Slide da Università su Teoria Tecnica e Didattica delle Attività Motorie di Gruppo Ricreative e del Tempo Libero. Il Pdf esplora le attività motorie di gruppo, focalizzandosi sui benefici di forza e resistenza, e descrivendo discipline come TRX, Bodypump, Crossfit, aerobica, step, Zumba, fitboxe, functional training, ginnastica posturale, hydrobike, judo, karate, kranking, military fitness e rowing, per studenti universitari di Educazione fisica.
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Lezione blended 1: Classificazione delle attività motorie di gruppo: È determinante per sapere quali tipo di attività proporre per i miei utenti in quanto ogni utente ha caratteristiche e prerogative differenti, è quindi importante individuare le attività più performanti per il risultato che vuole ottenere.
A seconda delle fasi della vita in cui ci si trova, le attività che stimolano la forza possono apportare diversi benefici: Nei soggetti giovani l'aumento di trofia muscolare conseguente all'allenamento di forza permette di prevenire vizi posturali dovuti appunto da una mancata efficienza muscolare. Nei soggetti in età evolutiva, un corretto allenamento di forza porta ad un aumento della densità ossea che previene in futuro il processo di demineralizzazione ossea. Nei soggetti più avanti con l'età le attività di forza consentono alla muscolatura di conservare il grado di trofismo muscolare portando ad una serie di vantaggi anche di natura metabolica in quanto una muscolatura capace di esprimere adeguatamente una buona quantità di forza e quindi che conserva un buon grado di trofismo muscolare contribuisce a ottimizzare la capacità insulinica (molto spesso nel soggetto adulto, magari anche sovrappeso, un deficit della sensibilità insulinica può aprire la via ad una serie di problematiche e patologie di natura metabolica). Sempre nei soggetti più anziani, mantenere un buon grado di forza contribuisce a contrastare il processo di demineralizzazione delle ossa (cioè perdita graduale della matrice) che si realizza appunto quando la performance muscolare non è adeguata. Generalmente l'allenamento di forza aiuta anche a:
È importante far notare che l'attività motoria svolge un ruolo preventivo nei confronti delle problematiche sopracitate e che quindi, è bene praticare attività motoria ben prima del raggiungimento dell'età anziana e non successivamente all'insorgere di eventuali problematiche.
È un altro parametro fondamentale ed è ancora più legato al concetto di efficienza cardiocircolatorio. Possiamo senza dubbio affermare che, ad una buona performance di resistenza corrisponde una buona performance cardiocircolatorio che si riflette in modo positivo su tanti altri aspetti. Uno dei più importanti di questi aspetti è l'aumento dell'efficienza cognitiva con un conseguente rallentamento del declino cognitivo che interessa l'età più anziana. Nell'ultimo decennio le attività motorie proposte dai centri sportivi hanno rivolto la loro attenzione anche nei confronti delle persone più anziane che praticando sport e aumentando la loro capacità di resistenza tendono a conservare meglio le loro capacità cognitive dal declino, che può realizzarsi in intensità diverse fino a sfociare in stadi più gravi come la demenza senile o halzeimer. La maggior parte di queste complicazioni ha quasi sempre alla base una problematica di natura cardiocircolatorio (infarto, ipertensione, diabete e/o insulinoresistenza). Questo è solo uno dei tanti benefici che possiamo trarre dalle attività di resistenza. Praticare questo tipo di attività contribuisce a:
Per far sì che queste condizioni si verifichino le sedute di allenamento devono protrarsi per tempi medio-lunghi. A prescindere dall'intensità l'attività deve avere una durata quasi mai inferiore ai 25-30'. Alcuni esempi di attività di gruppo che stimolano la resistenza sono: gruppi di aerobica coreografica, step, Zumba, fitboxe.
!! Bisogna precisare che se le attività motorie di gruppo, sotto un punto di vista didattico vengono classificate sotto questi aspetti, nella pratica stimolano e coinvolgono tutti questi aspetti in modo più globale, seppur con un differente grado di sollecitazione per ciascuno di essi. x es: Una seduta di aerobica coreografica sicuramente contribuisce a sollecitare lo sviluppo delle capacità coordinative ma porterà anche ad un adattamento di tipo cardiocircolatorio aumentando la capillarizzazione, portando ad un miglioramento mitocondriale e quindi incrementando l'efficienza degli enzimi ossidativi, e potrà sollecitare anche la forza qualora venisse utilizzato un sovraccarico come una banda elastica o un manubrio.
Lezione blended 2: La definizione degli obiettivi è un momento estremamente importante in quanto, solo dopo aver individuato quali obiettivi il nostro utente vuole perseguire possiamo scegliere il tipo di attività da proporre e da svolgere. Spesso capita che il cliente che si affaccia per la prima volta in un contesto sportivo, non abbia le idee molto chiare sugli obiettivi che vuole raggiungere e tende a vederli come un qualcosa di difficile da raggiungere. In questi casi spesso si parla di persone adulte, che non si sono mai allenate prima e che quindi vivono fin da subito il contesto della struttura sportiva come qualcosa che a loro non è familiare. Quando gli obiettivi prefissati sono confusi è probabile che il risultato da ottenere venga visto come qualcosa di difficile da raggiungere per vari motivi: contesto non familiare; attività mai svolte prima; grande impegno di costanza e applicazione. È proprio in questo caso che la preparazione dell'allenatore svolge un ruolo importantissimo, innanzitutto per spiegare anche le tempistiche con cui gli obiettivi vengono raggiunti in quanto un'errata collocazione temporale dei risultati sperati può creare insicurezza e demotivazione. L'allenatore fin dall'inizio dovrà essere in grado di illustrare cosa accadrà nei primi periodi di allenamento e in quelli successivi. x es: se ad una persona sedentaria viene detto che in 10 giorni perderà 10 kg e questo non accade, subentrerà una sorta di sfiducia.
. Occorrerà quindi illustrare le possibili opzioni sottolineando i benefici correlati a ciascun tipo di attività ma anche i fattori di rischio che potrebbero derivare da specifiche circostanze per evitare situazioni non consone ad ogni grado di utenza. Quando per esempio incappiamo in utenti giovani che vogliono "bruciare le tappe" usando delle resistenze o dei sovraccarichi non consoni alla loro condizione.
L'individuazione degli obiettivi apre la strada alla programmazione, elemento determinante e fondamentale dell'allenamento in quanto ci consente di fare un'analisi preventiva delle tappe che raggiungeremo, determinandone i contenuti e prevedendo eventuali vantaggi e risorse necessarie e poterle collocare su una linea temporale che deve essere ben chiara. Non esiste allenamento senza programmazione in quanto è solo programmando che possiamo farci un'idea su quali risultati aspettarsi nel corso del nostro percorso. Questo ci porta a suddividere gli obiettivi da raggiungere in: