Documento sulla Sintesi Essenziale Articolo per Articolo della L. 241/90. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Diritto, offre una panoramica chiara e concisa della normativa amministrativa, analizzando i principi fondamentali e le procedure di conclusione dei procedimenti.
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L'attività amministrativa segue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, efficacia, pubblicità, imparzialità e trasparenza, nonché dai principi dell'ordinamento comunitario.
La P.A. non può aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze.
La P.A. quando adotta di atti di natura non autoritativa, agisce secondo le norme di diritto privato, salvo che la legge non disponga diversamente.
I soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative assicurano il perseguimento dei principi che reggono tutta l' attività amm.va.
Il procedimento si deve concludere con un provvedimento espresso entro trenta giorni e che solo in particolari casi, mediante regolamenti (da adottarsi mediante DPCM), è possibile stabilire un termine diverso, ma non superiore a centottanta giorni. Quanto stabilito si applica alle amministrazioni statali e agli enti pubblici statali, ma non ai procedimenti di verifica o autorizzativi concernenti i beni culturali e paesaggistici.
In merito alla sospensione dei termini di conclusione del procedimento, per l'acquisizione di certificati relativi a stati, fatti o qualità, può essere disposta per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni. Decorso i termini senza che sia concluso il procedimento, il ricorso è legittimato (purché avanzato entro un anno dalla scadenza) avverso il silenzio dell'amministrazione inadempiente anche in assenza di diffida ad adempiere.
La mancata emanazione del provvedimento nei termini costituisce anche elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, in termini di retribuzione di risultato.
Se l'inosservanza, dolosa o colposa, del termine di conclusione del procedimento causa un danno ingiusto al privato, quest'ultimo può richiedere alla PA il risarcimento del danno mediante ricorso al TAR, entro 5 anni dalla scadenza del termine. Quindi il mancato rispetto dei termini apre la via alla tutela risarcitoria ed espone l'amministrazione a responsabilità per omissione.
Ogni procedimento amministrativo, compresi quelli concernenti l'organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei concorsi, il personale, esclusi invece gli atti normativi, come i regolamenti, e gli atti a contenuto generale, deve essere motivato. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto, le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'Amministrazione in relazione alle risultanze dell'istruttoria. Se le ragioni di tale decisione risultano da un altro atto, richiamato nella decisione stessa, deve essere indicato e reso disponibile. In ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati il termine e l'autorità presso cui si può ricorrere.
Le P.A. incentivano l'uso della telematica sia nei rapporti interni che tra le diverse amministrazioni e tra queste e i privati
Se non già stabilito da legge o da regolamento, le P.A. sono tenute a determinare per ogni procedimento l'Unità Organizzativa responsabile dell'istruttoria, di ogni altro adempimento procedimentale, dell'adozione del provvedimento finale. Tali disposizioni sono rese pubbliche.
Il Dirigente dell'Unità Organizzativa provvede ad assegnare a sé o ad altro dipendenteaddetto la responsabilità dell'istruttoria, di ogni altro adempimento ed eventualmente dell'adozione del provvedimento finale. In mancanza di tale assegnazione il responsabile del procedimento è il funzionario preposto a quella Unità Organizzativa. Tali dati sono comunicati ai soggetti dell'art. 7 e, a richiesta, a chiunque vi abbia interesse.
Il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale.
Se non esistono esigenze di celerità, l'avvio del procedimento deve essere comunicato ai soggetti nei confronti dei quali tale provvedimento è destinato a produrre effetti diretti, a quelli che per legge devono essere informati e a coloro verso i quali il provvedimento può recare pregiudizio, se facilmente individuabili. L'Amministrazione può adottare, prima delle suddette comunicazioni, provvedimenti cautelari.
L'Amministrazione dà notizia dell'avvio del procedimento mediante comunicazione personale in cui devono essere indicati:
Se il numero di destinatari è troppo elevato, per cui la comunicazione personale è impossibile e/o troppo gravosa, l'amministrazione provvede a rendere noti i suddetti elementi mediante forme di pubblicità idonee. L'omissione della comunicazione può essere fatta rivalere solo dal soggetto interessato.
Può intervenire nel procedimento qualsiasi soggetto portatore di interessi pubblici o privati, oppure i portatori di interessi diffusi facenti parte di associazioni o comitati e che possano comunque avere un pregiudizio dal provvedimento.
I soggetti ai quali è destinato il provvedimento (vedi art. 7) e quelli che possono intervenire nel procedimento (art. 9) hanno diritto a:
Prima dell'adozione di un provvedimento negativo il responsabile del procedimento o l'autorità competente, comunicano tempestivamente al cittadino che ha fatto l'istanza, il motivo del mancato accoglimento della domanda. Il cittadino ha 10 giorni di tempo dal ricevimento di tale comunicazione per presentare osservazioni scritte ed eventuali documenti. Tale comunicazione interrompe i termini per la conclusione del procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o dalla scadenza del periodo di cui sopra. Se la P.A. non accoglie le osservazioni deve motivarlo nel provvedimento finale. Tali procedure non si applicano a: concorsi, procedimenti in materia previdenziale e assistenziale.
L'Amministrazione, in riferimento all'art 10, può concludere accordi con gli interessati sia per determinare il contenuto discrezionale dell'atto, sia per sostituirlo. In ogni caso non deve creare pregiudizio dei diritti dei terzi, e deve perseguire sempre il pubblico interesse. Per favorire gli accordi il responsabile del procedimento può organizzare incontri con il destinatario ed eventuali controinteressati. Gli accordi devono essere scritti, pena la nullità, e sono regolati dal codice civile in materia di obbligazioni e contratti. Quando l'accordo sostituisce il provvedimento questi deve subire gli stessi controlli del provvedimento. Per motivi di interesse pubblico l'amministrazione può recedere unilateralmente dall'accordo, ma se questo provoca pregiudizio per il privato, l'amministrazione ha l'obbligo di pagare un indennizzo. A tutela dell'imparzialità e del buon andamento dell'azione amministrativa, nei casi di conclusione di un accordo, la stipula dell'accordo stesso deve essere preceduta da una determinazione dell'organo competente per l'adozione del provvedimento. Le controversie di tali accordi sono di competenza del giudice amministrativo (giurisdizione esclusiva del TAR).
L'amministrazione deve subordinare la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici a persone ed enti pubblici e privati alla predeterminazione e pubblicazione dei criteri e modalità ai quali essa deve attenersi e la cui effettiva osservanza deve risultare dai singoli provvedimenti.
Tutte queste disposizioni non si applicano a:
Viene indetta di regola dall'Amministrazione procedente qualora sia opportuno esaminare contestualmente vari interessi pubblici coinvolti nello stesso procedimento. E' sempre indetta quando l'Amministrazione debba acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi e, lin questo caso, le determinazioni accordate nella conferenza sostituiscono i