Documento dall'Universita degli Studi Roma Tre su Don Quijote de la Mancha I. Il Pdf offre un'analisi approfondita dell'opera, concentrandosi sulla narrativa, i tipi di narratore e la comicità, utile per lo studio universitario di Letteratura.
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decsity Don Quijote de la Mancha I Letteratura Spagnola Universita degli Studi Roma Tre 12 pag. Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Martinas99_(saccomentimartina@gmail.com)DON QUIJOTE DE LA MANCHA MIGUEL DE CERVANTES
Prima di iniziare a trattare il romanzo, bisogna fare alcune precisazioni terminologiche, come la distinzione tra narrativa e narrazione:
Nella cultura medievale influì moltissimo l'opera di Aristotele, intitolata "Poetica", poiché teorizzò una sistematizzazione dei generi, o meglio dire gli unici che potessero essere considerati tali, quali:
Questa sistematizzazione può essere riassunta con la differenza tra Storia e Poesia poiché avevano caratteristiche differenti, ovvero la Storia è un qualcosa di vero in quanto racconta ciò che è realmente successo, mentre la Poesia è solo un'imitazione della realtà ed è per questa ragione che racconta quello che sarebbe potuto accadere. La dicotomia si basa quindi sul "vero" e sul "verosimile", concetto che Aristotele stesso considerava più filosofico proprio per questo suo aspetto verosimile.
Inoltre analizzando questa classificazione di generi capiamo come per il filosofo molte forme di narrazione non era previste, come:
Questa loro assenza di tradizione, ovvero senza norme e regole classiche da dover seguire, i generi esclusi dalla sistematizzazione aristotelica si esprimevano con molta più libertà, come 1 Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Martinas99_(saccomentimartina@gmail.com)per questo il fattore della verosimiglianza o l'oscillazione terminologica tipici della narrativa, genere in cui troviamo appunto titoli come "Los libros .. ", "la vida de ... ", la novela, intesa proprio come novella, ed il romance, ovvero un componimento narrativo in ottosillabi tipico della tradizione culturale spagnola.
Come abbiamo detto, Aristotele fu fondamentale nel medioevo e questo suo ritorno fu possibile grazie alla traduzione latina del testo, citato precedentemente, di Giorgia Valla nel 1498 e del commento e della traduzione di Robortello nel 1448 poiché resero accessibili maggiormente le idee.
I primi due capitolo del romanzo sono importanti in quanto ci viene presentato il protagonista, ovvero il Quijote, ed assistiamo alla creazione di questo personaggio, anche se inizialmente non ci viene dette il suo nome, ma solo nel corso del primo capitolo.
Il primo capitolo si apre con la voce narrante che inizia appunto a raccontare la storia del Quijote, soffermandosi inizialmente sulla sua vita e sul suo modo di vivere e sappiamo infatti che è un hidalgo, ovvero proveniente da una famiglia benestante ma non appartenente né alla nobiltà né alla classe sociale più povera, che abitava con due servitori, una donna ed un uomo, e con sua nipote molto giovane. Questo aspetto sociale viene anche poi sottolineato da aspetti ancora più quotidiani, come il cibo, che aiutano il lettore a collocare il protagonista in un determinato status sociale. Ci viene fatta anche una descrizione alquanto dettagliata dell'aspetto fisico del Quijote, all'incirca di 50 anni, che capiamo essere molto magro: fisico magro (seco de carne) e viso scarno (enjuto de rostro). La focalizzazione sull'aspetto fisico del protagonista non è casuale, anzi ha una rilevanza nella comprensione della storia poiché tutti i tratti marcati semanticamente da Cervantes hanno una loro finalità ed in questo caso è quella di rappresentare il temperamento del Quijote, che vedremo nei capitoli successivi.
Successivamente il narratore descrive il modo di vivere di questo personaggio, che non potendo più svolgere nessuna mansione data la sua età, cominciò a leggere dei libri, nello specifico quelli di cavalleria ed arrivò persino a vendere i suoi averi per comprarseli. Inoltre ci viene anche detto come il Quijote avesse perso la testa per queste opere, tant'è che lo fecero diventare pazzo e con una fervida immaginazione. Questa informazione è fondamentale poiché rinchiude al suo interno un dato importante sia per la comprensione dell'opera che per quella delle idee dell'autore stesso. Infatti capiamo che sia presente l'autore stesso, che tramite sempre il narratore sta criticando i libri di cavalleria, che giudica per il loro stile troppo complicato sintatticamente e per il loro contenuto, che non si addiceva alla verità. Inoltre vengono citati anche proprio delle opere e degli autori, come per esempio Feliciano de Silva, che casualmente sono paragonati ad autori di opere più importanti, che in questo caso con ironia, però vengono sminuiti, come per esempio il paragone tra "El Cid" e "El caballero de la Ardiente Espada". Questa critica è rintracciabile anche nelle parole del narratore che, spiegando la modalità di racconto, dice che seguirà una linea veritiera della storia e questo è un chiaro richiamo sempre ai libri di cavalleria in quanto i loro autori trattavano di temi inverosimili, quindi "falsi". Da un punto di vista molto più critico, l'idea di Cervantes era la stessa di quella di Valdés poiché entrambi criticavano questo genere letterario proprio per la sua inverosimiglianza; mentre possiamo rintracciare anche un richiamo alle idee aristoteliche poiché secondo quest'ultime la veridicità degli eventi era concessa solo agli storici, o meglio dire agli autori di storie "vere" e, affermando che quella del Quijote è una storia vera, Cervantes sta paragonando il suo protagonista ad un individuo storico realmente esistito.
