Arte Etrusca: civiltà, tombe e templi, Prof.ssa Emanuela Pulvirenti

Slide della Prof.ssa Emanuela Pulvirenti su Arte Etrusca. Il Pdf, utile per la scuola superiore, esplora la civiltà etrusca, le tipologie di tombe e la struttura dei templi, con mappe e illustrazioni.

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CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL’ARTE www.didatticarte.it
prof.ssa Emanuela Pulvirenti
6. ARTE ETRUSCA
CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL’ARTE www.didatticarte.it
ARTE ETRUSCA prof.ssa Emanuela Pulvirenti
LA CIVILTÀ ETRUSCA
Fra le civiltà preromane emerge, per quantità e
qualità dei manufatti artistici, quella etrusca pre-
sente in Etruria (Toscana, Umbria occidentale e
Lazio settentrionale no a Roma).
L’Etruria non è uno stato unico: ogni città co-
stituisce un’unità politicamente autonoma, al
massimo potevano essere tra loro federate. Nel
periodo di massima espansione gli Etruschi arri-
varono alla Campania a sud e all’Emilia Roma-
gna a nord.
Con la cacciata dell’ultimo re di Roma etrusco
(Tarquinio il Superbo), la scontta initta dai
Greci a sud e dai Celti a nord il dominio etrusco
si indebolisce.
Con la caduta di Veio (396 a.C.) e la scontta,
un secolo dopo, ad opera dei Romani, gli etru-
schi si unicano alle altre popolazioni italiche.

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Anteprima

prof.ssa Emanuela Pulvirenti

ARTE ETRUSCA

LA CIVILTÀ ETRUSCA

Fra le civiltà preromane emerge, per quantità e qualità dei manufatti artistici, quella etrusca pre- sente in Etruria (Toscana, Umbria occidentale e Lazio settentrionale fino a Roma).

L'Etruria non è uno stato unico: ogni città co- stituisce un'unità politicamente autonoma, al massimo potevano essere tra loro federate. Nel periodo di massima espansione gli Etruschi arri- varono alla Campania a sud e all'Emilia Roma- gna a nord.

Con la cacciata dell'ultimo re di Roma etrusco (Tarquinio il Superbo), la sconfitta inflitta dai Greci a sud e dai Celti a nord il dominio etrusco si indebolisce.

Con la caduta di Veio (396 a.C.) e la sconfitta, un secolo dopo, ad opera dei Romani, gli etru- schi si unificano alle altre popolazioni italiche.

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URBANISTICA E ARCHITETTURA

I centri abitati sorgono generalmente in cima ad una collina, protetti da mura. Il tracciato, no- nostante le curve di livello, tende, tuttavia, ad essere regolare come si può osservare anche in molte necropoli.

Nelle mura si aprivano alcune porte, le prime, in Italia, ad essere realizzate con aperture ad arco reale (per distinguer- lo dallo pseudo-arco che, sostanzialmente, funziona come l'architrave). Uno degli esempi più antichi ancora esistente è quello di Volterra (IV sec. a.C.).

Negli archi il peso delle strutture è trasmesso dai vari conci fino al piedrit- to con una componente orizzontale.

Per la solidità dell'arco il piedritto deve poter assor- bire tale spinta orizzontale.

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LE TOMBE

La maggiore testimonianza dell'architettura etrusca è quella funeraria (dopo che le città furono distrutte dai Romani).

Gli Etruschi credevano che il defunto continuasse a vivere nella tomba per cui questa riproduce spesso gli ambienti domestici con varie camere comunicanti, arredi, suppellettili e decorazioni parietali. Ma le tipologie variano molto dato che ogni città era autonoma.

Tra le tipologie di tomba più diffuse c'è il tumulo, la tomba a cupola (simile alla tholos micenea con impianto circolare, sormontata da pseudocupola) e la tomba a pozzetto.

PRINCIPALI TOMBE ETRUSCHE

Le sepolture etrusche si adattano al tipo di terreno ove sono costruite e subiscono inoltre delle mutazioni strutturali dovute all'epoca di edifica- zione. Tutti i tipi di tomba si rifanno all'idea dell'estrema dimora come casa: alcune riproducono l'interno della casa come le camere delle tom- be a pozzetto, altre ne riproducono l'aspetto esterno.

