Elementi di post-didattica: innovazione e approccio post-digitale

Documento dall'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia su Elementi di post-didattica. Il Pdf esplora l'innovazione didattica attraverso l'approccio post-digitale, analizzando la conoscenza ecosistemica e i principali modelli di apprendimento. Vengono discussi gli ambienti digitali e la valutazione a supporto della didattica.

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Elementi di post-didattica
Digital Education (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)
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Didattica e Approccio Post-Digitale
TEMI e RICERCHE per L’INNOVAZIONE DIDATTICA
La Conoscenza Ecosistemica
Chiara Panciroli analizza gli sviluppi della conoscenza nel XX secolo, evidenziando come le teorie e i
principi tradizionali abbiano ampliato il campo di ricerca, rivelando anche i limiti delle vecchie architetture
della conoscenza. Negli anni Novanta, la biologia ha contribuito a vedere la realtà come un perenne stato
transitorio, rendendo la conoscenza un metodo di esplorazione soggettiva.
L'approccio ecosistemico alla conoscenza implica identificare relazioni nei vari contesti e capire le
interconnessioni dinamiche. Questo richiede un cambiamento nel modo di relazionarsi ai diversi campi della
conoscenza. Bronfenbrenner, con gli studi sull'ecologia dello sviluppo umano, evidenzia la necessità di
comprendere empiricamente le situazioni ambientali e le percezioni delle persone coinvolte.
La complessità di Morin guida la formazione verso una struttura aperta e autopoietica, dove il sistema
educativo apprende dalle proprie azioni.
I setting dell’insegnamento devono considerare elementi materiali, strumentali, sociali, culturali, affettivi e
relazionali.
La conoscenza è influenzata dalla complessità del contesto attuale e dalle situazioni emergenti che richiedono
interpretazioni da prospettive multiple. Caruana e Borghi sostengono che i concetti sono una combinazione di
elementi-processi diversi, legati alle esperienze personali.
Perry indaga come la rappresentazione della conoscenza dipenda dai temi disciplinari e dalle esperienze
soggettive.
In sintesi, la conoscenza ecosistemica è un processo dinamico e interconnesso, influenzato da esperienze
individuali e contesti complessi.
Conoscenza e apprendimento
Sostenere un approccio ecosistemico alla conoscenza nella didattica implica la revisione delle principali teorie
dell'apprendimento per favorire l'innovazione.
Comportamentismo: Questa teoria considera il condizionamento una componente che interagisce con
l'attività intellettuale umana, dove l'apprendimento avviene attraverso contingenze di rinforzo. Gli
studenti apprendono in modo graduale, dalle nozioni semplici a quelle complesse, con una verifica
oggettiva delle competenze tramite moduli formali.
Cognitivismo: Qui, la conoscenza è vista come un'attività interna svolta da una mente razionale e
autonoma che riproduce modelli astratti del mondo esterno. L'intelligenza e le capacità cognitive
dell'individuo sono enfatizzate, e l'intuizione gioca un ruolo cruciale nell'apprendimento, influenzato
dall'ambiente.
Costruttivismo: Questo approccio si concentra sul soggetto che apprende piuttosto che sul contenuto.
La conoscenza è frutto di una costruzione negoziata e condivisa all'interno di comunità di pratica.
L'apprendimento esperienziale coinvolge il soggetto in nuove esperienze, con un'importanza particolare
data all'osservazione riflessiva e alla sperimentazione attiva per testare ipotesi e alternative.
Gli studi neuroscientifici offrono una comprensione più profonda dei meccanismi cerebrali
dell'apprendimento, evidenziando le interconnessioni tra percezione, azione, emozione e cognizione.
Queste scoperte riconoscono l'importanza del radicamento della conoscenza nel corpo-cervello,
aiutando a spiegare le difficoltà di apprendimento.Varela sottolinea come la cognizione sia fondata sul
sistema senso-motorio parlando ci embodied cognition, ossia la conoscenza incarnata nel corpo e
basata sull’esperienza integrata e multisensoriale con il mondo.
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Anteprima

Didattica e Approccio Post-Digitale

La Conoscenza Ecosistemica

Chiara Panciroli analizza gli sviluppi della conoscenza nel XX secolo, evidenziando come le teorie e i principi tradizionali abbiano ampliato il campo di ricerca, rivelando anche i limiti delle vecchie architetture della conoscenza. Negli anni Novanta, la biologia ha contribuito a vedere la realtà come un perenne stato transitorio, rendendo la conoscenza un metodo di esplorazione soggettiva.

