Slide sulla dieta nelle diverse età e condizioni fisiologiche. Il Pdf esplora le esigenze nutrizionali e le raccomandazioni dietetiche per l'età evolutiva, l'adolescenza, l'età adulta, la gravidanza e l'allattamento, fornendo linee guida chiare e concise per una corretta alimentazione nel campo delle Scienze a livello universitario.
Mostra di più10 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Nell'età evolutiva l'organismo si sviluppa fino a raggiungere pienamente le sue caratteristiche somatiche e psichiche. Tale età va dalla nascita ai 18-20 anni e di solito si suddivide in tre periodi: v infanzia, dalla nascita fino agli 11-12 anni v pubertà, dalla fine dell'infanzia all'inizio dell'adolescenza, ossia tra i 13 e i 15 anni circa per i maschi e tra i 10 e i 13 anni per le femmine v adolescenza, periodo compreso tra la fine della pubertà e i 18 anni circa Una sana e corretta alimentazione nell'età evolutiva crea le condizioni ottimali per uno sviluppo armonico e per una buona salute in età adulta. Una sana e corretta alimentazione nell'età evolutiva crea le condizioni ottimali per uno sviluppo armonico e per una buona salute in età adulta.
Fabbisogno energetico: proporzionalmente più elevato che nell'adulto (sp. nei primi 3 anni di vita) Fabbisogno proteico: 1,32 g/kg peso corporeo/die (primo anno di vita), poi diminuisce progressivamente fino a 0,9 g/kg p.c./die nell'adolescente Fabbisogno glucidico: 45-60% delle calorie giornaliere. Preferire i glucidi a basso IG Fabbisogno lipidico: 35-40% nella primissima infanzia, poi diminuisce progressivamente fino a 20-35%. Occorre evitare il più possibile gli acidi grassi trans Fabbisogno di micronutrienti: più elevato rispetto all'adulto, specialmente rispetto a calcio, ferro e acido folico Fabbisogno idrico: 800 ml/die nel primo anno, nell'adolescenza 2000-2500 ml/die
L'accrescimento corporeo nel 1º anno di vita è molto veloce (alta richiesta di energia e di nutrienti). L'alimento ideale per il neonato è il latte materno. L'allattamento al seno a richiesta è la forma ideale di alimentazione per i neonati. L'OMS consiglia l'allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita e di continuare ad allattare al seno, con l'introduzione di idonei alimenti complementari, fino a due anni e oltre. In caso di necessità si ricorre all'allattamento misto o all'allattamento artificiale. Se il latte materno non riesce a coprire almeno il 40% del fabbisogno energetico di solito si passa all'allattamento artificiale.
La composizione chimica del latte materno non è costante, varia e si adegua alle esigenze nutrizionale del lattante (il latte dei primi giorni è detto colostro). Il latte vaccino non è adatto al lattante.
È anche detta divezzamento o svezzamento. Consiste nella graduale introduzione di alimenti diversi dal latte nella dieta del lattante. Età ideale = 6° mese compiuto, perché: v aumentano le richieste nutrizionali del bambino e il latte da solo non le copre v l'apparato digerente del bambino è maturo per accogliere cibi solidi v il bambino è in grado di accettare il cucchiaino
- proteine (- caseina) + lattosio 77 - sali minerali LATTE UMANO VS LATTE VACCINO prebiotici e probiotici + AGE
Latte umano Latte vaccino Acqua (ml/100 ml) 87,4 87,2 Proteine totali (g/100 ml) 1,1 3,5 - caseina 0,4 2,9 - proteine del siero 0,7 0,6 Lattosio (g/100 ml) 6,8 4,9 Grassi (g/100 ml) 4,5 3.7 Minerali totali (g/100 ml) 0,2 0,7 Energia (kcal/100 ml) 75 66
È una tappa di transizione e occorre seguire questi due fondamentali accorgimenti: v la flessibilità: perché ogni bambino risponde in modo diverso alla nuova alimentazione v la gradualità: i nuovi alimenti vanno sempre proposti e mai imposti, e vanno introdotti uno alla volta nella dieta, in piccole quantità e a intervalli di almeno una settimana.
L'introduzione di nuovi alimenti può essere fatta con modalità diverse, secondo usi e costumi della famiglia. È comunque consigliato: v cominciare dall'età di sei mesi ad introdurre piccole quantità di alimenti v libertà di scelta da parte del genitore nella scelta della tipologia di cibo v aumentare gradatamente la consistenza e la varietà dei cibi v non forzare l'accettazione del cibo da parte del bambino v evitare cibi che possono soffocare il bambino (es. noci, uva) v è importante che il bambino possa avere contatto con il cibo, portandoselo da solo alla bocca v proporre i cibi in maniera stimolante (colore, odore, ecc.) v rispettare l'appetito del bambino
Uovo albume > tuorlo Latte lattoglobulina > caseina > lattoalbumina Cereali frumento > mais > avena > orzo > riso Carne pollo > vitello > coniglio > maiale > agnello Pesce merluzzo > sogliola > trota Frutta fresca fragola > pesca > albicocca > banana > pera Frutta secca arachide > mandorla > noce > nocciola Verdura pomodoro > sedano > spinaci > carota > insalata Legumi soia > lupini
A partire dai 12 mesi di vita del bambino l'alimentazione diviene via via più simile a quella dell'adulto. Dopo i 36 mesi la dentatura del bambino è ormai completa e l'alimentazione può assomigliare sempre di più a quella dell'adulto, e comprendere una gamma ampia di cibi e sapori.
