno ruoli distinti nel favorire e coltivare queste abilità.

CAPITOLO PRIMO

Le abilità indispensabili nella cultura dei nuovi media

L'obiettivo dell'educazione è assicurare che tutti gli studenti traggano vantaggio dall'apprendimento in modo da
partecipare pienamente alla vita pubblica, comunitaria, creativa ed economica.
I ragazzi con particolari abilità che hanno avuto successo molto giovani, difficilmente hanno appreso le loro abilità
particolari a scuola.
Molti di questi hanno vissuto la scuola con frustrazione, altri l'hanno abbandonata e alcuni si sono diplomati in anticipo.
Tutti hanno sviluppato la maggior parte delle loro abilità partecipando a comunità di apprendimento informale costituite
da fan e giocatori.
Secondo uno studio del 2005, più della metà degli adolescenti che usano Internet, potrebbero essere considerati
creatori di media.
È creatore di media chiunque realizza un blog, una pagina web, pubblica online un contenuto qualsiasi o ne manipola
uno trovato online.
Se nel 2005 il 19% degli adolescenti americani ha un blog, oggi molti di più hanno Instagram.

Statistiche Instagram 2022

  • MAU - Utenti attivi mensili di Instagram: 1 miliardo di utenti attivi mensili accedono all'app di Instagram a livello
    globale.
  • DAU - Utenti attivi giornalieri di Instagram: 500 milioni di utenti attivi giornalieri accedono all'app di Instagram a
    livello globale.
  • Con 1,386 miliardi di utenti Instagram si posiziona al quarto posto tra i social network più popolari per numero di
    utenti. Davanti ci sono Facebook (2,85 miliardi), YouTube (2,29 miliardi) e WhatsApp (1,6 miliardi).
  • Le persone trascorrono in media 29 minuti al giorno su Instagram - gli utenti di età inferiore ai 25 anni trascorrono
    32 minuti e 24 minuti quelli di età superiore ai 25 anni.
  • Instagram ha appena 450 dipendenti al servizio di oltre 1 miliardo di utenti, rispetto alla sua società madre,
    Facebook, che ha 58.000 dipendenti per una base di 2,9 miliardi di utenti.

Popolarità di Instagram tra i giovani

Secondo uno studio condotto da Pew Research sugli americani, Instagram è l'app più popolare tra i giovani di età
compresa tra i 18 e i 24 anni:

  • Il 71% delle persone di età compresa tra i 18 e i 29 anni ha un account Instagram attivo.
  • Il 48% delle persone di età compresa tra i 30 e i 49 anni ha un account Instagram attivo.
  • Il 29% delle persone di età compresa tra i 50 e i 64 anni ha un account Instagram attivo.

Il 13% delle persone di età superiore ai 65 anni ha un account Instagram attivo.

CAPITOLO SECONDO

Abilitare la partecipazione

Per gli adulti Internet significa World Wide Web.
Per i ragazzi significa email, chat, giochi, il che li rende direttamente produttori di contenuti.
Le attività che coinvolgono maggiormente i giovani sono il multitasking, diventare esperti nella navigazione, conoscere le
mosse giuste per vincere, giudicare la partecipazione propria e altrui, ecc.

Caratteristiche della cultura partecipativa

La cultura partecipativa è una cultura con:

  • barriere relativamente basse per l'espressione artistica
    e l'impegno civico;
  • un forte sostegno per la creazione di materiali e la
    condivisione di creazioni con altri;
  • una qualche forma di tutoraggio informale attraverso
    cui i partecipanti più esperti condividono conoscenza
    con i principianti;
  • individui convinti che contribuire sia importante, e
    individui che sentono un qualche tipo di legame socia-
    le che li connette gli uni con gli altri (perlomeno, sono
    interessati a ciò che le altre persone pensano di quello
    che hanno creato).