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La tomba di Casale Marittimo

La tomba di Casale Marittimo (VII se. a.C.) è formata da una serie di anelli, costituiti da lastre di tufo, che si restringono progressiva- mente verso l'alto (pseudocupola).

Un pilastro rastremato sostiene la struttura.

Le pietre non sono smussate lungo la super- ficie interna della tholos (come nel tesoro di Atreo a Micene) per cui si crea un intradosso con gradini a spigolo vivo.

L'effetto è massiccio e barbarico e, nonostante i contatti con la cultura greca, si tratta di una concezione anti-clas- sica.

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Tombe a tumulo di Cerveteri

A Cervèteri si trovano grandi tombe a tumu- lo distribuite su due colline parallele.

I tumuli di terra sorgo- no su basamenti di pietra con forma cir- colare e contengono, al loro interno, am- bienti quadrangolari più o meno complessi.

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Camere funerarie etrusche

Le ricche camere funerarie sono autentici ca- polavori architettonici come nella Tomba de- gli scudi e delle sedie (VI sec. a.C.) o quella dei Rilievi (IV-II sec. a.C.).

La prima sembra un'abitazione con più stan- ze con tanto di sedili e letti.

La seconda è un'unica camera con tetto a spioventi e loculi lungo le pareti. I rilievi sulle pareti mostrano animali, scudi, elmi ed altri og- getti di uso comune.

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I TEMPLI

Non resta molto dei templi etruschi, a parte alcuni basamenti in pietra, poiché si trattava di strutture piuttosto effimere con due spioventi in legno.

Vitruvio li descrive come edifici larghi con tre celle parallele per tre diverse divinità, ampio pro- nao con quattro colonne di tipo tuscanico (simili a quelle doriche ma con fusto liscio e base sottostante).

Somiglia evidentemente a quello greco ma, a differenza di questo, sorgeva su un alto podio a cui si accedeva da un'ampia gradinata sul fronte.

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LA SCULTURA

La maggior parte delle sculture etrusche proviene dai corredi funerari (e d'altra parte quasi tut- ta l'arte di questa civiltà è legata alla religione e al culto dell'aldilà).

In questo contesto si inserisce la pratica divinatoria degli aruspici che leggevano nelle viscere degli animali il volere degli dei aiutandosi con modellini bronzei (come il famoso fegato ovino o fegato di Piacenza, del IV sec. a.C.) per identificare le corrispondenze tra mondo celeste e terrestre.

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Scultura etrusca: urne canopi

L'età arcaica della scultura etrusca è caratterizzata dalla produzione di urne, dette canopi, con coperchio a forma di testa umana, forse riproducente le fattezze del defunto.

Il canopo era poggiato su una sorta di sedile con schienale concavo inserito in un grande re- cipiente fittile (chiamato ziro) conservato nella camera sepolcrale.

Il volto è raffigurato in maniera sintetica e senza idealizzazione. Ciò che emerge è, invece, una sorta di tipizzazione cioè la volontà di cogliere ed accentuare gli elementi essenziali del viso per rappresentare un "tipo" fisico umano, piuttosto che uno specifico individuo.

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Sarcofagi fittili di Cerveteri

Da Cerveteri provengono alcuni sarcofagi fittili a forma di lettuccio conviviale con una o due persone recumbenti (cioè sdraiate sul fianco) nell'atto di partecipare al proprio banchetto fune- bre con i parenti viventi.

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Sarcofago degli Sposi

Uno degli esempi più celebri è il Sarcofago degli Sposi (520 a.C.) nel quale una coppia giace su un letto con materasso, coperta e cuscini. I personaggi tenevano degli oggetti in mano (oggi perduti) ed erano originariamente policromi.

Alcuni elementi sono di derivazione ionica: l'acconciatura, la finezza dei volti, il sorriso. Però l'impostazione è anticlassica con un evidente sbilanciamento dei pesi verso destra enfatizzato dall'assottigliarsi delle gambe a sinistra. I tratti sono spigolosi e gli occhi a mandorla un po' rial- zati. Più che un sorriso arcaico sembra un'espressione ironica.

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