Analisi del Don Quijote de la Mancha I, Universita Roma Tre

Documento dall'Universita degli Studi Roma Tre su Don Quijote de la Mancha I. Il Pdf offre un'analisi approfondita dell'opera, concentrandosi sulla narrativa, i tipi di narratore e la comicità, utile per lo studio universitario di Letteratura.

Mostra di più

13 pagine

Don Quijote de la Mancha I
Letteratura Spagnola
Universita degli Studi Roma Tre
12 pag.
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: Martinas99_ (saccomentimartina@gmail.com)
DON QUIJOTE DE LA MANCHA
MIGUEL DE CERVANTES
Narrativa, narrazione e tipi di narratore…
Prima di iniziare a trattare il romanzo, bisogna fare alcune precisazioni terminologiche,
come la distinzione tra narrativa e narrazione:
1. Narrazione: con questo termine si indica l’atto di narrare la storia;
2. Narrativa: termine con cui si indica il genere letterario che comprende delle opere, in
cui l’autore espone fatti reali, più o meno liberamente interpretati o puramente
immaginari: il romanzo, la fiaba, la novella ecc… Generalmente le opere narrative sono
scritte in prosa, ma ci sono anche narrazioni con forma poetica che ne fanno sempre
parte, come per esempio l’Odissea e/o l’Orlando Furioso, due testi molto importanti
per la cultura spagnola del ‘500 e del ‘600.
Nella cultura medievale influì moltissimo l’opera di Aristotele, intitolata ‘’Poetica’’, poiché
teorizzò una sistematizzazione dei generi, o meglio dire gli unici che potessero essere
considerati tali, quali:
1. Tragedia e Commedia: le caratteristiche principali di questi generi sono la
rappresentazione e la forma del dialogo;
2. Epopea o Epica: caratterizzate da una diegesi o narrazione, nella quale è possibile
trovare anche forme di dialogo.
Questa sistematizzazione può essere riassunta con la differenza tra Storia e Poesia poiché
avevano caratteristiche differenti, ovvero la Storia è un qualcosa di vero in quanto racconta
ciò che è realmente successo, mentre la Poesia è solo un’imitazione della realtà ed è per
questa ragione che racconta quello che sarebbe potuto accadere. La dicotomia si basa
quindi sul ‘’vero’’ e sul ‘’verosimile’’, concetto che Aristotele stesso considerava più filosofico
proprio per questo suo aspetto verosimile.
Inoltre analizzando questa classificazione di generi capiamo come per il filosofo molte forme
di narrazione non era previste, come:
1. Racconti e novelle con cornice: tradizione mediorientale, come ‘’Mille e una notte’’, le
opere ‘’El libro del caballero y del escudero’’, ‘’Libro de los ejemplos del Conde
Lucanor’’ scritti da Don Juan Manuel nel XIV secolo ed anche il ‘’Decameron’’ di
Giovanni Boccaccio. Autori come Bandello, Giraldi, Cinzio e lo stesso Cervantes ne
prenderanno punto con le Novelas ejemplares.
2. Racconto della propria vita: opere come ‘’L’asino d’oro di Apuleio’’, ‘’Confessioni di S.
Agostino’’ ed il ‘’Lazarillo de Tormes’’, che seguono uno schema epistolare, dal quale
nascerà poi la novela picaresca.
3. Generi narrativi che nascono dalla lirica: ovvero la poesía cancioneril che divenne poi
‘’Novela sentimental’’ nel XV secolo), l’égloga, ovvero diálogo lírico pastoril cui
esponente era Garcilaso de la Vega, che diventerà poi ‘’Novela pastoril’’ nel XVI secolo;
4. Generi narrativi che nascono dal poema epico medievale (materia di Francia,
materia di Bretagna): libros de caballerías (Amadís de Gaula e sequel) e poemi
cavallereschi (Orlando Furioso).
Questa loro assenza di tradizione, ovvero senza norme e regole classiche da dover seguire, i
generi esclusi dalla sistematizzazione aristotelica si esprimevano con molta più libertà, come
1
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: Martinas99_ (saccomentimartina@gmail.com)

