Nascita e diffusione del cristianesimo: contesto storico e religioso

Slide sulla nascita e diffusione del cristianesimo. Il Pdf esplora il contesto storico e religioso della Palestina, la formazione dello Stato di Giudea e il ruolo del Sinedrio, la figura di Gesù e l'emergere del cristianesimo. Questo documento di Storia per la Scuola superiore è utile per un ripasso o per l'apprendimento di base della materia.

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14 pagine

Nascita e diffusione
del cristianesimo
CAPITOLO 19
La nascita dello Stato di Giudea
Gli Ebrei ebbero, da sempre, una vita di peregrinazioni,
guerre, deportazioni e dominazioni straniere (es. Babilonesi,
Egizi, Persiani, Alessandro Magno)
Vari popoli conquistarono la Palestina («la Terra Promessa»)
dove gli Ebrei si erano stanziati partendo 2000 anni prima di
Cristo dalla Mesopotamia
Nel 168 a.C. gli Ebrei si ribellarono ai Siriani (dopo la morte
di Alessandro Magno erano sorti i regni ellenistici, tra cui il
Regno di Siria) e crearono uno Stato indipendente chiamato
Stato di Giudea furono vietati i culti politeisti e le persone
non ebree furono costrette a convertirsi

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Anteprima

Nascita e diffusione del cristianesimo

La nascita dello Stato di Giudea

CAPITOLO 19La nascita dello Stato di Giudea

  • Gli Ebrei ebbero, da sempre, una vita di peregrinazioni, guerre, deportazioni e dominazioni straniere (es. Babilonesi, Egizi, Persiani, Alessandro Magno)
  • Vari popoli conquistarono la Palestina («la Terra Promessa») dove gli Ebrei si erano stanziati partendo 2000 anni prima di Cristo dalla Mesopotamia
  • Nel 168 a.C. gli Ebrei si ribellarono ai Siriani (dopo la morte di Alessandro Magno erano sorti i regni ellenistici, tra cui il Regno di Siria) e crearono uno Stato indipendente chiamato Stato di Giudea > furono vietati i culti politeisti e le persone non ebree furono costrette a convertirsi

SIRIA Tirob Mare Mediterraneo Galilea Lago di Tiberiade Nazareth Cesareao Samaria Samaria° Gerasa 0 Giordano Emmaus O Gerico Gerusalemme o Betlemmeº Ascalona o Giudea Gazao Ebron Mar Morto DEI NABATEI Masada REGNO DEI Sinai FENICIA

Al tempo dei Romani

  • Nel 63 a.C. la Palestina fu conquistata dalle legioni romane guidate da Pompeo
  • Lo Stato di Giudea rimase formalmente governato dai propri sovrani MA fu soggetto al controllo di Roma: divenne uno stato vassallo con confini ristretti e costretto a pagare pesanti tributi

MAR NERO Illiria Danubio · Roma Bitinia e Ponto Tracia Italia GALAZIA Tigri COMMAGENE Epiro Asia CAPPADOCIA REGNO DEI PARTI Acaia Atene Cilicia Siria Licia Creta · Emesa Cipro · Damasco MAR MEDITERRANEO GIUDEA Cirenaica Alessandria EGITTO Milo Dominio romano Stati vassalli di Roma Regni indipendenti ARMENIA · Bisanzio Macedonia Sicilia Eufrate

Il governo della Palestina

  • Il re governava con l'aiuto del sinedrio cioè l'assemblea politica e religiosa del popolo ebraico
  • Dopo la cacciata dell'ultimo re (il figlio e successore di re Erode), nel 6 d.C. la Palestina entrò a far parte della provincia siriana divenendo un governatorato romano a tutti gli effetti
  • I romani imposero un prefetto il quale governava in nome dell'imperatore ma mantennero il sinedrio

3/31 37353 32/3 42/ 4 / 974 =1696763 63 61 52 57 5953514 4850 52 545658 60/62/64 6 68 70| The Sanhedrim.RE aveva potere politico SINEDRIO Consiglio di sacerdoti e magistrati aveva Il Sinedrio era libero di emettere qualunque sentenza, tranne quelle che prevedevano la condanna a morte, per cui occorreva l'assenso del re potere religioso e civile: · far rispettare la Legge biblica; · tenere i rapporti con il governatore romano; · presiedere il tribunale di Gerusalemme.1

