Slide sulle Matrici Teoriche dello Stato Moderno. Il Pdf, utile per studenti universitari di Diritto, esplora le due vie di affermazione dello Stato moderno, la nascita della politica come scienza e il confronto tra pensiero politico antico e moderno.
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Le «due vie» dell'affermazione dello stato moderno Nel periodo compreso tra la metà del Cinquecento e la metà del Seicento si affermano in Europa le «due vie» di realizzazione dello Stato moderno: Una via è quella dello stato assoluto che trova la sua forma storica nella monarchia francese. Lo stato assoluto moderno sottopone a sé le vecchie forze centrifughe feudali ed instaura su tutto il proprio territorio un ordine giuridico e amministravo che si autolegittima, a cui anche la Chiesa è sottoposta. Un'altra via è quella dello stato liberale che si realizza storicamente in Inghilterra attraverso la lotta tra la corona e il parlamento. Una forma monarchica non assoluta ma temperata da un sistema rappresentativo (monarchia costituzionale e parlamentare).Nel Seicento
Francia Monarchia Assoluta realizzata da caratterizzata da Luigi XIV (re Sole) potere illimitato del Re afferma "Lo stato sono io" Inghilterra Monarchia Costituzionale caratterizzata da ottenuta con la Gloriosa rivoluzione potere del re limitato dalle leggi e la Dichiarazione dei Diritti
Per il pensiero politico antico (Platone e Aristotele), l'uomo è «naturalmente» predisposto alla vita politica (politikon zoon), destinato per inclinazione e necessità a vivere in società, con la conseguenza che fuori dalla polis non vi è per l'uomo possibilità di «vita buona», cioè di vita felice. Lo stato, secondo il pensiero politico antico, è un esito «naturale», poiché spontaneamente gli uomini si associano per «vivere bene» in società. Aristotele POLITICA ECONOMICA CIE LATERZA
Il modello naturalistico antico viene riconfermato dalla filosofia politica medievale: l'uomo, creatura di Dio, è inserito all'interno di una comunità politica e sociale entro le cui gerarchie realizza la propria umanità, senza margini di iniziativa individuale. Con la modernità si arriva allo sgretolamento di quel modello sulla base di un'antropologia che vuole l'uomo responsabile delle proprie scelte politiche. L'uomo moderno prende atto: A. della sua caotica condizione di libertà che lo porta ad entrare in conflitto con gli altri uomini; B. della sua razionalità e capacità di decidere.
Così il potere dello Stato diventa una costruzione autonoma della ragione, il frutto di una decisione (patto) che implica l'uscita dallo stato di natura - in cui regnano libertà e uguaglianza ma anche disordine e pericolo - e l'accettazione da parte di ogni individuo di una nuova condizione artificiale, lo stato civile, e delle leggi che la regolano.
Nel momento in cui la congiuntura storica - le guerre di religione, la guerra civile in Inghilterra, la guerra dei Trent'anni - determina il caos civile e religioso, il compito principale che la riflessione politica moderna assegna allo stato è quello di proteggere la vita e di garantire la pace Lo stato, attraverso il monopolio del potere, neutralizza il disordine sociale e pompa fuori la violenza tipica dello stato di natura. La legittimazione dell'autorità dello stato dipende dalla decisione libera degli individui che ne pattuiscono l'edificazione.
Stato di natura con disordine e violenza Patto razionale e libero Stato civile organizzato in leggi condizione di ordine sociale e di pace