L'approccio ecosistemico alla conoscenza implica identificare relazioni nei vari contesti e capire le interconnessioni dinamiche. Questo richiede un cambiamento nel modo di relazionarsi ai diversi campi della conoscenza. Bronfenbrenner, con gli studi sull'ecologia dello sviluppo umano, evidenzia la necessità di comprendere empiricamente le situazioni ambientali e le percezioni delle persone coinvolte.

La complessità di Morin guida la formazione verso una struttura aperta e autopoietica, dove il sistema educativo apprende dalle proprie azioni.

I setting dell'insegnamento devono considerare elementi materiali, strumentali, sociali, culturali, affettivi e relazionali.

La conoscenza è influenzata dalla complessità del contesto attuale e dalle situazioni emergenti che richiedono interpretazioni da prospettive multiple. Caruana e Borghi sostengono che i concetti sono una combinazione di elementi-processi diversi, legati alle esperienze personali.

Perry indaga come la rappresentazione della conoscenza dipenda dai temi disciplinari e dalle esperienze soggettive.

In sintesi, la conoscenza ecosistemica è un processo dinamico e interconnesso, influenzato da esperienze individuali e contesti complessi.

Conoscenza e apprendimento

Sostenere un approccio ecosistemico alla conoscenza nella didattica implica la revisione delle principali teorie dell'apprendimento per favorire l'innovazione.

  • Comportamentismo: Questa teoria considera il condizionamento una componente che interagisce con l'attività intellettuale umana, dove l'apprendimento avviene attraverso contingenze di rinforzo. Gli studenti apprendono in modo graduale, dalle nozioni semplici a quelle complesse, con una verifica oggettiva delle competenze tramite moduli formali.
  • Cognitivismo: Qui, la conoscenza è vista come un'attività interna svolta da una mente razionale e autonoma che riproduce modelli astratti del mondo esterno. L'intelligenza e le capacità cognitive dell'individuo sono enfatizzate, e l'intuizione gioca un ruolo cruciale nell'apprendimento, influenzato dall'ambiente.
  • Costruttivismo: Questo approccio si concentra sul soggetto che apprende piuttosto che sul contenuto. La conoscenza è frutto di una costruzione negoziata e condivisa all'interno di comunità di pratica. L'apprendimento esperienziale coinvolge il soggetto in nuove esperienze, con un'importanza particolare data all'osservazione riflessiva e alla sperimentazione attiva per testare ipotesi e alternative.
  • Gli studi neuroscientifici offrono una comprensione più profonda dei meccanismi cerebrali dell'apprendimento, evidenziando le interconnessioni tra percezione, azione, emozione e cognizione. Queste scoperte riconoscono l'importanza del radicamento della conoscenza nel corpo-cervello, aiutando a spiegare le difficoltà di apprendimento. Varela sottolinea come la cognizione sia fondata sul sistema senso-motorio parlando ci embodied cognition, ossia la conoscenza incarnata nel corpo e basata sull'esperienza integrata e multisensoriale con il mondo.

La didattica è un ambito di riflessione che si articola in fasi operative progettuali, attuative e valutative, creando dispositivi formativi per sostenere l'acquisizione della conoscenza. Si tratta di una scienza dei processi di insegnamento e apprendimento, strutturata per raggiungere specifici obiettivi.

La mediazione è un concetto chiave, dove l'insegnante funge da mediatore, sostenendo dimensioni socio-relazionali, cognitive, motivazionali ed etiche. La mediazione implica la rappresentazione della realtà attraverso simulazioni per facilitare l'apprendimento. I mediatori didattici includono persone, oggetti, situazioni e contesti che facilitano il processo di insegnamento. Damiano classifica i mediatori in quattro tipologie: attivi, iconici, analogici e simbolici, organizzati in mediatori caldi (simulazione e gioco di ruolo) e freddi (visualizzazione). Il digitale ha introdotto nuovi mediatori sintetici o tecnologici che integrano vari media e linguaggi in un'unica piattaforma, rendendo gli spazi fisici e digitali per la didattica importanti mediatori per la costruzione della conoscenza.

Il Feedback nella Didattica

La letteratura didattica recente evidenzia il feedback come elemento chiave nello sviluppo dell'apprendimento, concentrandosi su come fornire e gestire i processi di feedback. Winston e Carless distinguono tra paradigmi tradizionali (trasmissivi e unidirezionali) e paradigmi costruttivi (collaborativi e interattivi).

Nel primo, il docente fornisce informazioni puntuali sui risultati, mentre nel secondo il feedback è continuo e sostiene l'apprendimento attivo e il sense-learning.