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Don Quijote de la Mancha I: Introduzione

decsity Don Quijote de la Mancha I Letteratura Spagnola Universita degli Studi Roma Tre 12 pag. Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Martinas99_(saccomentimartina@gmail.com)DON QUIJOTE DE LA MANCHA MIGUEL DE CERVANTES

Narrativa, narrazione e tipi di narratore

Prima di iniziare a trattare il romanzo, bisogna fare alcune precisazioni terminologiche, come la distinzione tra narrativa e narrazione:

  1. Narrazione: con questo termine si indica l'atto di narrare la storia;
  2. Narrativa: termine con cui si indica il genere letterario che comprende delle opere, in cui l'autore espone fatti reali, più o meno liberamente interpretati o puramente immaginari: il romanzo, la fiaba, la novella ecc ... Generalmente le opere narrative sono scritte in prosa, ma ci sono anche narrazioni con forma poetica che ne fanno sempre parte, come per esempio l'Odissea e/o l'Orlando Furioso, due testi molto importanti per la cultura spagnola del '500 e del '600.

Influenza di Aristotele e la sistematizzazione dei generi

Nella cultura medievale influì moltissimo l'opera di Aristotele, intitolata "Poetica", poiché teorizzò una sistematizzazione dei generi, o meglio dire gli unici che potessero essere considerati tali, quali:

  1. Tragedia e Commedia: le caratteristiche principali di questi generi sono la rappresentazione e la forma del dialogo;
  2. Epopea o Epica: caratterizzate da una diegesi o narrazione, nella quale è possibile trovare anche forme di dialogo.

Questa sistematizzazione può essere riassunta con la differenza tra Storia e Poesia poiché avevano caratteristiche differenti, ovvero la Storia è un qualcosa di vero in quanto racconta ciò che è realmente successo, mentre la Poesia è solo un'imitazione della realtà ed è per questa ragione che racconta quello che sarebbe potuto accadere. La dicotomia si basa quindi sul "vero" e sul "verosimile", concetto che Aristotele stesso considerava più filosofico proprio per questo suo aspetto verosimile.

Forme di narrazione non previste da Aristotele

Inoltre analizzando questa classificazione di generi capiamo come per il filosofo molte forme di narrazione non era previste, come:

  1. Racconti e novelle con cornice: tradizione mediorientale, come "Mille e una notte", le opere "El libro del caballero y del escudero", "Libro de los ejemplos del Conde Lucanor" scritti da Don Juan Manuel nel XIV secolo ed anche il "Decameron" di Giovanni Boccaccio. Autori come Bandello, Giraldi, Cinzio e lo stesso Cervantes ne prenderanno punto con le Novelas ejemplares.
  2. Racconto della propria vita: opere come "L'asino d'oro di Apuleio", "Confessioni di S. Agostino" ed il "Lazarillo de Tormes", che seguono uno schema epistolare, dal quale nascerà poi la novela picaresca.
  3. Generi narrativi che nascono dalla lirica: ovvero la poesía cancioneril che divenne poi "Novela sentimental" nel XV secolo), l'égloga, ovvero diálogo lírico pastoril cui esponente era Garcilaso de la Vega, che diventerà poi "Novela pastoril" nel XVI secolo;
  4. Generi narrativi che nascono dal poema epico medievale (materia di Francia, materia di Bretagna): libros de caballerías (Amadís de Gaula e sequel) e poemi cavallereschi (Orlando Furioso).

Questa loro assenza di tradizione, ovvero senza norme e regole classiche da dover seguire, i generi esclusi dalla sistematizzazione aristotelica si esprimevano con molta più libertà, come 1 Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Martinas99_(saccomentimartina@gmail.com)per questo il fattore della verosimiglianza o l'oscillazione terminologica tipici della narrativa, genere in cui troviamo appunto titoli come "Los libros .. ", "la vida de ... ", la novela, intesa proprio come novella, ed il romance, ovvero un componimento narrativo in ottosillabi tipico della tradizione culturale spagnola.

