Documento da Università su Iodimetria e Iodiometria. Il Pdf esplora le tecniche di iodimetria e iodometria, le reazioni di riduzione e ossidazione, il potenziale elettrodico e la formazione dello ione trioduro, con esempi di ossidazione di solfiti, permanganato e bicromato, utile per lo studio della Chimica.
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Le analisi iodometrica e iodimetrica prevedono il coinvolgimento del sistema iodio-ioduro. La reazione di riduzione dello iodo elementare a ioduro è la seguente: 12 + 2e = 21- Eº = 0.535 volt Si ha il passaggio dello iodio da numero di ossidazione 0 a numero di ossidazione -1, quindi ognuno dei due atomi di iodio acquista 1 elettrone. Questa reazione è caratterizzata da un potenziale elettrodico standard di 0,535 volt, un potenziale che nella scala dei vari potenziali si trova in una situazione intermedia: questo fa sì che si comporti da ossidante nelle sostanze che seguono nell'elenco delle semi reazioni e da riducente nei confronti delle semi reazioni che sono sopra di lui nell'elenco. La reazione è scritta per convenzione nel senso della riduzione, ma il fatto che possa comportarsi sia da ossidante che da riducente significa che a seconda del suo pattern coinvolto nella reazione la reazione andrà nel verso della riduzione o dell'ossidazione generando due tecniche diverse di analisi, ossia la iodimetria e la iodometria.
La iodimetria è il metodo diretto nella quale lo iodio agisce come titolante ossidante ed è in grado di determinare e quantificare sostanze con caratteristiche riducenti. Comportandosi da ossidante lo iodio si riduce a ioduro. Red + 12 - 1- Quando si parla di iodio, in realtà si parla di ione trioduro perché lo iodio è insolubile in acqua, quindi non si può utilizzare tal quale in ambiente acquoso: l'espediente per potare in soluzione lo iodio è solubilizzarlo in un eccesso di ioduro alcalino: 12 + 1 => 13 (Keq = 7.1.102) Lo iodio, addizionato di ioduro, forma lo ione trioduro. La costante di equilibrio della reazione è molto alta, quindi la reazione è completamente spostata verso destra, per cui, tutto lo iodio presente in soluzione è presente come ione triioduro (I3-). 1Quello che effettivamente reagisce nella reazione di titolazione è lo ione I3: 13 + 2e- < > 31- Eº = 0.536 volt Lo ione I3- lo si potrebbe scrivere come [I-I-I]-, e rispetto allo iodio elementare (I2), in cui il numero di ossidazione è uguale a 0 e la molecola è simmetrica, nello ione trioduro si ha un'unica carica negativa. Per cui, estremizzando la situazione, si può dire che 2 di questi atomi di iodio hanno numero di ossidazione pari a 0, mentre uno ha numero di ossidazione pari a -1. Per cui, la reazione di riduzione dello ione trioduro, che porta alla formazione di 3 ioni ioduro, prevede sempre l'acquisizione di 2 elettroni, perché uno dei 3 ioni ha già in dotazione una carica negativa. Per cui, la reazione di riduzione dello iodo elementare a ioduro e la reazione di riduzione dello ione triioduro a ioduro sono le stesse, il numero di elettroni acquistati è sempre 2, tanto che anche il potenziale elettrodico standard nelle due reazioni è uguale. In realtà, quindi, quando si fanno le titolazioni nelle quali si utilizza lo iodio, si parla di iodio ma la soluzione che si standardizza e con cui si lavora è una soluzione di triioduro che viene preparata solubilizzando lo iodio in eccesso di ioduro alcalino, ma è indifferente scriverla in un modo o nell'altro perché il numero di elettroni scambiati è lo stesso e il potenziale, ossia la facilità con cui acquistano le due specie gli elettroni è identica, quindi posso trovarle scritte o utilizzando lo iodio o lo ioduro.
Le sostanze riducenti che reagiscono con lo ioduro sono molecole che si ossidano facilmente perché il potenziale elettrodico standard di riduzione dello iodio è modesto, quindi si tratta di un ossidante piuttosto debole. I casi più frequenti che vedono l'impiego dello iodio sono:
Nella iodometria si ha un approccio indiretto: quello che vado a determinare è una sostanza ossidante, quindi l'analita è un ossidante. Il sistema iodio-ioduro, ossia lo iodio, va incontro ad un processo di ossidazione, quindi dovrò sfruttare la reazione inversa, ossia quella di ossidazione dello ioduro a iodio. 0x I -D 8 2 L'analita con caratteristiche ossidanti reagisce con ioduro per trasformarlo in iodio. Questa reazione è fondamentale ed è una reazione nella quale all'interno della soluzione si ha una quantità di ioduro in eccesso che si mette come ioduro alcalino, come solido, direttamente nella soluzione, soluzione nella quale va l'analita con proprietà ossidanti. Questo ioduro è in eccesso, ma non in eccesso noto, non è una retrotitolazione, è una titolazione indiretta in cui si mette un eccesso di ioduro tale che l'ossidante che si mette nella soluzione trasforma lo ioduro in iodio in una quantità stechiometricamente equivalente all'ossidante che costituisce l'analita incognito, ma quello che si va a determinare non è lo ioduro rimasto in soluzione, ma è lo iodio formatosi che indirettamente dà l'informazione di quanto ossidante si aveva. L'eccesso di I- assicura la completa trasformazione dell'analita ossidante nella sua forma ridotta. 2- 22 2 5203 2- , 2 5406 Il secondo step prevede la reazione dello iodio con il tiosolfato che porta alla formazione del tetrationato.
4Le sostanze che si possono analizzare con questo approccio sono quelle con proprietà ossidanti: cerio, ione iodato, permanganato il bicromato, tutte sostanze che hanno un potenziale elettrodico standard superiore allo iodio che vengono sottoposte ad una prima fase di ossidazione dello ioduro a iodio a cui segue il procedimento comune con il tiosolfato. [Quando all'esame ci chiede di fare un esempio ci dice di scegliere un qualsiasi analita ad eccezione del cerio]