Nel contesto cognitivista, il feedback è una strategia di valutazione dell'apprendimento che include commenti valutativi e indicazioni correttive. Questo tipo di feedback, detto estrinseco, si concentra sugli input forniti dal docente agli studenti. Tuttavia, spesso viene trascurata la relazione tra feedback e il processo di apprendimento dello studente, poiché i docenti tendono a enfatizzare i propri commenti e correzioni.

Il feedback intrinseco, secondo Laurillard (2012), non richiede l'intervento del docente e deriva dalle azioni stesse degli studenti, permettendo loro di progredire gradualmente verso l'obiettivo. Questo tipo di feedback è essenziale per un apprendimento costruttivista ed esperienziale, sostenendo una continua interazione formativa tra docente e studenti.

Hattie e Timperley identificano quattro livelli di feedback:

  • compito,
  • processo,
  • autoregolamentazione
  • e self.

Il feedback motiva gli studenti e migliora la comprensione dei materiali delle lezioni. La motivazione, come evidenziato da Keller (2010), è stimolata da:

  • argomenti rilevanti,
  • coinvolgimento attivo, collaborazione, strategie didattiche appropriate
  • e valorizzazione delle componenti affettivo-emotive.

Il modello ARCS di Keller individua quattro categorie di variabili motivazionali:

  • attenzione,
  • rilevanza,
  • fiducia

e soddisfazione. Queste categorie aiutano i docenti a mantenere alta la motivazione degli studenti. La letteratura suggerisce tre dimensioni principali del feedback:

  • regolamentazione,
  • trasformazione
  • e motivazione, tutte interconnesse per sostenere l'apprendimento degli studenti.

Apprendimento e Insegnamento: Modello C.L.A.S

Il modello didattico può essere inteso come uno schema concettuale che connette diversi elementi caratteristici della didattica, assicurando una lettura coerente e organica all'interno di un paradigma non predefinito, favorendo il riconoscimento delle correlazioni tra i vari elementi che compongono la realtà nella sua multidimensionalità. Il modello C.L.A.S. mette in relazione vari elementi per definire un disegno progettuale e attuativo incentrato su una struttura ecosistemica della conoscenza, presupponendo un ruolo attivo degli studenti e diverse funzioni del docente. Gli elementi fondamentali del modello sono:

  • Contesto: La progettazione delle attività deve considerare i contesti formali (scuola e università) e non formali (musei, teatri, biblioteche, agenzie sportive), creando un dialogo con le agenzie del territorio per condividere e arricchire le finalità educative.
  • Linguaggi: L'apprendimento diventa più significativo quando le idee e i concetti astratti sono associati a immagini, suoni e corporeità. Questo approccio attiva preconoscenze, sviluppa capacità di problematizzazione, crea connessioni e stimola l'intelligenza emotiva e motivazionale.
  • Ambiente: L'ambiente di apprendimento deve essere aperto, polivalente e multispaziale, integrando spazi tradizionali e digitali. Questi includono laboratori specializzati, piattaforme di e-learning, repository, spazi digitali collaborativi e ambienti di rielaborazione creativa.
  • Strategie didattiche: Il modello utilizza strategie didattiche innovative come Cooperative Learning, Flipped Learning e Project-Based Learning, integrate con metodi tradizionali. L'insegnante deve predisporre stimoli coerenti con il background degli studenti e osservare i loro stili di apprendimento per progettare esperienze educative efficaci.

Il modello C.L.A.S. si basa su un design didattico che connette continuamente elementi interni ed esterni del contesto educativo, favorendo una costruzione attiva della conoscenza da parte degli studenti. Laurillard (2014) propone un "Design for Learning" in cui il docente è un mediatore coinvolgente, non solo un trasmettitore di conoscenza, per promuovere abilità cognitive di alto livello. La progettazione didattica si sviluppa a livello macro e micro, considerando:

  • cosa fanno gli attori coinvolti,
  • come interagiscono,
  • gli obiettivi,
  • i mediatori, le consegne
  • e la coerenza complessiva delle attività. Per sostenere un approccio ecosistemico dell'aula, gli insegnanti devono gestire un delicato equilibrio tra:
  • connessioni,
  • strategie didattiche,
  • contenuti disciplinari
  • e applicazioni tecnologiche. La classe ecosistemica risulta dalla fusione di attrezzature concettuali/strumentali, aspettative/percezioni ed esperienze, consentendo a studenti e insegnanti di ridefinire processi tradizionali, testare nuove ipotesi e raggiungere risultati innovativi.

Intelligenza Artificiale ed Educazione

L'Intelligenza Artificiale (IA) sta assumendo un ruolo emergente nell'ambito dell'Educational Technology, con applicazioni che spaziano dal tecnologico all'economico, dal politico al sociologico, e dal culturale all'educativo.

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