La nascita di Gesù

  • Gesù nacque a Betlemme al tempo di Augusto (63 a.C. - 14 d.C.): il suo nome ebraico è Yeshua
  • Al tempo di Augusto il re era Erode detto «Il Grande» per la magnificenza degli edifici che fece costruire nella capitale Gerusalemme
  • Era un uomo spietato, si dice infatti che ordinò la «strage degli innocenti» cioè l'uccisione di tutti i bambini maschi per colpire Gesù: infatti si era diffusa la voce che era nato un nuovo profeta il quale avrebbe condotto l'umanità nel regno di Dio

La situazione religiosa in Palestina

  • Gli Ebrei erano divisi in numerose sette alcune erano più propense a collaborare con il governo romano, altre non lo erano e desideravano l'indipendenza: crisi interna > si scontrano i religiosi più influenti che fanno affari con i romani, e i poveri che seguono il nuovo profeta e si riuniscono intorno a Giovanni detto Battista perché nel fiume Giordano somministrava il battesimo simbolo di purificazione dal denaro e dal potere
  • Gesù si definiva «figlio di Dio» non un semplice profeta ma un Messìa, che significa «unto» (equivalente del greco Christòs) cioè consacrato da Dio per compiere una missione divina
  • Per Giovanni e i suoi seguaci egli era stato inviato da Dio (secondo la tradizione ciò avvenne anche per i profeti dell'Antico Testamento - su cui si basava la religione ebraica) per dare nuova forza agli Ebrei e riportarli sulla retta via > per questi motivi all'inizio il cristianesimo era percepito come una delle tante sette ebraiche

La figura storica di Gesù di Nazareth

La presenza di Gesù in Palestina è attestata da molti fonti storiche. Gesù scelse tra i suoi discepoli dodici uomini che lasciarono tutto per seguirlo: gli Apostoli, dal greco "inviati" arrivando a Gerusalemme per la festa ebraica della Pasqua, si scontrò con il Sinedrio, più attento alle cose terrene Nacque a Betlemme da Maria e il falegname Giuseppe intorno all'anno 6 o 7 a.C. sotto Erode sintetizzabile nel messaggio convertitevi perché il Regno di Dio è vicino dopo la cena, in cui divise il pane e il vino con gli Apostoli, fu arrestato e consegnato dalle autorità religiose ai Romani: il Sinedrio lo accusava di empietà per essersi proclamato il Figlio di Dio I suoi genitori fuggirono in Egitto per sottrarlo alla strage degli innocenti dopo aver ricevuto il battesimo, Gesù percorse la Giudea e la Galilea predicando il Vangelo, dal greco buona novella il governatore Ponzio Pilato lo condannò alla crocifissione nell'anno 30, quando Gesù aveva 33 anni, ciò avvenne sotto l'imperatore Tiberio

Secondo i Vangeli

Ponzio Pilato non voleva condannare Gesù, ma subì la pressione della folla tre giorni dopo la crocifissione, la tomba di Gesù fu trovata vuota. Gesù apparve a Maria Maddalena e agli Apostoli quaranta giorni dopo, Gesù ascese al cielo i cristiani chiamarono questo giorno domenica da Dominus, giorno del Signore queste apparizioni furono interpretate come segni della sua resurrezione evento commemorato nel giorno dell'Ascensione

Una nuova religione: dottrina e diffusione

Noi conosciamo la predicazione di Gesù grazie ai Vangeli degli apostoli Matteo, Marco, Luca e Giovanni: il capo degli Apostoli era Pietro, il pescatore, a cui Gesù aveva affidato la sua Chiesa, dal greco ekklesia cioè «comunità dei fedeli»; però fu Paolo di Tarso (ebreo convertito) a organizzare le prime comunità cristiane grazie ai suoi viaggi in numerose città dove contribuì alla creazione di nuove comunità di fedeli, egli giunse fino a Roma dove fu condannato a morte nel 67 d.C. all'epoca di Nerone (qui fu martirizzato anche Pietro nel 64 d.C.)