Ricordarsi che il passaggio alla dieta familiare deve essere graduale Salare i piatti usando unicamente sale iodato in quantità esigue Evitare i piatti e le bevande troppo zuccherate Evitare i piatti speziati Evitare i coloranti e gli aromi (escluse la vaniglia e la vanillina) Mantenere l'equivalente di 500 ml di latte al giorno Dai 3 ai 5 anni il bambino può mangiare di tutto (eccetto bevande alcoliche e nervine). Dai 6 agli 11 anni si impostano e consolidano le abitudini alimentari del bambino all'interno del nucleo familiare. La scuola, con la mensa, ha un ruolo preventivo ed educativo sul piano nutrizionale. Occorre favorire: v alimenti vegetali (ricchi di antiossidanti) v pesce azzurro (ricco di AG della serie w-3) v variazione dei cibi v modalità di cottura semplici È bene distribuire la quota energetica in 4-5 pasti al giorno (è di particolare importanza la prima colazione).
Adolescenza = 12-18 anni circa Lo sviluppo corporeo è differenziato nei sessi, il punto massimo si raggiunge: a 10-13 anni nelle femmine, e a 12-15 anni nei maschi. MB maschi > MB femmine il FET è più elevato nei ragazzi Oltre all'elevato dispendio energetico, sono alti i fabbisogni di: v proteine (1 g/kg p.c./die) v Ca (insufficiente apporto di Ca: rischio osteoporosi in età adulta) v Fe (sp. nelle ragazze) v vitamine
Prima colazione molto scarsa o totalmente assente Cena molto abbondante Calo di energia a metà mattina Conseguente sazietà a pranzo Molta fame durante le pause e maggiore consumo di snack Tra I giovani è un'abitudine molto diffusa, ma errata, saltare la prima colazione.
Adulto = 18-60 anni circa
La corretta alimentazione rappresenta il presupposto essenziale per una giusta evoluzione della gravidanza e per un normale accrescimento del nascituro. Aumentano i fabbisogni di energia, in particolare: v energia ~ 200-300 kcal/die in più v proteine ~ 1,2 g/kg p.c./die v calcio e ferro v acido folico (previene la spina bifida), di solito si supplementa con farmaci Va evitato: v l'aumento di peso eccessivo per non rischiare complicazioni durante la gravidanza e nel parto v il consumo di alcol (passa attraverso la placenta) v il consumo di carne/pesce crudi o poco cotti (rischio toxoplasmosi)
La donna che allatta ha bisogno di un incremento energetico e di nutrienti per poter soddisfare le aumentate richieste per la produzione di latte, in particolare: v energia ~ 500 kcal/die in più v proteine ~ +21 g/die nel primo semestre v Acqua v Ca, Fe, I, Zn, Cu, Se v vitamine del gruppo B e vitamina A Va evitato: v alcol (passa nel latte) v alimenti che possono conferire sapore sgradevole al latte v alimenti potenzialmente allergizzanti
Terza età = dai 60 anni in poi In questa fascia di età diminuisce il fabbisogno di energia, perché si riducono: v il metabolismo basale v l'attività fisica svolta La diminuzione di spesa energetica è graduale, ma c'è un calo fisiologico significativo intorno ai 75 anni di età.
Solitudine Scarsa educazione alimentare Disabilità fisica o mentale Povertà Scarso appetito Difficoltà masticatoria Diminuita sensibilità del gusto e dell'odorato Malattie croniche Assunzione di farmaci La dieta della terza età è simile a quella dell'adulto sano, ma richiede più attenzione per non incidere negativamente sui problemi tipici dell'età. Occorre diminuire l'apporto di: Occorre aumentare l'apporto di: v calcio v energia v lipidi (in particolare AGS e AG trans) v glucidi semplici v sale (NaCI) il metabolismo basale v proteine v potassio v acqua
Controllare il proprio peso Variare le scelte alimentari Frazionare in più pasti la quota alimentare (anche per facilitare la digestione) Bere abbondantemente e frequentemente acqua Ridurre i grassi animali (non esagerare con i formaggi) Preferire l'olio extravergine di oliva come condimento Consumare frequentemente pesce (ricco di acidi grassi della serie co-3), carni magre e pollame (ricchi di proteine e ferro) Consumare abitualmente cereali integrali, legumi, frutta e ortaggi freschi Limitare il consumo di bevande alcoliche, bevande nervine e sale da cucina Da ridurre: bevande alcoliche, dolciumi, grassi, bevande nervine e sale da cucina Da privilegiare: ortaggi e frutta freschi, ricchi non solo di acqua, vitamine e sali minerali, ma anche di antiossidanti e di fibra