Diffusione delle idee aristoteliche

Come abbiamo detto, Aristotele fu fondamentale nel medioevo e questo suo ritorno fu possibile grazie alla traduzione latina del testo, citato precedentemente, di Giorgia Valla nel 1498 e del commento e della traduzione di Robortello nel 1448 poiché resero accessibili maggiormente le idee.

El Quijote: capitolo 1

I primi due capitolo del romanzo sono importanti in quanto ci viene presentato il protagonista, ovvero il Quijote, ed assistiamo alla creazione di questo personaggio, anche se inizialmente non ci viene dette il suo nome, ma solo nel corso del primo capitolo.

Presentazione del protagonista e del suo contesto sociale

Il primo capitolo si apre con la voce narrante che inizia appunto a raccontare la storia del Quijote, soffermandosi inizialmente sulla sua vita e sul suo modo di vivere e sappiamo infatti che è un hidalgo, ovvero proveniente da una famiglia benestante ma non appartenente né alla nobiltà né alla classe sociale più povera, che abitava con due servitori, una donna ed un uomo, e con sua nipote molto giovane. Questo aspetto sociale viene anche poi sottolineato da aspetti ancora più quotidiani, come il cibo, che aiutano il lettore a collocare il protagonista in un determinato status sociale. Ci viene fatta anche una descrizione alquanto dettagliata dell'aspetto fisico del Quijote, all'incirca di 50 anni, che capiamo essere molto magro: fisico magro (seco de carne) e viso scarno (enjuto de rostro). La focalizzazione sull'aspetto fisico del protagonista non è casuale, anzi ha una rilevanza nella comprensione della storia poiché tutti i tratti marcati semanticamente da Cervantes hanno una loro finalità ed in questo caso è quella di rappresentare il temperamento del Quijote, che vedremo nei capitoli successivi.

La passione per i libri di cavalleria e la critica di Cervantes

Successivamente il narratore descrive il modo di vivere di questo personaggio, che non potendo più svolgere nessuna mansione data la sua età, cominciò a leggere dei libri, nello specifico quelli di cavalleria ed arrivò persino a vendere i suoi averi per comprarseli. Inoltre ci viene anche detto come il Quijote avesse perso la testa per queste opere, tant'è che lo fecero diventare pazzo e con una fervida immaginazione. Questa informazione è fondamentale poiché rinchiude al suo interno un dato importante sia per la comprensione dell'opera che per quella delle idee dell'autore stesso. Infatti capiamo che sia presente l'autore stesso, che tramite sempre il narratore sta criticando i libri di cavalleria, che giudica per il loro stile troppo complicato sintatticamente e per il loro contenuto, che non si addiceva alla verità. Inoltre vengono citati anche proprio delle opere e degli autori, come per esempio Feliciano de Silva, che casualmente sono paragonati ad autori di opere più importanti, che in questo caso con ironia, però vengono sminuiti, come per esempio il paragone tra "El Cid" e "El caballero de la Ardiente Espada". Questa critica è rintracciabile anche nelle parole del narratore che, spiegando la modalità di racconto, dice che seguirà una linea veritiera della storia e questo è un chiaro richiamo sempre ai libri di cavalleria in quanto i loro autori trattavano di temi inverosimili, quindi "falsi". Da un punto di vista molto più critico, l'idea di Cervantes era la stessa di quella di Valdés poiché entrambi criticavano questo genere letterario proprio per la sua inverosimiglianza; mentre possiamo rintracciare anche un richiamo alle idee aristoteliche poiché secondo quest'ultime la veridicità degli eventi era concessa solo agli storici, o meglio dire agli autori di storie "vere" e, affermando che quella del Quijote è una storia vera, Cervantes sta paragonando il suo protagonista ad un individuo storico realmente esistito.