2 Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Martinas99_(saccomentimartina@gmail.com)La parte finale del capitolo si occupa della descrizione della creazione del Quijote e della sua vita da cavaliere. Per prima cosa si occupa delle armi, del suo cavallo, per il quale impiegherà 4 giorni per la scelta del nome, e poi di se stesso, decidendo così di chiamarsi Quijote seguito, come Amadis de Gaula, dalla sua regione, quindi la Mancha. In questo nome scelto vi è una particolarità importante, ovvero la particella "ote" che è presente anche nel nome di Lanzarote, una figura che comparirà guarda caso nel secondo capitolo, dove verranno ripresi dei suoi versi. L'ultima caratteristica che dovette sistemare fu quella della donna poiché, come tutti i cavalieri, anche lui aveva bisogno di un'amata alla quale mostrare le sue vittorie e decise quindi di scegliere Aldonza Lorenzo, alla quale diede il nome di Dulcinea del Toboso. Con questa creazione del caballero andante si assiste al passaggio del personaggio da comico a simbolo dell'idealismo in quanto la ragione principale che influenzò el Quijote fu quella di voler difendere i deboli dalla cruda realtà, dimostrando così la sua bontà. Il suo aspetto comico invece lo troviamo mentre sta sistemando il suo armamento poiché, non avendo un elmo ben fatto, decide di costruirne i pezzi mancanti con del cartone, che però rompe poco dopo poiché, avendo deciso di provarla, la taglia in 2 con la sua spada. Un aspetto comico lo si ritroverà anche nel secondo capitolo.
Dal punto di vista del narratore, abbiamo potuto appurare che è onnisciente poiché sa perfettamente ogni piccolo particolare della vita e del pensiero del Quijote. In questo capitolo però questa sua onniscienza si presenta in vari modi, ossia tramite un discorso diretto, forma poco usata ma che ritroviamo a pag. 77 con la presenza del "yo", ed un discorso indiretto libero, che invece è alla base proprio del capitolo e che il narratore utilizza per riportare il pensiero del personaggio. Alcuni esempi: pag. 72, 73, 74, 75 ... Inoltre vi è duplicità del narratore, ovvero nel testo compaiono altri autori sempre di opere sul Quijote, ai quali il nostro narratore fa riferimento, e questa pluridisciplinarietà, definibile anche come doppio, la si può analizzare come un gioco fittizio creato dall'autore.
Nel secondo capitolo assistiamo alla prima "uscita" del protagonista come Don Quijote de la Mancha, che però non si sentì realmente un caballero andante in quanto non era stato mai nominato tale e questo mise quasi a rischio la sua partenza. Decise quindi di essere nominato caballero dalla prima persona che avrebbe incontrato e si incamminò, senza un direzione stabilita. Durante questo percorso, inizialmente el Quijote parlò da solo sui tutti quei futuri autori/scrittori che parleranno nelle loro opere delle sue avventure da valoroso cavaliere, senza dimenticarsi del suo fortissimo ronzino, e poi la conversazione passò alla sua amata Dulcinea, alla quale si rivolge con un linguaggio arcaico. In tutto ciò, essendosi ormai fatto buio, decise di raggiungere una locanda non molto lontana, che raggiunse poco dopo e dove venne accolto da delle giovani ragazze. Da questa scena in poi ci saranno delle serie di equivoci fatti dal Quijote, che fondamentalmente fraintende la realtà oggettiva delle cose e non a caso scambia questa locanda come un castello e le ragazze, che in realtà erano delle prostitute, come delle damas. Ad accentuare questa sua immaginazione, c'è anche un porquero che suonando un corno che viene visto dal Quijote come uno gnomo che sta annunciando il suo arrivo.
Dopo essere arrivato alla locanda, oltre agli equivoci, iniziano anche una serie di momenti comici, come per esempio proprio il suo arrivo poiché el Quijote si rivolge a queste ragazze con un linguaggio arcaico che non viene però compreso, anzi fece mettere a ridere le damas. Sentendo questi schiamazzi, arriva anche il ventero, che decise di burlarsi del Quijote e di stare quindi al suo "gioco", ovvero gli cominciò a parlare arcaicamente, facendo anche 3 Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Martinas99_(saccomentimartina@gmail.com)