Documento della Prof.ssa Zavan sulla medicina rigenerativa e i biomateriali. Il Pdf, una lezione universitaria di Biologia, esplora la teoria del femore rotto, le proprietà ideali dei biomateriali e la loro applicazione nella rigenerazione ossea, con esempi di materiali naturali e sintetici.
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Prof.ssa Zavan
La professoressa comincia la lezione presentando una foto di Margaret Mead, un'antropologa. Chi sono gli antropologi? Gli antropologi sono scienziati che studiano il comportamento delle popolazioni e dell'uomo. Negli anni '30 negli Stati Uniti, quando comincia ad esserci il benessere generale si sviluppa un grosso problema, quello della depressione degli adolescenti (presente anche oggi), e questa antropologa cominciò a studiarla utilizzando casi-controllo positivo, ovvero adolescenti non depressi di una particolare popolazione in Africa ponendosi lo scopo di trovare la differenza dello stato psicologico degli adolescenti in quella che noi definiamo civiltà e quella che noi non definiamo tale. Per spiegare la sua idea di civiltà, usò la definizione della teoria del femore rotto. La Mead disse che il primo segno di civiltà in una cultura antica era un femore rotto e poi guarito. Spiegò che nel regno animale, se ti rompi una gamba muori, diventi carne per bestie predatrici che si aggirano intorno. Nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l'osso guarisca. Un femore rotto che è guarito è la prova che qualcuno si è preso il tempo di stare con colui che è caduto, ne ha bendato la ferita, e lo ha aiutato a riprendersi. La teoria del femore rotto è alla base della medicina e della civiltà, il prendersi cura di un'altra persona che da solo morirebbe. La teoria del femore rotto prevede quindi anche la rigenerazione. L'ingegneria dei tessuti è un po' alla base della teoria del femore rotto; prevede la rigenerazione, prima in vitro poi in vivo, la rigenerazione di tessuti e organi danneggiati. Occuparsi di ingegneria dei tessuti prevede, necessariamente, di lavorare in un team che è anche ciò che viene richiesto ad un medico. L'ingegneria dei tessuti nasce circa 20 anni fa ed ha spesse volte cambiato nome da "ingegneria dei tessuti" a "medicina rigenerativa", si usa anche "medicina traslazionale" (portare risultati dal bancone del laboratorio al letto del paziente). Cosa è necessario? Certamente serve l'interazione medico-ricercatore nella quale il medico dice cosa deve essere sintetizzato ed il ricercatore propone opzioni che il medico possa effettivamente utilizzare. Successivamente, serve la chimica che aiuti a sviluppare i materiali, ingegneri che aiutini a sviluppare bioreattori e strategie per sviluppare specifici processi laboratoriali.
Le caratteristiche di un tessuto od una protesi devono essere quelle di:
I materiali usati si definiscono inerti, cioè, sostituiscono solo le funzioni della parte che cercano di sostituire. Con il tempo si sono sostituiti con materiali che interagiscono con il nostro corpo si definiscono biomateriali ed appunto devono essere:
Biocompatibility Host Response Non-Toxicity and Safety Mechanical Properties Corrosion Wear Resistance Fatigue Easy to use Minimal cost Accessible Sterilization
Tutte queste sono caratteristiche sia della fase di sviluppo ma sono caratteristiche che il medico deve conoscere; non dare mai per scontato che i prodotti che ci vengono forniti siano sicuri al 100% o che vadano bene per noi. Entriamo nel mondo dei biomateriali, che possono essere divisi in tre categorie:
Prelievo Controllo qualità donatore Controllo qualità tessuto Banche dei tessuti idoneità ! processazione e conservazione certificazione qualità e sicurezza distribuzione
Vediamo ora la ricostruzione di un tessuto, esaminiamo la ricostruzione di un osso. L'osso è un tessuto che può riguardare svariate implicazioni (es. maxillo faciale, ortopedia, chirurgia plastica ecc) Siamo passati da materiali inerti a biomateriali, che interagiscono con le cellule del tessuto circostante e lavorano in sinergia con esso. Ad esempio, per le protesi ossee sostitutive oggi si usa il titanio che si può usare anche per le viti nelle protesi dentarie. Regola fondamentale per la rigenerazione, un materiale o una protesi deve sempre ispirarsi a quello che c'è in natura, non ha senso forzare le cellule con un materiale diverso rispetto a quello con cui sono abituate ad utilizzare. La parte centrale di un osso, dove ci sono gli osteoblasti che producono nuova matrice, è trabecolare e non piena; quindi, anche nella rigenerazione si dovrà avere un materiale che ha dei fori per permettere alle cellule di entrare e, soprattutto, vascolarizzare l'osso. Abbiamo bisogno di un tessuto poroso in modo che le cellule che producono per prime l'osso arrivino e comincino a colonizzare il materiale. Qui abbiamo una protesi d'osso che viene piano piano colonizzato dalle stesse cellule (sempre dall'esterno verso l'interno) ed una volta colonizzato le cellule entrano e si differenziano in osteoblasti perché sentono un tessuto rigido (meccano-induzione).
Non è detto che sempre le cellule riescono ad integrarsi, un esempio sono gli aneurismi addominali ovvero il collasso dell'aorta addominale che si gonfia fino ad esplodere, il paziente viene operato e la strategia è quello di sostituire il tratto di aorta con un "tubo"; idealmente, inserendo il materiale, questo viene colonizzato da cellule, che cominciano a ricreare il tessuto. Purtroppo, nella pratica non funziona, c'è bisogno di una cosa veloce perchè non si può rischiare, ad esempio, un coagulo o danni simili. Il materiale di elezione in questo caso è il Goretex (utilizzato per le scarpe) che è un materiale impermeabile ed inerte e può essere suturato in loco, non crea problemi di alcun tipo anche se le cellule non si attaccheranno mai ad esso. Se le piastrine non formano il coagulo e il sangue mi può passare avanti e indietro, allora si tratta di un materiale perfetto. Quindi non sempre il fatto che ci siano le cellule è positivo o mi deve servire nella medicina, invece nell'osso è importante, perché se le cellule non entrano non si integra e quindi se un paziente ha avuto una