La maggior parte della discussione sui nuovi media nella sfera pubblico-politica si è incentrata sulle tecnologie.
Perciò sugli strumenti tecnologici e le loro modalità d'uso.
Il computer ha il potenziale di creare una rivoluzione nelle modalità di apprendimento o un buco nero che consuma
risorse che potrebbero essere meglio dedicate alle tradizionali attività in aula.
I media operano in contesti culturali e istituzionali specifici, che determinano come e perché vengono usati.
Un computer non fa nulla in assenza di un utente.
L'introduzione delle tecnologie digitali all'interno delle classi influenza necessariamente il nostro rapporto con
le altre tecnologie di comunicazione: modifica le nostre percezioni riguardo ciò che può o deve essere fatto con
matite e carta, gesso e lavagna, libri, film e registrazioni.
I sistemi mediali sono formati dalle tecnologie della comunicazione e dalle istituzioni, dalle pratiche e dia protocolli
sociali, culturali, giuridici, politici ed economici che li disegnano e li circondano.
Lo stesso obiettivo può essere raggiunto con un'ampia gamma di tecnologie e la stessa tecnologia può essere utilizzata
per una varietà di scopi diversi.
Queste attività diffondono si diffondono solo se la cultura le supporta, se soddisfano esigenze ricorrenti in un particolare
momento storico.
Gli strumenti a disposizione di una cultura contano, ma cosa la cultura sceglie di farne, conta molto di più.
(APPROCCIO ECOLOGICO)
L'inter-attività è una proprietà della tecnologia.
La partecipazione è una proprietà della cultura.
La cultura partecipativa emerge man mano che la cultura assorbe e reagisce all'esplosione delle nuove tecnologie.
Queste rendono possibile per il consumatore medio, attività come l'archiviazione, il commentare, l'appropriarsi e il
rimettere in circolo contenuti mediali.
Concentrare l'attenzione sull'ampliarsi dell'accesso alle nuove tecnologie non ci porta lontano se non pensiamo anche a
promuovere le competenze e le conoscenze culturali necessarie per usare questi strumenti per raggiungere i nostri
scopi.
Per questo bisogna incoraggiare i giovani a sviluppare le competenze, conoscenze, schemi etici e autostima, necessari
per partecipare alla cultura contemporanea.

Processo di partecipazione dei giovani

I giovani sono già parte di questo processo attraverso:

  • AFFILIAZIONE
    Essere utenti formali e informali delle community online relative a diffrenti forme di media: Facebook,
    Instagram, game clans.
  • ESPRESSIONI CREATIVE
    Produrre nuove forme creative, come il sampling digitale, lo skinning e il modding, i fan video, le fan fiction, le
    fanzine o i mash-up.
  • PROBLEM SOLVING COLLABORATIVO
    Lavoro insieme in gruppi, formali e informali, per raggiungere obiettivi e sviluppare nuove conoscenze.
    Wikipedia, spoiling, ...
  • CIRCOLAZIONE
    Modellare il flusso dei media, così come accade con il podcasting o i blog.

Ognuna di queste attività, offre opportunità di apprendimento, espressione creativa, impegno civico, emancipazione
politica e progresso economico.
Attraverso queste forme di cultura partecipativa, i giovani stanno acquisendo abilità che serviranno loro anche in futuro.
La cultura partecipativa rielabora le norme attraverso cui operano la scuola, le espressioni culturali, la vita civile il lavoro.
Una crescente quantità di lavoratori si è centrata sul valore della cultura partecipativa e sul suo impatto al ungo termine
sula comprensione che i ragazzi hanno di se stessi e del mondo che li circonda.
In molti hanno sostenuto che queste nuove culture partecipative rappresentano ambient di apprendimento ideali.
James Gee li chiama culture di apprendimento informale, o spazi di affinità.
Gee sostiene che gli spazi di affinità offrono enormi opportunità per l'apprendimento perché sono sostenuti da sforzi
comuni che superano ogni differenza di età, classe, razza, sesso e livello di istruzione, e perché le persone possono
parteciparvi in vari modi, a seconda delle loro capacità e dei loro interessi.
Consentono a ciascun partecipante di sentirsi come un esperti, sfruttando l'esperienza altrui (fornendo feedback agli altri
e ricevendolo in diversi ambiti).
Gli spazi di affinità si distinguono in diversi modi dai sistemi formali di istruzione.
L'istruzione formale è conservatrice, l'istruzione informale è innovativa.
L'apprendimento informale è sostenuto da strutture provvisorie, mentre l'istruzione formale è istituzionalizzata.
Le comunità di apprendimento informale, si evolvono per rispondere a interessi temporanei e esigenze immediate.
Le istituzioni che gestiscono l'istruzione pubblica non son cambiate molto, nonostante le riforme scolastiche.
Gli spazi di affinità, sono anche ambienti fortemente creativi da cui nasce l'innovazione.
È un dato di fatto che il panorama dei media verrà rimodellato dall'energia bottom-up di espressioni mediali create da amatori e
appassionati. Questo tipo di energia proveniente dal basso genererà un'enorme creatività, ma metterà anche in crisi alcune delle
categorie che organizzano la vita e il lavoro dei produttori di media.
Sta emergendo una uova generazione di spettatori e produttori di media, che potrebbe portare a un cambiamento epocale nel modo
in cui i media vengono prodotti e consumati.

Rapporto del 2005 su The Future od Indipendent Media

Questo lavoro esalta un mondo in cui tutti hanno accesso ai mezzi di espressione creativa e alle redi di supporto alla
distribuzione artistica.
I giovani creano e fanno circolare i propri prodotti mediali, e hanno più probabilità di rispettare i diritti di proprietà
intellettuale di altri. Questo perché sentono di avere un interesse maggiore per l'economia culturale.
I report del 2005 suggerivano che era in corso un allontanamento da un mondo in cui i media sono prodotti da qualcuno
e consumati da altri, verso un mondo in cui tutti hanno un ruolo attivo nella produzione mediale. Che è realtà oggi.

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