  • pregava
  • raccontava parabole (racconti semplici per far comprendere a tutti verità difficili)
  • compiva miracoli

Gesù

  • non ha mai incoraggiato a non pagare le tasse
  • non ha mai incoraggiato alla rivolta armata, il suo messaggio era spirituale e non politico: «il mio Regno non è di questo mondo» > predicava la venuta del «regno di Dio»
  • sosteneva l'uguaglianza di tutti gli uomini (anche donne e schiavi): fu seguito soprattutto dai poveri1

La predicazione di Paolo di Tarso

  • Paolo predicava il messaggio di Gesù sia pubblicamente nelle piazze e nei luoghi di ritrovo, sia privatamente nelle lettere che mandava alle comunità di cristiani che si stavano formando in tutto il Mediterraneo e in Asia Minore (vedi cartina pag. 98)
  • Utilizzava la lingua greca in modo da farsi comprendere da tutti
  • Fu chiamato «apostolo dei gentili» cioè di coloro che non sono ebrei («gentili») > Il cristianesimo divenne così una vera e propria religione universale, autonoma dall'ebraismo che rivolgeva il suo messaggio di salvezza a tutti (anche donne e schiavi, anche non ebrei)1

La nascita delle «chiese»

  • Le prime comunità chiamate «chiese» (ekklesia) erano assemblee di fedeli che si riunivano in abitazioni private o nelle catacombe per pregare, seguendo persone stimate chiamate «presbiteri» (anziani in greco)
  • Erano poste sotto l'autorità di un vescovo (episkopos in greco) eletto dai fedeli che controllava tutte le chiese di un territorio chiamato «diocesi»: organizzazione piramidale (il vescovo più importante era quello di Roma - comunità fondata da Pietro e Paolo)
  • Per diventare cristiani era necessario il battesimo (purificazione dal peccato originale), poi si entrava nella comunità e si accettava l'autorità morale e spirituale dei presbiteri e dei vescovi, i quali si mantenevano grazie alle elemosine dei fedeli (servivano anche per i poveri e per chi scappava da guerre e persecuzioni)

Le persecuzioni

64-67 70 95 111-113 303-304 Nerone accusa i cristiani dell'incendio di Roma. Centinaia le vittime tra cui gli apostoli Pietro e Paolo Vespasiano distrugge il tempio di Gerusalemme Domiziano perseguitò i cristiani sotto l'accusa di empietà (si rifiutavano di fare sacrifici all'imperatore-dio) Traiano fu più tollerante e ricercò solo i cristiani contro cui era stata fatta una denuncia firmata Diocleziano ordina di bruciare i libri cristiani e di ridurre in schiavitù chi rifiuta di abbandonare il cristianesimo: ultima persecuzione

  • Le comunità cristiane si discostavano dal resto della popolazione perché obbedivano a proprie norme e non seguivano i riti tradizionali: per questo attiravano l'ostilità del popolo e per alcuni imperatori divennero «capri espiatori» accusati di ogni crimine soprattutto durante periodi di crisi e di calamità (poiché, secondo i romani, avevano offeso gli dèi)
  • Nel I e II secolo iniziano le prime persecuzioni ma tra il II e il III secolo la situazione si aggrava: i cristiani furono arsi vivi, crocifissi, divorati dalle belve > per i loro confratelli divennero "martiri".

La crisi culturale del mondo greco-latino

La diffusione del cristianesimo fu capillare (vedi cartina pag.99) proprio perché questa nuova religione rispondeva ad esigenze che la religione romana-pagana non considerava: rapporto intimo tra Dio e uomo, cosa ci aspetta dopo la morte (sopravvivenza dell'anima) > la crisi del III secolo (crisi politica, economica, sociale, culturale) ampliò queste esigenze in quanto il mondo romano era ormai allo sbando: senato privo di poteri, cittadini non più attivi politicamente nelle assemblee, non si svolgevano elezioni pubbliche, era in continuo aumento il divario sociale tra aristocrazia e plebe, aumentavo le rivolte nelle province che ostacolavano i commerci e cresceva la pressione delle popolazioni «barbare» sui confini settentrionali e orientali dell'impero > gli uomini avevano quindi bisogno di rassicurazioni e si diffondono culti e filosofie per portare speranza e consolazione (es. neoplatonismo)

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