La creazione del Quijote cavaliere

2 Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Martinas99_(saccomentimartina@gmail.com)La parte finale del capitolo si occupa della descrizione della creazione del Quijote e della sua vita da cavaliere. Per prima cosa si occupa delle armi, del suo cavallo, per il quale impiegherà 4 giorni per la scelta del nome, e poi di se stesso, decidendo così di chiamarsi Quijote seguito, come Amadis de Gaula, dalla sua regione, quindi la Mancha. In questo nome scelto vi è una particolarità importante, ovvero la particella "ote" che è presente anche nel nome di Lanzarote, una figura che comparirà guarda caso nel secondo capitolo, dove verranno ripresi dei suoi versi. L'ultima caratteristica che dovette sistemare fu quella della donna poiché, come tutti i cavalieri, anche lui aveva bisogno di un'amata alla quale mostrare le sue vittorie e decise quindi di scegliere Aldonza Lorenzo, alla quale diede il nome di Dulcinea del Toboso. Con questa creazione del caballero andante si assiste al passaggio del personaggio da comico a simbolo dell'idealismo in quanto la ragione principale che influenzò el Quijote fu quella di voler difendere i deboli dalla cruda realtà, dimostrando così la sua bontà. Il suo aspetto comico invece lo troviamo mentre sta sistemando il suo armamento poiché, non avendo un elmo ben fatto, decide di costruirne i pezzi mancanti con del cartone, che però rompe poco dopo poiché, avendo deciso di provarla, la taglia in 2 con la sua spada. Un aspetto comico lo si ritroverà anche nel secondo capitolo.

Il narratore onnisciente e la sua duplicità

Dal punto di vista del narratore, abbiamo potuto appurare che è onnisciente poiché sa perfettamente ogni piccolo particolare della vita e del pensiero del Quijote. In questo capitolo però questa sua onniscienza si presenta in vari modi, ossia tramite un discorso diretto, forma poco usata ma che ritroviamo a pag. 77 con la presenza del "yo", ed un discorso indiretto libero, che invece è alla base proprio del capitolo e che il narratore utilizza per riportare il pensiero del personaggio. Alcuni esempi: pag. 72, 73, 74, 75 ... Inoltre vi è duplicità del narratore, ovvero nel testo compaiono altri autori sempre di opere sul Quijote, ai quali il nostro narratore fa riferimento, e questa pluridisciplinarietà, definibile anche come doppio, la si può analizzare come un gioco fittizio creato dall'autore.

Primera salida: capitolo 2

Nel secondo capitolo assistiamo alla prima "uscita" del protagonista come Don Quijote de la Mancha, che però non si sentì realmente un caballero andante in quanto non era stato mai nominato tale e questo mise quasi a rischio la sua partenza. Decise quindi di essere nominato caballero dalla prima persona che avrebbe incontrato e si incamminò, senza un direzione stabilita. Durante questo percorso, inizialmente el Quijote parlò da solo sui tutti quei futuri autori/scrittori che parleranno nelle loro opere delle sue avventure da valoroso cavaliere, senza dimenticarsi del suo fortissimo ronzino, e poi la conversazione passò alla sua amata Dulcinea, alla quale si rivolge con un linguaggio arcaico. In tutto ciò, essendosi ormai fatto buio, decise di raggiungere una locanda non molto lontana, che raggiunse poco dopo e dove venne accolto da delle giovani ragazze. Da questa scena in poi ci saranno delle serie di equivoci fatti dal Quijote, che fondamentalmente fraintende la realtà oggettiva delle cose e non a caso scambia questa locanda come un castello e le ragazze, che in realtà erano delle prostitute, come delle damas. Ad accentuare questa sua immaginazione, c'è anche un porquero che suonando un corno che viene visto dal Quijote come uno gnomo che sta annunciando il suo arrivo.

Momenti comici e fraintendimenti

Dopo essere arrivato alla locanda, oltre agli equivoci, iniziano anche una serie di momenti comici, come per esempio proprio il suo arrivo poiché el Quijote si rivolge a queste ragazze con un linguaggio arcaico che non viene però compreso, anzi fece mettere a ridere le damas. Sentendo questi schiamazzi, arriva anche il ventero, che decise di burlarsi del Quijote e di stare quindi al suo "gioco", ovvero gli cominciò a parlare arcaicamente, facendo anche 3 Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Martinas99_(saccomentimartina@gmail.com)

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.