Documento del Prof. di Virgilio su bronchite cronica, enfisema ed asma. Il Pdf esplora le patogenesi comuni, le alterazioni morfologiche e funzionali di queste patologie respiratorie ostruttive, con schemi e immagini esplicative per gli studenti universitari di Biologia.
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Continuiamo il discorso delle BPCO, di cui le due espressioni più importanti sono l'enfisema e la bronchite cronica. La cosa importante da ricordare è che la patogenesi alla base di queste due malattie è comune, ovvero una risposta infiammatoria cronica. Quest'ultima però produce delle alterazioni morfologiche diverse, che però comunque poi provocano la stessa alterazione funzionale, cioè la riduzione del flusso aereo. Non casualmente perciò l'enfisema e la bronchite cronica sono considerate due esempi di BPCO (Bronco Pneumopatie Cronico Ostruttive), perché sono caratterizzate entrambe dalla riduzione del flusso aereo.
BPCO: PATOGENESI INFIAMMAZIONE Patologia piccole vie aeree Infiammazione bronchiale Rimodellamento bronchiale Distruzione parenchimale Perdita attacchi alveolari Riduzione tono elastico Bronchite cronica Enfisema RIDUZIONE DEL FLUSSO AEREO
Nel caso della bronchite cronica, le manifestazioni patologiche interessano essenzialmente le piccole vie aeree, provocando un'infiammazione bronchiale e bronchiolare estremamente marcata, che causa un cospicuo rimodellamento delle pareti bronchiali. Cosa vuol dire "rimodellamento delle pareti bronchiali"? Il termine verrà spiegato tramite le prossime diapositive.
Nell'enfisema abbiamo lo stesso processo di infiammazione che però provoca un'estesa distruzione del parenchima polmonare, quindi dei setti interalveolari del tessuto interstiziale, con una perdita degli attacchi alveolari sui bronchioli, per esempio. Siccome viene massicciamente interessato il tessuto interstiziale, si ha soprattutto una forte riduzione del tono elastico. Si ricordi che nell'enfisema non si ha quella diffusa fibrosi del tessuto interstiziale che in altre patologie (come nella sarcoidosi) provoca invece una riduzione della capacità vitale, poiché nel caso dell'enfisema quello che è interessato primariamente è il tessuto elastico dei setti alveolari e interalveolari. La riduzione del tono elastico del polmone è una delle caratteristiche essenziali che sostengono poi l'effetto funzionale, cioè la riduzione del flusso aereo.
Quindi, in entrambi i casi, c'è una forte riduzione del flusso aereo che può dipendere da una riduzione del ritorno elastico polmonare, come nel caso dell'enfisema, o da un incremento delle resistenze al flusso aereo (comunque il risultato funzionale è lo stesso).
1(N.B. leggere la formula nella slide a destra) È importante ricordare che, indipendentemente da quale dei due effetti si manifesti (riduzione della capacità del ritorno elastico o dall'aumento delle resistenze anatomiche al flusso dell'aria) comunque si combinino questi due effetti, avendo al denominatore l'incremento delle resistenze e al numeratore il ritorno elastico polmonare, il flusso aereo si riduce.
La broncopneumopatia cronica ostruttiva: stato dell'arte BPCO : Anatomia-patologica e fisiopatologia Fisiopatologia Į Flusso = + Pressione di ritorno elastico î Resistenze Parenchima Vie aeree periferiche · Infiammazione e distruzione · Perdita attacchi alveolari · Infiammazione e rimodellamento · Restringimento del lume (ENFISEMA) (BRONCHIOLITE) Riduzione della pressione di ritorno elastico Aumento delle resistenze Limitazione al flusso aereo
Da ricordare anche che, soprattutto nel caso della bronchite cronica, ma anche in parte nel caso dell'enfisema, queste alterazioni, come vedremo in seguito, possono essere combinate. Stante la predominanza, per esempio nel caso della bronchite cronica, di una forte riduzione del flusso aereo dipendente dall'incremento delle resistenze bronchiali e bronchiolari, tuttavia a questo quadro anatomico possono associarsi anche lesioni enfisematose. Parimenti nel caso dell'enfisema, alle lesioni anatomiche predominanti, può anche associarsi un quadro bronchitico.
Riassumendo: nel caso dell'enfisema predomina la riduzione della pressione di ritorno elastico del polmone, mentre nel caso della bronchite cronica è predominante la stenosi del lume delle vie aeree, dipendente dall'infiammazione per l'aumento della mucosa della parete bronchiale.
Dal punto di vista macroanatomico, le alterazioni principali riguardano il polmone, che sarà interessato da iperemia e dal forte edema polmonare (essendoci infiammazione non sorprende che ci sia anche edema polmonare) i quali interessano non soltanto la mucosa bronchiale, ma anche tutto lo spessore della parete bronchiale; a ciò si accompagna la produzione di una cospicua secrezione mucosa, il catarro, che accompagna sempre la bronchite cronica, che può portare anche alla formazione di stampi mucosi (indicati come "casts" nella diapositiva), che improntano proprio il lume delle vie bronchiali internamente.
Dal punto di vista istopatologico/microanatomico, fondamentali sono una serie di fattori (da ricordare bene, perché spiegano ci sarà una cospicua riduzione dei flussi aerei che declinano il significato del termine "rimodellamento" visto in precedenza). Essi sono:
cronica, dal punto di visto istologico è caratterizzata da un infiltrato tipico dell'infiammazione acuta, perché ricco soprattutto di neutrofili, che ritroviamo anche nel secreto bronchiale che si accumula nelle vie respiratorie nel corso di questa malattia.
cilindrico monostratificato ciliato; nel corso della bronchite cronica questo epitelio va incontro a metaplasia squamosa, ovvero viene sostituito da epitelio piatto pluristratificato (come quello dell'epidermide); all'interno di questo epitelio squamoso possono essere presenti anche fenomeni displastici, indicazione dello stato di sovrastimolazione e disfunzione dell'epitelio stesso. Queste metaplasie squamose con problemi displastici possono essere considerate anche lesioni pre-cancerose: il polmone bronchitico predispone allo sviluppo di ulteriori alterazioni patologiche, come l'adenocarcinoma polmonare.
L'INDICE L'indice di Reid è l'espressione del rapporto tra lo spazio occupato dalle ghiandole mucipare presenti sulla parete bronchiale e lo spessore della parete bronchiale, non tenendo conto dello spessore occupato dalla cartilagine. Questo rapporto (spessore della parete occupato dalle ghiandole / spessore occupato dalla parete bronchiale complessiva) è quello che nel corso della bronchite cronica è fortemente incrementato, perché in questo caso aumenta molto più lo spessore occupato dalle ghiandole (a causa dell'iperplasia e dell'iperplasia) rispetto allo DI REID Epitelio bronchiale a-b = wall Ghiandole bronchiali Membrana basale Cartilagine c-d = gland Epitelio bronchiale può mostrare metaplasia squamosa Reid index = gland wall d b 4